Villa Aloisi




Villa Aloisi era una villa che si trovava in Via Flaminia n. 499 oggi non più esistente.
Fu costruita nel 1926 per il diplomatico Barone Pompeo Aloisi con progetto di Armando Brasini, su un lotto adiacente alle proprietà dello stesso architetto, che aveva appena costruito la sua Villa Augusta.
I coniugi Aloisi erano amanti dell'arte, Pompeo era stato molti anni a Parigi come addetto d'ambasciata ed aveva sviluppato un gusto raffinato per l'arte francese. Brasini costruì una maestosa villa di forme neobarocche.
Dal bel portale sulla Via Flaminia un viale conduceva alla collina su cui sorgeva la villa.



Aveva una facciata concava con finestre modanate e architravate al piano terra e ovali avvolte in cartigli al mezzanino, la porta d'ingresso era preceduta da un grande arco arricchito di volute in stucco. L'attico era occupato da una balaustra su cui erano poste delle statue.
Il lato posteriore si sviluppava su tre piani poichè si trovava lungo il crinale della collina, un'altana originava dall'attico e permetteva di ammirare la vista sulle colline circostanti.
L'interno era decorato con stucchi di gusto barocco, gli Aloisi avevano una collezione di dipinti francesi esposta nei salotti.
Alla morte di Pompeo Aliotti (1949) e della moglie Federica di Florestano (1948) la villa passò in eredità al figlio Foloco, che la vendette nel 1955.
Nel 1956 la villa fu vergognosamente demolita per permettere la costruzione di alcune palazzine e della clinica Villa del Rosario.



Villa Mascagni




Villa Mascagni era una villa che si trovava in Via Po al n. 21 nel Quartiere Pinciano, oggi non più esistente.
Fu costruita nel 1909 per il compositore Pietro Mascagni su progetto dell'ingegnere Giovanni Sleiter dalla ditta di Angelo Giuseppe Rossellini.



Si trattava di un elegante edificio di quattro piani con cinque finestre sulla facciata principale, una bugnatura liscia rivestiva il pian terreno, le finestre del piano nobile erano architravate con un timpano spezzato contenente una nicchia, paraste corinzie decoravano le facciate superiori. Gli interni erano affrescati e caratterizzati da un susseguirsi di salotti, ricchi di quadri e opere d'arte. In un salotto si trovava il pianoforte con cui il maestro aveva composto la Cavalleria Rusticana.
Dal 1927 prese l'abitudine di dimorare all'Hotel Plaza in Via del Corso.
Nel 1936 Mascagni lasciò definitivamente il villino e andò ad abitare all'Hotel Plaza, dove visse fino al 1945, anno della morte.
Negli anni sessanta la villa fu barbaramente demolita per costruire la sede nazionale della CISL.

Santa Passera



Santa Passera è una Chiesa situata in Via di Santa Passera all'angolo col Vicolo di Santa Passera, nel Quartiere Portuense. Il nome di questa Chiesa suscita inevitabilmente una certa sorpresa e ilarità, oltre che curiosità, soprattutto perché una Santa con questo nome non risulta essere mai esistita. E la storia del nome di questa Chiesa è infatti più complesso.
L'origine della Chiesa risale al V Secolo e venne realizzata nel luogo in cui secondo la tradizione vennero fatti sbarcare i resti dei Santi di Alessandria Ciro e Giovanni. La Chiesa sorge infatti in un luogo estremamente vicino al Tevere che veniva, secondo diverse testimonianze, usato per diversi approdi. Legata ai resti dei due Santi, la Chiesa prese il nome di San Ciro o San Ciro e Giovanni: è infatti ricordata nei primi documenti come Sancti Abbacyri o Sancti Cyri et Iohannis. Nel 1317, tuttavia, la Chiesa è ricordata come "Sancta Pacera", da cui si è arrivati a Santa Passera. Ma come si è arrivati, di preciso, da San Ciro a Santa Passera? Si tratta di un lungo e laborioso caso di corruzione popolare del nome. La Chiesa di San Ciro era infatti chiamata Sant'Abbaciro come abbiamo visto, dovuto alla locuzione Abbas Cyrus (Padre Ciro): da qui si è dunque arrivati nel corso degli anni ad Appaciro, Appacero, Pacero, Pacera e, infine, Passera.
A rendere ancora più confusa la situazione c'è poi il fatto che, per similitudine, ha voluta avvicinare la mai esistita Santa Passera a Santa Prassede e, per questo, si iniziò a festeggiare presso la Chiesa la memoria liturgica di quest'ultima Santa, celebrata il 21 Luglio.
Al di là delle vicende legate al nome, la Chiesa ha origini molto antiche, ma l'aspetto attuale risale al XIV Secolo, quando venne sopraelevata. L'aspetto attuale ricorda in parte il cenotafio di Annia Regilla, un monumento Romano che ha notevolmente influenzato numerose opere successive.
La Chiesa è strutturata su tre livelli: quello più alto rappresentato dalla Chiesa superiore, posta al livello sopra quello dell'Oratorio. Un terzo livello, posto in posizione ipogea, è invece quello della cripta.

Villa Testasecca




Villa Testasecca era una villa progettata da Marcello Piacentini e oggi demolita, si trovava nel vasto isolato compreso tra Via Saverio Mercadante, Via Giovanni Battista Pergolesi, Via Pietro Raimondi e Via Gerolamo Frescobaldi, nel Quartiere Pinciano.
Il Conte Vincenzo Testasecca decise di costruire una sontuosa villa nel Quartiere Sebastiani, ne affidò la progettazione al giovane Marcello Piacentini, che redasse un primo progetto nel 1915. Il sopraggiungere della guerra bloccò il cantiere, che fu ripreso solo nel 1919.
La grande villa aveva una pianta quadrangolare, la facciata occidentale aveva cinque finestre per tre piani, all'ultimo centralmente, si apriva una loggia con tre archi. Al piano nobile, la porta finestra del balcone centrale, sovrastata da un timpano curvilineo, era affiancata da due nicchie contenenti statue.
Due portici simmetrici si trovavano alle estremità dell'edificio.
La villa era arricchita di affreschi e stucchi.
Anche il giardino era molto curato, ricco di fontane, statue e balaustre.
Negli anni sessanta la Marchesa Rossi, la proprietaria, ne decise la demolizione per costruirvi un teatro. Fu dunque barbaramente demolita e, dopo essere stata venduta all'imprenditore Fernandes, al suo posto fu edificato l'Hotel Parco dei Principi.
Nel giardino dell'Hotel permangono alcune fontane originali della vecchia villa.


Villa Nobili




Villa Nobili era una villa costruita da Marcello Piacentini nel 1916 ed ora distrutta. Si trovava in Viale Parioli n. 40 nel tratto divenuto oggi Viale Liegi, compresa nel Quartiere Parioli, tra le odierne Via Montevideo e Via Lovanio.
Si trattava di un complesso costruito in stile rustico, tipico del dibattito architettonico degli anni dieci, come villa di campagna per Cleto Nobili.
Le soluzioni adottate dall'architetto anticipano in parte lo stile degli anni venti.
La facciata era tripartita, il corpo di fabbrica principale era avanzato e conteneva l'ingresso al pianterreno, tre finestre per i due piani superiori; era ornato da semplici bugne sulle spigolature, e terminava con una cimasa in cui era contenuta una nicchia con un busto.
I due corpi laterali erano occupati solamente da una finestra e si sviluppavano su due piani, terminando in un tetto a spioventi in coppi alla romana.
Nel 1920 lo stesso Piacentini realizzò sui terreni di Villa Nobili la palazzina di Viale Liegi n. 42, all'epoca ancora chiamata Viale dei Parioli.
La villa fu lottizzata a partire dal 1924 e sui terreni fu tracciata Via Montevideo.
Assediata completamente dalle nuove costruzioni, fu demolita alla fine degli anni trenta.

Villa Cavaglieri




Villa Cavaglieri era una villa costruita nel 1919 da Pio e Marcello Piacentini e si trovava in Via Po, angolo Via Tevere, nel Quartiere Pinciano.
La commissione fu affidata a Pio Piacentini ma il progetto, redatto nel 1914, risulta molto influenzato dal giovane Marcello, che vi introdusse richiami dello stille secessione, di cui era grande entusiasta.
Più che una villa si trattava quasi di una palazzina, era dotata di tre piani con otto finestre su Via Tevere e sei su Via Po.
Piccole bugne rustiche occupavano gli angoli dell'edificio e parte della facciata.
Sull'attico si apriva una edicola contenente una finestra ovale affiancata da due comignoli.
Un bel giardino occupava l'angolo posteriore dell'edificio.
La speculazione edilizia degli anni sessanta non ha lasciato traccia di questo capolavoro, al suo posto infatti oggi sorge un moderno edificio per uffici.

Villa San Francesco



Villa San Francesco è un convento situato nel Quartiere Pinciano di Roma, tra Via Gramsci, Via dei Monti Parioli e Viale Bruno Buozzi.
Su terreni appartenenti a Villa Witaker fu costruito nel 1927 per la Curia Francescana con progetto dell'ingegnere Luigi Bastianoni.
Il complesso è costituito da un grande blocco di quattro piani con pianta a ferro di cavallo che all'epoca si affacciava sull'area dei Monti Parioli ancora inedificata e su Villa Borghese.



Due massicce torri ottagonali, decorate da bugne angolari, cingono la facciata principale occupata da grandi paraste con capitello ionico e terminano con otto arcate sull'attico sostenenti un tetto a spioventi culminante in una sfera. Sui pilastrini della balaustra del coronamento sono presenti quattro grandi vasi per ogni lato.
Il vasto giardino affaccia su Viale Bruno Buozzi attraverso un terrazzamento.
Nei primi anni di vita funzionò anche come pensionato per turisti e pellegrini
Dal 1980 il convento è la Casa Generalizia delle Suore Serve di Gesù della Carità, fondate da Santa Maria Josefa, ed ospita anche una casa di riposo per anziane.