La Colazione Pasquale nella tradizione Romana


Quella della Colazione Pasquale è una tradizione molto diffusa nell'Italia Centrale e a Roma. Questa colazione salata, tipica del giorno di Pasqua, come molte tradizioni del nostro Paese varia di regione in regione, e nello specifico andremo a vedere come viene celebrata a Roma.

Cosa prevede la Colazione Pasquale della tradizione Romana? Questo tipico pasto prevede una serie di pietanze, che non devono per forza essere servite tutte e con una grande quantità di varianti.

Sicuramente, non possono però mancare le uova, simbolo della Pasqua e della Resurrezione. Nella tradizione di questa colazione vengono servite sode. Oltre a questo, le uova possono essere usati per la tipica frittata con i carciofi.

Può sembrare un piatto pesante per una colazione salata, ma un altro piatto tradizionale è la coratella con i carciofi, uno dei più noti piatti romani a base di interiora fatto proprio con l'agnello, animale tipico del pranzo di Pasqua.

Non mancano poi i salumi: in ogni regione se ne usa uno diverso, e a Roma quello tipico è la corallina, tipico della Capitale e dell'Umbria.

Ci sono poi due tipiche pizze dolci, quella sbattuta, simile al pan di Spagna, e la pizza di Pasqua dolce, tipica dell'Umbria. Non manca poi la cioccolata, per cui si usa lo squajo, una cioccolata calda considerata particolarmente legata alla città di Tuscania, nel Viterbese.

Fatti ed episodi della storia di Roma del XX Secolo d.C.

1823
Incendio della Basilica di San Paolo (15 Luglio)

Monumento Continuo (Grand Hotel Colosseo)


Il Monumento Continuo, o Grand Hotel Colosseo, è un progetto realizzato dal gruppo Superstudio, che come è tipico di questo gruppo propone un'architettura radicale e sperimentale al punto da risultare principalmente una ricerca dai toni provocatori. Il progetto, infatti, risulta principalmente essere un esercizio di stile, non essendo mai stata presa in considerazione la realizzazione di tale edificio.

Nell'idea provocatoria, il Monumento Continuo è un insieme di griglie continue che vanno a sostituire l'architettura tradizionale seguendo la linea teorizzata dal movimento dell'architettura radicale secondo cui "tutto può essere architettura".

La provocazione avviene nell'inserire questo monumento - pensato per essere un albergo dalla location ultra esclusiva - esattamente sopra al Colosseo, uno dei momenti più simbolici di Roma e dell'architettura romana.

L'incendio della Basilica di San Paolo del 1823


Nella notte del 15 Luglio 1823 la Basilica di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro Basiliche Papali di Roma e la seconda per dimensioni dopo la Basilica di San Pietro, venne colpita da un gravissimo incendio che portò alla distruzione di gran parte dell'edificio.
Nel 1823 erano in corso una serie di lavori per risolvere il problema delle infiltrazioni d'acqua che colpivano la Basilica durante le piogge, e iniziò perciò la riparazione del tetto e delle grondaie. Nel mese di Luglio questi lavori erano in corso e la sera del 15 Luglio avvenne un fatto molto grave: uno stagnaio che stava compiendo questo intervento dimenticò acceso il fuoco che aveva usato per farsi luce. Rimasto incustodito, il fuoco si sviluppò in un incendio che in breve tempo divampò in tutta la Basilica.
L'area di San Paolo, nell'attuale Quartiere Ostiense, all'epoca era una zona di campagna e ad accorgersi di quanto stava avvenendo fu un buttero, Giuseppe Perna, che lanciò subito l'allarme. I monaci, infatti, durante l'estate lasciavano la Basilica di San Paolo per sfuggire al clima afoso, e si trasferivano presso il Palazzo di San Callisto in Trastevere.
I mezzi di soccorso dell'epoca erano ovviamente meno rapidi di quelli attuali, e la posizione suburbana della Basilica non aiutò: ci vollero due ore perché i Vigili del Fuoco, partiti dalla Caserma di Sant'Ignazio sotto il comando del Marchese Origo, potessero raggiungere San Paolo. Se teniamo conto dei mezzi dell'epoca e della posizione della Basilica, l'intervento fu più rapido possibile, ma purtroppo quando i pompieri arrivarono in loco, l'incendio era ormai difficile da arrestare.
Le fiamme durarono in tutto cinque ore e gran parte della Basilica andò distrutta. Rimasero però in piedi il transetto, che così riuscì a proteggere il ciborio di Arnolfo di Cambio, una delle principali testimonianze dell'arte medievale in Italia, così come il candelabro, l'abside, l'arco trionfale e il chiostro. Anche il monastero si salvò, dal momento che l'intervento dei pompieri era riuscito a tagliare il fuoco in quella direzione.
Nonostante la gravità inaudita della notizia, il Papa, Pio VII Chiaramonti (1800-1823), non venne avvisato. Il 6 Luglio precedente, infatti, si era fratturato il femore a causa di una caduta e si trovava agonizzante: fu ritenuto più prudente tenerlo all'oscuro di quanto avvenuto. Il Pontefice morì il successivo 20 Agosto.
Sotto il nuovo Papa, Leone XII Della Genga (1823-1829), si inizia a pensare alla ricostruzione della Basilica. In quegli anni era molto vivo un dibattito sulla teoria del restauro, vengono sempre maggiormente codificate le teorie del restauro storico e del restauro filologico, e la ricostruzione di un monumento di simile importanza non può che rientrare all'interno di questo dibattito. Si decise, quindi, di ricostruire la Basilica di San Paolo in maniera fedele rispetto a come era fatta in precedenza.
Nel 1825 Papa Leone XII emanò l'enciclica Ad Plurimas, in cui invita i Vescovi a raccogliere fondi per la realizzazione della nuova Basilica. La mobilitazione è incredibile e non riguarda solamente il mondo Cattolico: arrivano doni e contributi anche dallo Zar Nicola I, che invia a Roma blocchi di malachite e lapislazzuli, mentre il Re dell'Egitto Fouad I dona finestre e colonne in alabastro e altre colonne dello stesso materiale arrivano anche dal Viceré dell'Egitto, Mohammed Alì. A dirigere i lavori è invece Pasquale Belli, ma è a Luigi Poletti che si deve la gran parte della realizzazione dell'attuale Basilica. Il cantiere, uno dei più grandi che si siano visti nella Roma del XIX Secolo, si conclude negli anni '50 e la nuova Basilica di San Paolo è consacrata dal Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1876) il 10 Dicembre 1854.

Altri siti che ne parlano:
L'incendio della Basilica di San Paolo fuori le Mura - in Vaticano
1823 - L'incendio di San Paolo - in Rome and Art

Strade scomparse del Rione Sant'Angelo

A seguire un elenco delle strade del Rione Sant'Angelo  oggi non più esistenti. Per le strade attualmente esistenti del quartiere, rimandiamo a quest'altro elenco.

Vicolo delle Azimelle

Targa in memoria delle vittime del bombardamento della Fabbrica Fiorentini


La targa in questione si trova all'interno della sede dell'Organismo Paritetico per la formazione e la sicurezza edilizia di Roma e Provincia (CEFMECTP), in Via Filippo Fiorentini, nel Quartiere Collatino, e ricorda i 120 operai della fabbrica Fiorentini rimasti uccisi il 3 Marzo 1944 in un bombardamento Alleato.

Targa in memoria della visita di Papa San Paolo VI alla Chiesa di Santa Maria Janua Coeli nel suo Cinquantenario


La targa in questione si trova sulla facciata della Chiesa di Santa Maria Janua Coeli, in Piazza Cornelia, nella parte del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, ed è stata posta dalla Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata e dai parrocchiani della Chiesa per ricordare la visita di Papa San Paolo VI Montini (1963-1978) in occasione dei 50 anni da tale evento, avvenuto il 26 Marzo 1967. La targa è stata infatti posta il 26 Marzo 2017, e tra la facciata e il portico della Chiesa ve ne sono altre due che ricordano l'evento: una lo ricorda singolarmente, l'altra insieme alla visita di San Giovanni Paolo II Wojtyla (1978-2005).

Targa in memoria delle visite dei Papi San Paolo VI e San Giovanni Paolo II presso la Chiesa di Santa Maria Janua Coeli


La targa in questione si trova sulla facciata della Chiesa di Santa Maria Janua Coeli, in Piazza Cornelia, nella parte del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, e ricorda le visite di Papa San Paolo VI Montini (1963-1978) e San Giovanni Paolo II Wojtyla (1978-2005), avvenute rispettivamente nel 1967 e nel 1994 e ricordate anche da due targhe che ricordano le visite singolarmente poste sotto il portico della Chiesa (qui quella di San Giovanni Paolo II, qui quella di San Paolo VI).

Targa in memoria della visita di Papa San Giovanni Paolo II alla Chiesa di Santa Maria Janua Coeli


La targa in questione si trova sotto il portico della Chiesa di Santa Maria Janua Coeli, in Piazza Cornelia, nella parte del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, e ricorda la visita presso la Chiesa del Papa San Giovanni Paolo II Wojtyla (1978-2005) avvenuta il 6 Febbraio 1994.

Targa in memoria dell'affidamento della Parrocchia di Santa Maria Janua Coeli alla Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata


La targa in questione si trova sulla facciata della Chiesa di Santa Maria Janua Coeli, nella zona del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, e ricorda come il 4 Febbraio 1962 tale Parrocchia sia stata affidata dal Vicariato di Roma alla Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata.

Graffito "Fanfani tappetto hai perso lo scudetto"


In Via del Falco, nel Rione Borgo, è ancora visibile - anche se in parte coperto - un graffito realizzato nel 1975 rivolto all'allora Segretario della Democrazia Cristiana (DC), Amintore Fanfani, scon scritto "Fanfani tappetto hai perso lo scudetto", con sotto una lapide cimiteriale con lo scudo crociato, simbolo del suo partito, e la data 15 Giugno 1975.
La scritta - verosimilmente relativa a quell'anno - fa riferimento al risultato della Democrazia Cristiana alle elezioni regionali svoltesi proprio il 15 Giugno 1975  la data riportata nel graffito - che videro una notevole avanzata del Partito Comunista Italiano (PCI), in grado tra le altre cose di vincere nel Lazio. Tale risultato contribuì alla fine della segreteria di Fanfani il mese successivo, quando fu sostituito da Benigno Zaccagnini.
La lapide col simbolo della DC e la data delle regionali del 1975
La scritta è dunque un dileggio verso lo storico leader democristiano, definito "tappetto" per via della sua bassa statura e già uscito ridimensionato l'anno precedente dal referendum sul divorzio che lo aveva visto in prima linea per l'abolizione della legge Fortuna-Baslini. Tuttavia, con buona pace dell'autore del graffito, Fanfani rimase una figura di primo piano della DC e della politica italiana: nel 1976 venne infatti eletto presidente del Senato, mantenendo l'incarico fino al 1982, per poi ricoprirlo di nuovo dal 1985 al 1987. Inoltre, guidò altri due governi, nel 1982-1983 il primo e nel 1987 il secondo, rispettivamente il quinto e sesto guidati dal politico toscano.
Il nome di Fanfani coperto da successiva vernice ma ancora leggibile

Vicolo delle Azimelle

Vicolo delle Azimelle era una strada, oggi scomparsa, che si trovava nel Rione Sant'Angelo, più nello specifico all'interno del Ghetto, e che proprio con la demolizione della maggior parte del vecchio Ghetto in seguito all'annessione di Roma al Regno d'Italia è scomparsa. Il suo nome talvolta è riportato anche come Via delle Azimelle o come Arco delle Azimelle, in riferimento a un carratteristico arco che passava su questa strada.
Le azimelle che danno il nome a questo vicolo sarebbero le forme di pane matzah (al plurale matzot), a Roma chiamata anche mazzà. Si tratta di una piccola focaccia di pane azzimo (da cui quindi il nome di azzimella), ovvero senza lievito, tipica della tradizione ebraica che viene consumata spesso nelle celebrazioni della Pasqua Ebraica, la Pesach.

Targa in memoria di Alessandro Paganelli


La targa in questione si trova all'interno dei locali della ASL di Via Tripoli, nel Quartiere Trieste, e ricorda Alessandro Paganelli. Questa targa è testimone di un'autentica vergogna: è stato infatti eretto un muro provvisorio che la divide letteralmente in due e ne copre gran parte. Sommato allo stato non buono di gran parte dell'iscrizione, questo fatto rende anche difficile leggere la targa.
Era proprio necessario mettere lì quel muro? Se proprio era necessario non sarebbe stato il caso di spostare la targa come avvenuto altrove?

Fratelli d'Italia - I candidati - Speciale Europee 2019



L'elenco dei candidati della lista Fratelli d'Italia nel collegio Italia Centrale (Lazio-Toscana-Umbria-Marche) alle Elezioni Europee 2019:

Giorgia Meloni

Altre informazioni: Fratelli d'Italia aderisce a livello europeo all'Alleanza dei Conservatori e dei Riformisti Europei, che raccoglie al suo interno forze politiche di orientamento conservatore e nazionalista.


Forza Italia - I candidati - Speciale Europee 2019


L'elenco dei candidati della lista Forza Italia nel collegio Italia Centrale (Lazio-Toscana-Umbria-Marche) alle Elezioni Europee 2019:

Antonio Tajani

Altre informazioni: Forza Italia aderisce al Partito Popolare Europeo, la formazione europea cui aderiscono numerose forze popolari, moderate, conservatrici e di centrodestra. Silvio Berlusconi sarà capolista in tutte e quattro le altre circoscrizioni italiane, ma non in quella dell'Italia Centrale dove ha ceduto questa posizione al presidente uscente del Parlamento Europeo Antonio Tajani.

Targa in memoria di Aurelio Mistruzzi e Melanie Jaiteles


La targa in questione si trova in Viale Carso, nel Quartiere Della Vittoria, e ricorda Aurelio Mistruzzi (Villaorba 1880- Roma 1960) e Melanie Jaiteles (1884-1977), che qui vissero. Mistruzzi, scultore e incisore della Santa Sede, e la moglie, sono stati proclamati Giusti tra le Nazioni per aver salvato Ebrei durante le persecuzioni nazifasciste.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 2019.

Europa Verde - I candidati - Speciale Europee 2019



L'elenco dei candidati della lista Europa Verde nel collegio Italia Centrale (Lazio-Toscana-Umbria-Marche) alle Elezioni Europee 2019:

Annalisa Corrado
Ferdinando Bonessio
Beatrice Brignone
Adriano Cardogna
Elena Pulcini
Bengasi Battisti
Carmela Luongo
Mario Canino
Pippo Civati
Alessandro Crescenzi
Nicoletta Dentico
Caterina Di Bitonto
Anna Chiara Forte
Nicolas Micheletti
Umberto Zimarri


Altre informazioni: la lista è composta dalla Federazione dei Verdi e da Possibile e aderisce allo European Green Party, il partito europeo delle liste verdi e ambientaliste.

Partito Democratico - I candidati - Speciale Europee 2019


L'elenco dei candidati della lista Partito Democratico nel collegio Italia Centrale (Lazio-Toscana-Umbria-Marche) alle Elezioni Europee 2019:

Simona Bonafé
David Sassoli
Roberto Gualtieri
Camilla Laureti
Pietro Bartolo
Beatrice Covassi
Nicola Danti
Alessandra Nardini
Angelo Bolaffi
Lina Novelli
Mamadou Sall
Alessia Centioni
Massimiliano Smeriglio
Olimpia Troili
Bianca Verrillo

Altre informazioni: in occasione di questa tornata elettorale, il Partito Democratico ha ospitato nella propria lista il movimento Siamo Europei fondato da Carlo Calenda, che compare anche nel simbolo della lista. Il PD aderisce a livello europeo al Partito Socialista Europeo e al gruppo Socialisti e Democratici.

Movimento Cinque Stelle - I candidati - Speciale Europee 2019


L'elenco dei candidati della lista Movimento Cinque Stelle nel collegio Italia Centrale (Lazio-Toscana-Umbria-Marche) alle Elezioni Europee 2019:

Daniela Rondinelli
Fabio Massimo Castaldo
Filippo Nogarin
Dario Tamburrano
Laura Agea
Silvia Noferi
Elisabetta Zuccaro
Tiziana Alterio
Lisa Giuggiolini
Luca Ciarrocca
Stella Visconti
Gianluca Macone
Concetta Maestrini
Nicola Magi
Cosimo Giorgetti

Altre informazioni: il Movimento Cinque Stelle a livello europeo aderisce al gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta.

Lega - I candidati - Speciale Europee 2019


L'elenco dei candidati della lista Lega nel collegio Italia Centrale (Lazio-Toscana-Umbria-Marche) alle Elezioni Europee 2019:

Matteo Salvini
Simona Renata Baldassarra
Matteo Adinolfi
Jacopo Alberti
Leo Bollettini
Cinzia Bonfrisco
Susanna Ceccardi
Mauro Lucentini
Stefano Pastorelli
Angelo Pavoncello
Francesca Peppucci
Luisa Regimenti
Antonio Maria Rinaldi
Maria Veronica Rossi
Elena Vizzotto

Altre informazioni: la Lega a livello europeo fa parte del gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà, di cui fanno parte numerose formazioni di orientamento euroscettico e sovranista, tra cui il Rasemblement National francese di Marine Le Pen. Dalle politiche 2018 il partito si presenta con il solo nome Lega, e non più come Lega Nord, come avveniva in precedenza.

Targa in memoria delle vittime degli ordigni abbandonati di Montespaccato


La targa in questione si trova in Piazza Cornelia, nella parte del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, e ricorda le persone rimaste uccise "per negligenza dai proiettili abbandonati durante la guerra 1939-1945".
Vengono ricordati nello specifico (non tutti i nomi sono perfettamente leggibili, e accanto a ognuno è riportata l'età, anch'essa poco leggibile): Marino Stazzi, Nicola Romanell..., Adriano ..langina, e Ovidio Volpi, quest'ultimo ucciso "da piombo nazista mentre usciva dal ricovero comunista coadiuvato dal popolo della borgata".

Targa in memoria della visita di Papa San Paolo VI alla Chiesa di Santa Maria Janua Coeli


La targa in questione si trova sotto il portico della Chiesa di Santa Maria Janua Coeli, in Piazza Cornelia, nella zona del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, e ricorda la visita di Papa San Paolo VI Montini (1963-1978) alla Parrocchia di Santa Maria Janua Coeli, dove celebrò la Santa Messa di Pasqua il 26 Marzo 1967.

Targa in memoria di Evan Gorga


La targa in questione si trova nell'androne di un palazzo di Via Cola di Rienzo, nel Rione Prati, e ricorda il tenore e lirico italiano Gennaro Evangelista Gorga, noto con lo pseudonimo di Evan Gorga (Brocco 1865-Roma 1956), che in questa casa visse.

Elezioni Europee 2019 a Roma e nel Lazio - SPECIALE

Il 26 Maggio i 27 Paesi dell'Unione europea (il 28esimo, il Regno Unito, ha iniziato un complesso iter per lasciare l'organizzazione) sono chiamati alle urne per eleggere i 705 membri del Parlamento Europeo. L'Italia, nello specifico, ne eleggerà 76.
Roma fa parte della circoscrizione elettorale Italia Centrale, che comprende le regioni Lazio, Toscana, Umbria e Marche: questo significa che queste quattro regioni avranno la stessa scheda elettorale con le stesse liste e potranno votare esattamente gli stessi candidati.
Le circoscrizioni elettorali italiane per il Parlamento Europeo
A seguire, appena saranno resi nomi, aggiungeremo i candidati lista per lista della circoscrizione Italia Centrale.

Le liste che si presenteranno alle Europee (in ordine alfabetico):

CASAPOUND ITALIA
EUROPA VERDE
FORZA ITALIA
FORZA NUOVA
FRATELLI D'ITALIA
LEGA
MOVIMENTO CINQUE STELLE
PARTITO ANIMALISTA
PARTITO COMUNISTA
PARTITO DEMOCRATICO
PARTITO PIRATA
PIU' EUROPA
POPOLARI PER L'ITALIA
POPOLO DELLA FAMIGLIA
LA SINISTRA

I partiti che non ci saranno

Strade del Rione Sallustiano

A seguire, un elenco delle strade attualmente esistenti nel Rione Sallustiano. Qui invece trovate un elenco delle strade scomparse del Rione.

Via Belisario

Via Belisario


Via Belisario è una strada del Rione Sallustiano compresa tra Via Piave e Via Collina. Le origini della strada risalgono a quando negli anni '80 del XIX Secolo venne realizzato il quartiere Spithover, così originariamente chiamato perché sorgeva presso la villa di questa famiglia e che oggi corrisponde grossomodo al Rione Sallustiano.
Nel 1885, in Consiglio Comunale decise di stabilire i nomi delle strade del nuovo quartiere, decidendo di dedicarle a fatti e persone legati alla storia della zona: per questa strada si scelse il nome di Flavio Belisario (Germania 500 circa - Costantinopoli 565).
La figura del generale Bizantino è molto legata a questa zona, nello specifico al vicino tratto delle Mura Aureliane, che difese durante l'assedio di Roma del 537 lanciato dai Goti di Vitige. Inoltre, una leggenda medievale vuole che l'Imperatore Giustiniano lo avrebbe fatto accecare, riducendolo a mendicare per le strade di Costantinopoli o, secondo un'altra versione, presso Porta Pinciana a Roma. Per quanto non vi sia alcun fondamento storico, la storia ha contribuito a legare la figura di Belisario a questo tratto di Mura Aureliane: al generale è infatti anche dedicata una statua addossata alle mura in Via Campania.

Terme Littorie

Il progetto di Duilio Torres per le Terme Littorie
Le Terme Littorie sono un complesso termale progettato negli anni '20 che sarebbe dovuto sorgere lungo il Tevere nella zona tra Villa Glori e l'Acqua Acetosa, nel Quartiere Parioli, ma che poi non è stato mai realizzato.
L'origine di questo progetto risale al 1926, quando Giacomo Paolucci de' Calboli e Manlio Morgagni decisero di bandire un concorso per le Terme Littorie su La Rivista illustrata del Popolo d'Italia, grazie anche al sostegno dell'Associazione artistica tra i cultore di Architettura.
Il tema delle Terme è insolito nell'architettura italiana del XX Secolo, e al di là della funzione legata al benessere dell'edificio, in quel preciso contesto storico veniva incontro alle esigenze del regime fascista di tracciare una continuità con Roma Antica (di cui le Terme sono elemento architettonico tipico) e di creare luoghi che potessero essere fruiti dalle masse.
Il concorso - per quanto rimasto senza seguito e messo in secondo se non terzo piano da molte altre opere progettate e realizzate a Roma in quegli anni - all'epoca ricevette notevoli attenzioni, a partire da quelle di Benito Mussolini che lo patrocinò direttamente, e dalla giuria composta da figure di primo piano del mondo dell'architettura dell'epoca: Alberto Calza Bini, Gustavo Giovannoni, Adolfo Zacchi, Gelasio Caetani, Margherita Sarfatti e il già citato Giacomo Paolucci de' Calboli. Il concorso fu inoltre abbinato a un altro per l'arredamento di un'ambasciata italiana all'estero.
Il bando fu dunque lanciato nel Febbraio 1926 nella rivista Architettura e Arti Decorative con un articolo di presentazione di Roberto Papini che evidenziava il nobile scopo di creare un arte "schiettamente romana e italiana". Il contenuto del bando fu tuttavia un compromesso tra le diverse correnti del dibattito architettonico italiano che di lì a poco avrebbe visto l'arrivo l'irruzione del razionalismo sulla scena.
Particolare del progetto di Duilio Torres
In ogni caso, nell'Ottobre 1926 vennero presentati i tre progetti vincitori: quello di Duilio Torres, quello di Oscar Prati e quello di Carlo Enrico Rava e Mario Cavallè. I tre erano esponenti rispettivamente della scuola veneziana, di quella romana e di quella milanese, che in quel momento erano le più attive nel mondo italiano dell'architettura, ma l'esito del concorso non entusiasmò particolarmente, tanto che lo stesso Papini, nel presentare i progetti vincitori, scrisse che era amareggiato per la scarsa partecipazione di giovani architetti.
Tra i progetti scartati, si ricordano quello di Ottorino Aloisio (probabilmente il più noto tra quelli che non hanno ottenuto il riconoscimento), quello di Alberto Jacopini e Luigi Codini e quello di Ettore Sottsass.
La piazza delle terme nel progetto di Oscar Prati
Il progetto di Duilio Torres è influenzato dai toni dell'architettura espressionista e possiamo trovare molte analogie con le opere ad esempio dei tedeschi Bruno Taut ed Erich Mendelshon, e l'uso di schemi curvilinei richiama l'edificio del Solarium dello stesso Torres, realizzato al Lido di Venezia.
Più riferimenti al mondo tardoantico arrivano invece dal progetto di Oscar Prati: a favorire i riferimenti alle grandi aule termali tipiche dell'Antica Roma è il cemento armato, che permette strutture di una monumentalità più flessibile. L'interno della grande sala pensata da Prati, infatti, ricorda quasi un Palazzo dello Sport proprio per questo uso dei nuovi materiali.
Il progetto di Ottorino Aloisio
Non risultò tra i vincitori Ottorino Aloisio, il cui progetto tuttavia è molto interessante. L'architetto, all'epoca 24enne, presentò un progetto che rompeva in modo netto con la tradizione, che si lanciava in un audace struttura geometrica costruttivista.

Planimetria del progetto di Oscar Prati per le Terme Littorie

In ogni caso, il progetto delle Terme Littorie rimaste tale. Quest'area, che nel Piano Regolatore del 1909 sarebbe dovuta essere destinata a "villini", non vide sorgere la nuova struttura, tanto che nel Piano Regolatore del 1931 l'area venne destinata a "palazzine"; accantonando così il progetto. Dall'altra parte del Tevere, a poca distanza, a partire dal 1928 iniziarono i lavori per il Foro Mussolini, poi Foro Italico: le due aree avrebbero in qualche modo potuto costituire un pendant. Non siamo però sicuri che gli urbanisti di Roma abbiano dimenticato completamente questo progetto negli sviluppi successivi dell'area: qui infatti, in vista delle Olimpiadi del 1960, venne sviluppato il complesso sportivo dell'Acqua Acetosa.

Mappa di Mogadiscio (1938)

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Questa mappa mostra la città di Mogadiscio, capitale della Somalia, come si presentava nel 1938, quando era una colonia italiana. I nomi delle strade, come si può notare, hanno chiari riferimenti al fascismo, essendo tale mappa relativa a quell'epoca.

Mappe della Somalia

Mappa di Mogadiscio (1938)