Via Baccina


Via Baccina è una strada del Rione Monti, compresa tra Via Tor de' Conti e Via dei Serpenti. La strada deve il nome alla famiglia fiorentina Baccini, che qui aveva il proprio palazzo voluto da Andrea Baccini, che morì nel 1614. Nella strada sorse anche l'albergo Ad Crucem Militensem, il cui nome ricordava il simbolo dei Cavalieri di Malta che hanno una sede adiacente.
Sulla strada sono inoltre presenti un'importante Edicola Sacra raffigurante la Madonna col Bambino e l'Oratorio della Santissima Vergine Addolorata, oggi sconsacrato.
Nel 1666 Papa Alessandro VII Chigi progettò un prolungamento della strada per renderla un unico rettifilo con Via degli Zingari: tale progetto non andò in porto, ma venne ripreso dal Piano Viviani del 1873, in cui era previsto un allargamento della strada per renderla maggiormente in asse con la strada limitrofa. In quest'occasione, tuttavia, quando nel 1878 si scoprì che una gran parte dei fabbricati di Via Baccina erano privi di fondamenta, fatto che costrinse a realizzare grandi archi di sostegno che portarono a una notevole spesa e all'interruzione del progetto originario.

Il progetto di ampliamento di Via Baccina nel Piano Viviani del 1873
Fino al 1943 esistette nella strada un giardino di proprietà degli Agostiniani, che venne però esprorpiato per la costruzione del mercato rionale di Monti, ancora esistente seppur attivo solo con un numero limitato di banchi.
Nella strada abitò inoltre il grande attore e drammaturgo Ettore Petrolini, come una targa ricorda.

Vicolo dell'Arcaccio


Vicolo dell'Arcaccio è una strada del Rione Regola, che parte da Piazza San Vincenzo Pallotti e non ha uscita. La strada deve il nome probabilmente a un arco oggi non più esistente che non doveva versare in condizioni particolarmente buone.
Sulla strada è presente un nasone e, all'angolo con Via Giulia, il ristorante vietnamita Thien Kim.

"Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo"


"Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo": a pronunciare questa frase fu Ottaviano Augusto.

Warum wird Rom Ewige Stadt genannt?


Überall auf der Welt wird Rom, unsere Stadt, wenn sie nicht mit ihrem eigenen Namen bezeichnet wird, "die Ewige Stadt" genannt. Wie kommt das Lassen Sie uns herausfinden, warum Rom die Ewige Stadt genannt wird.

 Dieser alternative Name Roms ist seit langem weit verbreitet und hat sich so sehr in die gebräuchliche Sprache eingearbeitet, um den Grund und Ursprung dieses Namens fast für viele zu schaffen. Auch weil für eine Stadt, die bei den Kaisern und den Päpsten, in der Antike wie in der Renaissance, für Kunst oder Politik von der Gründung bis heute immer ein Protagonist war, ein Spitzname, der perfekt passt mit der Geschichte der Stadt.

Wer wissen will, warum Rom die Ewige Stadt genannt wird, kann irrtümlicherweise an ein Stück aus dem Werk von Marguerite Yourcenar, Memoirs of Hadrian denken. In diesem Werk, in dem sich der französische Schriftsteller einen langen Brief Kaiser Hadrians vorstellt, verfolgt er die Zeit des antiken Roms, in der er selbst das Reich führte, in dem zu einem bestimmten Zeitpunkt dieser Satz ausgesprochen wird: "Anderes Rom wird kommen, und ich kann mir sein Gesicht nicht vorstellen, aber ich habe mitgeholfen, es zu gestalten ... Rom wird leben, Rom wird nur mit der letzten Stadt der Männer zugrunde gehen." Der Satz, so evokativ er auch ist und für wie viel er die Hand der Ewigkeit Roms berührt, ist nicht der Grund, warum Rom die Ewige Stadt genannt wird. Der Roman von Yourcenar stammt aus dem Jahr 1951, als jahrhundertelang die Definition der Ewigen Stadt für Rom verwendet wurde.

Der Dichter Tibullo in einem Gemälde von Lawrence Alma-Tadema von 1866
 Aber warum wird Rom die Ewige Stadt genannt?

 Der erste Autor, der in dieser Hinsicht von Rom sprach, hat viele Jahrhunderte früher gelebt als der Yourcenar. Dies ist Albio Tibullo, ein elegischer lateinischer Dichter, der zwischen 54 und 19 v. Chr. Lebte. In seinem II. Buch der Elegien schreibt der Dichter im V. die folgenden Verse:

"Romulus Aeternae nondum formaverat Urbis moenia", traducibile in Italiano come "Né ancora aveva Romolo innalzato le mura dell'Eterna Urbe".

Dies ist derzeit das älteste Zeugnis von Rom, definiert als ewige Stadt, und daher ist es wahrscheinlich der Ausdruck, nach dem wir suchen, wenn wir wissen wollen, warum Rom die Ewige Stadt genannt wird.

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Targa in memoria di Pio XII


La targa in questione si trova nell'androne di Palazzo Pediconi, in Via degli Orsini, nel Rione Ponte, e ricorda il Papa Pio XII Pacelli (1939-1958), qui nato con il nome di Eugenio Pacelli (1876-1958).

Targa in memoria del Beato Alvaro Del Portillo


La targa in questione si trova nell'androne di un palazzo di Corso Rinascimento, nella parte compresa nel Rione Parione, e ricorda il Beato Alvaro Del Portillo (Madrid 1914-Roma 1994), che qui abitò appena arrivato a Roma tra il 28 Febbraio e il 15 Giugno 1946.
La targa è stata qui posta dall'Obra Pia-Stabilimenti Spagnoli in Italia.

Targa in memoria del Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese


La targa in questione si trova all'interno di Palazzo Falconieri, sede dell'Accademia d'Ungheria, in Via Giulia, nel Rione Regola, e ricorda il Pontificio Istituto Ecclesiastico Ungherese, che qui ebbe sede sin dal 1928, creando le fondamenta istituzionali a Roma per la formazione scientifica dei sacerdoti ungheresi e formando così diverse generazioni di personalità ecclesiastiche.
La targa è stata qui collocata dalla Conferenza Episcopale Ungherese nel 2013.