Via del Gelsomino


Via del Gelsomino è una strada del Quartiere Aurelio, compresa tra Via Gregorio VII e Via Cardinale Silj. Questa strada esisteva già prima dell'annessione di Roma al Regno d'Italia, e partendo dal borgo di Santa Maria alle Fornaci fuori porta Cavalleggeri saliva con un andamento sinuoso lungo la valle - detta appunto Valle del Gelsomino - esistente tra le alture del Vaticano e del Gianicolo per poi raggiungere l'Aurelia. Il nome della strada era dovuto ad un'osteria, gestita si dice da un toscano che aveva voluto ricordare la piante che, si dice, sia stata introdotta in Italia dal Granducato di Toscana.
Una tradizione vuole che il Granduca fosse talmente geloso di tale pianta al punto da aver ordinato al proprio giardiniere di non regalare a nessuno neanche un fiore. L'uomo tuttavia disobbedì, perché innamorato di una fanciulla, cui decise di donare un gelsomino e grazie al quale la poté sposare.


Tornando alla via, dal XVIII Secolo all'inizio di essa sorsero diverse fornaci per la lavorazione di mattoni (dal momento che il terreno di quest'area era ricco d'argilla): ne nacque un borgo che ebbe il suo sviluppo legato a quest'industria (come avvenne successivamente per quanto riguarda il Borghetto dei Fornaciari a Valle Aurelia), in modo particolare negli anni '20 del XX Secolo, con la costruzione di alcuni edifici di pochi piani ancora oggi esistenti.  La realizzazione nel corso degli anni '40 della Via Gregorio VII e lo sviluppo di questa parte del Quartiere Aurelio (con la contestuale chiusura delle ultime fornaci rimaste in zona) sconvolsero completamente la strada. La nuova arteria di scorrimento assunse la funzione un tempo di Via del Gelsomino, e i nuovi palazzi assorbirono quelli di questa strada.
Tuttavia, la strada, accorciata nettamente, è rimasta esistente e mantiene ancora una gran parte di palazzi risalenti al periodo in cui l'area era abitata dai fornaciari.


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