Caffè Ristorante Valiani



Il Caffè Ristorante Valiani era un importante ristorante, oggi non più esistente, situato all'interno della Vecchia Stazione Termini, nel Rione Castro Pretorio. 
Si trattava di uno dei più importanti ristoranti della capitale, era installato nel padiglione partenze della Stazione Termini, ed occupava il pianterreno proprio affacciandosi su Piazza dei Cinquecento
Il proprietario era Angiolo Valiani, Pistoiese, faceva parte di una famiglia di ristoratori di Pistoia, si trasferì a Roma aprendo il Caffè nel 1874.


L'attività riscosse subito un grande successo e venne frequentata dall'elite di Roma e da illustri personaggi che raggiungevano la città tramite il treno e si fermavano la stazione Termini, il locale divenne di moda e fu frequentato sia da politici che da intellettuali, poeti e artisti.
Prodotto tipico del locale era il carciofino all'olio, che Valiani faceva venire direttamente dalle coltivazioni che possedeva presso Orbetello. 


L'interno della sala ristorante era molto elegante, era decorato da colonne corinzie scanalate e grandi lampadari di cristallo.
Nei mesi estivi veniva allestita anche una veranda esterna, delimitata da grandi vasi con piante.


La fine dello storico locale avvenne con la demolizione del vecchio fabbricato viaggiatori, a partire dal 1939.

Galleria Regina Margherita

 


La Galleria Regina Margherita era una galleria oggi non più esistente, situata tra Via Agostino Depretis e Via Napoli, nel Rione Castro Pretorio, era un piccolo gioiello umbertino contenente anche il Caffè Teatro Orfeo.
L'edificio fu progettato dall'architetto Giulio Podesti nel 1885 e realizzato l'anno successivo dalla ditta Scafati e Ricciardi, si trattava della prima galleria di Roma, su modello di quelle che venivano contemporaneamente costruite a Milano e Napoli, non a caso il Podesti era uno dei più affermati architetti del momento.
La struttura era costituita da due edifici in muratura, che delimitavano la galleria, sovrastati da una tettoia metallica. Sul lato di Via Napoli la galleria era chiusa da un corpo di fabbrica, porticato al pianterreno. 


Le facciate si sviluppavano su tre ordini, erano decorate da lesene ioniche, corinzie e composite, che inquadravano le arcate, occupate, a livello dell'arco, da un balconcino con parapetto in ferro battuto. Al primo ordine le arcate ospitavano finestre con timpano triangolare, mentre al livello successivo finestre con timpano ricurvo.
Le lunette dell'atrio della galleria vennero affrescate dal pittore milanese Luigi Galli.
All'interno si trovavano negozi, un ristorante e il Caffè Teatro Orfeo, che divenne ben presto il più importante Café Chantant di Roma. 

L'arcoscenico del Teatro Orfeo

Il Caffè Teatro venne inaugurato nel 1888, Giovanni Cruciani era il direttore, vi si esibirono le più importanti ballerine e cantanti dell'epoca, come Lina Cavalieri. 
Il locale aveva un atrio a pianta ottagonale, con colonne dorate, che sostenevano una cupola di cristallo dipinta con Orfeo e Euridice di Mario Spinetti.
Le pareti del salone principale erano decorate con stucchi dorati, la volta del soffitto era stata dipinta da Spinetti con due scene: Triclinio romano e Serenata Veneziana.
La galleria non sopravvisse alla speculazione edilizia degli anni sessanta, complice il PRG che prevedeva la possibilità di ricostruzioni nel Rione Castro Pretorio, venne barbaramente demolita per realizzare un grande edificio in stile internazionale.



Via della Stazione Ostiense



Via della Stazione Ostiense è una strada che conduce da Via Ostiense a Piazzale dei Partigiani, nel Quartiere Ostiense.
La strada costeggia sulla destra i binari della ferrovia, il vecchio fabbricato della Fermata Ostiense, del 1910, e conduce alla Stazione Ostiense.

Il fabbricato della Stazione Ostiense originaria, del 1910

Sulla sinistra si trovano dei palazzi degli anni Venti e Trenta, dopo gli edifici si aprono i binari della ferrovia Roma-Lido.
La strada ha preso il posto della precedente Via della Fermata Ostiense, negli anni Venti, quando fu creata la Stazione Ostiense, nel 1938 venne prolungata fino a Piazzale Adolf Hitler, oggi Piazzale dei Partigiani, nell'ambito della costruzione della monumentale Stazione Ostiense, realizzata in occasione della visita del dittatore tedesco a Roma.

Palazzo Rattazzi



Palazzo Rattazzi è situato in Piazza del Viminale n. 14, nel Rione Castro Pretorio.
L'edificio venne costruito dal giovane Marcello Piacentini, per Urbano Rattazzi, tra il 1914 e il 1918, in un interessante stile viennese, di cui l'architetto era un ammiratore. Lungo il fianco sinistro l'edificio confinava con la Galleria Margherita, oggi non più esistente.


Si sviluppa su cinque piani, il pianterreno è ricoperto a bugnato liscio, l'intonaco dei tre piani superiori è rustico, nella facciata si trovano tre bow-window, appena accennati che si sviluppano su due piani. Una lunga balconata, con parapetto in ferro battuto si sviluppa lungo l'attico, che culmina con tre cimase mistilinee, decorate da stucchi con vasi e fiori stilizzati.


Il portone d'ingresso è dotato di due colonne doriche, sormontate da stemmi, sopra l'arco di ingresso si trova un grande rilievo in stucco con un vaso e girali fogliati di gusto secessionista.
Il restauro della facciata è stato effettuato correttamente, soltanto il colore dei bow-window è errato poichè in origine erano bianchi.


Viale delle Cave Ardeatine



Viale delle Cave Ardeatine è una strada situata tra Piazzale Ostiense e Piazzale dei Partigiani, nel Quartiere Ostiense, conduce da Porta San Paolo alla Stazione Ostiense.
Le origini della strada risalgono al 1937, quando per la venuta di Hitler a Roma si decise di costruire un nuovo scalo ferroviario monumentale, nell'area occupata da campi presso Via della Travicella.
Da Piazzale Ostiense un grande viale alberato  avrebbe condotto all'ampio piazzale della Stazione. 

Viale Adolf Hitler in costruzione, a destra

I lavori cominciarono nel 1937, la strada fu realizzata su un terrapieno costituito dai terreni di riporto dell'adiacente piazzale, il viale venne piantato con pini, la prospettiva dal piazzale inquadrava il monumentale Convento di Sant'Anselmo all'Aventino.
Per omaggiare il dittatore tedesco Mussolini volle dedicare il viale e il piazzale della Stazione ad Adolf Hitler.


Fu così che il 3 maggio del 1938 il Viale Adolfo Hitler, imbandierato di svastiche e fasci littori accolse il führer, che, con un imponente corteo di carrozze, sfilò lungo la nuova arteria.

Viale Hitler verso la Stazione Ostiense nel 1938

Con la caduta del Fascismo la strada cambiò nome e venne intitolata, nel 1945 alle Cave Ardeatine, in ricordo del vergognoso eccidio avvenuto nel 1944, nelle vicine cave di pozzolana.


Nell'ampio isolato tra il Viale e Piazzale Ostiense fu costruito, nel 1958-59, il grande edificio della Sede Centrale dell'ACEA, progettato dall'architetto Minnucci.



Via del Diaspro

Via del Diaspro
Via del Diaspro in una scena del film L'Onorevole Angelina (1947)
 
Via del Diaspro è una strada oggi non più esistente che sorgeva nel Quartiere Pietralata, ed era compresa tra Via Silvano e Via della Lumachella (anche quest'ultima non più esistente). L'origine di tale strada risale a quando alla fine degli anni '30 venne realizzata la borgata di Pietralata nell'ambito del programma del Governatorato di Roma di realizzazione di borgate nell'Agro Romano. Nel 1939 si assegnarono i nomi delle strade di Pietralata: molti furono dedicate a tipologie di rocce e pietre. Nello specifico questa venne dedicata al diaspro, roccia sedimentaria di colore rosso.
 
Via del Diaspro vecchia mappa
Via del Diaspro in una vecchia mappa della Borgata Pietralata
 
La Borgata di Pietralata, tuttavia, versò per anni in condizioni di particolare degrado: molti edifici si trovavano al di sotto del livello del vicino fiume Aniene e gli allagamenti risultavano frequenti. Negli anni '70 e '80, grazie anche all'impulso del sindaco Luigi Petroselli, vennero fatti importanti interventi di demolizione e ricostruzione e molte strade della borgata sparirono. Tra queste vi fu anche Via del Diaspro, che può oggi essere individuata in una strada interna tra gli edifici che sorgono tra Via Flora, Via Silvano e Via Marica.
 
Via del Diaspro mappa oggi
Il percorso di Via del Diaspro su una mappa di Google Maps
 
Una testimonianza della strada ci arriva dal film L'Onorevole Angelina (1947), di Luigi Zampa, con Anna Magnani. In una scena della pellicola è ben visibile la targa stradale di Via del Diaspro.

Chiese del Rione Campitelli

A seguire un elenco relativo alle Chiese del Rione Campitelli, elencate in ordine alfabetico. In questa lista riteniamo inserire tutte le Chiese la cui struttura è ancora esistente, anche se sconsacrata. Per quanto riguarda le Chiese non più esistenti o di cui restano avanzi particolarmente ridotti, abbiamo realizzato una lista apposita che trovate anche qui sotto.
 
San Bonaventura al Palatino, Via San Bonaventura