Gran Caffè Faraglia



Il Gran Caffé Faraglia è stato un importante caffè che si trovava all'angolo dell'attuale Palazzo Generali tra Piazza Venezia e Via Cesare Battisti, nel Rione Trevi.
Sorto nel 1906, venne progettato dall'architetto palermitano Ernesto Basile, e rappresentò l'apogeo della cultura siciliana dell'arredo modernista, quindi liberty, divenne subito un modello per i caffè di tutto il paese.
Il prestigioso esercizio di ristorazione si sviluppava in tre ambienti principali, l'opera architettonica di Basile si concentrava soprattutto sulla corrispondenza stilistica degli arredi in legno con i rispettivi soffitti.
Nella sala ristorante, la più grande per estensione, affacciata su Piazza Venezia, le travi del soffitto, sviluppate in senso trasversale, erano intercettate da due fasce laterali, costituite da una doppia coppia di travi longitudinali, a formare dei cassettoni decorati. Sulla fascia alta delle pareti vennero realizzati degli affreschi liberty raffiguranti coppie di donne danzanti, dipinte da Giovanni Mario Mataloni.


La sala da the e pasticceria, posta lungo Via Cesare Battisti, aveva il soffitto con cassettonature laterali, delimitate dalle travature maggiori. Questi cassettoni corrispondevano alle sottostanti vetrine e scaffalature, e ai banconi della cassa.


La stanza ad angolo, occupata dal Bar Americano, aveva il soffitto con travature orizzontali intercettate da un anello circolare, cui corrispondeva l'andamento del sottostante bancone del bar.
Il caffè aveva anche una succursale nella vicina Via IV Novembre, a Palazzo Colonna, evolutosi nel 1907 in "Tea Room". Nel 1913 il Caffè di Piazza Venezia venne ampliato. Veniva definito dopo l'ampliamento "il caffè più grande d'Italia", ma non ci sono notizie sul fatto che questo dato sia reale o meno, per quanto dia sicuramente l'idea di un locale molto ampio.
Il Gran Caffè Faraglia venne chiuso nel 1933. Attualmente i suoi locali ospitano una filiale bancaria.

3 commenti:

  1. Anche del mio Bisnonno, mia madre è nata sopra al Caffè.

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  2. Oltre al Caffè Faraglia che era il bar più grande d'Italia del quale scrisse D'Annunzio, c'era l'angloamerican bar che dovrebbe oggi essere il caffè Brasile, e il Faraglino che è rimasto con la mia famiglia fino al 1968. Oggi il bar è ancora esistente su Via del Corso davanti alla traversa del Teatro Quirino.

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