Villino Naselli


Il villino Naselli si trovava in Via Ticino, nel Quartiere Trieste. Le origini di questo edificio risalgono al 1930, quando venne progettato dall'ingegnere Ugo Gennari per il Conte Gerolamo Naselli, Gaetano Minnucci, all'epoca collaboratore del Gennari, partecipò alla progettazione. La costruzione fu completata nel 1931.

Il villino Naselli nel 1949.

L'edificio si presentava come un villino su due livelli di architettura neorinascimentale.
Al pianterreno due grandi finestre su mensole affiancavano il grande portone decorato a bugnato, sovrastato da un timpano spezzato culminante in uno stemma raccordato da ghirlande. Al primo piano due finestre quadrangolari inquadravano un caratteristico loggiato centrale.

Il progetto del villino risalente al 1930
Nel 1947 la proprietà passò alla Congregazione delle Ancelle Concezioniste del Divin Cuore che, nel 1959, chiesero l'autorizzazione al comune per sopraelevare l'edificio. Nel 1960 fu dunque elevato il villino di due piani, alterandone l'aspetto originario ma cercando di mantenenerne gli stilemi.
Questo villino, oggi di proprietà di privati, è salito agli onori delle cronache nell'ottobre 2017, quando si è diffusa notizia della volontà di abbatterlo per lasciare spazio a un discutibile nuovo edificio residenziale moderno su progetto di Alessandro Ridolfi.
La scelta è stata fortemente criticata da diverse persone e associazioni, come il critico d'arte Vittorio Sgarbi o l'associazione Italia Nostra, soprattutto perché il nuovo edificio, diversamente dal Villino Naselli, non avrebbe un legame con il contesto circostante, caratterizzato dai singolari edifici del Quartiere Coppedè e dal vicino villino che fu proprietà ed abitazione di Beniamino Gigli (e che, diversamente dal Villino Naselli, risulta vincolato).
Secondo le associazioni contrarie all'abbattimento, anche il Villino Naselli dovrebbe essere vincolato, dal momento che è originario degli anni '30 (quindi oltre i 70 anni che prevedono la tutela di questa tipologia di edifici) e non degli anni '50, quando venne realizzata solo una soprelevazione, e su questo la parola starà alla procura. La proprietà, invece, ha fatto sapere che il villino risulterebbe un falso storico degli anni Cinquanta e come tale non va vincolato e che hanno preferito realizzare un nuovo edificio anziché ristrutturare un falso storico.
Intanto, il 16 Ottobre è iniziata una prima, parziale, demolizione del villino.

Il progetto dell'edificio di Ridolfi

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