Caffè Latour

Il Caffè Latour fu un caffè-pasticceria e ristorante un tempo esistito in Via Cola di Rienzo, nel Rione Prati. Vanne aperto nel 1924 dai fratelli Latour, originari dell'Alsazia-Lorena e discendenti di un generale napoleonico. Il locale rimase in funzione fino al 1977.

Il caffè di Via Cola di Rienzo non fu la prima pasticceria della famiglia Latour a Roma: in precedenza avevano posseduto un locale in Piazza Santi Apostoli e, un secondo, in Via delle Terme, divenendo così noti per l'alta pasticceria, in particolare per la torta colossale. Questi due locali chiusero negli anni '30.
Un menù della sala ristorante del Caffè Latour risalente al 1927

Da Severino a Piazza Zama

Un piatto del buon ricordo del ristorante Severino a Piazza Zama
Da Severino a Piazza Zama era un ristorante un tempo esistente, come dice il nome stesso, in Piazza Zama, nel Quartiere Appio-Latino, nei locali oggi occupati dal ristorante La Madia.
Il ristorante era gestito da Severino Severini, da cui il nome, ristoratore originario delle Marche che seppe creare un locale rinomato che negli anni Sessanta fu frequentato da grandi stelle del cinema e che ottenne una stella Michelin.

Il ristorante in un fotogramma del film "Totòtruffa" del 1962

Via Pasquale Stabilini


 Via Pasquale Stabilini è una strada della Zona Torre Maura che parte da Via Libero Leonardi e non ha uscita. La strada è stata istituita nel 1987 e dedicata alla Medaglia d'Oro al Valor Militare Pasquale Stabilini (1915-1941), in linea con la toponomastica della zona.
Sulla strada è presente l'Istituto Comprensivo Pasquale Stabilini.

Via Fabio Numerio


Via Fabio Numerio è una strada del Quartiere Tuscolano compresa tra Via Aquilio Manio e Via Tarquinio Prisco. La strada venne istituita nel 1964, quando vennero costruiti nuovi edifici lungo la ferrovia all'altezza di Ponte Lungo, e in linea con la toponomastica della zona venne dedicata a Fabio Numerio, che nel verbale toponomastico risulta essere stato "console nel V Secolo avanti Cristo". Questo significa, a scanso di equivoci, che è dedicata a Numerio Fabio Vibulano, console nel 421 avanti Cristo, e non di Numerio Fabio Pittore o Numerio Marco Fabio Buteone, che hanno ricoperto l'incarico di consoli nel III Secolo avanti Cristo.
Nel 1964 la strada, al momento dell'istituzione, arrivava da "Via Aquilio Manio a Via Sestio Menas": non dobbiamo pensare all'attuale Via Sestio Menas, traversa di Via di Centocelle: così era stato infatti inizialmente chiamato il tratto di Via Tarquinio Prisco compreso tra Via Veturia e la ferrovia, ma nello stesso 1964 fu assorbita dalla Via Tarquinio Prisco.
Via Fabio Numerio è oggi caratterizzata dalla presenza di condomini intensivi. Nella strada sono inoltre presenti il ristorante sardo "Il Torchio Sardo" e la pizzeria "C'era una volta".

Tratto della strada Tuscolo-Fidene a Tor Vergata


 Nel parco compreso grossomodo tra Via Jean Paul Sartre e Via Sandro Penna, nella parte della Zona Torre Gaia nota come Nuova Tor Vergata, è visibile un tratto dell'antica strada Romana Tuscolo-Fidene, che un tempo collegava queste due antiche città.

Via Francesco Costantino Marmocchi


Via Francesco Costantino Marmocchi è una strada del Quartiere Prenestino-Labicano compresa tra Via del Pigneto e Via Pausania. La strada si trova nel Quartiere dei Ferrovieri di Villa Serventi, e su di essa vi si affacciano numerose case a uno o due piani tipiche di questo quartiere degli anni '20.
La strada fu infatti ufficialmente istituita nel 1923 e in linea con la toponomastica locale che vede le strade intotolate a geografi e cartografi fu dedicata al geografo Francesco Costantino Marmocchi (Poggibonsi 1805-Genova 1858).

Piazza Pantero Pantera


Piazza Pantero Pantera è una strada del Quartiere Ostiense, più precisamente situata alla Garbatella, compresa tra il Vicolo della Garbatella e Via Alberto Guglielmotti. Tale piazza venne ufficialmente istituita nel 1921, e in linea con la toponomastica della zona venne dedicata allo scrittore di cose navali Pantero Pantera (Como 1568-Como 1625).
Il nome "Piazza Pantero Pantera" risulta senza dubbio singolare (perché singolare era il nome dello scrittore) ed è per questo ritenuto tra i toponimi più caratteristici della Garbatella.