Hotel Mediterraneo

L'Hotel Mediterraneo si trova in Via Cavour, all'angolo con Via Giovanni Amendola, nella parte della strada compresa nel Rione Castro Pretorio.
A voler costruire questo albergo fu l'imprenditore Maurizio Bettoja, la cui famiglia era proprietaria di vari alberghi romani: il massimo D'Azeglio, il Liguria e il Lago Maggiore. Nel 1933, per venire incontro alle nuove esigenze del mercato e per ampliare l'offerta degli alberghi del gruppo Bettoja, il Liguria fu abbattuto e sostituito dall'Atlantico, su progetto di Mario Loreti. Nel 1938, in vista dell'Esposizione Universale che avrebbe dovuto avere luogo a Roma nel 1942 si decise di costruire, al posto del Lago Maggiore, risalente al 1880, un nuovo grande albergo: il Mediterraneo.

Gli hotel Liguria e Lago Maggiore prima dell'abbattimento

Il progetto fu affidato sempre all'architetto Mario Loreti, ed era caratterizzato dall'imponenza delle dimensioni, dalla elevata capacità ricettiva, 220 camere, dal lusso e dalla modernità degli ambienti.
Il vasto intervento di ammodernamento suscitò molti consensi nell'opinione pubblica e negli ambienti del governatorato, corrispondendo perfettamente all'immagine di grandiosità e modernità che doveva essere trasmessa dall'Esposizione Universale; fu per questo inserito nel Programma dell'E42, venendo descritto come nuova testata monumentale su via Cavour, e compreso nei lavori di ammodernamento della zona di Termini, cui si associava anche il rifacimento della vicina stazione ferroviaria.
A tale scopo fu espropriato ed abbattuto un palazzo adiacente al Lago Maggiore, su via Amendola, per permettere una maggiore estensione dell'edificio, e in deroga al piano regolatore, fu permesso di raggiungere un'altezza superiore ai 50 m per un'estensione di dieci piani.
L'edificio, nonostante l'annullamento dell'Esposizione Universale e le difficoltà della guerra, venne completato nel 1942 e tuttora mantiene l'aspetto originale, all'interno sono ancora presenti numerosi arredi Art Deco realizzati all'epoca.


Lo stile architettonico della facciata del palazzo è un razionalismo dai toni classicisti, caratterizzato da una superficie geometrica cadenzata dalle bucature del travertino.
Cinque grandi finestroni incorniciati si aprono al pianterreno su via Cavour, mentre nove si trovano su via Amendola; all'angolo tra le due strade un grosso pilastro angolare delimita due vani che conducono all'ingresso dell'albergo. I successivi sette piani sono caratterizzati da semplici cornici marcapiano che inquadrano piccole finestre quadrate, all'ottavo e al nono piano il muro è rientrante mentre le finestre sono scandite da pilastri aggettanti, ciò consente di alleggerire la massa dell'edificio. Il decimo piano è occupato da un grande terrazzo delimitato da un portico di travertino costituito da piccole aperture rettangolari.
All'interno, sono presenti lampadari in vetro di Murano realizzati dall'azienda Luigi Fontana e C.. Al loro fianco, diverse opere pittoriche, tra cui la mappa del Mediterraneo circondata da segni zodiacali, realizzata dall'artista Capizzano.


L'hotel, attualmente è ancora funzionante, rappresenta ancora oggi il miglior esempio di struttura alberghiera degli anni trenta a Roma, si tratta di uno uno dei numerosi edifici realizzati da Mario Loreti nella sua carriera di architetto, un percorso che lo ha visto specializzarsi in questa tipologia.
Per ogni informazione a riguardo è possibile consultarne il sito internet (vedi).

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