Arco di Paolo V


L'Arco di Paolo V si trova lungo la Via Aurelia Antica, al confine tra il Quartiere Gianicolense e il Quartiere Aurelio.
L'opera fu costruita per volontà di Papa Paolo V, il quale, nel 1612, decise di ripristinare l'antico acquedotto Traiano, che riforniva d'acqua Roma dai monti Sabatini, dandogli il nuovo nome di Acqua Paola.
Per realizzare quest'opera, fu incaricato Giovanni Fontana, fratello maggiore di Domenico, e per ottenere i fondi necessari furono introdotte delle tasse sulla carne e sul vino. Come mostra monumentale del nuovo acquedotto fu costruito il cosiddetto "Fontanone del Gianicolo", ai cui lavori partecipò anche Flaminio Ponzio.
Nell'ambito del ripristino dell'antico acquedotto, tutt'oggi ben visibile lungo via Aurelia Antica, Papa Paolo V decise, nel tratto in cui il nuovo acquedotto attraversa questa strada, di costruire un arco monumentale.

I condotti dell'Acqua Paola Acqua Traiana e l'Arco di Paolo V
L'arco è ad un fornice, rivestito di peperino, esternamente è rivestito di travertino. Nelle lunette sono raffigurati due draghi, mentre nella voluta dell'arco di volta è scolpita un'aquila, si tratta degli emblemi dello stemma Borghese.
Superiormente si trovano, da entrambi i lati, le iscrizioni che commemorano il ripristino dell'antico acquedotto. In quella verso roma è scritto: PAVLVS V ROM. PONT. OPT. MAX. AQVAEDVCTVS AB AVG. CAES. EXTRVCTOS AEVI LONGIN QVA VETVSTATE COLLAPSOS IN AMPLIOREM FORMAM RESTITVIT ANN. SAL. MDCIX PONT. V. Nell'iscrizione è contenuto un errore, infatti è scritto "AB AVG. CAES. EXTRUCTUS", che significa "Costruito dall'Imperatore Augusto". Questo errore ci fa pensare che, al tempo del ripristino, si pensava di aver restaurato l'Acqua Alsietina, costruita da Augusto per alimentare la Naumachia di Trastevere, e non l'acqua Traiana.
Sul versante verso la campagna è scritto: PAVLVS V ROM. PONT. OPT. MAX. PRIORI DVCTV LONGISSIMI TEMPORIS INIVRIA PLANE DIRVTO SVBLIMIOREMQVE A FVNDAMENTIS EXTRVXIT ANN. SAL. MDCIX PONT. V.
Sul grande cornicione due volute sorreggono due stemmi papali di Paolo V in un cartiglio. Alle estremità dell'arco si trovano quattro sfere decorative su pilastrini.


Nell'aprile del 1849 si scatenò, proprio sulla Via Aurelia, l'assedio di Roma, con la grande battaglia del 30 aprile che si svolse in parte ai piedi dell'arco, e subì alcuni danni.


L'arco è anche noto con il nome di Arco di Tiradiavoli. Riguardo l'origine di questo nome, con cui fino al 1914 era chiamato questo tratto di Via Aurelia Antica, esistono due ipotesi. La prima è quella per cui le numerose memorie di Martiri Cristiani presenti sulla via avrebbero "tirato via i diavoli", mentre la seconda è legata a Donna Olimpia Maidalchini, cognata di Papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), che, stando ad una leggenda, compariva presso Ponte Sisto su un carro trainato da cavalli dagli occhi di fuoco e, passando da questa strada, la conduceva a Villa Pamphilj.

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