Che l'Arco di Tito abbia uno stretto e complesso rapporto con il mondo ebraico è un fatto noto. Realizzato dopo la morte dell'Imperatore Tito per celebrare lui e la sua vittoria nella Prima guerra giudaica, in cui venne distrutto il Secondo Tempio di Gerusalemme, riporta un bassorilievo molto noto che mostra i Romani a Gerusalemme mentre portano via la Menorah, il candelabro custodito all'interno del Tempio. Proprio per la memoria che porta con sé questo arco, gli ebrei romani scelsero di non transitarvi sotto, tradizione che fu interrotta però con la nascita dello Stato di Israele: la nascita di un nuovo stato ebraico, dopo la fine dell'antico Regno di Giudea 1.877 anni prima, pose fine a quel lutto e così, dopo il voto all'ONU del 1947 che portò alla nascita del moderno Israele e dopo la nascita dello stato nel maggio 1948, gli ebrei romani vi passarono sotto in festa, ponendo così fine a quel tabù.
Ma l'Arco di Tito ha un altro legame stretto con il moderno Stato di Israele, ed è proprio nello stemma ufficiale del Paese. Il neonato stato, infatti, nel 1948 dovette scegliere il proprio emblema ufficiale e scelse quello realizzato dai fratelli Gabriel e Maxim Shamir, due grafici ebrei di origine lettone trasferitisi in Terrasanta durante la quinta Aliyah, come è genericamente chiamata l'ondata migratoria degli ebrei di vari Paesi verso il Medio Oriente negli anni '30, in un periodo caratterizzato dalla Grande depressione e dall'ascesa del nazismo.
I due grafici, che si erano mostrati molto entusiasti per la nascita dello Stato di Israele e avevano realizzato molte stampe e lavori grafici per l'occasione, presero parte al concorso per il nuovo stemma ufficiale del nuovo stato, che dava come indicazioni di inserire una Menorah, il candelabro a olio a sette braccia che veniva acceso all'interno del Tempio di Gerusalemme con olio consacrato, e sette stelle, che rappresentavano un riferimento a un'idea di Theodor Herzl, il fondatore del movimento sionista. L'elemento delle stelle, in sede di commissione, venne successivamente messo da parte. La proposta presentata dai fratelli Shamir vedeva una Menorah posizionata in mezzo a due ramoscelli d'ulivo. Per scegliere l'immagine della Menorah, i due grafici decisero di rifarsi alla sua raffigurazione visibile sotto l'Arco di Tito. Lo stemma di Israele così presentato divenne ufficialmente lo stemma del nuovo stato il 10 Febbraio 1949. Una scelta che costituì dunque un legame tra Roma e lo stato di Israele.
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| Alcune delle proposte per lo stemma dello Stato di Israele, tra cui quella scelta dei fratelli Shamir |
Ad ogni modo, nel mondo ebraico e israeliano la scelta della Menorah che compare nel rilievo dell'Arco di Tito è oggetto di dibattito. Il Rabbino Yitzach HaLevi Herzog, primo Rabbino Capo Ashkenazita del Gran Rabbinato d'Israele, la Menorah che compare nell'Arco di Tito ha una base esagonale, fatto che non corrisponde a quanto descritto nel Talmud e nei commentari di Rashi all'Esodo, elemento che ha fatto pensare al Rabbino Herzog che quella che compare sotto l'Arco di Tito non sia in realtà la Menorah del Tempio di Gerusalemme. Egli si oppose infatti alla scelta del logo proposto dai fratelli Shamir, invitando a optare per una delle altre proposte. Un'altra obiezione è quella sollevata dal Rabbino Yoseph Kapach e dal Lubavitcher Rebbe, che invece ritengono, basandosi su un'illustrazione di Maimonide, che la Menorah non avesse i bracci curvi come compare nell'Arco di Tito, ma li avesse dritti, ed è infatti così che viene riprodotta dal movimento Chabad Lubavitch.
Ad ogni modo, la Menorah presa dall'Arco di Tito sull'emblema dello Stato di Israele rappresenta in qualche modo la chiusura di un cerchio: il monumento celebra infatti la vittoria con cui i Romani posero fine al Regno di Giudea, e un simbolo preso da quel monumento situato nel cuore di Roma oggi è il simbolo di Israele, lo stato ebraico nato oltre diciotto secoli dalla fine di quell'antico regno.
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