Via dei Greci


Via dei Greci è una strada del Rione Campo Marzio, compresa tra Via del Corso e Via del Babuino. L'origine di questa strada risale al XVI Secolo, quando l'area del Tridente, fino a quel momento adibita ad orti, venne urbanizzata con la realizzazione di un sistema di strade rette che partivano dalle tre importanti arterie che formano il cosiddetto Tridente. Questa strada prese il nome di Via dei Greci per via della sua vicinanza con il Collegium Graecorum, il collegio religioso in lingua greca, ideato da Papa Leone X Medici e reso operativo da Papa Gregorio XIII Boncompagni nel 1576, e per via della vicina Chiesa di Sant'Atanasio dei Greci, risalente al 1580. Per questa ragione, nell'area era presenta anche una comunità di greci stabilitisi a Roma. Tale comunità fece sì che un tratto di Via del Babuino fu detta per un certo periodo Via dei Greci e che un lavatoio che erano soliti frequentare nella zona prese il nome di Fontana dei Greci.
Prima che il Collegio dei Greci si insediasse, gli orti dove fu costruito erano detti Horti Capoferrei, perché di proprietà della famiglia Capodiferro.
Nel 1870 nella strada si stabilì provvisoriamente l'Accademia di Santa Cecilia, istituzione musicale oggi situata in Via Vittoria.
Nella targa vissero diverse personalità: vi abitò il garibaldino Giuseppe Sirtori, ricordato anche da una targa, e gli scultori Tadolini (che vi morì nel 1868) e Fontana, oltre che per un certo periodo il Canova. Qui il singolare arringatore di folle Francesco Coccapieller fondò il suo giornale Ezio II, noto per i toni scandalistici ed antipolitici. Anni dopo in questa strada venne fondato anche il giornale di orientamento cattolico La Squilla.
La strada oggi è caratterizzata da un particolare cavalcavia che passa da un isolato all'altro. Come molte strade della zona, sono presenti anche qui negozi di importanti firme.


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