Via Pietro Peretti

Via Pietro Peretti
 
Via Pietro Peretti è una strada del Rione Trastevere, compresa tra Lungotevere Ripa e Vicolo di Santa Maria in Cappella. Originariamente questa strada era un tratto di Vicolo della Scalaccia, strada che come molte altre particolarmente vicine al Tevere venne profondamente trasformata con la realizzazione dei Lungotevere. Questo portò a dividere il vicolo in due differenti segmenti, quello minore che ancora oggi porta il nome originale, e Via Pietro Peretti, che nel 1911 assunse l'attuale denominazione in onore del chimico Pietro Peretti (Castagnole Po 1781 - Roma 1864), che fu farmacista segreto di Papa Pio VII Chiaramonti e che operò a Trastevere presso la farmacia di Piazza Santa Maria in Trastevere.
Sulla strada si affaccia, all'angolo con Via Augusto Jandolo, la Chiesa di Santa Maria in Cappella, ed è presente un interessante villino in stile Liberty.

Case Popolari ICP Piazza d'Armi II



Il complesso di case dell'Istituto di Case Popolari Piazza d'Armi II è situato nell'isolato compreso tra Via Oslavia, Via Vodice, Via Monte Santo, Via Sabotino e Via Fulcieri Paulucci de Calboli, nel Quartiere della Vittoria.
Il vasto intervento fu progettato dall'architetto Innocenzo Sabbatini nel 1925 e terminato nel 1926, si trattava del secondo intervento dell'ICP nel nuovo quartiere, dopo le case dell'ICP di Piazza d'Armi I, lungo Via Plava e Via Monte Santo oggi non più esistenti, progettate dallo stesso Sabbatini.
Il complesso è costituito da due grandi edifici, costituiti da quattro palazzine, con corte interna, posti uno sopra all'altro e raccordati da un viale alberato situato tra Via Monte Santo e Via Fulcieri Paulucci de Calboli.
Lo stile adottato da Sabbatini è quello del rinascimento, dipico degli anni Venti, con bugnati, timpani, logge, altane e stemmi monumentali.


Gli edifici si sviluppano su sei piani, il fronte su Via Sabotino è caratterizzato da ampi locali commerciali al pianterreno, mentre sull'attico della palazzina di destra si trova una grande cimasa decorativa con timpani e nicchie e timpano ricurvo sommitale.

La palazzina centrale lungo Via Sabotino 

In Via Fulceri Paulucci de Calboli si aprono le facciate di due palazzine caratterizzate da interessanti soluzioni angolari, decorate da arcate, rosette ed elementi decorativi in stucco.


La facciata del corpo centrale lungo via Oslavia è decorata da due grandi timpani centrali di ordine gigante, contenenti una finestra semicircolare, sorretti da lesene bugnate.





Via Germano Sommeiller

Via Germano Sommeiller

Via Germano Sommeiller è una strada del Rione Esquilino compresa tra Via Eleniana e Via Ludovico di Savoia. Le origini della strada risalgono al 1907, negli anni in cui venne edificata l'area compresa tra Santa Croce in Gerusalemme, San Giovanni in Laterano e Viale Manzoni. Andando più nello specifico, tale strada nacque insieme al quartiere dei Ferrovieri di fronte a Santa Croce in Gerusalemme, complesso in parte attraversato dalla strada.
Nel 1907, dunque, si decise di attribuire il nome a questa strada, seguendo la toponomastica della zona che vede le strade dedicate a figure strettamente legate a Casa Savoia e alla sua storia, venne dedicata a Germano Sommeiller (Saint Jeore en Faucigny 1815-Saint Jeore en Faucigny 1871), ingegnere che progettò tra le altre cose il traforo del Frejus.
Lungo la strada si affacciano numerosi edifici del complesso di case per ferrovieri di Santa Croce in Gerusalemme, oltre a diversi villini. E' poi presente l'Istituto Cor Iesu delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, che ospita al proprio interno la Chiesa di Santa Margherita Maria Alacoque, realizzata tra il 1922 e il 1925.

Vicolo Valdina

San Gregorio Nazianzeno Campanile

Vicolo Valdina è una strada del Rione Campo Marzio, compreso tra Via di Campo Marzio e Piazza Firenze. Il nome del vicolo deriva dalla famiglia Valdina-Cremona, che sulla squadra ha posseduto qualche proprietà.
Si tratta di un vicolo molto silenzioso, soprattutto se si pensa che ci troviamo a pochi passi da zone affollate come quella della Camera dei Deputati, del Pantheon e di Via del Corso. Ma questa sensazione non è l'unica cosa a stupire nel vicolo: alzando lo sguardo, grossomodo a metà della strada, si può scorgere il campanile della Chiesa di San Gregorio Nazianzeno, chiesa nascosta all'interno dello stesso isolato di Santa Maria in Campo Marzio e cui si accede dal vicolo.
Presso il vicolo è presente un complesso di proprietà della Camera dei Deputati, ricavato dall'ex convento di monache benedettine attiguo alla Chiesa di San Gregorio Nazianzeno cui negli anni 2000 si sono aggiunti gli attigui locali di un'ex edificio scolastico, un tempo sede della scuola media Francesco De Sanctis.

Via Francesco Maria Pasanisi

Via Francesco Maria Pasanisi

Via Francesco Maria Pasanisi è una strada del Quartiere Prenestino-Labicano che congiunge Via Vincenzo Coronelli e Piazza Copernico. Tale strada venne originariamente dedicata nel 1921 all'astronomo e cartografo Paolo Toscanelli (Firenze 1397-Pisa 1482), in linea con la toponomastica della zona in cui le vie sono dedicate soprattutto a cartografi, geografi e astronomi. Nel 1947, tuttavia, si decise di dedicare a Paolo Toscanelli il lungomare fino a quel momento dedicato a Cristoforo Colombo, e per questo  nel 1949 si decise di cambiarle nome a Via Toscanelli dedicandola al geografo Francesco Maria Pasanisi (1852-1905).
La strada da Via Coronelli sembra essere senza uscita, ma in realtà uno stretto passaggio la collega a Piazza Copernico. Si trova nella zona di Villa Serventi, caratterizzata dalla presenza di suggestivi villini.

Casa per i dipendenti del Governatorato di Piazza Mazzini



La Casa per i dipendenti del Governatorato di Piazza Mazzini è un complesso edilizio situato nell'isolato posto tra Piazza Giuseppe Mazzini, Viale Giuseppe Mazzini, Via Angelo Brofferio e Via Giuseppe Andreoli, nel Quartiere della Vittoria, è uno dei più importanti edifici costruiti negli anni Venti a Roma.
Nel 1925 il Governatorato di Roma bandì il primo concorso per la realizzazione di case d'abitazione destinate ai propri dipendenti, alla competizione parteciparono molti giovani architetti e il primo premio venne assegnato, nel 1926, al progetto realizzato dall'architetto Mario de Renzi e l'ingegner Luigi Ciarrocchi.
L'edificio fu progettato in un elaborato stile manierista, a volte erroneamente identificato come barocchetto romano, anche se in questo caso non si può parlare di barocco quanto di uno stile rinascimentale maturo, di ascendenza Toscana. I lavori terminarono nel 1929.


Il complesso è costituito da due grandi corpi di fabbrica, di cinque piani, che si sviluppano uno su Piazza Mazzini, Via Brofferio e parte di Via Andreoli, l'altro su Viale Mazzini e parte di Via Andreoli. I due corpi sono uniti fra loro dagli ingressi, costituiti da grandi arcate bugnate, culminanti in balaustre.

La facciata di Piazza Mazzini

Le facciate lungo Piazza Mazzini e gli angoli delle strade, queste ultime due identiche, sono particolarmente monumentali, con bugnature che arrivano lateralmente fino al terzo piano, e attici culminanti in belle cimase a edicola con timpano.

La facciata d'angolo fa Via Brofferio e Via Andreoli

Il piano terreno e il mezzanino sono decorati da una bugnatura liscia color pietra serena, le finestre del piano nobile sono tutte architravate e dotate di parapetti a balaustri bianchi. Centralmente vi si trovano balconi su mensoloni pronunciati. Sugli attici sono presenti caratteristici abbaini dotati di timpano e volute.


La facciata lungo Viale Mazzini è caratterizzata dallo stacco centrale dei due edifici, con facciate digradanti a terrazze, fra cui si apre l'ingresso principale.
Proprio all'altezza di quest'ultimo sono situate due splendide altane gemelle, decorate da arcate e lesene, con parapetto a balaustra.


Un restauro particolarmente curato ha restituito al complesso il colore originario, con bugnatura grigia e alcuni inserti architettonici color travertino.
Purtroppo negli anni Settanta sono stati rimossi la lunga serie di candelieri che decoravano le cimase, gli attici e le altane dell'edificio, che andrebbero assolutamente ripristinati.
Anche sopra le trabeazioni delle lesene bugnate del terzo piano erano presenti grandi mascheroni in stucco oggi perduti.

La serie ininterrotta di candelieri che caratterizzava in origine l'attico del complesso








Mattonella "Attenti al gatto" in Via Alfieri

mattonella gatto
 
In Via Alfieri, nel Rione Esquilino, è presente sul pavimento una semplice mattonella con l'immagine di un gatto che riporta la scritta "Attenti al gatto".