Hotel Genio



L'Hotel Genio è un albergo situato in Via Giuseppe Zanardelli n. 28, nel Rione Ponte.
L'edificio venne costruito nel 1905 lungo la nuova Via Zanardelli, realizzata per collegare Corso Vittorio Emanuele II al recente Quartiere di Prati.


Il Palazzo si sviluppa su cinque piani e si affaccia su Via Zanardelli, accanto a Palazzo Torlonia, mentre dall'altro lato fa angolo con Piazza Fiammetta.
L'opera fu progettata dall'architetto Camillo Pistrucci, è caratterizzata da un bugnato rustico che ricopre il pianterreno e il mezzanino, il piano nobile è dotato di finestre con timpano ricurvo e triangolare, su volute, il livello successivo è occupato da finestre architravate. Un ampio cornicione si apre tra gli ultimi due piani, decorato da medaglioni. Sopra l'attico si trova un altro piano, con finestre sormontate da timpani, oltre al quale si apre una grande terrazza, dotata di balaustra, con sfere decorative sui pilastrini.


Fin dalla sua costruzione il palazzo ospita l'Hotel Genio, nato come succursale dell'Albergo del Sole al Pantheon, la proprietà era dei fratelli Muzi e Santarelli. 
Oggi l'Hotel Genio è un albergo di lusso a quattro stelle.


Via Camillo de Lellis

Via Camillo De Lellis

Via Camillo de Lellis è una strada del Quartiere Gianicolense, noto anche come Monteverde, compresa tra Circonvallazione Gianicolense e Via Folco Portinari. L'origine della strada risale al 1924 quando il Comune decise di intotolare le strade della zona vicino al nuovo polo ospedaliero in costruzione a Monteverde a "insigni fondatori di ospedali" e "benemeriti della beneficienza".
Questa strada prese il nome da San Camillo de Lellis (Bucchianico 1550-Roma 1614), fondatore dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (noti anche come Camilliani dal Santo fondatore), Patrono dei malati, degli infermieri e degli ospedali insieme a San Giovanni di Dio. Curiosamente, nel nome della strada non è menzionato il fatto che Camillo de Lellis sia Santo, e la strada si chiama infatti "Via Camillo de Lellis".
Il principale ospedale di Monteverde intorno al quale sorse anche questo gruppo di vie così chiamate proprio in funzione dell'ospedale avrebbe dovuto originariamente prendere il nome di "Ospedale della Vittoria", salvo poi chiamarsi "Ospedale del Littorio". Dopo la Seconda Guerra Mondiale esso fu chiamato "Ospedale San Camillo", proprio in onore di San Camillo de Lellis cui è dedicata anche questa strada.

Madonna del Divino Amore di Via Caterina Fieschi angolo Via Giorgio Bolognetti

Edicola Sacra Via Fieschi Via Bolognetti

All'angolo tra Via Caterina Fieschi e Via Giorgio Bolognetti, nel Quartiere Gianicolense (noto anche come Monteverde), sulle mura dell'edificio delle Suore Terziarie Francescane della Beata Angelina è presente un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna del Divino Amore sotto la quale è posta una scritta che recita: "A ricordo dell'incolumità del nostro quartiere - 4 Giugno 1944 - a devozione delle Suore Terziarie Francescane della Beata Angelina e dei bambini della scuola annessa all'istituto - 8 Dicembre 1944.

Madonna Divino Amore Monteverde

L'Immagine, apprendiamo dunque dalla targa, è stata qui posta per ringraziare la Madonna del Divino Amore, cui il Papa aveva fatto un voto solenne per l'incolumità di Roma poco prima della liberazione da parte degli Alleati. Il 4 Giugno 1944, data citata nella targa, è la data dell'arrivo delle forze anglo-americane a Roma, e l'immagine è stata qui posta l'8 Dicembre dello stesso anno da parte delle Suore Terziarie Francescane della Beata Angelina.

Suore Beata Angelina targa Divino Amore


Crocifisso in Via Ferdinando Palasciano

Crocifisso Via Palasciano

 
In Via Ferdinando Palasciano, nel Quartiere Gianicolense, noto anche come Monteverde, è visibile dietro un cancello una statua di Cristo Crocifisso posto su un piedistallo che reca le scritte "Missione Imperiali Marzo 1957" e, nella parte più piccola, "Apri la porta a Cristo". Tale Crocifisso si trova in un'area legata alla Chiesa della Trasfigurazione, ed è stato qui posto per ricordare l'opera di evangelizzazione dei Missionari Imperiali Borromeo, molto attive in diversi quartieri di Roma come in molte altre zone, e che presso la zona compirono - a quanto si apprende dall'iscrizione - la loro opera nel 1957.
La scritta più piccola "Apri la porta a Cristo" è stata invece aggiunta in un momento successivo e ricorda un'altra opera missionaria: riporta infatti, sotto, la dicitura "Missione Parrocchiale per il Grande Giubileo del 2000".

Targa in memoria di Ramon Gaya Pomes

Vicolo del Giglio Gaya Pomes

La targa in questione si trova in Vicolo del Giglio, nel Rione Regola, e ricorda il pittore, poeta e scrittore d'arte spagnolo Ramon Gaya Pomes (Murcia 1910-Valencia 2005), che presso questa casa visse e lavorò. La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 2019.

Elezioni suppletive nel Collegio della Camera dei Deputati Roma-Trionfale 2021

Domenica 16 Gennaio i cittadini residenti nel Collegio della Camera Roma-Trionfale saranno chiamati a eleggere il nuovo deputato della zona dopo le dimissioni di Roberto Gualtieri in seguito alla sua elezione a Sindaco di Roma. Si tratta di un fatto che porta con sé una curiosità: per la prima volta nella storia delle elezioni italiane si terranno due suppletive nello stesso collegio nel corso della stessa legislatura. Lo stesso Gualtieri, infatti, era stato eletto nel voto suppletivo dell'1 Marzo 2020 arrivato dopo le dimissioni di Paolo Gentiloni, entrato in Commissione Europea, che era stato eletto nel collegio nel 2018.
Ecco quindi chi saranno i candidati presenti a tali consultazioni, elencati in ordine alfabetico:

Beatrice Gamberini (Potere al Popolo)
Valerio Casini (Italia Viva)
Cecilia D'Elia - Partito Democratico - Centrosinistra
Simonetta Matone - Centrodestra (Forza Italia-Fratelli d'Italia-Lega)
Lorenzo Vanni (Il N-Uovo mondo Io per tutti tutti per noi Lorenzo Vanni)

Targa in memoria di Carlo Acciari

Targa Acciari Garbatella

La targa in questione si trova in Via Angelo Orsucci, alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense, e ricorda Carlo Acciari (1926-2009), artista noto nel quartiere. La targa in questione è stata qui posta dal Comune di Roma dall'VIII Municipio e reca infatti il nome del suo presidente Amedeo Ciccheri.

Grand Hotel Flora



Il Grand Hotel Flora è un albergo situato in Via Vittorio Veneto n. 191, nel Rione Ludovisi
L'edificio venne costruito dai Principi Borghese come casa d'affitto, nel 1890, su progetto dell'architetto Filippo Galassi, la crisi finanziaria portò successivamente alla vendita dell'immobile. 
Il nuovo proprietario signor Krumbügel, di origini russo-tedesche, decise di aprire una pensione chiamata Pensione Flora.


L'edificio si sviluppava su cinque piani, con due mezzanini, piano nobile al terzo livello, con finestre a edicola su colonnine corinzie con, alternati, timpani ricurvi e triangolari, e belle balconate a balaustri sorrette da cariatidi, che sostengono volute.


Il 1907 l'albergo venne rilevato dall'imprenditore Italo Signorini, il quale commissionò il restauro degli interni e inaugurò l'Hotel Flora, che possedeva 300 camere e in cui lavoravano 120 camerierieri.


Tra il 1925 e 1928 l'edificio fu soprelevato di un piano dal'architetto Giovanni Battista Milani, egli realizzò un elegante portico centrale, con colonne binate ioniche, e due corpi laterali culminanti in un fastigio, con scritto GRANDE ALBERGO FLORA, sormontato da uno stemma.

La soprelevazione dell'ultimo piano di Giovanni Battista Milani

Dal settembre del 1943 al gennaio 1944 l'hotel venne requisito dalla Wehrmacht, vi si trasferì, al secondo piano, il Comando Generale (OKW), con il Tribunale Militare Tedesco, e molti alti ufficiali vi dimorarono.
Dopo la guerra iniziò il periodo d'oro della Dolce Vita, in cui erano ospiti dell'albergo, Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Anita Ekberg, Elizabeth Taylor, Richard Burton e intellettuali come Moravia.


Dal 2001 l'albergo è stato ristrutturato come Marriott Grand Hotel Flora, con 154 camere e una spettacolare terrazza che ospita il ristorante con vista sulla Città Eterna.




Anglo American Bar



L'Anglo American Bar era un bar esistente a Roma all'angolo tra Via del Corso e Via dei Montecatini, in Corso Umberto nn. 328 329, nel Rione Colonna.
Il bar venne aperto nel 1887, in una zona popolata da molte redazioni di giornali, come Il Giornale d'Italia, Il Popolo Romano, La Tribuna, i cui redattori erano frequentatori del giovane caffè, vi erano anche intellettuali, avvocati diretti al Palazzo della Pretura e gli impiegati della Cassa di Risparmio. 
Il 1897 il bar venne rilevato da Giovan Battista Faraglia.


Il locale all'esterno era nobilitato da un grande lampadario angolare in ferro battuto, ancora oggi esistente.
Giovan Battista Faraglia nel 1906 decise di aprire il Gran Caffè Faraglia nel Palazzo delle Generali di Piazza Venezia, da questo momento l'Anglo American venne anche chiamato "Il Faraglino" per le sue piccole dimensioni.

Circonvallazione Ardeatina

Ardeatino

Circonvallazione Ardeatina è una strada del Quartiere Ardeatino compresa tra Via Cristoforo Colombo e Via Ardeatina. La strada, seppur denominata "circonvallazione", non si presenta con le fattezze tradizionali di questo tipo di strada, ed è di fatto in gran parte un sentiero: questo per via della sua complessa storia che ne fa un esempio di toponomastica interrotta.
Una lunga circonvallazione tra la Via Ostiense e la Via Appia Antica venne prevista per la prima volta nel Piano Regolatore del 1931, ma una pianificazione più precisa di questa strada avvenne quando nel 1937 venne ideata la Via Imperiale, attuale Via Cristoforo Colombo, per collegare Roma a Castel Fusano e con essa venne pensata un'espansione di Roma verso il mare Tirreno. Questa strada, infatti, fu pensata come proseguimento della Circonvallazione Ostiense che avrebbe dovuto collegare la Via Imperiale all'Appia Antica.
 
Circonvallazione Ardeatina PRG 1940
In questa mappa della variante del PRG del 1940 si vede bene l'importanza della Circonvallazione Ardeatina nel progetto di espansione di Roma verso il Tirreno
 
Nel 1940 il Governatorato di Roma istituì formalmente un alto numero di strade progettate proprio in questo contesto di espansione verso il Tirreno e, in modo particolare, in vista dell'Esposizione Universale dell'E42, in programma per il 1942 ma che non si svolse mai a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale: tra queste strade venne istituita anche la Circonvallazione Ardeatina. Molte delle strade istituite in tale delibera, tuttavia, venne soppressa (esistevano solo de iure, ma de facto la maggior parte di esse era solo in progetto), ma tra queste non la Circonvallazione Ardeatina, evidentemente ritenuta una strada di importanza strutturale per lo sviluppo generale a prescindere dai piani particolareggiati dei nuovi quartieri.
 
Circonvallazione Ardeatina 1950
Mappa IGM 1950: in rosso il progetto della Circonvallazione Ardeatina, in arancione quello della Circonvallazione Ostiense, in verde il progetto di allacciamento dell'arteria con l'Appia Nuova, in celeste il tratto di congiunzione tra i due rettilinei

Al termine del secondo conflitto mondiale, annullata l'Esposizione del 1942, lo sviluppo urbanistico di Roma verso il Tirreno subì un rallentamento ed ebbe una prosecuzione meno ordinata. Tra i progetti postbellici, tuttavia, vi fu la quello di realizzare un nuovo quartiere nel primo tratto dell'Appia Antica intorno alla Chiesa del Domine Quo Vadis?, un progetto che sarebbe andato a riempire il vuoto urbanistico tra l'Ostiense e l'Appio Latino e avrebbe perciò attribuito alla circonvallazione un ruolo importante come parte di un corridoio urbano tra la Circonvallazione Ostiense e Via Cesare Baronio. Tuttavia, le proteste ambientaliste di fronte al rischio di edificare una zona altamente protetta bloccarono il progetto, che venne così accantonato e mai realizzato.
 
Circonvallazione Ardeatina targa stradale

La Circonvallazione Ardeatina, dunque, rimase poco più che abbozzata, andando a costituire il limite settentrionale della parte del Quartiere Ardeatino costruita intorno a Piazza dei Navigatori, e divenendo anzi una strada strategica per l'accesso al Parco dell'Appia-Antica dalla Via Cristoforo Colombo.