Via Giacomo Venezian


Via Giacomo Venezian è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Via Luciano Manara e Via della Paglia. Questa strada era originariamente uno dei diversi rami dell'attuale Via della Paglia, già Vicolo dei Fienili, finché nel 1916 il Comune di Roma non decise di fare ordine in quest'area stradale che, dal punto di vista toponomastico, rischiava di essere confusionaria. In linea con le nuove strade del vicino Quartiere di San Cosimato, si decise di dedicare due rami della strada a patrioti: Giacomo Venezian e Luigi Masi. Questa breve ma caratteristica strada fu dedicata quindi a Giacomo Venezian, patriota triestino caduto nel 1849 nella difesa della Repubblica Romana e ricordato anche da un busto in Via di San Pancrazio, nella parte compresa nel Quartiere Aurelio.

Via della Paglia


Via della Paglia è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Piazza di Santa Maria in Trastevere e Via Luigi Masi. Originariamente la strada era chiamata Vicolo dei Fienili, e questo fatto è facilmente riconducibile alle numerose rimesse di cavalli e fienili presente in questa parte di Trastevere posta tra Santa Maria in Trastevere e le pendici del Gianicolo, dove fino all'annessione di Roma al Regno d'Italia l'abitato trasteverino tendeva a finire. Questo non era inoltre l'unico toponimo della zona a richiamare la presenza di rimesse equine: anche il vicino Vicolo della Frusta deve probabilmente il proprio nome a un'osteria così chiamata proprio perché frequentata da guidatori di carrozze a cavalli. Queste rimesse erano ancora attive fino a pochi decenni fa.
Nel 1871, tuttavia, il Comune di Roma decise di fare ordine nella toponomastica di Roma, e per evitare la confusione con la Via dei Fienili nel Rione Ripa, questa strada diventò Vicolo della Paglia.
Tale strada andò inoltre ad annettere la vecchia Vicolo del Cimitero di Santa Maria in Trastevere, che corrisponde al tratto che costeggia la Basilica di Santa Maria in Trastevere, compreso tra Piazza di Santa Maria in Trastevere e Piazza di Sant'Egidio.
Il cimitero da cui questo tratto di strada prendeva il nome oggi non è più esistente, ed era annesso all'Oratorio di San Giuseppe, Santa Maria Addolorata e delle Anime del Purgatorio, risalente al 1819.
L'altra parte della strada, conserva ancora in parte caratteristiche compatibili con quelle semi-rurali che poteva riscontrare nel XIX Secolo, come l'imponente muro spoglio entro il quale è stato costruito un istituto scolastico superiore, che caratterizzano questo tratto di strada come un'area tranquilla a pochi metri da una zona di Trastevere più caotica. Originariamente questo tratto comprendeva anche Via Luigi Masi e Via Giacomo Venezian, ma nel 1916 la strada - elevata al rango di Via della Paglia - fu riordinata, e questi due rami vennero dedicati a due patrioti.

Altri siti che ne parlano:
- Via della Paglia - in Roma Segreta

Largo Maria Domenica Fumasoni Biondi


Largo Maria Domenica Fumasoni Biondi è una strada del Rione Trastevere situata lungo Via della Paglia. Tale strada altro non era fino a non molto tempo fa che un allargamento della strada lungo cui si trova, finché nel 1964 il Comune di Roma non decise di dedicare tale spazio a Maria Domenica Fumasoni Biondi (Roma 1766 - Milano 1828), archeologa che, durante uno scavo in una sepoltura di epoca romana, riscoprì la tessitura con fibre d'amianto e, per questa ragione, nella targa stradale è ricordata come "benemerita dell'artigianato".


La breccia di Porta Pia



La battaglia per Roma si svolse il 20 settembre del 1870 tra gli zuavi Pontifici, che difendevano la città, e i bersaglieri guidati da Raffaele Cadorna, decretò la fine dello Stato Pontificio e l'annessione di Roma al Regno d'Italia.
L'11 settembre era stato dato l'ordine d'attacco nei confronti dello Stato della Chiesa e i generali Bixio, Ferrero, Angioletti, Cosenz e Mazé, con le loro cinque divisioni ne invasero i confini. I soldati pontifici non opposero grandi resistenze e si ritirarono dentro Civitavecchia e Roma.

Quadro di Salvatore Cammarano intitolato '19 settembre 1870'

Il 14 settembre, dopo aver conquistato il Lazio il grosso dell'esercito di Cadorna giunse alla Giustiniana, e fu raggiunto presto dalle truppe di Angioletti. Il giorno successivo fu diramata una lettera al generale Kanzler, che difendeva Roma, in cui si chiedeva la resa incondizionata della città, intanto i battaglioni si schieravano attorno alle mura, installando le batterie di artiglieria. Il Luogotenente generale Cadorna stabilì il comando a Villa Albani.


Il piano d'attacco prevedeva che le truppe dei generali Ferrerero, Cosenz, Mazé attaccassero a Nord, tra le Vie Flaminia e Prenestina, quelle di Angioletti a Sud mentre Bixio, che veniva da Civitavecchia, avrebbe sferrato l'attacco verso Trastevere.
Le tre batterie della 12° divisione furono posizionate a cavallo della Via Salaria, le due dell'11° divisione furono poste a cavallo della Via Nomentana.
Le tre batterie della riserva, 5°6° e 8°, comandate dal Maggiore Luigi Pelloux, invece, dovevano effettuare il tiro di breccia, ed erano poste a circa mille metri dalle mura.
La risposta di Kanzler al messaggio fu che avrebbe difeso la città con ogni mezzo.

L'attacco a Porta San Giovanni 

Alle cinque di mattina del 20 settembre iniziò il cannoneggiamento delle mura a Porta San Giovanni da parte delle batterie di artiglieria della IX Divisione, poi furono attaccate Porta Maggiore e i Tre Archi verso Porta San Lorenzo.
Le artiglierie della II Divisione sotto il comando di Bixio cominciarono presto a bersagliare Porta San Pancrazio a Trastevere. Alle 5.10 partì infine il bombardamento delle mura tra Salaria e Nomentana da parte delle batterie del 7° reggimento di artiglieria di Pisa. La 5° batteria, comandata dal capitano Giacomo Segre, era posta sul terrapieno della Villa Lancellotti, bersagliò proprio il punto dove fu aperta la breccia.

La breccia in una foto del 21 settembre

Dopo quattro ore si aprì, verso le 9.15, un varco nelle mura a cinquanta metri da Porta Pia. Alle 9.35 i comandanti d'artiglieria decisero presto di concentrare il tiro in quel punto, dopo dieci minuti la breccia si era allargata arrivando ad avere circa trenta metri di ampiezza. A quel punto Cadorna ordinò l'attacco al 34° battaglione dei bersaglieri, guidato dal generale Cosenz, e al 19° reggimento Reggimento di fanteria, capeggiato da Mazé.

La breccia di Porta Pia vista da Villa Patrizi 

Alle 10.00 sulle mura comparve la bandiera bianca, Pio IX, infatti continuando a sentire lo sparo dei cannoni volle che non fosse sparso altro sangue e ordinò alle truppe pontificie la resa.
Mazé e Cosenz entrarono con le loro truppe, dal varco, nel giardino di Villa Bonaparte, e procedettero all'occupazione progressiva della città.
Alle 17.30 il generale Kanzler e il capo di Stato Maggiore Fortunato Rivalta firmarono la capitolazione, alla presenza di Cadorna, a Villa Albani.
La presa di Roma costò al Regno d'Italia trentadue caduti, mentre quindici furono le perdite da parte pontificia.

Porta San Pancrazio dopo il bombardamento del 20 settembre di Bixio

Porta San Giovanni con i segni dell'attacco


Piazza di Santa Maria in Trastevere


Piazza di Santa Maria in Trastevere si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Via della Paglia e Via della Lungaretta. La piazza è forse una delle più antiche di Roma ed è dominata dalla presenza dell'antica Basilica di Santa Maria in Trastevere, che ne da il nome. La tradizione vuole che la Basilica sia stata costruita al tempo di Papa San Calisto I (217-222) nel luogo dove sgorgò miracolosamente dell'olio. In ogni caso, una nuova struttura ecclesiastica fu realizzata al tempo di Papa San Giulio I (337-352). Le origini della piazza potrebbero anche risalire a quel tempo, non vi sono testimonianze precise a riguardo, certo è che da sempre rappresenta uno dei centri del Rione Trastevere di cui è anche un importante snodo tra le principali arterie stradali storiche.
Al centro della piazza oggi c'è una fontana opera di Carlo Fontana, che secondo la tradizione sorge sul luogo dove esisteva una fonte di età augustea.
Sulla piazza si affaccia inoltre il Palazzo di San Calisto, risalente al 1613 nelle sue forme attuali ma le cui origini furono precedenti. Negli anni il precedente edificio è stato sede di monaci benedettini e residenza Papale, dove abitò anche Papa Eugenio IV Condulmer (1431-1447). Il nuovo palazzo, invece, fu sede del Vicariato dal 1964 al 1967, tra le altre funzioni ricoperte.
Sulla piazza, di fronte alla Basilica, si trova invece il Palazzo Leoni Pizzirani.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulla piazza venne collocata una targa che ricorda i partigiani di Trastevere caduti durante la Resistenza.

Luoghi d'interesse sulla piazza:
Basilica di Santa Maria in Trastevere
Palazzo di San Calisto
Fontana di Piazza di Santa Maria in Trastevere
Palazzo Leoni Pizzirani

Altri siti che ne parlano:
- Piazza di Santa Maria in Trastevere - in Istanti di Bellezza
- Piazza di Santa Maria in Trastevere - in Roma Segreta

Piazza di Sant'Apollonia


Piazza di Sant'Apollonia si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Via della Lungaretta e Via del Moro. Deve il proprio nome alla Chiesa, oggi non più esistente, di Sant'Apollonia, che si affacciava sulla piazza. Per quanto possa sembrare strano, infatti, la Chiesa che si affaccia su Piazza di Sant'Apollonia è dedicata a questa Santa, ma a Santa Margherita.
La preesistente Chiesa di Sant'Apollonia venne realizzata nel 1582 per volontà di Paluzza Pierleoni, che trasformò il suo palazzo in monastero ed edificò tale Chiesa, ma nel 1888 l'edificio (che era passato in proprietà dell'Opera Regina Margherita) venne radicalmente trasformato e divenne un'abitazione civile. All'inizio del '900, inoltre, venne ricavato da alcuni ambienti del Monastero il Teatro Belli.
Di fronte a dove sorgeva la Chiesa di Sant'Apollonia, invece, è ancora presete la Chiesa di Santa Margherita, le cui origini risalgono al 1288 mentre l'attuale facciata è stata realizzata nel 1680. Tale Chiesa, seppur nota come Santa Margherita, è intitolata anche a Sant'Emidio, e in passato per questa ragione la piazza ebbe il nome di Piazza di Sant'Emidio.
Secondo la tradizione, in questa casa abitò Raffaello Sanzio (e magari ci piacerebbe vedere una targa in sua memoria...), mentre di certo vi abitò il pittore e collezionista francese Jean-Baptiste Wicar: anche in questo caso, non è presente una targa in sua memoria.

Luoghi d'interesse sulla piazza:
- Chiesa di Sant'Apollonia (non più esistente)
- Chiesa di Santa Margherita
- Teatro Belli (sito)

Altri siti che ne parlano:
- Piazza di Sant'Apollonia - in Info Roma
- Piazza di Sant'Apollonia - in Roma Segreta
- Piazza di Sant'Apollonia - in Roma Sparita

Via della Lungaretta


Via della Lungaretta è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Piazza di Santa Maria in Trastevere e Piazza in Piscinula. Il tracciato di questa strada è molto antico, e risale al II Secolo avanti Cristo, quando venne tracciata la via Aurelia Nova che dal Ponte Emilio - l'attuale Ponte Rotto - proseguiva rettilinea attraverso Trastevere per poi salire verso il Gianicolo, da cui poi partiva la Via Aurelia. Prese successivamente il nome di Vicus Tiberinus e poi di Via Transtiberina e, per via della presenza nella zona della potente famiglia Castellani (non lontano di qui sorgeva il suo palazzo), anche di Vicolo Castellano.
Dopo che Papa Giulio II Della Rovere realizzò agli inizi del XVI Secolo la Via della Lungara, essendone una sorta di prosecuzione (dobbiamo immaginare Via di Porta Settimiana e Via della Scala come una sorta di prosecuzione del rettifilo della Lungara fino a Piazza di Santa Maria in Trastevere, da cui parte la Lungaretta), e prese perciò il nome di Via della Lungaretta, a volerne sottolineare la continuità. L'ulteriore prosecuzione della strada, ancora più breve, prese invece il nome di Via della Lungarina.
Nel 1867, mentre i Garibaldini tantarono un'offensiva nell'Agro Romano per annettere Roma al neonato stato italiano (venendo sconfitti dalle truppe Pontifice e Francesi a Mentana), il 25 Ottobre, giorno in cui Garibaldi prese provvisoriamente il controllo di Monterotondo, una quarantina di persone si riunirono nel Lanificio Ajani, in Via della Lungaretta, per preparare un'insurrezione a supporto della campagna garibaldina. Alcuni Zuavi Pontifici, tuttavia, arrivarono dalla vicina Via del Moro e iniziò una vera e propria battaglia che vide le truppe Pontifice avere la meglio, fermando il tentativo insurrezionale con uno scontro che vide 11 vittime, tra cui Giuditta Tavani Arquati. Alla donna romana e agli altri morti di questa battaglia è dedicata una targa situata dove sorgeva il lanificio, e alla stessa Giuditta Tavani Arquati è stata dedicata una piazza situata lungo Via della Lungaretta nota fino a poco tempo prima come Piazza Romana.
Gli anni successivi all'annessione di Roma al Regno d'Italia videro nell'area di Trastevere diversi cambiamenti che non lasciarono estranea Via della Lungaretta, fino a quel momento uno degli assi portanti dell'urbanistica trasteverina. L'apertura del nuovo Viale del Re, attuale Viale Trastevere, nel 1886, portò a tagliare in due Via della Lungaretta, creando di fatto nel tempo due vie separate con caratteristiche differenti. Anche i lavori per la realizzazione dei muraglioni del Tevere e dei Lungotevere, soprattutto nella zona di Piazza in Piscinula (che assunse la forma attuale in tale contesto), portarono ad alcuni parziali mutamenti della strada. Nell'ambito di tali lavori, tuttavia, nei pressi dell'attuale Piazza Sidney Sonnino vennero rinvenute nel 1889 alcune arcate un tempo parte della Via Aurelia Vetus.
Nel tratto di strada compreso tra Viale Trastevere e Piazza di Santa Maria in Trastevere sorgono alcuni edifici interessanti, come la Chiesa delle Sante Rufina e Seconda, costruita secondo la tradizione nel III Secolo dopo Cristo sulla casa delle due martiri romane, e la Chiesa Evangelica Battista in Trastevere. Si affacciava su questo tratto di strada anche la Chiesa di Sant'Agata in Trastevere, ma dopo l'istituzione nel 1961 di Largo San Giovanni De Matha, l'indirizzo di tale Chiesa risulta mutato. Tale Chiesa rappresenta un luogo molto importante per Trastevere, dal momento che qui è venerata la statua della Vergine del Carmelo, detta anche Madonna de Noantri e che ha contribuito alla nascita della tradizionale Festa de Noantri, importante festa trasteverina in cui la statua della Madonna è portata in processione per il Rione. Di fronte alla Chiesa delle Sante Rufina e Seconda, infece, sorgeva volta la piccola Chiesa di Santa Maria.
Nel tratto compreso tra il Viale Trastevere e Piazza in Piscinula, invece, è presente una casa con il simbolo dell'Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orazione e Morte.
La graduale nascita di una vera e propria movida a Trastevere e la conseguente apertura di numerosi locali ha contribuito ad acuire le differenze tra i due tratti di Via della Lungaretta: quello verso Santa Maria in Trastevere, infatti, vede una notevole presenza di locali, mentre quello verso Piazza in Piscinula risulta più tranquillo.

Luoghi d'interesse presenti nella strada:
- Chiesa di Sant'Agata in Trastevere (formalmente affacciata su Largo San Giovanni De Matha)
- Chiesa delle Sante Rufina e Seconda
- Circolo San Pietro - Casa Famiglia Giovanni Paolo II

Attività commerciali presenti lungo la strada:
- Galleria d'Arte Hybris Art Gallery
- Ristorante Vincenzo alla Lungaretta 

Altri siti che ne parlano:
- 25 Ottobre 1867, il massacro di Via della Lungaretta - in Abitare a Roma
- Via della Lungaretta - in Info Roma
- Via della Lungaretta - in Roma Segreta

 

Vicolo di Santa Maria in Trastevere


Vicolo di Santa Maria in Trastevere è una strada del Rione Trastevere compresa tra Via di San Calisto e Piazza di Santa Maria in Trastevere. Essa deve il nome alla vicina Basilica di Santa Maria in Trastevere, in linea con il vicolo sulla vicina ed omonima piazza.
La strada è molto suggestiva, perché piccola e vicina a una grande piazza con una grande e importante Chiesa tra le più significative di Roma. Le piccole dimensioni della strada e la sua dimensione quasi paesana, acuita dalla presenza di un giardino chiuso entro alcune mura, rappresentano un interessante contrasto con la vicina grande Piazza di Santa Maria in Trastevere.
Su un lato della strada sorge il seicentesco Palazzo Leoni Pizzirani, la cui facciata si trova sulla vicina Piazza di Santa Maria in Trastevere.

Altri siti che ne parlano:
- Santa Maria in Trastevere - in Borgato
- Vicolo di Santa Maria in Trastevere - in Info Roma

Via di San Calisto


Via di San Calisto è una strada del Rione Trastevere compresa tra Via della Lungaretta e Via dell'Arco di San Calisto. Essa deve il nome alla vicina Chiesa di San Calisto, nelle cui immediate vicinanze si trova. Fino al 1911 questo nome era dato non solo all'attuale tratto di strada, ma anche all'attuale Via dell'Arco di San Calisto. Tuttavia, non essendo l'una la prosecuzione dell'altra, si decise di cambiare il nome di una delle due strade per evitare confusione.

Vicolo di Santa Margherita


Vicolo di Santa Margherita è una strada del Rione Trastevere compresa tra Via dell'Arco di San Calisto e Via della Lungaretta. Essa deve il nome alla vicina Chiesa di Santa Margherita, che si affaccia su Piazza di Sant'Apollonia. La strada un tempo era attraversata dall'Arco de' Cavalieri, così chiamato per gli edifici di proprietà di questa famiglia che erano nella zona. Tale arco venne demolito nel 1564 per consentire appunto l'ampliamento della Chiesa di Santa Margherita. Sul vicolo esisteva invece il Convento delle Bizzocche del Terzo Ordine di San Francesco, anch'esso non più esistente.

Attività commerciali nella strada:
- Cocktail Bar Garbo

Altri siti che ne parlano:
- Vicolo di Santa Margherita - in Info Roma

Vicolo di Santa Rufina


Vicolo di Santa Rufina è una strada del Rione Trastevere compresa tra Via della Lungaretta e Via della Renella. Esso deve il proprio nome alla vicina Chiesa delle Sante Rufina e Seconda, che secondo la tradizione venne realizzata nel III Secolo dopo Cristo sopra la casa paterna delle due martiri romane Rufina e Seconda.

Piazza di Santa Rufina


Piazza di Santa Rufina si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Via della Lungaretta e Via dell'Arco di San Calisto. La piazza deve il nome alla Chiesa delle Sante Rufina e Seconda, antichissimo edificio religioso nato, secondo la tradizione, sulla casa paterna delle martiri romane Rufina e Seconda.

Altri siti che ne parlano:
- Piazza di Santa Rufina - in Info Roma

Sante Rufina e Seconda


La Chiesa delle Sante Rufina e Seconda si trova in Via della Lungaretta, di fronte a Piazza di Santa Rufina (che deve il nome alla Chiesa), nel Rione Trastevere. Le origini di questa Chiesa sono antichissime, tanto che si dice sia nata come Domus Ecclesiae già nel III Secolo dopo Cristo sulla casa paterna della martiri romane Rufina e Seconda. Ebbe il titolo di Sanctae Rufinae et Secundae con cui è ricordata in una bolla di Papa Callisto II (1119-1124) nel 1123, e nel 1569 venne acquistata dai Padri Mercedari Spagnoli,  che a loro volta la cedettero al gruppo di Orsoline legato a Francesca Montoy. La Chiesa attualmente mostra una certa stratificazione di stili, e conserva ancora oggi un interessante campanile romanico, mentre all'interno sono presenti antiche colonne e un altare probabilmente di epoca Romana.
La facciata, estremamente semplice, risale probabilmente al XVII Secolo, quando le Orsoline costruirono il vicino convento sui resti di una insula romana: la facciata, infatti, è realizzata nello stesso stile del vicino convento.
Nel 1917 la Chiesa e il Convento sono passati alle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea.

Altri siti che ne parlano:
- Chiesa delle Sante Rufina e Seconda - in Wikipedia

Le strade della Zona Fonte Ostiense

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Zona Fonte Ostiense.

Piazzale Venticinque Marzo 1957

Le strade della Zona Torrino

A seguire, un elenco di tutte le strade attualmente esistenti nel Zona Torrino.

Piazzale Venticinque Marzo 1957

Vicolo della Torre


Vicolo della Torre è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Piazza di Santa Rufina e Via della Lungaretta. Tale strada si presenta come un suggestivo vicolo trasteverino, stretto e ad angolo retto con un breve tratto cieco e caratterizzato da edifici bassi. Il suo nome originariamente era di Vicolo della Torretta, e doveva il suo nome a una piccola torre forse di proprietà degli Alberteschi o degli Anguillara di cui oggi non vi è più testimonianza.
Nel 1873, per evitare l'omonimia con il Vicolo della Torretta nel Rione Campo Marzio, il nome della strada viene cambiato in Vicolo della Torre.
In questa strada visse per un breve periodo il drammaturgo Pietro Cossa, che per questa ragione è qui ricordato da una targa.

Altri siti che ne parlano:
- Vicolo della Torre - in Info Roma

Via di San Gallicano


Via di San Gallicano è una strada del Rione Trastevere compresa tra Via della Lungaretta e Viale di Trastevere. Essa deve il proprio nome all'Ospedale San Gallicano, accanto al quale la strada passa, costruito nel 1724 e in cui oggi operano la Comunità di Sant'Egidio e l'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP). Sulla strada si affaccia la Chiesa di San Gallicano, Chiesa che fa parte dell'omonimo complesso ospedaliero.
Lungo la strada nacque nel 1781 il grande incisore Bartolomeo Pinelli, grande testimone della Roma del XIX Secolo. A lui fu dedicata una targa, qui posta nel 1872, ma l'edificio venne demolito per costruirne uno nuovo su Viale Trastevere. Pinelli venne così risarcito con la realizzazione di un busto in Viale Trastevere che lo ricorda.
Sulla strada è presente un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna col Bambino risalente al XIX Secolo.
All'angolo con Viale Trastevere è invece presente un palazzo in stile razionalista, realizzato nell'immediato secondo dopoguerra.

Luoghi d'interesse lungo la strada:
- San Gallicano
- Ospedale San Gallicano
- Ospedale INMP
- Opera Nazionale Montessori

Altri siti che ne parlano:
- Via di San Gallicano - in Info Roma
- Via di San Gallicano - in Roma Segreta

Largo San Giovanni De Matha


Largo San Giovanni De Matha è una strada del Rione Trastevere compresa tra Piazza Sidney Sonnino e Via della Lungaretta. Originariamente questo tratto di strada su cui si affaccia la Chiesa di Sant'Agata in Trastevere faceva parte di Via della Lungaretta, finché nel 1961 non venne dedicato a San Giovanni De Matha (Faucon-de-Barcellonette 1154-Roma 1213), fondatore dell'Ordine dei Trinitari.

Luoghi d'interesse sul largo:
Sant'Agata in Trastevere

Piazza Sidney Sonnino


Piazza Sidney Sonnino si trova nel Rione Trastevere, compresa tra Piazza Giuseppe Gioachino Belli e Viale Trastevere. Originariamente una parte di questa piazza e la vicina Piazza Giuseppe Gioachino Belli formavano la vecchia Piazza Italia. Nel 1922 il Consiglio Comunale volle dedicare una strada all'ex Primo Ministro Sidney Sonnino (Pisa 1847 - Roma 1922), e decise di dedicargli appunto Piazza Italia, spostando questo toponimo all'attuale Piazza Brasile.
Nel 1942 si decise di dedicare la parte di questa piazza adiacente al Lungotevere a Giuseppe Gioachino Belli, in ragione del fatto che in tale tratto si trova la statua del poeta romanesco Giuseppe Giachino Belli. Per questa ragione, si decise di risarcire Piazza Sidney Sonnino ampliandola ai danni di parte di Viale del Re, odierno Viale di Trastevere.
La piazza, una volta formatasi, andò a comprendere diversi monumenti preesistenti, a partire dalla Basilica di San Crisogono e dal palazzo degli Anguillara.

Luoghi d'interesse nella piazza:
San Crisogono
Palazzo degli Anguillara

Altri siti che ne parlano:
Piazza Sidney Sonnino - in Info Roma

Giano nel cuore di Roma


Giano nel cuore di Roma è il nome di un monumento situato in Largo Santa Susanna, al confine tra il Rione Trevi e il Rione Sallustiano, realizzata nel 1997 dall'artista Pietro Consagra. L'opera è una delle opere contemporanee di arte pubblica che negli anni '90 hanno iniziato a essere posizionate nelle piazze di Roma con l'obiettivo di mettere questo tipo di opere a contatto con il pubblico. Essa, realizzata in marmo bianco di Botticino, è costituita da quattro monoliti in linea con una superficie fatta di forme in rilievo separate da solchi irregolari alti circa cinque metri l'uno.
Il nome dell'opera deriva dal fatto che Giano era, nella mitologia romana, una divinità bifronte, e con questo vuole raffigurare le due anime di Roma, quella passata e quella futura.

Altri siti che ne parlano:
- Il Dio Giano a Santa Susanna - in Repubblica
- Giano nel cuore di Roma - in Minube
 

Piazzale Venticinque Marzo 1957



Piazzale Venticinque Marzo 1957 (conosciuto anche come Piazzale 25 Marzo 1957) è una strada posta al confine tra il Quartiere Europa (noto come EUR), la Zona Torrino e la Zona Fonte Laurentina. Esso si trova esattamente alla confluenza tra la Via Cristoforo Colombo, Viale dell'Oceano Atlantico e Viale dell'Oceano Pacifico con una funzione di fatto di svincolo tra le grandi arterie, ed è noto anche come bivio degli Oceani, per le due strade che vanno a inserirvisi nella Colombo.
Il nome di tale piazzale venne attribuito nel 1983 in ricordo del 25 Marzo 1957, data in cui vennero firmati i Trattati di Roma che dettero vita alla Comunità Economica Europea, divenuta poi Unione Europea.

Targa della sezione Trieste-Salario della Democrazia Cristiana


La targa in questione si trova in Via Sebino, nel Quartiere Trieste, in corrispondenza di quella che era la sezione "Trieste-Salario" della Democrazia Cristiana, qui esistita.

Via del Casale Rocchi


Via del Casale Rocchi è una strada del Quartiere Pietralata, compresa tra Via di Pietralata e la campagna. Questa strada prende il nome, appunto, dall'omonimo casale, di proprietà della famiglia Rocchi, e sorge in un'area fino a quel momento principalmente agricola e che conserva ancora oggi numerose aree adibite all'agricoltura.
La Cappella del Sacro Cuore di Gesù

La strada, da Via di Pietralata si insinua verso un'ansa dell'Aniene. Proprio nei pressi dell'incrocio col Vicolo del Casale Rocchi, nella parte più stretta dell'ansa, ci sono numerosi edifici che costituiscono quasi un paesino all'interno del Quartiere Pietralata, con una parte più larga della strada a fare da piazzetta, e proprio in questa zona, sulla via, è presente anche la Cappella del Sacro Cuore di Gesù.


All'angolo con la Via di Pietralata di recente è iniziata la costruzione di nuovi edifici residenziali, ma la caratteristica di un borgo a sè della strada risulta essere ancora in gran parte presente.

Edifici residenziali in costruzione sulla via all'angolo con Via di Pietralata


Luoghi d'interesse lungo la strada:
Cappella del Sacro Cuore di Gesù


Via dei Legumi


Via dei Legumi è una strada del Quartiere Pietralata, compresa tra Via dei Monti di Pietralata e la campagna. Tale strada venne istituita nel 1939 e, in linea con la toponomastica del luogo che vede le strade dedicate a erbe e ortaggi, venne dedicata ai legumi. La scelta fu questa per via della forte presenza agricola nell'area. Oggi la strada, nonostante si trovi tra l'arteria di scorrimento di Via dei Monti di Pietralata e i lavori dello SDO, mantiene molte caratteristiche agricole.

Via del Sedano


Via del Sedano è una strada del Quartiere Pietralata, compresa tra Via dei Monti di Pietralata e la campagna. La strada venne ufficialmente istituita nel 1951 e, in linea con la toponomastica locale, venne dedicata a un ortaggio, in questo caso al sedano. La scelta per la zona fu fatta per via della forte presenza agricola nel territorio. Oggi, nonostante la strada si trovi sopra all'incrocio tra due importanti arterie di scorrimento (Via dei Monti Tiburtini e Via dei Monti di Pietralata) e vicino siano in corso importanti lavori per lo SDO, mantiene ancora oggi caratteristiche di una strada di campagna.

Via Luigi Lucatelli


Via Luigi Lucatelli è una strada del Quartiere Collatino, compresa tra Via Tiburtina e Via Giuseppe Donati. Essa fa parte del cosiddetto Quartiere INA-Casa Tiburtino, costruito dagli architetti Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi in stile neorealista nell'ambito del Piano Casa portato avanti dall'allora ministro Amintore Fanfani.
Al termine dei lavori del nuovo quartiere, vennero assegnati i nomi delle nuove strade, molte delle quali furono dedicate a scrittori e giornalisti, tra cui questa, per cui si scelse il nome di Luigi Lucatelli (Roma 1877 - Roma 1915), autore di romanzi (molti firmati con lo pseudonimo Oronzo E. Marginati) e corrispondente di guerra, nonché collaboratore di Gaetano Salvemini.

Attività commerciali sulla strada:
Autofficina Aurora Car

Via Antonio Salandra


Via Antonio Salandra è una strada del Rione Sallustiano, compresa tra Via XX Settembre e Via Giosuè Carducci. Originariamente la strada faceva parte della Via delle Finanze, la strada che da Via XX Settembre raggiungeva Via di Santa Susanna, istituita nel 1885. Da tale strada, nel 1911 venne scorporata l'attuale Via Giosuè Carducci, e nel 1935 - complice il fatto che esisteva già una strada dedicata alla Finanze, ovvero Piazza delle Finanze - si decise di dedicare questo tratto di strada ad Antonio Salandra (Troia 1853 Roma 1931), uomo politico che fu Primo Ministro dal 1914 al 1916.
La scelta ricadde su questa strada, secondo quanto si legge nel verbale, perché Salandra vi abito e perché diverse strade della zona sono dedicate a uomini di stato, come Via Quintino Sella, Via Mario Pagano, Via Silvio Spaventa e Via Raffaele Cadorna.
Lungo la strada è visibile una porzione delle Mura Serviane, inglobata con un'interessante soluzione architettonica in un edificio anni '30 con un portco classicheggiante che ne permette la vista.


 Attività commerciali sulla strada:
Regus Roma Barberini

Byzantines? No, Romans

One of the mosaics of the Basilica of San Vitale in Ravenna depicting the Emperor Justinian together with Archbishop Massimiano together with court officials and the praetorian guard
When we talk about the Eastern Roman Empire, particularly after the fall of the Western Roman Empire, we identify it as the Byzantine Empire and its inhabitants as Byzantines. It is actually a conventional definition, more comfortable for the other, to distinguish the Eastern Roman Empire from the unified Roman Empire and, after the division, with that of the West, in which Rome is located.

 What we call the Byzantine Empire, in fact, never had this name, and its citizens, if not the inhabitants of the city of Byzantium, are never identified as Byzantines. However different in many respects from the Western Roman Empire, starting from the linguistic one, since the main language was Greek (although Latin was widespread especially for many official documents, such as the Corpus Juris Civilis of Justinian), and after the Great Schism also religious, seen from the Eastern Church, it is separated from that of Rome, its inhabitants are always called Romans, or in Greek Rhomanoi, and the Empire has always been called Roman Empire (Basileia Romaion), which we became Romania.

The emperor, therefore, was in effect a successor of Octavian Augustus. In addition to this, one of the names of the city of Constantinople / Byzantium was "Nova Roma", just to underline the continuity with Rome. We also see this aspect in other factors, and often the definition of Romans also emerged from the borders of the Eastern Empire. The city of Nauplio, for example, today in Greece, called by the Venetians "Napoli di Romania" (Naples of Romania) to distinguish it from the Italian city of Naples (Napoli in Italian), as testimonials such as the terms "Romans" and "Romania" to speak of the Byzantines kept well rooted even beyond borders.

Just to clarify: the current nation of Romania was never part of the Eastern Roman Empire, as this name obviously has to do with its link with the Roman Empire (of which, however, it was part for a short time). The name derives precisely from the Latin term Romanus, and the term with which it was called the principality that gave origin to the current Romania, Wallachia, derived from the Germanic term Vlah and Walsch, with which the Latin language populations were defined. Translated into Romanian, therefore, it became Tara Romaneasca, Roman land, and the Vlachs called themselves Romans. In 1862, when the principalities of Wallachia and Moldavia were unified, they therefore took the name of Romania.

In general, as we have seen there are cases where the Byzantines were identified as Romans also in Western Europe, the word Roman was generally used in the West differently, and the Byzantines were therefore identified as Greeks (graeci), made in the time, again for reasons of convenience, failed to avoid confusion with classical Greece and modern-day Greece.

The Byzantine civilization, with the passage of time, became more and more characterized as a stand-alone under different points of view: religious, linguistic, cultural and artistic, among others. This has therefore helped to use the term of convenience of "Byzantines", never used by them nor by Westerners and referable at that time only to the inhabitants of narrow Byzantium, to distinguish this civilization it was considered necessary to use a different term from Romans and Greeks to characterize them.

 In 1453 the Ottoman Turks entered Constantinople, which took the name of Istanbul, and the Eastern Roman Empire ceased to exist (the Despotate of Morea, the last territory controlled by the Byzantine imperial family, fell in 1460). Despite this, the identification as Romans of the non-Turkish populations of Greece and Asia Minor continued to exist. In the Turkish language, for example, the Greeks of the Anatolian peninsula are called Rum, which means Romans, while those living in Greece are called Yunan, which means Ionians. But this is not the only testimony of this fact. In 1912, during the First Balkan War, the Greek military landed on the island of Lemnos, in the northern Aegean, until then under the control of the Ottoman Empire. Many children went to see these soldiers personally, who asked him what they were looking at. The curious answered that they wanted to see "the Greeks", and they replied: "But why are you not Greek too?" and they answered "No, we are Romans".

This testifies that even at the dawn of the Byzantine Empire, especially in the Greek populations, this legacy of the Eastern Roman Empire still existed. These events show us how the history, culture and identity of Rome go far beyond the single city and can represent in some way a symbol for the continuity, union and friendship between peoples under the sign of a common origin.

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Viale Rousseau

Viale Rousseau è una strada situata nella parte del Quartiere Ponte Mammolo nota come Casal de' Pazzi, compresa tra Via Nomentana e Via Spinoza. Tale strada venne istituita nel 1981 e, in linea con la toponomastica del quartiere in cui sorge, caratterizzata da strade dedicate a filosofi e pensatori, venne dedicata al filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau (Ginevra 1712-Ermenonville 1778).
La strada attraversa in gran parte il Parco Petroselli. Proprio all'interno del parco, raggiungibile da Viale Rousseau, si può scorgere Villa Farinacci, edificata nel 1940 dal gerarca fascista Roberto Farinacci come villa rustica all'interno della sua tenuta d'Aguzzano. Tale zona all'epoca era appunto una tenuta, e quello voluto da Farinacci era uno dei pochissimi edifici della zona.

Luoghi d'interesse sulla strada:
Circolo sociale Club Nomentano (il sito)
Istituto comprensivo Giovanni Falcone
Villa Fatinacci

Negozi storici del Rione Esquilino

Gelateria Fassi, in Via Principe Eugenio

Gelaterie nel Rione Esquilino

Gelateria Fassi, in Via Principe Eugenio

Via della Giuliana


Via Della Giuliana è una strada del Quartiere Della Vittoria compresa tra Largo Trionfale e Piazzale Clodio. Essa venne istituita nel 1924 e, in linea con la toponomastica della zona, dedicata a eventi bellici, in questo caso della Prima Guerra Mondiale da poco conclusa.

Attività commerciali lungo la strada:
Ristorante La Piccola Toscana (il sito)
Ristorante enoteca Tulait (il sito)

Gelateria Fassi


La Gelateria Fassi si trova in Via Principe Eugenio, nel Rione Esquilino. La storia di questa gelateria ha origini antiche: essa venne fondata nel 1880 in Via delle Quattro Fontane dal piemontese Giacomo Fassi e dalla moglie siciliana Giuseppina.
Dopo aver lavorato come pasticciere presso Casa Savoia, Giacomo Fassi decide di mettersi nuovamente in proprio, aprendo prima un punto vendita in Piazza Navona, poi in Via Piave e quindi in Via Principe Eugenio, nella sede attuale chiamata - come si legge anche sulla facciata del palazzo - Palazzo del Freddo.
Negli anni questa gelateria ha saputo conquistare il gusto dei Romani, proponendo gelati di produzione propria particolarmente identificativi di questa gelateria artigianale. Tra questi, il telegelato Giuseppina, un semifreddo che veniva anche spedito fuori da Roma.
Nel 2014 la proprietà della gelateria è passata all'azienda sudcoreana Hatai, che ha comunque deciso di mantenere immutata la gestione della gelateria, lasciata nelle mani della famiglia Fassi.

Altri siti che ne parlano:
Il sito della gelateria

Gelaterie del Rione Monti

Crema e Cioccolato, in Via Genova

Gelaterie di Roma

Gelaterie del Rione Monti
Gelaterie del Rione Esquilino

Ristoranti scomparsi nel Rione Trevi

Sora Cecilia, Via Poli angolo Via del Bufalo

Palazzine del Quartiere Salario

Palazzina in Via Reggio Emilia, Via Reggio Emilia

Mappa di Rostock (1910)

Clicca per ingrandire
Questa mappa mostra la città di Rostock, in Germania, come si presentava nel 1910.

Bizantini? No, Romani

Uno dei mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna raffigurante l'Imperatore Giustiniano insieme all'Arcivescovo Massimiano insieme a funzionari di corte e alla guardia pretoriana
Quando si parla dell'Impero Romano d'Oriente, in modo particolare dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, lo identifichiamo come Impero Bizantino e i suoi abitanti come Bizantini. Si tratta in realtà di una definizione convenzionale, più di comodo che altro, per distringuere l'Impero Romano d'Oriente con l'Impero Romano unitario e, dopo la divisione, con quello d'Occidente, in cui si trovava Roma.

Quello che noi chiamiamo Impero Bizantino, infatti, non ha mai avuto questo nome, e i suoi cittadini, se non gli abitanti della città di Bisanzio, non si sono mai identificati come Bizantini. Per quanto differente sotto molti aspetti dall'Impero Romano d'Occidente, a partire da quello linguistico, visto che la lingua principale era il greco (per quanto il latino fosse diffuso soprattutto per molti documenti ufficiali, come il Corpus Iuris Civilis di Giustiniano), e dopo il Grande Scisma anche religioso, visto che la Chiesa d'Oriente si separò da quella di Roma, i suoi abitanti si sono sempre chiamati Romani, o in greco Rhomanoi, e l'Impero si è sempre chiamato Impero Romano (Basileia Romaion), che talvolta diventava Rhomania. L'imperatore, dunque, era a tutti gli effetti un successore di Ottaviano Augusto. Oltre a questo, uno dei nomi della città di Costantinopoli/Bisanzio era "Nova Roma", proprio a voler sottolineare la continuita con Roma.

Questo aspetto lo vediamo anche in altri fattori, e spesso la definizione di Romani usciva anche dai confini dell'Impero d'Oriente. La città di Nauplio, ad esempio, oggi in Grecia, veniva chiamata dai Veneziani "Napoli di Romania" per distinguerla dalla città italiana, fatto che testimonia come i termini "Romani" e "Romania" per parlare dei Bizantini fossero ben radicate anche oltre i confini.

Giusto per chiarire: l'attuale nazione della Romania non fece mai parte dell'Impero d'Oriente, per quanto questo nome abbia ovviamente a che fare con il suo legame con l'Impero Romano (di cui, tuttavia, fece parte per poco tempo). Il nome deriva appunto dal latino Romanus, e il termine con cui era chiamato il principato che dette origine all'attuale Romania, Valacchia, derivava dal termine germanico Vlah e Walsch, con cui si definivano le popolazioni di lingua latina. Tradotto in romeno, dunque, divenne Tara Romaneasca, Terra Romana, e i valacchi chiamavano loro stessi Romani. Nel 1862, quando i principati di Valacchia e Moldavia si unificarono, presero dunque il nome di Romania.

In generale, per quanto come abbiamo visto esistano casi per cui i Bizantini venissero identificati come Romani anche nell'Europa Occidentale, la parola Romano fu generalmente usata nell'Occidente in maniera diversa, e i Bizantini erano identificati perciò come Greci (graeci), fatto nel tempo, sempre per ragioni di comodo, venuto meno per evitare confusione con la Grecia classica e con la Grecia di giorni nostri.

La civiltà bizantina, con il passare del tempo, si caratterizzò sempre di più come a sé stante sotto diversi punti di vista: religioso, linguistico, culturale ed artistico, tra gli altri. Questo ha dunque contribuito a usare il termine di comodo di "Bizantini", mai usato da loro né più di tanto dagli occidentali e riferibile all'epoca solo agli abitanti di Bisanzio stretta, per distinguere questa civiltà è stato ritenuto necessario usare un termine differente da Romani e Greci per caratterizzarli.

Nel 1453 i Turchi Ottomani entrarono a Costantinopoli, che prese così il nome di Istanbul, e l'Impero Romano d'Oriente cessò dunque di esistere (il Despotato di Morea, ultimo territorio controllato dalla famiglia imperiale bizantina, cadde nel 1460). Nonostante questo, l'identificazione come Romani delle popolazioni non-turche della Grecia e dell'Asia Minore continuò a esistere.

In lingua turca, ad esempio, i greci della penisola anatolica vengono chiamati Rum, che significa appunto Romani, mentre quelli che vivono nella Grecia sono chiamati Yunan, che significa Ioni. Ma non si tratta dell'unica testimonianza di questo fatto.

Nel 1912, durante la Prima Guerra Balcanica, i militari greci sbarcarono nell'isola di Lemnos, nell'Egeo settentrionale, fino a quel momento sotto il controllo dell'Impero Ottomano. Numerosi bambini si recarono dunque a vedere in personalmente questi militari, che gli chiesero cosa stessero guardando. I curiosi risposero che volevano vedere "i Greci", e loro risposero: "Ma perché, non siete greci anche voi?" e loro risposero "No, siamo Romani". Questo testimonia come ancora all'alba dell'Impero Bizantino, soprattutto nelle popolazioni greche, esistesse ancora questo retaggio dell'Impero Romano d'Oriente.

Queste vicende ci mostrano come la storia, la cultura e l'identità di Roma vadano ben oltre la singola città e possano rappresentare in qualche modo un simbolo per la continuità, l'unione e l'amicizia tra i popoli sotto il segno di una comune origine.