Giardino di Piazza Mazzini



Il giardino di Piazza Mazzini è situato nell'omonima piazza, nel Quartiere della Vittoria.
Fu progettato dall'architetto Raffaele de Vico nel 1926 assieme ai giardini di Viale Mazzini, all'epoca in fase di urbanizzazione.

Il plastico del giardino

L'architetto ideò un parco impostato sulla fontana giardino ottagonale, posta nel centro, circondata da quattro ampie esedre arboree in leccio, mentre i viali sono occupati da basse siepi di bosso e cipressi.

Il giardino nel 1928 (foto LUCE)

L'inaugurazione del giardino e della monumentale fontana avvenne il 28 ottobre 1926 ad opera di Mussolini, Raffaele de Vico e del Governatore Filippo Cremonesi.


All'imbocco delle esedre si trovano due grandi vasi a cratere, in travertino, posti su piedistalli, inoltre sono presenti anche vasi decorativi in terracotta, sempre su piedistalli in travertino.
L'incuria del Comune di Roma ha comportato la scomparsa delle esedre arboree, che sono ormai costituite da lecci al naturale.
Sarebbe auspicabile la potatura dei lecci per ridare al parco la simmetria originaria.



Fontana di Piazza Mazzini



La fontana di Piazza Mazzini si trova nel giadino dell'omonima piazza, nel Quartiere della Vittoria.
Essa venne progettata da Raffaele de Vico, che la ideò insieme al giardino della piazza e a quelli di Viale Mazzini, nel 1926. Le sculture furono invece realizzate dal modenese Ermenegildo Luppi.

Il plastico della fontana

Il nuovo giardino e la fontana furono inaugurate il 28 ottobre 1926 da Benito Mussolini, dal Governatore Filippo Cremonesi,  da Raffaele de Vico e da Alberto Calza Bini.


Al centro è posizionata una grande vasca ottagonale larga 25 metri, con un bordo in peperino.
Un pavimento a tessere in breccia di fiume circonda la vasca, vi sono presenti decorazioni di segni zodiacali, soli, vele, cornucopie e tritoni.


Quattro grandi fontane colonne in travertino sono poste ai lati del bacino. Le colonne sono poggiate su piedistalli, sono affiancate da tre fasci littori, in parte scalpellati, e sono sormontate da sculture raffiguranti aquile.

Le colonne prima che subissero la mutilazione dei fasci littori

Sul versante interno una grande voluta accoglie cinque conchiglie in cui sgorga l'acqua, nell'ultima si affacciano due mostri marini che spuntano dall'acqua.
Verso l'esterno invece, sul pilastro della colonna, un drago versa l'acqua in una vaschetta semicircolare.


Il bordo della vasca è delimitato da colonnine binate con parapetti in ferro battuto.






Graffito "Pedini Boia"

Pedini boia

Su un muro del Ministero dell'Istruzione, in Viale Trastevere, nel Rione Trastevere, è ancora parzialmente visibile un graffito con scritto "Pedini boia", seguito da una falce e martello. Il riferimento è a Mario Pedini, esponente della Democrazia Cristiana e Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Andreotti IV (1978-1979). Tale graffito, che riporta un insulto all'allora ministro, rappresenta una testimonianza di una delle tante manifestazioni che si sono svolte negli anni sotto questo ministero, ma è curioso il fatto che sia ancora visibile dopo oltre 40 anni.

Scala dell'Arce Capitolina

Arce Capitolina

 La Scala dell'Arce Capitolina si trova nel Rione Campitelli, parte da Via di San Pietro in Carcere e raggiunge il tratto terminale della scala, da cui si accede alla Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli. La parola "arce", dal latino arx, indica un'altura, una rocca, la sommità di un colle. Un po' l'equivalente latino del termine acropoli, di derivazione greca. Quest astrada, che conduce alla sommità del Campidoglio, era per questo chiamata Scala dell'Arce. Tuttavia, nel 1949, il Comune decise di specificare il nome in "Scala dell'Arce Capitolina" per evitare franintendimenti con Via Arce nel Quartiere Prenestino-Labicano.

Scuola Cesare Battisti



La Scuola Cesare Battisti si trova in Piazza Damiano Sauli n 3 alla Garbatella, nel Quartiere Ostiense
Essa rappresenta uno degli edifici conclusivi della Garbatella, assieme alla Chiesa di San Francesco Saverio, è anche uno dei più monumentali. 
Doveva servire da scuola elementare e magistrale per i numerosi giovani della borgata, e faceva parte dell' imponente apparato educativo messo in piedi dal fascismo, ospitando anche la sede della GIL.

Il progetto della scuola

L'edificio occupa completamente il lato maggiore di Piazza Damiano Sauli, il progetto venne realizzato dall'ingegnere Angelo Brunetta, del Governatorato di Roma, nel 1930, si trattava di due grandi corpi di fabbrica a forma di C, di tre piani, raccordati da una torre centrale, contenente l'orologio, tramite portici monumentali, sulla torre era previsto il posizionamento di una statua sommitale della dea Roma, mentre sul prospetto sarebbero state realizzate quattro grandi aquile Imperiali.


I terreni furono ceduti nel 1931 al Governatorato dall'ICP, e di lavori cominciarono immediatamente, il maestoso edificio fu inaugurato nel dicembre del 1933 e venne intitolato al quadrumviro Michele Bianchi.

La scuola Michele Bianchi nel 1938 (foto Roma Ieri Oggi)

Nel complesso erano presenti un'ala maschile e una femminile, che contenevano 51 aule, la palestra era posta alla base della torre e nel porticato erano previste le esercitazioni di ginnastica, la era GIL al primo piano, mentre la direzione si trovava al piano terra. Vi erano anche biblioteche, mense e l'ambulatorio medico.


I due corpi simmetrici sono semplici, decorati con fasce verticali e angolari color pietra serena e bassorilievi stilizzati, accanto alla scritta SPQR erano presenti dei grandi fasci littori, poi rimossi dopo la guerra. 
Nel 1937 i due edifici furono sopraelevati di un piano, per aumentare la capienza della scuola.


Elemento di spicco di tutto il complesso è la spettacolare torre ingresso. Essa è caratterizzata da un avancorpo porticato al primo piano, inquadrato da giganti lesene in travertino, sostenenti quattro aquile di bronzo, posteriormente si apre la bella torre, costituita da quattro lesene contenenti tre lunghe finestre, che terminano in un tamburo ottagonale contenente l'orologio. Su questo si innesta un suggestivo coronamento in ferro battuto cupoliforme.
Dopo la guerra l'edificio ospitò gli sfollati dei bombardamenti, soltanto nel 1954 venne riaperta con il nome di Cesare Battisti.
Un corretto restauro ha riportato il complesso allo splendore originario, l'unico elemento da reintegrare sarebbe la recinzione con una cancellata fra bei pilastri tuttora presenti.
All'interno, anche se riposto in un angolo, è ancora presente il busto in marmo di Michele Bianchi, a cui era dedicata in origine la scuola.







Madonna col Bambino in Piazza Farnese all'angolo con Via del Mascherone e Vicolo dei Venti

Edicola Sacra Piazza Farnese

In Piazza Farnese, all'angolo con Via del Mascherone e Vicolo dei Venti, nel Rione Regola, è presente un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna col Bambino. L'immagine è realizzata con marmi policromi e risale al XX Secolo.

Palazzo Guidi

Piazza Paganica Palazzo Guidi

Palazzo Guidi si trova in Piazza Paganica, nel Rione Sant'Angelo. Esso risale al XIX Secolo, quando la famiglia Guidi, in ascesa presso l'amministrazione pontificia (Michele Guidi, che fu computista generale presso la Camera Apostolica), acquistò il palazzo qui esistente, appartenuto prima ai Formicini e quindi all'Arciconfraternita dell'Annunziata (sulla pianta di Roma di Giovanni Battista Nolli del 1748 compare come "Palazzo della Compagnia della Nunziata ora Depositaria Urbana"). Per questa ragione il palazzo è stato anche chiamato "Palazzo Guidi Formicini". Il palazzo si presenta con una facciata semplice, di tre piani (con piano ammezzato), con bugnato e balcone sopra il portone. Il quarto piano risulta essere stato aggiunto nel XX Secolo.
Il palazzo sorge su alcuni resti ritenuti della Crypta Balbi o del Circo Flaminio, sito archeologico quest'ultimo la cui collocazione è ancora in parte oggetto di dibattito.
 
Altri siti che ne parlano: