Palazzina Furmanik


La Palazzina Furmanik si trova in Lungotevere Flaminio all'angolo con Via Luigi Canina, nel Quartiere Flaminio. La costruzione di questo edificio, iniziata negli anni Trenta, si colloca nell'ambito di una serie di profondi mutamenti di quest'area del Flaminio che, proprio in quegli anni, passò dall'essere un'area a carattere industriale ed in parte popolare ad un area prettamente residenziale.
Per realizzare questo edificio, infatti, venne abbattuta una parte del Complesso ICP Flaminio I, uno dei primissimi complessi realizzati dall'Istituto per le Case Popolari a Roma e risalente all'inizio del XX Secolo.


La Palazzina Furmanik venne commissionata dall'Ingegnere Giuseppe Furmanik nel 1935, che dette l'incarico a una prestigiosa squadra di architetti guidata da Mario De Renzi e composta anche da Giorgio Calza Bini, Pietro Sforza e Maurizio Sacripanti.
Il risultato è un significativo esempio di razionalismo con funzioni residenziali, articolato su sei piani, di cui quattro livelli perfettamente simmetrici articolati in coppie di appartamenti di ampia metratura caratterizzati da lunghi terrazzi che ne accentuano l'orizzontalità e creano un gioco di vuoti e pieni.
Al momento della realizzazione dell'edificio, al proprietario sarebbero dovuti rimanere l'ultimo piano e l'attico, dotato di solarium e giardino pensile.


La costruzione venne terminata nel 1940. Inizialmente era prevista la costruzione di un altro edificio simmetrico dall'altra parte di Via Canina - l'antica Via dell'Albero Bello -, che tuttavia non venne mai realizzato.
Negli anni successivi, l'edificio ha cambiato destinazione, abbandonando la sua funzione residenziale per trasformarlo in uffici (attualmente è occupato da uffici di Equitalia). Questo fatto - avvenuto in maniera poco attenta - ne ha alterato in parte l'aspetto e snaturato la sua funzione originaria. Sono così andate perdute le persiane scorrevoli, che ne accentuavano l'orizzontalità nel suo prospetto verso il Tevere.

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