Fontana del Mascherone di Santa Sabina






La fontana del Mascherone di Santa Sabina si trova in Piazza Pietro d'Illiria, nella parte del Rione Ripa che sorge sul colle Aventino. Tale fontana risale al 1936 quando, nella sistemazione della piazza su cui affacciano l'ingresso di Santa Sabina nonché quello del Giardino degli Aranci, l'architetto Antonio Munoz decise di realizzare una pregevole fontana per abbellire ulteriormente la piazza, assemblando pezzi d'antichità che si trovavano nei magazzini comunali.
Il mascherone della fontana è infatti un'opera dello scalpellino Bartolomeo Bassi, che lo realizzò nel 1593 su disegni di Giacomo della Porta, ed era posto nel Campo Vaccino, proprio sopra la vasca termale in granito su cui è attualmente collocato, dove aveva funzione di abbeveratoio per le mandrie che vi pascolavano. All'inizio del XIX Secolo, Papa Pio VII Chiaramonti (1800-1823) fece trasferire la vasca in granito a Montecavallo, come fontana sotto le statue dei Dioscuri. Il mascherone, dunque, venne trasferito al Porto Leonino, dove fu collocato nella fontana dell'Acqua Lancisiana, rimanendovi fino al 1897, anno in cui la struttura venne smantellata per l'apertura dei lungotevere.
Nel 1936, dunque, Munoz riassemblò i due manufatti in una sola struttura che venne collocata in una nicchia lungo le mura del Giardino degli Aranci.

Palazzo degli uffici dell'ENI


Il palazzo per gli uffici dell'ENI si trova in Piazzale Enrico Mattei n. 1, nel Quartiere Europa altrimenti noto come EUR.
Il grattacielo fu costruito per volontà di Enrico Mattei, presidente dell'ENI, nel nuovo centro direzionale della Capitale, non in un lotto lungo la Via Cristoforo Colombo ma direttamente ai piedi del laghetto dell'EUR, nel quartiere infatti  erano da poco state inaugurate le sedi di alcuni importanti ministeri.

Il palazzo dell'ENI in costruzione nel 1961

Il progetto architettonico fu elaborato nel 1960 da Ugo Ratti e Marco Bacigalupo, che adottarono il linguaggio dello stile internazionale. Il complesso si articola nel palazzo per gli uffici, posto al limite del lago, e il basso edificio della mensa, di forma triangolare, posto a Sud, il resto del terreno è occupato dal parcheggio per le macchine e dai giardini.
Il grattacielo si sviluppa 21 piani fuori terra, e due interrati, la struttura è in acciaio, formata da 12 telai posti a un interasse di 7,2 m. Con un'altezza di 85,5 metri è stato per anni uno dei grattacieli più alti di Roma.
La planimetria del piano tipo del palazzo
è realizzata per ottenere grandi spazi aperti per la sistemazione degli uffici.
Gli ingressi principali sono due: uno di rappresentanza impostato su una passerella soprelevata che porta direttamente al primo piano dal parcheggio, l'altro al pian terreno, per l'entrata ordinaria degli impiegati.
I lavori iniziarono nel 1960 e si conclusero nell'agosto 1962 con l'inaugurazione solenne dell'edificio simbolo del miracolo economico Italiano, da parte del presidente Mattei.


Le due facciate principali sono in curtain wall con vetri di colore verde azzurro e infissi in alluminio.

Il palazzo in una foto degli anni sessanta

Al piano terreno si trovano una grande sala conferenze e gli uffici per il pubblico. Gli altri piani sono occupati dagli uffici che ospitano 1900 impiegati. Gli ultimi due piani sono riservati alla foresteria e agli uffici della presidenza.

Particolare della facciata laterale con le scale di emergenza

Negli anni ottanta furono realizzate le scale di emergenza ai lati dell'edificio, che ne hanno alterato leggermente la simmetria.
Nel complesso il palazzo rimane uno dei migliori esempi di grattacielo in stile internazionale d'Italia.


Casa a scala del lotto XXVII della Garbatella


La casa a scala del lotto XXVII della Garbatella, nel Quartiere Ostiense, si trova su Piazza Nicola Longobardi, all'incrocio con Via Rocco da Cesinale e Via Giannantonio Cavazzi. Si tratta di uno dei numerosi lotti abitativi della zona della Garbatella, ed è stato realizzato nel 1931 dall'architetto Giuseppe Nicolosi. Tale edificio risulta molto diverso rispetto agli altri della Garbatella, anche da quello del lotto LI realizzato dallo stesso Nicolosi appena tre anni prima. Il linguaggio della città giardino della Garbatella era stato fino a quel momento nel tipico "barocchetto" romano, caratterizzato da modanature ed elementi decorativi, mentre questo edificio ha, per la prima volta nella storia di questo quartiere, linee e linguaggi puramente razionalisti.
L'edificio visto dal giardino interno
L'edificio, di per sé, parte dalla necessità di risolvere il problema del dislivello del terreno, per il quale Nicolosi opta per un edificio che si sviluppa lungo una rampa di scale che dal giardino interno arriva all'ingresso, posto in una posizione più elevata. Ogni elemento decorativo è rimosso in favore di linee rette e geometrie lineari, in un segno di come il razionalismo stesse prendendo piede nell'architettura italiana anche in contesti, come quello della Garbatella, che usavano un linguaggio differente e dove, appena due anni prima, Mario De Renzi aveva appena realizzato la sua famosa "Casa Modello", divenuta uno dei simboli dell'architettura moderna a Roma.

Pianta dell'edificio

Altri siti che ne parlano:
Lotto XXVII, casa a scala - in ArchiDiAp

Cinema nel Rione Campo Marzio

A seguire un elenco delle sale cinematografiche, i cineclub, i cinema d'essai esistiti nel Rione Campo Marzio. Dopo il nome di ogni sala è segnalato se queste sono attualmente in funzione o meno ed ove noto con cosa sono state sostituite.

Bernini - Via Borgognona - Chiuso
Corso - Piazza San Lorenzo in Lucina - Successivamente cambia nome in Etoile, quindi diviene uno spazio espositivo e passa alla maison di moda Louis Vitton
Etoile - Piazza San Lorenzo in Lucina - Prima diviene spazio espositivo, poi sede di un negozio della maison di moda Louis Vitton

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