Cimitero della Parrocchietta

Cimitero della Parrocchietta

Il cimitero della Parrocchietta si trova lungo Via Portuense, per quanto oggi di fatto si trovi sotto il grande svincolo tra la suddetta via e Viale Isacco Newton, nel Suburbio Gianicolense e al confine con il Suburbio Portuense.
Nel XVIII Secolo la zona era aperta campagna, e questa parte dell'ostiense aveva come riferimento la Chiesa di San Giuseppe al Casaletto, nota come "la Parrocchietta": un nome che nel tempo avrebbe dato il nome all'intera zona. Fu proprio in questo contesto rurale legato a questa Chiesa che nel 1781 nacque il primo nucleo del cimitero della Parrocchietta, un semplice camposanto senza croci ne nomi per dare sepoltura ai campagnoli più indigenti. 
Una descrizione dell'originario cimitero della Parrocchietta la abbiamo dalla visita di un ispettore ecclesiastico inviato nella zona, che racconta in uno "stato delle anime" in cui raccoglie informazioni sugli usi religiosi locali come i defunti più poveri venissero portati in Chiesa e, ricevuti i suffragi e la messa di Requiem, venivano sepolti in una tomba comune che rappresentava il primo nucleo del cimitero della Parrocchietta, mentre quelli più abbienti erano portati in città in punto di morte e venivano sepolti lì.
Cimitero Parrocchietta sopraelevata

Nel 1855, tuttavia, l'epidemia di colera che colpì la zona rese necessario scavare una seconda fossa nella vallata sotto alla Chiesa di San Giuseppe al Casaletto: passata l'epidemia tale cimitero fu usato anche per seppellire i morti della zona della Magliana, all'epoca piena campagna. Fu così che da fossa comune si trasformò in vera e propria struttura cimiteriale, che negli anni successivi ha ospitato le vittime della malaria di inizio XX Secolo e della Prima Guerra Mondiale.
Caratteristica del cimitero sono le brevi informazioni biografiche sulle lapide dei defunti che hanno fatto paragonare questo piccolo cimitero all'Antologia di Spoon River, l'opera Edgar Lee Masters in cui sotto forma di epigrafe funeraria racconta le vite degli abitanti dell'immaginario paesino.
Le numerose sepolture di inizio '900 portarono il Cimitero della Parrocchietta ad assumere la conformazione attuale, e nel 1931 venne acquistato dal Comune di Roma.
Nel 1992 la zona del cimitero subì notevoli stravolgimenti, per via della costruzione del tratto sopraelevato della Via Portuense e la creazione di un vero e proprio svincolo con Viale Isacco Newton. Il piccolo cimitero si ritrovò proprio nel mezzo di tale svincolo, e oggi infatti vi è questo particolare contrasto tra la strada sopraelevata e il cimitero stesso.
Nello stesso periodo, il cimitero della Parrocchietta venne chiuso a nuove sepolture.

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