Altre strade extraurbane di Roma Antica

Via Fidene-Tuscolo

Graffiti elettorali


C'è stato un tempo in cui le campagne elettorali non erano regolate da appositi cartelloni e spazi d'affissione, e non era insolito dipingere scritte di propaganda direttamente sui muri. La pratica talvolta è continuata anche dopo i regolamenti della campagna elettorale, ma questa è un'altra storia. Il fatto è che oggi, ciò che resta di queste vecchie campagne elettorali, rappresenta un'importante testimonianza che, per questo, è talvolta oggetto di tutela.

Per questo, abbiamo deciso di provare a censire le testimonianze del genere.

Referendum 1946:
W Umberto - W la Monarchia, in Via Casal Selce

Elezioni Politiche 1948:
Vota Garibaldi, in Via Basilio Brollo
Nenni e Togliatti al governo, in Via di Santa Cecilia

Definizioni per alloggi precari e spontanei (da un rapporto del Comune del 1957)

L'agglomerato di baracche spontanee del Campo Parioli, dove oggi sorge il Villaggio Olimpico
Sono migliaia a Roma le persone che vivono in strada o in alloggi di fortuna. Un numero sicuramente allarmante, ma che in passato è stato anche più ampio: un rapporto sugli alloggi precari del 1957 stilato dal Comune di Roma ne riporta, relativamente a quell'anno, oltre 50mila. Questo ha portato alla nascita di diversi tipi di alloggi e insediamenti precari e spontanei che avevano creato, nel tempo, veri e propri quartieri.

Tra gli anni '50 e gli anni '80, questi borghetti e agglomerati sono piano piano stati smantellati e ai loro abitanti sono state date case stabili. In alcuni casi, gli edifici spontanei sono stati messi a norma e divenuti fissi. In ogni caso il fenomeno, seppur ancor presente, è stato ridotto rispetto alla portata del dopoguerra, dove erano presenti ancora numerosi sfollati della Seconda Guerra Mondiale che si aggiungevano ad altre categorie di persone senza casa.

Per definire quali erano i termini per definire i diversi insediamenti spontanei, ci rifacciamo alle definizioni date dal Comune di Roma nel rapporto del 1957 (di cui qui trovate l'originale).

Accantonamento: insieme di alloggi organizzato dalle Autorità per gruppi di famiglie: le unità elementari (singoli alloggi) che costituiscono gli accantonamenti, sono aggregati in modo da perdere in parte il carattere di unità indi- pendenti e di abitazioni familiari esclusive. È questa una forma d'insediamento anormale del tutto specifica degli alloggi precari e non ha un diretto riscontro nelle normali forme d'insediamento previste dai censimenti.

Alloggio sparso: ogni alloggio isolato è definito "sparso", in analogia alle "abitazioni sparse" dei censimenti. Nei riepiloghi numerici gli alloggi sparsi sono stati raggruppati per sezioni di censi- I mento e secondo il loro modo di distribuirai nell'ambito della sezione, in analogia ai riepiloghi "per frazioni geografiche" adottate nei censimenti. Fanno parte di uno stesso gruppo gli alloggi sparsi che, nella stessa sezione, si distribuiscono lungo una stessa strada o una stessa area di circolazione locale.

Nucleo: raggruppamento costituito da due a cinque alloggi, in analogia ai "nuclei" dei censimenti;

Agglomerato: raggruppamento da sei alloggi e oltre. Può essere considerato corrispon- dente, per dimensioni, ai "centri" dei censimenti i quali, peraltro, sono definiti anche per la loro par- ticolare funzione di luogo di gravitazione. Tale funzione non sempre si verifica negli agglomerati di alloggi precari ;

Borghetto: raggruppamento delle stesse dimensioni degli agglomerati. Il prenome "borghetto" è stato attribuito da tempo - e dalla stessa popolazione abitante - agli agglomerati esistenti da data più remota i quali si presentano con taluni carat- teri particolari. Si è adottata, pertanto, una distinta unità territoriale, al fine di rilevarli separatamente.

Graffito "W Umberto W la Monarchia" del Referendum 1946


In Via Casal Selce, nel lato compreso nella Zona Castel di Guido, su un vecchio edificio è possibile vedere, ancora conservata, una scritta "W Umberto - W la Monarchia", realizzata con tutta probabilità in occasione del referendum del 1946 con il quale l'Italia fu chiamata a votare per scegliere se rimanere una Monarchia o diventare una Repubblica. L'Umberto citato è chiaramente Umberto II di Savoia, ultimo monarca italiano prima del passaggio alla Repubblica.
Tale scritta è uno dei pochi esempi rimasti di graffiti elettorali dell'epoca, il più famoso dei quali è senza dubbio la scritta (incautamente cancellata nel 2019, ma poi ripristinata) "Vota Garibaldi" in Via Basilio Brollo. Come quest'ultima, sarebbe bello che anche gli altri esempi superstiti, tra cui questa, venissero tutelati.

(ringraziamo per la segnalazione Luca di Pepe)

Scalea Andrea il Moro


La Scalea Andrea il Moro è una strada situata nella parte di Quartiere Gianicolense nota anche come Monteverde, tra Via Aurelio Saffi e Via Fratelli Bandiera. Tale strada è relativa a un tratto stradale molto limitato, costituito da una scala, che venne istituito nel 1935 e, in linea con la toponomastica della zona che vede ricordati principalmente patrioti, venne dedicata ad Andrea Aguyar (Montevideo 1810 - Roma 1849), volontario uruguayano che sostenne Garibaldi nella Repubblica Romana, morendo in combattimento nel 1849.
Nel 1961 la strada, originariamente detta "Via Andrea il Moro", cambiò nome in "Scalea Andrea il Moro". Nel 2012 venne cambiata la targa stradale in quella attuale, che racconta nelle poche righe disponibili la storia di Andrea il Moro.


Graffito delle elezioni 1948 "Nenni e Togliatti al governo"


In Via di Santa Cecilia, nel Rione Trastevere, è ancora parzialmente visibile un graffito risalente alle elezioni politiche del 1948 a sostegno del Fronte Democratico Popolare (una lista unica formata da Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano). Il testo di tale graffito recita "Nenni e Togliatti al governo", con riferimento al leader socialista Pietro Nenni e al suo omologo comunista Palmiro Togliatti, che insieme formavano la lista unica del Fronte Democratico Popolare.
Un omologo graffito situato in Via Basilio Brollo, risalente alle stesse elezioni, è stato oggetto di tutela e preservato (salvo essere nel 2019 protagonista di un'incauta cancellatura, cui poi è stato posto rimedio): sarebbe bello se anche quest'altra testimonianza venisse adeguatamente tutelata.

Strada Romana Fidene - Tuscolo


La strada Romana Fidene-Tuscolo (nota anche con il nome di Via ab Fidenae ad Tusculum) che collegava le due antiche città di Fidene e Tuscolo, situate a pochi chilometri da Roma. Si tratta di un'importante testimonianza di collegamento tra due città situate nei dintorni di Roma senza un passaggio da Roma stessa e di come il sistema stradale extraurbano di Roma Antica non fosse limitato alle più famose vie consolari.
Non è facile datare la strada, anche se probabilmente essa esisteva già nel V Secolo avanti Cristo, e oggi ne abbiamo poche testimonianze, situate principalmente nell'area di Nuova Tor Vergata, nel parco compreso tra Via Sandro Penna e Via Jean-Paul Sartre, dove è possibile vedere un tratto di strada Romana fatto dei classici basoli grigi.
Uno dei tratti visibili della strada a Nuova Tor Vergata

L'esigenza di una strada tra Fidene e Tuscolo non ha bisogno di particolari spiegazioni, e pur non conoscendo il suo preciso percorso possiamo facilmente intuire che avesse anche una funzione di raccordo tra la Tuscolana e la Salaria, passando anche attraverso la Labicana, la Prenestina, la Collatina, la Tiburtina e la Nomentana.
Possiamo per questo immaginare che tale strada abbia coperto un corridoio stradale simile a quello oggi composto da Via Palmiro Togliatti e il Viadotto dei Presidenti, virando nel tratto verso Tuscolo in direzione dei Castelli.