Fontana del Mascherone di Santa Sabina






La fontana del Mascherone di Santa Sabina si trova in Piazza Pietro d'Illiria, nella parte del Rione Ripa che sorge sul colle Aventino. Tale fontana risale al 1936 quando, nella sistemazione della piazza su cui affacciano l'ingresso di Santa Sabina nonché quello del Giardino degli Aranci, l'architetto Antonio Munoz decise di realizzare una pregevole fontana per abbellire ulteriormente la piazza, assemblando pezzi d'antichità che si trovavano nei magazzini comunali.
Il mascherone della fontana è infatti un'opera dello scalpellino Bartolomeo Bassi, che lo realizzò nel 1593 su disegni di Giacomo della Porta, ed era posto nel Campo Vaccino, proprio sopra la vasca termale in granito su cui è attualmente collocato, dove aveva funzione di abbeveratoio per le mandrie che vi pascolavano. All'inizio del XIX Secolo, Papa Pio VII Chiaramonti (1800-1823) fece trasferire la vasca in granito a Montecavallo, come fontana sotto le statue dei Dioscuri. Il mascherone, dunque, venne trasferito al Porto Leonino, dove fu collocato nella fontana dell'Acqua Lancisiana, rimanendovi fino al 1897, anno in cui la struttura venne smantellata per l'apertura dei lungotevere.
Nel 1936, dunque, Munoz riassemblò i due manufatti in una sola struttura che venne collocata in una nicchia lungo le mura del Giardino degli Aranci.

Palazzo degli uffici dell'ENI


Il palazzo per gli uffici dell'ENI si trova in Piazzale Enrico Mattei n. 1, nel Quartiere Europa altrimenti noto come EUR.
Il grattacielo fu costruito per volontà di Enrico Mattei, presidente dell'ENI, nel nuovo centro direzionale della Capitale, non in un lotto lungo la Via Cristoforo Colombo ma direttamente ai piedi del laghetto dell'EUR, nel quartiere infatti  erano da poco state inaugurate le sedi di alcuni importanti ministeri.

Il palazzo dell'ENI in costruzione nel 1961

Il progetto architettonico fu elaborato nel 1960 da Ugo Ratti e Marco Bacigalupo, che adottarono il linguaggio dello stile internazionale. Il complesso si articola nel palazzo per gli uffici, posto al limite del lago, e il basso edificio della mensa, di forma triangolare, posto a Sud, il resto del terreno è occupato dal parcheggio per le macchine e dai giardini.
Il grattacielo si sviluppa 21 piani fuori terra, e due interrati, la struttura è in acciaio, formata da 12 telai posti a un interasse di 7,2 m. Con un'altezza di 85,5 metri è stato per anni uno dei grattacieli più alti di Roma.
La planimetria del piano tipo del palazzo
è realizzata per ottenere grandi spazi aperti per la sistemazione degli uffici.
Gli ingressi principali sono due: uno di rappresentanza impostato su una passerella soprelevata che porta direttamente al primo piano dal parcheggio, l'altro al pian terreno, per l'entrata ordinaria degli impiegati.
I lavori iniziarono nel 1960 e si conclusero nell'agosto 1962 con l'inaugurazione solenne dell'edificio simbolo del miracolo economico Italiano, da parte del presidente Mattei.


Le due facciate principali sono in curtain wall con vetri di colore verde azzurro e infissi in alluminio.

Il palazzo in una foto degli anni sessanta

Al piano terreno si trovano una grande sala conferenze e gli uffici per il pubblico. Gli altri piani sono occupati dagli uffici che ospitano 1900 impiegati. Gli ultimi due piani sono riservati alla foresteria e agli uffici della presidenza.

Particolare della facciata laterale con le scale di emergenza

Negli anni ottanta furono realizzate le scale di emergenza ai lati dell'edificio, che ne hanno alterato leggermente la simmetria.
Nel complesso il palazzo rimane uno dei migliori esempi di grattacielo in stile internazionale d'Italia.


Casa a scala del lotto XXVII della Garbatella


La casa a scala del lotto XXVII della Garbatella, nel Quartiere Ostiense, si trova su Piazza Nicola Longobardi, all'incrocio con Via Rocco da Cesinale e Via Giannantonio Cavazzi. Si tratta di uno dei numerosi lotti abitativi della zona della Garbatella, ed è stato realizzato nel 1931 dall'architetto Giuseppe Nicolosi. Tale edificio risulta molto diverso rispetto agli altri della Garbatella, anche da quello del lotto LI realizzato dallo stesso Nicolosi appena tre anni prima. Il linguaggio della città giardino della Garbatella era stato fino a quel momento nel tipico "barocchetto" romano, caratterizzato da modanature ed elementi decorativi, mentre questo edificio ha, per la prima volta nella storia di questo quartiere, linee e linguaggi puramente razionalisti.
L'edificio visto dal giardino interno
L'edificio, di per sé, parte dalla necessità di risolvere il problema del dislivello del terreno, per il quale Nicolosi opta per un edificio che si sviluppa lungo una rampa di scale che dal giardino interno arriva all'ingresso, posto in una posizione più elevata. Ogni elemento decorativo è rimosso in favore di linee rette e geometrie lineari, in un segno di come il razionalismo stesse prendendo piede nell'architettura italiana anche in contesti, come quello della Garbatella, che usavano un linguaggio differente e dove, appena due anni prima, Mario De Renzi aveva appena realizzato la sua famosa "Casa Modello", divenuta uno dei simboli dell'architettura moderna a Roma.

Pianta dell'edificio

Altri siti che ne parlano:
Lotto XXVII, casa a scala - in ArchiDiAp

Cinema nel Rione Campo Marzio

A seguire un elenco delle sale cinematografiche, i cineclub, i cinema d'essai esistiti nel Rione Campo Marzio. Dopo il nome di ogni sala è segnalato se queste sono attualmente in funzione o meno ed ove noto con cosa sono state sostituite.

Bernini - Via Borgognona - Chiuso
Corso - Piazza San Lorenzo in Lucina - Successivamente cambia nome in Etoile, quindi diviene uno spazio espositivo e passa alla maison di moda Louis Vitton
Etoile - Piazza San Lorenzo in Lucina - Prima diviene spazio espositivo, poi sede di un negozio della maison di moda Louis Vitton

Come raggiungere Roma dal resto d'Italia

Come raggiungere Roma dalla Sardegna

Come raggiungere Roma

Come raggiungere Roma dal resto d'Italia

Cinema Corso


Il cinema teatro Corso, oggi non più in attività, si trova in Piazza San Lorenzo in Lucina n. 41 nel Rione Campo Marzio.
Fu costruito tra il 1914 e il 1917 da Marcello Piacentini al posto della prima sala cinematografica di Roma 'Lux et Umbra', e venne inaugurato nel 1918.


Il giovane e promettente architetto si espresse in un audace stile 'secessione viennese', per il quale nutriva molta ammirazione, tale da colpire profondamente l'opinione pubblica, che si divise subito tra gli ammiratori, entusiasti di un'opera così moderna, e i detrattori  tradizionalisti, scandalizzati dall'affronto di usare un'arte così austriacheggiante nel pieno centro storico di Roma, accanto al rinascimentale Palazzo Ruspoli.


La facciata era semplice ma rivoluzionaria, era rivestita di intonaco rustico e scandita da quattro porte d'ingresso ad arco, sormontate da altrettante finestre quadrangolari con una spessa cornice a bugne stondate. I vetri policromi delle finestre erano e saldati a piombo in forma di mandorla.
Tra le finestre erano posti mascheroni avvolti in volute, superiormente si trovava una cornice continua sormontata da un fregio in stucco con volute e cartigli, alternati a putti e coppie di animali, pappagalli e scimmie, realizzati da Alfredo Biagini. Alle estremità erano infine presenti due semplici bow window. Una grande pensilina in ferro e vetro era posta sopra gli ingressi.

Le finestre e gli elaborati stucchi della facciata originale

Anche gli interni si presentavano in rivoluzionarie forme moderne, con una struttura in cemento armato priva di pilastri e colonne per le due gallerie, di cui la prima aveva un interessante profilo sinuoso.


Il proscenio era occupato da due palchetti circolari impreziositi con bassorilievi di Biagini. L'arcoscenico era decorato da stravaganti stucchi con bassorilievi avvolti in volute asimmetriche.

L'interno della sala era completamente in stile 'secessione'
Il soffitto della grande sala da milletrecento posti aveva degli cassettoni appena abbozzati in stucco, e terminava inferiormente con una bordatura irregolare. Al centro si trovava l'ampia cupola apribile decorata da pannelli di Arturo Dazzi.


Le enormi polemiche suscitate dall'edificio portarono la Commissione Edilizia alla sorprendente decisione di far ricostruire la facciata al Piacentini a proprie spese, in forme più classiche.
Nel 1970 la sala subì dei restauri che alterarono gli stucchi interni e fu ribattezzata cinema Etoile.
La sala chiuse definitivamente nel 1991.
Nel 2011 l'interno è stato riconvertito ad uso espositivo per Luis Vitton.

Nel XIII Secolo esistevano sei imperi che si definivano "Impero Romano"

I Crociati conquistano Costantinopoli durante la Quarta Crociata
Può sembrare strano, ma nel XIII Secolo sono esistiti non uno, non due, non tre...ma ben sei entità statali che si definivano "Impero Romano", magari con un nome diverso ma che richiamava più o meno esplicitamente a questo. Ma la cosa che rende tutto ciò ancora più insolito è che nessuno di questi imperi era l'Impero Romano che viene abitualmente chiamato così, quello della Roma Antica, per intenderci.
Fino alla Quarta Crociata, combattuta tra il 1202 e il 1204 e in cui i Crociati invasero Costantinopoli, esistevano tre imperi che si definivano "Impero Romano": il Sacro Romano Impero, che controllava la Germania e una parte consistente dell'Europa, l'Impero Bizantino, che anche se noi chiamiamo in questo modo si è sempre definito Impero Romano, e il Sultanato di Rum. Quest'ultimo stato ha un nome apparentemente curioso che letteralmente significa "Sultanato di Roma" e controllava un territorio nella penisola dell'Anatolia (tale regno sopravvisse fino all'inizio del XIV Secolo). Il nome deriva dal fatto che i turchi chiamano Rum i greci della penisola anatolica, fatto che spiega il nome.
Con la Quarta Crociata, i Crociati presero il controllo della città di Costantinopoli e vi instaurarono il Regno Latino di Costantinopoli, che di fatto andò a sostituire l'Impero Romano d'Oriente, e il cui nome ufficiale era Imperium Romaniae, ovvero "Impero di Romania", perché questo era il nome con cui veniva chiamato l'Impero Romano d'Oriente in Occidente, e poteva considerarsi per questo una variante del nome "Impero Romano".
La caduta di Costantinopoli portò alla nascita di diversi regni fondati dai greci che reggevano l'Impero Romano d'Oriente: nacquero così l'Impero di Nicea, l'Impero di Trebisonda ed il Despotato d'Epiro: i sovrani di tutti e tre questi stati si fecero chiamare "Imperatore dei Romani" o "Imperatore e  autocrate dei Romani", a sottolineare il fatto che si consideravano a tutti gli effetti un "Impero Romano", successore di quello esistente. Quando il Despotato d'Epiro venne assorbito dall'Impero di Tessalonica, tale definizione non cambiò. Nel 1241 l'Impero di Tessalonica fu sottomesso a quello di Nicea che, nel 1261, riprese il controllo di Costantinopoli, ripristinando di fatto quello che conosciamo come Impero Bizantino.

The gladiatrices

In ancient Rome, as we well know, combat shows between gladiators were widespread throughout the Empire. These performances were very popular among the people, many gladiators reached notable levels of popularity, and they were divided into different categories, different for armaments and fighting style. A spontaneous question, also arising from the way in which the collective imagination has evolved around these shows, is whether only men were fighting or even gladiators existed: the answer is that women also fought, as evidenced by different testimonies, which vague and limited in number they provide us with important information on this phenomenon.

 A very important testimony in this sense dates back to the 19th after Christ, when the Emperor Tiberius issued the Senatus consultum of Larinum, in which he forbade men and women linked by kinship to senators or equites to appear on the scene with gladiatorial robes. This fact in itself shows us how the possibility of a woman being a gladiator was contemplated.

 In addition to this document, there are also other testimonies in important Latin texts: Suetonius in the Life of the Caesars tells how Domitian had organized night fights between gladiators both between men and women, an episode that would also be confirmed by Martial and Stazio.

A funerary inscription found at Ostia Antica - and now preserved in the Lapidarium of the excavations - recalls instead a certain Hostilianus who in the epigraph is proud of having been the first to bring the shows between gladiators in Ostia. This testimony dates back to the II Century after Christ and as such makes us understand how these fights were a niche phenomenon compared to the male ones.

 But how much of a niche? This we cannot know. On the one hand the writer Amy Zoll has noticed how the Roman authors speak - albeit little - very naturally of the phenomenon of the gladiatrici, and for this reason one might think that it was a fact much more common than one thinks. On the other hand, even without contradicting this thesis, the historian Mark Vesley noted how the gladiatorial schools that existed in the main centers of the Empire were not for the time to be particularly suitable places for women: here they studied above all the young people from the upper classes who were trained in martial arts, while women tended to be followed by a tutor. Despite this, testimonies of women who have studied in these places are not lacking, like Valeria Iucunda, who died at 17 years old.


The bas-relief Alicarnasso
The most famous testimony in this regard, in any case, is the bas-relief of Halicarnassus, dating back to the I or II Century after Christ, which shows two gladiators fighting each other. The two women have the names of Amazon and Achillia and it says that after the fight they received the missio, or suspension, for having both fought with value.

 This bas-relief is very important for us because it gives us a testimony about the clothing of gladiators: in fact the two women wear subligacum - a loincloth widespread in Ancient Rome - and numerous elements typical of gladiators, such as greaves and sleeves, but neither of them wears the helmet and both are bare-breasted. In the art of the time, the Amazonomachies were widespread, which depicted fights between the Amazons with naked breasts: we are not able to know if the gladiatorial shows wanted to recall this image or, otherwise, this was a way to exalt the qualities of the gladiatrici of Alicarnasso.

Poster of the 1974 movie The Arena
The theme of gladiators has however aroused interest over time, has become present in the collective imagination and as such has entered popular culture: for this reason gladiatrices have appeared in numerous works of fiction such as films or books.

Leggi l'articolo in italiano
διαβάστε το άρθρο στα ελληνικά

Το γυαλικό

Στην αρχαία Ρώμη, όπως γνωρίζουμε καλά, οι αγώνες μάχης μεταξύ των μονομάχων ήταν ευρέως διαδεδομένες σε όλη την αυτοκρατορία. Αυτές οι παραστάσεις ήταν πολύ δημοφιλείς μεταξύ των λαών, πολλοί μονομάχοι έφθασαν σε αξιοσημείωτα επίπεδα δημοτικότητας και χωρίστηκαν σε διαφορετικές κατηγορίες, διαφορετικές για τον εξοπλισμό και το στυλ μάχης. Μια αυθόρμητη ερώτηση, που επίσης προκύπτει από τον τρόπο με τον οποίο η συλλογική φαντασία εξελίχθηκε γύρω από αυτές τις παραστάσεις, είναι αν υπήρχαν μόνο άντρες ή ακόμα και μονομάχοι: η απάντηση είναι ότι και οι γυναίκες πολέμησαν, όπως αποδεικνύεται από διάφορες μαρτυρίες, ασαφείς και περιορισμένες σε αριθμό, μας παρέχουν σημαντικές πληροφορίες σχετικά με αυτό το φαινόμενο.

Μία πολύ σημαντική μαρτυρία από αυτή την άποψη χρονολογείται από το 19ο μετά τον Χριστό, όταν ο αυτοκράτορας Τιβέριος εξέδωσε το Senatus Consultum του Larinum, στο οποίο απαγόρευε να εμφανίζονται στη σκηνή οι άντρες και οι γυναίκες που συνδέονται με συγγενείς με γερουσιαστές ή ιπτάτες με λαξευτή ρόμπα. Αυτό το γεγονός από μόνο του μας δείχνει πώς εξετάστηκε η πιθανότητα μιας γυναίκας να είναι ένας μονομάχος.

Εκτός από αυτό το έγγραφο, υπάρχουν και άλλες μαρτυρίες σε σημαντικά λατινικά κείμενα: ο Suetonius στη Ζωή των Καίσαρων λέει πως ο Domitian είχε οργανώσει νυχτερινές μάχες μεταξύ των μονομάχων τόσο μεταξύ ανδρών όσο και γυναικών, ένα επεισόδιο που θα επιβεβαιωνόταν και από τον Martial και το Stazio.

Μια επιτύμβια επιγραφή που βρέθηκε στην Ostia - και τώρα διατηρείται στο Lapidarium των ανασκαφών - υπενθυμίζει αντ 'αυτού έναν συγκεκριμένο Hostilianus ο οποίος στην epigraph είναι περήφανος που ήταν ο πρώτος που έφερε τις εμφανίσεις μεταξύ των μονομάχων στην Ostia. Αυτή η μαρτυρία χρονολογείται από τον 2ο αιώνα μετά τον Χριστό και ως εκ τούτου μας κάνει να καταλάβουμε πώς αυτοί οι αγώνες ήταν ένα φαινόμενο εξειδικευμένο σε σχέση με τα αρσενικά.

Αλλά πόσο μια θέση; Αυτό δεν μπορούμε να το καταλάβουμε. Αφενός, η συγγραφέας Amy Zoll έχει παρατηρήσει πως οι Ρωμαίοι συγγραφείς μιλούν - αν και ελάχιστα - πολύ φυσικά για το φαινόμενο του gladiatrici και γι 'αυτό μπορεί κανείς να σκεφτεί ότι ήταν κάτι πολύ συνηθισμένο από όσο νομίζουμε. Από την άλλη πλευρά, ο ιστορικός Mark Vesley, ακόμη και χωρίς να αντικρούει αυτή τη διατριβή, σημείωσε πως οι σχολές μονομάχων που υπήρχαν στα κεντρικά κέντρα της Αυτοκρατορίας δεν ήταν για εκείνη την εποχή ιδιαίτερα κατάλληλες για τις γυναίκες: εδώ σπούδαζαν πάνω από όλα νέοι από τις ανώτερες τάξεις που εκπαιδεύονταν στις πολεμικές τέχνες, ενώ οι γυναίκες τείνουν να ακολουθούνται από δάσκαλο. Παρ 'όλα αυτά, οι μαρτυρίες γυναικών που έχουν μελετήσει σε αυτά τα μέρη δεν λείπουν, όπως η Valeria Iucunda, η οποία πέθανε σε ηλικία 17 ετών.

Το ανάγλυφο της Αλικαρνασσού
Η πιο γνωστή μαρτυρία για το θέμα αυτό, σε κάθε περίπτωση, είναι το ανάγλυφο της Αλικαρνασσού, που χρονολογείται από τον 1ο ή τον 2ο αιώνα μετά τον Χριστό, το οποίο δείχνει ότι δύο μονομάχοι αγωνίζονται μεταξύ τους. Οι δύο γυναίκες έχουν τα ονόματα Amazon και Achillia και λέει ότι μετά τον αγώνα έλαβαν το missio, ή την αναστολή, επειδή και οι δύο πολέμησαν με αξία.

Αυτό το ανάγλυφο είναι πολύ σημαντικό για εμάς, διότι μας δίνει μαρτυρία για τα ρούχα των μονομάχων: στην πραγματικότητα οι δύο γυναίκες φορούν υπογύμνα - ένα λωρίδα ευρέως διαδεδομένο στην Αρχαία Ρώμη - και πολυάριθμα στοιχεία τυπικά για τους μονομάχους, όπως τα γρασίδια και τα μανίκια, αλλά κανένα από αυτά δεν φορά το κράνος και οι δύο είναι γυμνοί. Στην τέχνη της εποχής, οι Αμαζονομαχίες ήταν ευρέως διαδεδομένες, οι οποίες απεικόνιζαν αγώνες μεταξύ των Αμαζόνων με γυμνά στήθη: δεν μπορούμε να μάθουμε αν οι αρχαίες επιδείξεις ήθελαν να θυμηθούν αυτήν την εικόνα ή, αλλιώς, αυτός ήταν ένας τρόπος για να αναδείξουμε τις ιδιότητες του gladiatrici του Αλικαρνασσού.

Αφίσα από την ταινία του 1974 The Arena
Το θέμα των μονομάχων, όμως, έχει προκαλέσει ενδιαφέρον με την πάροδο του χρόνου, έχει γίνει παρών στη συλλογική φαντασία και ως εκ τούτου εισήλθε στη λαϊκή κουλτούρα: γι 'αυτό το λόγο οι gladiatrici έχουν εμφανιστεί σε πολλά έργα μυθοπλασίας όπως ταινίες ή βιβλία.

Leggi l'articolo in Italiano

Βυζαντινοί; Όχι, Ρωμαίοι

Ένα από τα ψηφιδωτά της Βασιλικής του San Vitale στη Ραβέννα απεικονίζοντας τον αυτοκράτορα Ιουστινιανό μαζί με τον Αρχιεπίσκοπο Massimiano μαζί με τους δικαστικούς αξιωματούχους και τον πραιτοριανό φρουρό
Όταν μιλάμε για την Ανατολική Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία, ιδιαίτερα μετά την πτώση της Δυτικής Ρωμαϊκής Αυτοκρατορίας, την αναγνωρίζουμε ως Βυζαντινή Αυτοκρατορία και τους κατοίκους της ως Βυζαντινούς. Είναι στην πραγματικότητα ένας συμβατικός ορισμός, πιο βολικός από οτιδήποτε άλλο, να αποσπάται η Ανατολική Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία με τη μοναδική Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία και, μετά τη διαίρεση, με εκείνη της Δύσης, στην οποία βρίσκεται η Ρώμη.

Αυτό που αποκαλούμε Βυζαντινή Αυτοκρατορία, δεν είχε ποτέ αυτό το όνομα και οι πολίτες της, αν όχι οι κάτοικοι της πόλης του Βυζαντίου, ποτέ δεν αναγνωρίστηκαν ως Βυζαντινοί. Διαφορετικά, από πολλές απόψεις, από τη Δυτική Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία, ξεκινώντας από το γλωσσικό, καθώς η κύρια γλώσσα ήταν ελληνική (αν και η λατινική ήταν ευρέως διαδεδομένη ειδικά για πολλά επίσημα έγγραφα, όπως το Corpus Juris Civilis του Ιουστινιανού). και μετά το Μεγάλο Σχίσμα επίσης θρησκευτικό, δεδομένου ότι η Ανατολική Εκκλησία διαχωρίστηκε από εκείνη της Ρώμης, οι κάτοικοί της ονομάζονταν πάντα Ρωμαίοι ή στην Ελληνική Ρομανά και η Αυτοκρατορία ονομάζονταν πάντοτε Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία, η οποία μερικές φορές έγινε Ρομανία. Ο αυτοκράτορας λοιπόν ήταν στην πραγματικότητα διάδοχος του Οκταβιανού Αυγούστου. Εκτός από αυτό, ένα από τα ονόματα της πόλης της Κωνσταντινούπολης / Βυζαντίου ήταν "Nova Roma", ακριβώς για να υπογραμμίσει τη συνέχεια με τη Ρώμη.

 Βλέπουμε αυτή την πτυχή και σε άλλους παράγοντες, και συχνά ο ορισμός των Ρωμαίων προέκυψε επίσης από τα σύνορα της Ανατολικής Αυτοκρατορίας. Η πόλη του Ναυπλίου, για παράδειγμα, σήμερα στην Ελλάδα, κλήθηκε από τους Βενετούς "Napoli di Romania" για να την διακρίνει από την ιταλική πόλη, γεγονός που μαρτυρεί πως οι όροι «Ρωμαίος» και «Ρουμανία» για να μιλήσουν για τους Βυζαντινούς ήταν καλά ριζωμένοι συνόρων.

Ακριβώς για να διευκρινιστεί: το σημερινό έθνος της Ρουμανίας δεν ήταν ποτέ μέρος της Ανατολικής Αυτοκρατορίας, καθώς αυτό το όνομα έχει προφανώς σχέση με τη σύνδεσή του με τη Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία (της οποίας, ωστόσο, ήταν μέρος για μικρό χρονικό διάστημα ). Το όνομα προέρχεται ακριβώς από τον Λατινικό Ρωμαίο, και ο όρος με τον οποίο ονομάστηκε πριγκηπάτο που έδωσε την προέλευση στην σημερινή Ρουμανία, Βλαχάκια, προήλθε από τον γερμανικό όρο Βλάχ και Γουαλσχ με τον οποίο καθορίστηκαν οι πληθυσμοί λατινικής γλώσσας. Έτσι, μεταφράστηκε στη ρουμανική γλώσσα, έγινε Tara Romaneasca, ρωμαϊκή γη, και οι Βλάχοι αυτοαποκαλούνται Ρωμαίοι. Το 1862, όταν οι πρεσβείες της Βλαχίας και της Μολδαβίας ενοποιήθηκαν, πήραν το όνομα της Ρουμανίας.

Γενικά, όπως έχουμε δει, υπάρχουν περιπτώσεις όπου οι Βυζαντινοί αναγνωρίστηκαν και ως Ρωμαίοι και στη Δυτική Ευρώπη, η λέξη Ρωμαϊκή χρησιμοποιήθηκε γενικά στη Δύση διαφορετικά και οι Βυζαντινοί χαρακτηρίστηκαν ως Έλληνες (graeci), που έγιναν στο για λόγους ευκολίας, απέτυχε να αποφύγει τη σύγχυση με την κλασική Ελλάδα και τη σύγχρονη Ελλάδα.

Ο βυζαντινός πολιτισμός, με το πέρασμα του χρόνου, έγινε όλο και περισσότερο χαρακτηρισμένος ως αυτόνομος υπό διαφορετικές απόψεις: θρησκευτικές, γλωσσικές, πολιτιστικές και καλλιτεχνικές, μεταξύ άλλων. Αυτό λοιπόν συνέβαλε στη χρήση του όρου ευκολίας των "Βυζαντινών", που ποτέ δεν χρησιμοποιούνταν από τους ίδιους ούτε από τους Δυτικούς και αναφερόταν εκείνη την εποχή μόνο στους κατοίκους του στενού Βυζαντίου, για να διακρίνει αυτόν τον πολιτισμό, θεωρήθηκε απαραίτητο να χρησιμοποιήσουμε έναν διαφορετικό όρο από Ρωμαίους και Έλληνες για να τα χαρακτηρίσουν.

Το 1453 οι Οθωμανοί Τούρκοι μπήκαν στην Κωνσταντινούπολη, η οποία πήρε το όνομα της Istanbul και η Ανατολική Ρωμαϊκή Αυτοκρατορία έπαψε να υπάρχει (ο Δεσποτάτης του Μορέα, το τελευταίο ελεγχόμενο έδαφος της βυζαντινής αυτοκρατορικής οικογένειας, έπεσε το 1460). Παρ 'όλα αυτά, η αναγνώριση ως Ρωμαίων των μη τουρκικών πληθυσμών της Ελλάδας και της Μικράς Ασίας εξακολούθησε να υπάρχει.

Στην Τουρκική γλώσσα, για παράδειγμα, οι Έλληνες της Ανατολικής Χερσονήσου ονομάζονται Rum, που σημαίνει Ρωμαίοι, ενώ εκείνοι που ζουν στην Ελλάδα ονομάζονται Yunan, που σημαίνει Ιόν. Αλλά αυτή δεν είναι η μόνη μαρτυρία αυτού του γεγονότος.

Το 1912, κατά τον Πρώτο Βαλκανικό Πόλεμο, το ελληνικό στρατό έπεσε στο νησί της Λήμνου, στο βόρειο Αιγαίο, μέχρι τότε, υπό τον έλεγχο της Οθωμανικής Αυτοκρατορίας. Πολλά παιδιά πήγαν για να δουν αυτούς τους στρατιώτες προσωπικά, που τον ρώτησαν τι έβλεπαν. Οι περίεργοι απάντησαν ότι ήθελαν να δουν «τους Έλληνες» και απάντησαν: «Αλλά γιατί δεν είστε και Έλληνας;» και απάντησαν «όχι, είμαστε Ρωμαίοι». Αυτό μαρτυρεί ότι ακόμα και την αυγή της Βυζαντινής Αυτοκρατορίας, ειδικά στους ελληνικούς πληθυσμούς, αυτή η κληρονομιά της Ανατολικής Ρωμαϊκής Αυτοκρατορίας εξακολουθούσε να υπάρχει.

Αυτά τα γεγονότα μας δείχνουν πώς η ιστορία, ο πολιτισμός και η ταυτότητα της Ρώμης ξεπερνούν την ίδια πόλη και αντιπροσωπεύουν με κάποιο τρόπο ένα σύμβολο της συνέχειας, της ένωσης και της φιλίας μεταξύ των λαών κάτω από το σημάδι μιας κοινής προέλευσης.

Statue e monumenti del Quartiere Lido di Ostia Ponente

A seguire un elenco in ordine alfabetico relativo alle statue e i monumenti presenti nel Quartiere Lido di Ostia Ponente.

- Monumento a Pier Paolo Pasolini, nel Parco Pier Paolo Pasolini, in Via dell'Idroscalo

Ferrovia delle Cave

La mappa dell'arrivo a Prati della ferrovia delle Cave nel suo tracciato del 1892. Si vedono le diramazioni per Piazza della Libertà e verso il Palazzo di Giustizia
La ferrovia delle Cave è stata una ferrovia esistita tra la fine del XIX Secolo e gli inizi del XX che collegava le cave di Grottarossa al Rione Prati. Si tratta di una ferrovia di proprietà privata che serviva principalmente al trasporto di merci, in particolare materiali da costruzione che dalle cave di Grottarossa venivano portati nel Rione Prati, all'epoca in costruzione.
La ferrovia era di proprietà di Erno Emanuele Oblieght, ricco imprenditore ungherese a Roma dagli anni Settanta del XIX Secolo dove era attivo nei settori delle costruzioni, dei trasporti e dei giornali. La linea era a scartamento normale e funzionava grazie alla trazione dei cavalli.
Le informazioni riguardo la ferrovia delle Cave sono tuttavia molto poche oltre a quelle già esposte: non è noto l'anno di realizzazione (probabilmente risale agli anni '70 del XIX Secolo), né quello in cui venne smantellata. Il percorso è noto da alcune mappe del periodo (la ferrovia, vista la sua funzione privata, non sempre era segnata), ma è probabile che abbia subito nel tempo alcune modifiche.

Il tracciato completo della ferrovia

Quello che sappiamo per certo è che tale ferrovia fu usata anche per il trasporto di persone in diverse occasioni, come nel 1890, quando Buffalo Bill giunse a Roma e gareggiò presso la Piazza d'Armi, e nel 1902, quando trasportò 36mila persone per una gara di tiro a segno. Nel 1895, invece, presso lo scambio dei binari di Piazza d'Armi si verificò un furto di rotaie.
Probabilmente, quando nel 1906 venne realizzata su un tracciato simile la ferrovia Roma-Civita Castellana, la ferrovia delle Cave non era più in funzione.
In ogni caso, diverse mappe del periodo in cui la ferrovia era attiva ci permettono di conoscer il suo tracciato, al netto di alcune possibili modifiche avvenute negli anni. Partendo da Grottarossa, la ferrovia rimaneva lungo la riva destra del Tevere, raggiungendo Ponte Milvio e arrivando alla Piazza d'Armi: una mappa del 1888 mostra la ferrovia fermarsi qui, di fronte a un piccolo edificio, mentre mappe successive la mostrano affiancarsi al Viale delle Milizie. Una mappa del 1892 mostra invece come lungo il Viale delle Milizie la ferrovia si biforcasse ed entrasse nelle strade del Rione Prati: uno dei due rami raggiungeva Piazza della Libertà, l'altro il Tevere tra Castel Sant'Angelo e il Palazzo di Giustizia, dove probabilmente contribuiva al trasporto di materiali per la lunghissima costruzione di questo edificio.

L'arrivo della ferrovia a Via Damiata in una mappa del 1896

Monumento a Pier Paolo Pasolini


Il Monumento a Pier Paolo Pasolini si trova nel Parco Pier Paolo Pasolini, lungo Via dell'Idroscalo, nel Quartiere Lido di Ostia Ponente. Il monumento ricorda il grande letterato italiano Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922-Roma 1975), che il 2 Novembre 1975 morì in questo luogo in circostanze mai chiarite fino in fondo. Per l'omicidio venne condannato Pino Pelosi, "ragazzo di vita" 17enne di Guidonia.
Tale opera risale al 2005 ed è opera dello scultore Mario Rosati.
Succesivamente, l'area in cui essa si trova è stata data in gestione alla LIPU nell'ambito dell'area di interesse ecologica in cui si trova, ed è stata trasformata in un parco letterario dedicato a Pasolini, in cui sono state introdotte targhe che commemorano e citano frasi e brani tratti dalle opere dello stesso Pasolini.







Villino Vitale



Il villino Vitale si trova in Via Alessandro Farnese n. 4, ad angolo con Via dei Gracchi, nel Rione Prati.
Fu costruito da Arturo Pazzi nel 1900 per Giacomo Vitale in stile neorinascimentale.
In origine il villino aveva solamente due piani, e una torre all'angolo delle due strade, la facciata principale era rivolta lungo il giardino, su cui si affacciava un loggiato con balcone al primo piano.
Nel 1909 fu presentato un progetto di soprelevazione da parte dell'ingegner Emilio Albertini, furono dunque costruiti altri due piani sacrificando la torre.


Le facciate sono in cortina laterizia, le finestre sono monofore con cornice circolare superiore in travertino, inoltre è presente un bugnato angolare.


Tra 1910 e 1912 Duilio Cambellotti fu incaricato di decorare il fregio dell'edificio, fu così che realizzò un bellissimo affresco liberty rappresentante colombe.


La torretta superiore fu rivestita con maioliche dipinte con delle rondini, sempre realizzate dal Cambellotti.


Architecture Projects in Rome

Continuous Monument (Grand Hotel Colosseo)

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Suburbio Tor di Quinto

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Suburbio Tor di Quinto.

Partito Democratico 33,81%
Lega 24,04%
Fratelli d'Italia 11,74%
Forza Italia 11,43%
Movimento Cinque Stelle 9,00%
+Europa - Italia in Comune - PDE 5,58%
Verdi 1,91%
Sinistra 0,93%
Partito Animalista Italiano 0,46%
Destre Unite - CasaPound 0,36%
Partito Comunista 0,26%
Partito Pirata 0,21%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,15%
Popolari per l'Italia 0,10%
Forza Nuova 0,00%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Lido di Castel Fusano

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Lido di Castel Fusano.

Partito Democratico 25,36%
Movimento Cinque Stelle 23,74%
Lega 23,38%
Fratelli d'Italia 9,17%
Sinistra 5,03%
Forza Italia 4,86%
+Europa - Italia in Comune - PDE 3,96%
Verdi 3,24%
Partito Comunista 0,72%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,18%
Partito Animalista Italiano 0,36%
Destre Unite - CasaPound 0,00%
Forza Nuova 0,00%
Partito Pirata 0,00%
Popolari per l'Italia 0,00%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Lido di Ostia Levante

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Lido di Ostia Levante.

Partito Democratico 27,51%
Lega 25,43%
Movimento Cinque Stelle 22,57%
Fratelli d'Italia 7,16%
Forza Italia 4,64%
+Europa - Italia in Comune - PDE 3,81%
Sinistra 2,90%
Verdi 2,89%
Partito Comunista 1,10%
Destre Unite - CasaPound 0,51%
Partito Animalista Italiano 0,47%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,45%
Partito Pirata 0,34%
Popolari per l'Italia 0,14%
Forza Nuova 0,07%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Lido di Ostia Ponente

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Lido di Ostia Ponente.

Lega 31,54%
Movimento Cinque Stelle 24,15%
Partito Democratico 22,48%
Fratelli d'Italia 6,91%
Forza Italia 4,99%
+Europa - Italia in Comune - PDE 2,83%
Verdi 2,31%
Sinistra 1,85%
Partito Comunista 0,90%
Destre Unite - CasaPound 0,79%
Partito Animalista Italiano 0,47%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,33%
Partito Pirata 0,20%
Popolari per l'Italia 0,16%
Forza Nuova 0,08%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Europa

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Europa.

Partito Democratico 36,96%
Lega 19,46%
Fratelli d'Italia 10,83%
Forza Italia 10,37%
Movimento Cinque Stelle 9,88%
+Europa - Italia in Comune - PDE 6,49%
Verdi 2,13%
Sinistra 1,89%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,61%
Popolari per l'Italia 0,56%
Partito Animalista Italiano 0,34%
Partito Comunista 0,22%
Partito Pirata 0,10%
Destre Unite - CasaPound 0,07%
Forza Nuova 0,07%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Giuliano-Dalmata

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Giuliano-Dalmata.

Partito Democratico 37,26%
Lega 20,47%
Movimento Cinque Stelle 14,55%
Fratelli d'Italia 9,52%
Forza Italia 5,71%
+Europa - Italia in Comune - PDE 5,25%
Verdi 2,67%
Sinistra 2,15%
Partito Comunista 0,57%
Partito Animalista Italiano 0,54%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,45%
Destre Unite - CasaPound 0,34%
Popolari per l'Italia 0,23%
Partito Pirata 0,23%
Forza Nuova 0,05%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere San Basilio

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere San Basilio.

Lega 29,71%
Movimento Cinque Stelle 24,00%
Partito Democratico 23,74%
Fratelli d'Italia 8,28%
Forza Italia 4,51%
+Europa - Italia in Comune - PDE 2,37%
Sinistra 2,20%
Verdi 1,99%
Partito Comunista 1,19%
Partito Animalista Italiano 0,61%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,58%
Destre Unite - CasaPound 0,42%
Popolari per l'Italia 0,16%
Partito Pirata 0,14%
Forza Nuova 0,07%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Ponte Mammolo

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Ponte Mammolo.

Partito Democratico 32,80%
Lega 24,62%
Movimento Cinque Stelle 18,00%
Fratelli d'Italia 7,65%
Forza Italia 5,26%
Sinistra 3,11%
+Europa - Italia in Comune - PDE 3,53%
Verdi 2,37%
Partito Comunista 0,81%
Partito Animalista Italiano 0,50%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,49%
Destre Unite - CasaPound 0,42%
Partito Pirata 0,19%
Popolari per l'Italia 0,13%
Forza Nuova 0,09%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Monte Sacro Alto

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Monte Sacro Alto.

Partito Democratico 35,69%
Lega 21,47%
Movimento Cinque Stelle 14,11%
Fratelli d'Italia 9,75%
Forza Italia 6,38%
+Europa - Italia in Comune - PDE 4,96%
Sinistra 2,64%
Verdi 2,51%
Partito Comunista 0,85%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,44%
Partito Animalista Italiano 0,40%
Popolari per l'Italia 0,31%
Destre Unite - CasaPound 0,26%
Partito Pirata 0,16%
Forza Nuova 0,06%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Elezioni Europee 2019 - Risultati nel Quartiere Primavalle

I risultati delle Elezioni Europee del 2019 nel Quartiere Primavalle.

Partito Democratico 28,22%
Lega 27,19%
Movimento Cinque Stelle 19,21%
Fratelli d'Italia 8,94%
Forza Italia 4,85%
+Europa - Italia in Comune - PDE 3,19%
Sinistra 3,02%
Verdi 2,41%
Partito Comunista 1,22%
Partito Animalista Italiano 0,47%
Destre Unite - CasaPound 0,41%
Popolo della Famiglia - Alternativa Popolare 0,38%
Partito Pirata 0,21%
Popolari per l'Italia 0,19%
Forza Nuova 0,08%

Dati non ufficiali provenienti dal sito del Comune di Roma e successivamente elaborati assemblati.

Villino de Piro



Il villino de Piro si trova in Via Alessandro Farnese n. 3 ad angolo con Via dei Gracchi, nel Rione Prati, accanto al villino Allievi.
L'edificio fu costruito nel 1904 per la famiglia de Piro da Claudio Monticelli, che realizzò nello stesso rione anche Villa Scialoja.


Il villino si sviluppa su più avancorpi di due e tre piani, con una torre, terminante in una loggia coperta, all'angolo tra le due strade, alla cui base è presente un bow window. Le facciate sono dotate di ampie monofore, mentre sulla torre sono presenti delle bifore.


L'ingresso è sovrastato da un portico angolare con una colonna corinzia centrale, soluzione simile a quella di villa Calderai.
La torre è in cortina con le decorazioni in stucco.


Il recente restauro ha leggermente alterato la facciata su Via dei Gracchi, con la creazione di una grande cornice marcapiano al pianterreno decorata da grandi ovoli e l'apertura di una lunga finestra in corrispondenza della scala. Il terzo piano è stato realizzato in parte abusivamente con una veranda coperta.


La facciata su Via dei Gracchi prima delle modifiche successive
Molto interessanti sono le grate che circondano il muro di cinta del villino in ferrobattuto, con un disegno tipicamente liberty.
Oggi vi si trova la sede dell'ENPAPI, l'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della  Professione Infermieristica.

Mappe del Montenegro

Mappa Baedeker del Golfo di Cattaro e di Cettigne (1910)

Mappa Baedeker del Golfo di Cattaro e di Cettigne (1910)

Clicca per ingrandire
Questa mappa mostra il Golfo di Cattaro e, in un riquadro, la città di Cettigne, oggi in Montenegro, come si presentavano nel 1910. Si tratta di una mappa del celebre editore di guide turistiche Baedeker.

Bandiera di San Marino

L'attuale bandiera di San Marino
San Marino è una piccola repubblica ma ricca di storia, la cui origini risalgono secondo la tradizione al 301, anno in cui San Marino, tagliapietre dalmata in fuga dalla persecuzione dell'Imperatore Diocleziano contro i Cristiani, lasciò l'isola di Arbe, in Dalmazia, e si stabilì in quest'area, sul Monte Titano, altura degli Appennini tra la Romagna e le Marche.
La prima bandiera della Repubblica di San Marino risale al 1465 ed è molto diversa da quella attuale: si trattava infatti di un tricolore orizzontale arancione, bianca e viola con al centro lo stemma di San Marino, unico elemento rimasto anche nella bandiera attuale.

La bandiera di San Marino utilizzata tra il 1465 e il 1797
Lo stemma della Repubblica raffigura il Monte Titano, altura intorno alla quale si sviluppa il territorio di San Marino con le sue tre "rocche" di colore verde, la Cesta, la Guaita e la Montale, ognuna sormontata da una torre merlata a sua volta sormontata da una penna di struzzo. In basso, è scritta la parola "Libertas", che in latino significa "Libertà", motto nazionale della Repubblica.
La Rivoluzione Francese e le successive guerre che ne scaturirono mutarono molto l'Europa, e lo fecero anche dal punto di vista delle bandiere: San Marino non fu estranea a tali cambiamenti. Nel 1797 cessò infatti di essere usata la vecchia bandiera, e nella Repubblica iniziò a essere adottata una coccarda simile a quella dei rivoluzionari francesi, ma dei colori bianco e azzurro.
La bandiera di San Marino utilizzata dal 1862 al 2011, con l'azzurro più scuro rispetto all'attuale
Questa scelta fu il primo passo per arrivare alla realizzazione della nuova bandiera nel 1862: essa, su un formato di 3:4, è costituita da due bande orizzontali, una bianca e una azzurra, con al centro lo stemma della Repubblica di San Marino. Tale bandiera è stata lievemente modificata nel 2011, quando l'azzurro è stato reso leggermente più chiaro.