Casa per impiegati del Governatorato


La Casa per impiegati del Governatorato si trova in Via Andrea Doria, nel Quartiere Trionfale.
Essa risale al 1927 quando fu affidato agli architetti Luigi Ciarrocchi e Mario De Renzi il compito di realizzare un edificio per le abitazioni dei dipendenti del Governatorato.
La scelta di farlo costruire nella zona del Trionfale, una zona fortemente antifascista e che pochi anni prima, quando il fascismo prese il potere, aveva dato non poco filo da torcere alla Camicie Nere, potrebbe essere stata una scelta politica con la quale una categoria generalmente fedele al regime come gli impiegati del Governatorato sarebbe stata inserita in un contesto meno favorevole a Mussolini.
Il progetto ebbe tre diverse versioni, la prima era caratterizzata da un grande edificio con cortile centrale, in stile moderno, la seconda proponeva tre corpi di fabbrica di sei piani uniti perpendicolarmente ad un lungo e stretto corpo posteriore, anteriormente era presente il volume basso dei negozi; tutto l'edificio e specialmente le testate delle scale erano caratterizzate dalla messa in risalto dell'ossatura di cemento armato. Per questo motivo il progetto  fu respinto con la raccomandazione di utilizzare un linguaggio più tradizionale.

Il terzo progetto dell'edificio

Fu così che venne elaborato il terzo progetto, poi approvato. L'edificio ha una pianta a pettine, con tre grandi cortili che permettono a tutti gli appartamenti posti sui cinque piani di poter godere di una piena illuminazione.


Il pian terreno, invece, è pensato per i negozi ed è distinto dal resto del corpo edilizio grazie all'uso dei mattoni.
Non mancano i richiami alle insulae dell'Antica Roma, soprattutto nella disposizione dei laterizi, e non va sottovalutato come pochi anni prima gli scavi avessero dato alla luce la insulae di Ostia Antica.


I primi due piani sono in cortina, gli altri quattro sono dotati di cornice marcapiano e cornici per le finestre. L'ultimo piano è decorato da semplici lesene che inquadrano le portefinestre dotate di un balconcino con parapetto in ferro.


Le testate dei tre corpi di fabbrica su Via Andrea Doria mostrano il vano scala aggettante, dotato di finestre semicircolari e lesene modanate.
L'attico del corpo posteriore, che ospita i lavatoi, è dotato di un interessante loggiato a portico decorato de semicolonne, un tempo sovrastate da una sfera decorativa.

Il portico dell'attico era decorato da sfere decorative di tradizione rinascimentale

L'edificio riscosse molto successo in ambito architettonico e fu proposto come modello di edificio moderno Italiano da Plinio Marconi, che lo fece pubblicare alle mostre dei Cultori di Belle Arti di Roma del 1925 e Internazionale dell'Abitazione di Budapest del 1929.

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