Via degli Acquaricciari era una strada del Rione Ponte oggi non più esistente, che fiancheggiava grossomodo l'attuale Chiesa di Santa Maria della Pace, arrivandovi forse da Via di Tor di Nona e attraversando Via dei Coronari. Tale strada esisteva in epoca medievale ed è scomparsa intorno al XV Secolo.
L'origine del nome è dovuta appunto agli acquaricciari o acquarenari, che qui avevano i loro depositi e laboratori. A partire dall'Alto Medioevo, infatti, la distruzione degli acquedotti aveva notevolmente limitato l'afflusso di acqua potabile a Roma, e per questo si attingeva anche all'acqua del Tevere, con le dovute attenzioni. A svolgere tale lavoro di bonifica e vendita erano appunto gli acquaricciari, che raccolta l'acqua del Tevere la lasciavano decantare in appositi recipienti che facevano depositare l'argilla sospesa nell'acqua al fondo. Il Rione Ponte rappresentava l'epicentro di questa attività e Via degli Acquaricciari era la principale strada dove si svolgeva questa attività, compresa la vendita e la distribuzione in altre aree di Roma.
A testimonianza dell'importanza che avevano gli acquaricciari in questa zona, si ha notizia che nella zona era presente già nel 1198 la Chiesa di Santa Maria de Aquaricaaris, che dal 1278 è ricordata come Sant'Andrea "de Aquarizariis". Tale Chiesa venne demolita per volontà di Papa Sisto IV Della Rovere (1471-1484) che qui fece costruire la Chiesa di Sant'Andrea della Pace.
Il periodo in cui la Chiesa è stata demolita per fare spazio alla nuova è indicativo del rapido ridimensionamento del lavoro degli acquaricciari, avvenuto nel XV Secolo e scomparso del tutto in tempi molto celeri. Nel 1453, infatti, Papa Nicolò V Parentucelli (1447-1455) dette inizio alla ricostruzione di gran parte degli impianti idrici andati distrutti nei secoli, rendendo obsoleto il lavoro degli acquaricciari.
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