Villa Castellani



Villa Castellani, si trova tra la Salita dei Monti Parioli e Via Carlo Dolci n. 3, 

Alfredo Castellani


La villa fu costruita sui terreni della lottizzazione Fossati, accanto a Villa Bazzani, nel 1912 dall'ingegnere Luigi Mazzocchi per l'orafo Alfredo Castellani. La particolare posizione sulla sommità del colle le permette di avere un panorama mozzafiato sulla città.



L'edificio, in stile medievale, si sviluppa su due piani, è rivestito in cortina laterizia, con bugnato angolare in stucco. Le finestre sono ad arco a tutto sesto, bifore e trifore con piattabande. I sottarchi sono decorati a maioliche policrome, con motti in latino.
L'ingresso si apre in una interessante torre merlata, che si trova in Via Carlo Dolci, invece una torre con loggia a tre arcate è protesa sulla scarpata, verso il Quartiere Flaminio.



Palazzo Giolitti



Palazzo Giolitti è situato in Via Cavour n. 71 ed occupa l'intero isolato compreso tra Via Cavour, Via Torino, Via d'Azeglio e Via Rosmini, nel Rione Castro Pretorio.
Il palazzo è stato costruito nel 1888 dall'architetto Cesare Janz, al posto dell'antico Casino Felice, l'unica parte rimasta di Villa Peretti Montalto, lottizzata nello stesso anno dagli eredi Massimo, al suo interno infatti venne tracciata la nuova Via Antonio Rosmini.

L'area su cui sorge il palazzo era occupata dal Casino Felice di Villa Peretti Montalto


L'edificio si sviluppa su cinque piani, ed è realizzato in un sofisticato stile eclettico, con forti richiami all'antichità classica.



I primi tre piani sono ricoperti a bugnato squadrato, mentre gli altri due sono decorati da lesene doriche e, centralmente, sei semicolonne ioniche scanalate, di ordine gigante. Le finestre del piano nobile, poste fra le semicolonne ioniche, sono comprese in un'arcata sorretta da colonne ioniche, e affacciano su una balconata a balaustra.
Sopra lo spesso cornicione si apre l'ultimo piano, con finestre doppie ad arco, su paraste doriche.



La testata tra Via Torino e Via Cavour è la parte più interessante dell'edificio, ed è caratterizzata dall'angolo tronco, con la presenza di una fila di finestre nella parete di sezione, le due colonne ioniche angolari, particolarmente monumentali, del terzo e quarto piano, sono sormontate dal cornicione spezzato.
Il palazzo divenne famoso perché, dal 1891 fu abitato, al quarto piano, da Giovanni Giolitti e dalla sua famiglia.



Molte furono le manifestazioni popolari, di appoggio e dissenso, che si svolsero in Piazza dell'Esquilino e sotto Palazzo Giolitti, alla fine dell'Ottocento e ai primi del Novecento.
Oggi una targa nell'androne dell'edificio ricorda lo statista piemontese, con il nome del quale è stato ribattezzato il palazzo.

Villino Montefiore



Il Villino Montefiore si trova in Via Lucullo nn. 18 20, nel Rione Sallustiano.
Venne costruito nel 1901 da Giulio Podesti per il Cavaliere Giulio Montefiore, imprenditore, in stile rinascimentale.
L'edificio si sviluppa su due piani, è rivestito a bugnato liscio, le finestre sono architravate al piano terra e decorate con timpano al primo piano.
Su Via Lucullo si trova un avancorpo con tre finestre per piano, preceduto da un piccolo portico ad arcate, inquadrate da lesene doriche scanalate, con terrazza a balaustra.
Un errato restauro ha dato alla originale monocromia una scorretta bicromia bianca e gialla.


Saccheria Sonnino

Ex Opificio Sonnino
 
La Saccheria Sonnino, ex Opificio Sonnino, è un edificio industriale situato in Via del Porto Fluviale, nel Quartiere Ostiense, che ancora oggi ospita i locali dell'azienda Carlo Sonnino, rivenditrice di tende e casalinghi.
Tale struttura nacque nel 1902, negli anni in cui in quest'area di Roma iniziò a sorgere un quartiere industriale composto da stabilimenti conciari, dal Gazometro, dai Mercati Generali, dal Porto Fluviale, dai mulini e da numerose altre strutture. In quest'ambito sorse anche l'Opificio Sonnino, uno stabilimento industriale per la produzione di sacchi in iuta e per la fabbricazione della lana. Questa struttura è stata gradualmente inglobata nell'isolato: dobbiamo immaginare Via del Porto Fluviale alle origini come una strada costituita da disordinati insediamenti industriali che, negli anni, sono stati gradualmente inseriti in un nuovo contesto.
 
La saccheria Sonnino colpita da un bombardamento nel 1944
 
Nel Marzo 1944 un bombardamento degli Alleati su Roma colpì la zona della Stazione Ostiense, danneggiando anche l'edificio della Saccheria. Una foto testimonia i danni, e si nota anche come nell'insegna dell'edificio sia rimossa la parola "Sonnino". Possiamo immaginare che questo sia uno degli effetti delle infami leggi razziali che portarono gli Ebrei italiani (Sonnino è un cognome molto diffuso tra gli Ebrei di Roma) a essere privati delle loro aziende. Oggi la scritta è stata ripristinata nella sua versione originale.
Nel 2005 la riqualificazione dell'ex quartiere industriale del Porto Fluviale coinvolse anche l'edificio della Saccheria Sonnino, che venne ampiamente restaurato.

Via di Sant'Onofrio

Via di Sant'Onofrio
 
Via di Sant'Onofrio è una strada del Rione Trastevere, compresa tra la Salita di Sant'Onofrio e Piazza della Rovere. Originariamente un ramo minore della Salita di Sant'Onofrio, così chiamata dall'omonima Chiesa, questo tratto di strada fu scorporato e reso toponomasticamente autonomo nel 1911.

Villino Boncompagni Ludovisi




Il Villino Boncompagni Ludovisi è situato in Via Boncompagni n. 18 nel Rione Sallustiano. L'edificio fu edificato tra 1901 e 1903 dall'architetto Giovanni Battista Giovenale per il Principe Luigi Boncompagni Ludovisi, nel lotto di terreno tra Via Quintino Sella e Via Boncompagni.



Il villino si sviluppa su due piani, la pianta è rettangolare con il lato breve su Via Boncompagni, lo stile è settecentesco.
Al numero 18 di Via Boncompagni si apre l'ingresso monumentale, costituito da una grande porta architravata inquadrata da uno stemma Boncompagni Ludovisi e sormontata da un'enorme conchiglia con coccarde di fiori, la trabeazione è mistilinea e sostenuta da grandi mensole con volute a capitelli ionici, sul timpano è posto un vaso decorativo.



La facciata è caratterizzata da finestre del pianterreno con timpano spezzato, decorate da lesene ioniche, il mezzanino è decorato da lesene doriche e il piano nobile da lesene ioniche, la trabeazione sommitale è costituita da rilievi di draghi e rosette alternati alle metope.



La facciata sul giardino è simile a quella su Via Boncompagni, è occupata da un portale che, attraverso una scalinata, conduce al parco, superiormente è presente una nicchia con un busto e una balconata su cui affaccia una loggia su colonne ioniche, al primo piano. L'estremità destra è impreziosita da un bovindo decorato da lesene e belle grate in ferro battuto.

la Principessa Blanceflor nel Salone delle vedute

All'interno particolarmente decorato è il Salone delle Vedute, con affreschi della scomparsa Villa Ludovisi e mobili in stile Luigi XV.
Il 1972 la Principessa Blanceflor Gancia de Bildt Boncompagni Ludovisi ha lasciato la proprietà allo Stato Italiano, il 1992 il villino è stato consegnato alla Soprintendenza della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea per diventare la sede del Museo delle Arti Decorative Italiane del Novecento, il museo è stato aperto nel 1995.

Villino Rossellini




Il Villino Rossellini si trova in Via Nerva n. 2, ad angolo con Piazza Sallustio, nel Rione Sallustiano.
L'edificio fu costruito nel 1901 per l'impresario edile Zeffiro Rossellini dall'ingegner Giovanni Sleiter, dello studio tecnico di Augusto Giustini.
L'imprenditore aveva costruito nel 1899 il Villino Pignatelli, nel 1900 il Villino Levi, la palazzina di Piazza Sallustio, quella di Via Boncompagni angolo Via Nerva ed altri palazzi in Via Collina e nelle vie adiacenti.

Roberto Rossellini con la mamma Elettra, i fratelli Renzo e Marcella


Il villino era abitato dal nipote Angelo Giuseppe Rossellini. Nel 1906 vi nacque il regista Roberto Rossellini così come nacquero i fratelli Renzo e Marcella. Il giovane Rossellini abitò quì fino a quando aveva stte anni, quando si trasferì in un altro palazzo di proprietà della famiglia.



L'edifico è a due piani, con pianta quadrangolare, è rivestito a bugnato liscio al pianterreno, le finestre del piano nobile sono dotate di timpani, mentre le cornici marcapiano sono decorate da elaborati stucchi. 



All'angolo tra la piazza e Via Nerva è presente un bel balcone angolare su mensole, con il parapetto decorato da putti scudi, girali fogliati e lesene corinzie.
Sul versante sinistro della piazza si trova una veranda su lesene occupata da vetrate e sormontata da una terrazza con balaustre a colonnine.