La Colazione Pasquale nella tradizione Romana


Quella della Colazione Pasquale è una tradizione molto diffusa nell'Italia Centrale e a Roma. Questa colazione salata, tipica del giorno di Pasqua, come molte tradizioni del nostro Paese varia di regione in regione, e nello specifico andremo a vedere come viene celebrata a Roma.

Cosa prevede la Colazione Pasquale della tradizione Romana? Questo tipico pasto prevede una serie di pietanze, che non devono per forza essere servite tutte e con una grande quantità di varianti.

Sicuramente, non possono però mancare le uova, simbolo della Pasqua e della Resurrezione. Nella tradizione di questa colazione vengono servite sode. Oltre a questo, le uova possono essere usati per la tipica frittata con i carciofi.

Può sembrare un piatto pesante per una colazione salata, ma un altro piatto tradizionale è la coratella con i carciofi, uno dei più noti piatti romani a base di interiora fatto proprio con l'agnello, animale tipico del pranzo di Pasqua.

Non mancano poi i salumi: in ogni regione se ne usa uno diverso, e a Roma quello tipico è la corallina, tipico della Capitale e dell'Umbria.

Ci sono poi due tipiche pizze dolci, quella sbattuta, simile al pan di Spagna, e la pizza di Pasqua dolce, tipica dell'Umbria. Non manca poi la cioccolata, per cui si usa lo squajo, una cioccolata calda considerata particolarmente legata alla città di Tuscania, nel Viterbese.

Fatti ed episodi della storia di Roma del XX Secolo d.C.

1823
Incendio della Basilica di San Paolo (15 Luglio)

Monumento Continuo (Grand Hotel Colosseo)


Il Monumento Continuo, o Grand Hotel Colosseo, è un progetto realizzato dal gruppo Superstudio, che come è tipico di questo gruppo propone un'architettura radicale e sperimentale al punto da risultare principalmente una ricerca dai toni provocatori. Il progetto, infatti, risulta principalmente essere un esercizio di stile, non essendo mai stata presa in considerazione la realizzazione di tale edificio.

Nell'idea provocatoria, il Monumento Continuo è un insieme di griglie continue che vanno a sostituire l'architettura tradizionale seguendo la linea teorizzata dal movimento dell'architettura radicale secondo cui "tutto può essere architettura".

La provocazione avviene nell'inserire questo monumento - pensato per essere un albergo dalla location ultra esclusiva - esattamente sopra al Colosseo, uno dei momenti più simbolici di Roma e dell'architettura romana.

L'incendio della Basilica di San Paolo del 1823


Nella notte del 15 Luglio 1823 la Basilica di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro Basiliche Papali di Roma e la seconda per dimensioni dopo la Basilica di San Pietro, venne colpita da un gravissimo incendio che portò alla distruzione di gran parte dell'edificio.
Nel 1823 erano in corso una serie di lavori per risolvere il problema delle infiltrazioni d'acqua che colpivano la Basilica durante le piogge, e iniziò perciò la riparazione del tetto e delle grondaie. Nel mese di Luglio questi lavori erano in corso e la sera del 15 Luglio avvenne un fatto molto grave: uno stagnaio che stava compiendo questo intervento dimenticò acceso il fuoco che aveva usato per farsi luce. Rimasto incustodito, il fuoco si sviluppò in un incendio che in breve tempo divampò in tutta la Basilica.
L'area di San Paolo, nell'attuale Quartiere Ostiense, all'epoca era una zona di campagna e ad accorgersi di quanto stava avvenendo fu un buttero, Giuseppe Perna, che lanciò subito l'allarme. I monaci, infatti, durante l'estate lasciavano la Basilica di San Paolo per sfuggire al clima afoso, e si trasferivano presso il Palazzo di San Callisto in Trastevere.
I mezzi di soccorso dell'epoca erano ovviamente meno rapidi di quelli attuali, e la posizione suburbana della Basilica non aiutò: ci vollero due ore perché i Vigili del Fuoco, partiti dalla Caserma di Sant'Ignazio sotto il comando del Marchese Origo, potessero raggiungere San Paolo. Se teniamo conto dei mezzi dell'epoca e della posizione della Basilica, l'intervento fu più rapido possibile, ma purtroppo quando i pompieri arrivarono in loco, l'incendio era ormai difficile da arrestare.
Le fiamme durarono in tutto cinque ore e gran parte della Basilica andò distrutta. Rimasero però in piedi il transetto, che così riuscì a proteggere il ciborio di Arnolfo di Cambio, una delle principali testimonianze dell'arte medievale in Italia, così come il candelabro, l'abside, l'arco trionfale e il chiostro. Anche il monastero si salvò, dal momento che l'intervento dei pompieri era riuscito a tagliare il fuoco in quella direzione.
Nonostante la gravità inaudita della notizia, il Papa, Pio VII Chiaramonti (1800-1823), non venne avvisato. Il 6 Luglio precedente, infatti, si era fratturato il femore a causa di una caduta e si trovava agonizzante: fu ritenuto più prudente tenerlo all'oscuro di quanto avvenuto. Il Pontefice morì il successivo 20 Agosto.
Sotto il nuovo Papa, Leone XII Della Genga (1823-1829), si inizia a pensare alla ricostruzione della Basilica. In quegli anni era molto vivo un dibattito sulla teoria del restauro, vengono sempre maggiormente codificate le teorie del restauro storico e del restauro filologico, e la ricostruzione di un monumento di simile importanza non può che rientrare all'interno di questo dibattito. Si decise, quindi, di ricostruire la Basilica di San Paolo in maniera fedele rispetto a come era fatta in precedenza.
Nel 1825 Papa Leone XII emanò l'enciclica Ad Plurimas, in cui invita i Vescovi a raccogliere fondi per la realizzazione della nuova Basilica. La mobilitazione è incredibile e non riguarda solamente il mondo Cattolico: arrivano doni e contributi anche dallo Zar Nicola I, che invia a Roma blocchi di malachite e lapislazzuli, mentre il Re dell'Egitto Fouad I dona finestre e colonne in alabastro e altre colonne dello stesso materiale arrivano anche dal Viceré dell'Egitto, Mohammed Alì. A dirigere i lavori è invece Pasquale Belli, ma è a Luigi Poletti che si deve la gran parte della realizzazione dell'attuale Basilica. Il cantiere, uno dei più grandi che si siano visti nella Roma del XIX Secolo, si conclude negli anni '50 e la nuova Basilica di San Paolo è consacrata dal Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1876) il 10 Dicembre 1854.

Altri siti che ne parlano:
L'incendio della Basilica di San Paolo fuori le Mura - in Vaticano
1823 - L'incendio di San Paolo - in Rome and Art

Strade scomparse del Rione Sant'Angelo

A seguire un elenco delle strade del Rione Sant'Angelo  oggi non più esistenti. Per le strade attualmente esistenti del quartiere, rimandiamo a quest'altro elenco.

Vicolo delle Azimelle

Targa in memoria delle vittime del bombardamento della Fabbrica Fiorentini


La targa in questione si trova all'interno della sede dell'Organismo Paritetico per la formazione e la sicurezza edilizia di Roma e Provincia (CEFMECTP), in Via Filippo Fiorentini, nel Quartiere Collatino, e ricorda i 120 operai della fabbrica Fiorentini rimasti uccisi il 3 Marzo 1944 in un bombardamento Alleato.

Targa in memoria della visita di Papa San Paolo VI alla Chiesa di Santa Maria Janua Coeli nel suo Cinquantenario


La targa in questione si trova sulla facciata della Chiesa di Santa Maria Janua Coeli, in Piazza Cornelia, nella parte del Suburbio Aurelio nota come Montespaccato, ed è stata posta dalla Congregazione dei Figli di Santa Maria Immacolata e dai parrocchiani della Chiesa per ricordare la visita di Papa San Paolo VI Montini (1963-1978) in occasione dei 50 anni da tale evento, avvenuto il 26 Marzo 1967. La targa è stata infatti posta il 26 Marzo 2017, e tra la facciata e il portico della Chiesa ve ne sono altre due che ricordano l'evento: una lo ricorda singolarmente, l'altra insieme alla visita di San Giovanni Paolo II Wojtyla (1978-2005).