Mausoleo Ossario Garibaldino


Il Mausoleo Ossario Garibaldino si trova in Via Garibaldi, nella parte del Rione Trastevere che si estende sul Gianicolo.
La necessità di raccogliere i diversi volontari garibaldini morti nei moti e nelle battaglie per unificare l'Italia nacque negli anni Settanta del XIX Secolo, quando in tutto il paese iniziarono a essere promossi i primi ossari commemorativi delle battaglie. Nel caso del Gianicolo, furono proprio Giuseppe Garibaldi ed il figlio Menotti a farsi promotori di una legge per raccogliere sul colle i resti dei caduti.
Tuttavia, individuare le salme dei caduti garibaldini non era cosa semplice: molti giacevano tumulati nei cimiteri o vicino ai luoghi di battaglia. Fu per questo inizialmente realizzato solo un piccolo cimitero in attesa di terminare la lunga opera di ricerca.
La difficoltà di rintracciare i caduti rallentò non poco la realizzazione di un grande ossario, ma quest'idea venne ripresa negli anni Trenta del Novecento, promossa da Ezio Garibaldi, nipote di Giuseppe Garibaldi ed all'epoca a capo della Società dei Reduci Patrie Battaglie.
Il governo approvò la proposta di Ezio Garibaldi di realizzare il mausoleo nella zona del Gianicolo conosciuta come Colle del Pino, dove si era svolta parte della battaglia, e, dopo aver accettato di sostenerne i costi, affidò l'incarico per la costruzione del monumento all'architetto Giovanni Jacobucci.
Il mausoleo venne inaugurato il 3 Novembre del 1941, ed è costituito da un grande quadriportico in travertino con tre archi per ogni lato, situato al centro di un'area recintata. Al centro del quadriportico si trova una grande ara, realizzata in granito rosso proveniente da Baveno.
Sulle pareti del monumento sono presenti 36 loculi in cui sono ricordati i nomi di 1600 caduti. Sui piedistalli, invece, sono ricordate numerose battaglie che hanno visto protagonisti i volontari garibaldini.

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