Via della Gatta


Via della Gatta è una strada del Rione Pigna, compresa tra Via del Plebiscito e Piazza del Collegio Romano. Questa strada deve il proprio nome alla statua di una gatta che venne trovata in quest'area, facente parte del Tempio di Iside che qui si trovava al tempo dell'Antica Roma. La gatta, infatti, era considerato un animale sacro per gli egizi, popolo in cui nacque il culto di Iside.
Tale gatta è oggi ben visibile su un angolo della facciata del Palazzo Grazioli tra Via della Gatta e Piazza Grazioli (piazza che, fino alla realizzazione del palazzo, era detta Piazza della Gatta). Questa informazione ci fa capire come probabilmente tale gatta si trovasse qui già prima della realizzazione del palazzo.
Secondo una tradizione la gatta venne posta qui per ricordare una gatta che salvò un bambino, dal momento che nel vederlo in pericolo avrebbe miagolato attirando l'attenzione della madre che lo avrebbe così visto sul punto di cadere e messo in salvo. La gatta sembra però essere un resto del già citato Tempio di Iside.
Un'altra tradizione vuole che seguendo lo sguardo della gatta si possa individuare un ricco tesoro nascosto. Non sappiamo se questa leggenda sia fondata o meno, dal momento che nessuno al momento ha trovato tale tesoro.
La strada in precedenza ebbe il nome di Via del Portico e di Passaggio del Palazzo d'Urbino", dal momento che così era chiamato l'odierno Palazzo Doria Pamphilj che si affaccia sulla via.
Nel 1870 il Comune di Roma allargò la strada demolendo un palazzetto cinquecentesco appartenuto ai Carradori di Senigallia ed altre case.
Sulla strada compare la targa dei vecchi lampioni a gas che riporta il numero 1869.

Largo 16 Ottobre 1943


Largo 16 Ottobre 1943 è una strada del Rione Sant'Angelo situata lungo Via del Portico d'Ottavia. Essa venne istituita nel 2002 per ricordare la data del drammatico rastrellamento degli Ebrei di Roma da parte dei militari della Germania nazista presenti nella Capitale. In tale occasione oltre mille ebrei romani vennero deportati nel campo di sterminio di Auschwitz e solo 17 di loro tornarono vivi.
La targa recita, sotto il nome della strada, la scritta "deportazione degli Ebrei di Roma".

Via del Vaccaro


Via del Vaccaro è una strada del Rione Trevi, compresa tra Piazza dei Santi Apostoli e Piazza della Pilotta. Il nome della strada deriva con tutta probabilità dalla presenza nella strada di un vaccaro che vendeva in un negozio il latte delle sue vacche.
Fino al 1923 la strada era detta Vicolo del Vaccaro, ma si decise quell'anno di "elevarla" al rango di via.

Targa d'inciampo in memoria del film Accattone


La targa in questione si trova in Via di San Michele, nel Rione Trastevere, e ricorda il film "Accattone", opera del regista Pier Paolo Pasolini del 1961, che fu girato tra gli altri posti nella vicina Piazza di Santa Cecilia. Tale targa è stata qui posta dal Cinema America nel Febbraio 2015.

Il barbiere di Fontana di Trevi e l'"Asso di Coppe"


Come molti monumenti storici anche Fontana di Trevi è protagonista di molte storie. Tra queste quella collegata alla scultura posta ai lati di essa conosciuta come "Asso di Coppe", per la somiglianza con il soggetto di tale carta da gioco, che vedrebbe come protagonista un barbiere.

Dobbiamo premettere che non siamo a conoscenza di fonti certe su questa storia, ma è dato di fatto che questo vaso sia un oggetto quasi estraneo al resto della decorazione della celebre fontana, opera del grande architetto Nicola Salvi, caratterizzata da scogliere ed elementi rustici nei quali una coppa stona completamente.

Questa storia si svolge nel 1732, quando Nicola Salvi era impegnato a rendere monumentale la semplice mostra dell'Acqua Vergine che si trovava in Piazza di Trevi, cuore del Rione Trevi. Durante i lavori, gli abitanti della zona, i commercianti e gli artigiani erano soliti guardare con curiosità l'avanzare dei lavori, dicendo talvolta la loro sul progetto e sullo stato dell'arte della fontana. Tra questi era un barbiere che aveva la propria bottega al pian terreno del Palazzo Castellani, all'imbocco di Via della Stamperia, proprio nel lato alla destra della fontana.

Questo barbiere - il cui nome è ignoto - era solito dire la propria al Salvi sul progetto e sullo stato dell'arte, criticando continuamente l'architetto e il suo progetto. Le critiche dovevano essere divenute insopportabili per il Salvi che decise allora di porre un freno alla situazione: decise così di realizzare un grosso vaso scolpito proprio di fronte alla bottega del barbiere, impedendogli così la vista sulla fontana, in modo che così non avesse più da ridire sui lavori.

Come dicevamo, la storia è molto suggestiva ma non esistono a riguardo notizie certe. Va però detto che il vaso non è uniforme al resto della decorazione e che lo stesso Salvi descrisse la propria fontana con il "rustico balaustro" decorato con due punte di scogli, di cui "una maggiore dell'altra, si vede parte restasi nella sua rozzezza, e parte scherzosamente intagliata a guisa di Vaso". Lo "scherzosamente" lascia quindi intendere un fine divertente per la realizzazione del vaso.

Non conosciamo quali fossero le presunte critiche che il barbiere avrebbe rivolto al Salvi, ma sappiamo invece che l'opera dell'architetto romano è riconosciuta in tutto il mondo come un grande capolavoro dell'arte.

Altri siti che ne parlano:
Fontana di Trevi: leggende e curiosità - in 06Blog
Un barbiere architetto - in Specchio Romano

Mappa tridimensionale di Veliko Tarnovo nel XIV Secolo

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Questa mappa è una ricostruzione tridimensionale della città bulgara di Veliko Tarnovo come si presentava nel XIV Secolo.