L'obelisco di Dogali


Con "obelisco di Dogali" si intende quell'obelisco che oggi possiamo vedere posizionato nei giardini tra Viale Einaudi e Viale delle Terme di Diocleziano, tra Piazza dei Cinquecento e Piazza della Repubblica, nel Rione Castro Pretorio. Tuttavia, la storia di questo obelisco non inizia da qui, ma dobbiamo fare un po' di passi indietro.
Questo obelisco, infatti, fu eretto inizialmente ad Eliopoli, in Egitto, all'epoca del Faraone Ramsete II, nel XII Secolo a.C., e giunse a Roma per volontà dell'Imperatore Domiziano, che lo fece porre nell'Iseo Campense. Questo luogo, ovvero un tempio dedicato alle Divinità Egiziane Iside e Serapide, era ricco di obelischi, tanto è vero che da esso provengno, oltre all'obelisco di Dogali, anche l'obelisco Macuteo (situato in Piazza della Rotonda), quello della Minerva, situato nell'omonima piazza, e quello di Boboli, che si trova negli omonimi giardini a Firenze.
Tra questi quattro obelischi, quello di Dogali fu l'ultimo a tornare alla luce: fu infatti scoperto nel 1883 dall'archeologo Rodolfo Lanciani presso il Convento di Santa Maria sopra Minerva. Quando per l'esercito Italiano, nel 1887 arrivò, nella guerra d'Eritrea, la tragica sconfitta di Dogali, subito la nazione si unì in un grande cordoglio, tributando, nonostante la sconfitta, notevoli onori ai caduti. Si decise dunque di ribattezzare la piazza della Stazione Termini "Piazza dei Cinquecento", proprio in memoria dei cinquecento soldati Italiani caduti nella battaglia di Dogali, e di porvi al centro, in memoria sempre dei caduti, l'obelisco che pochi anni prima era stato rinvenuto presso Santa Maria sopra Minerva dall'archeologo Lanciani. Fu così che, nel 1887, l'obelisco fu eretto di fronte alla Stazione Termini dall'architetto Francesco Azzurri e prese il nome di Obelisco di Dogali.


Ma le vicende di questo obelisco non sono finite. Arriva il XX Secolo, e negli anni '20 si inizia a ragionare sull'ampliamento della Stazione Termini: bisognava fare spazio nella piazza, e l'obelisco fu sacrificato, spostandolo nei limitrofi giardini di Viale delle Terme di Diocleziano. Negli anni'30 inizieranno poi i lavori, terminati nel 1950, che porteranno alla costruzione della nuova Stazione Termini, rendendo la vecchia Piazza dei Cinquecento, quella con l'obelisco in mezzo, solo un ricordo. 
Nel frattempo, quando l'obelisco era stato trasferito nei giardini limitrofi, nel 1936 l'Italia, vinta la Guerra d'Etiopia, decise di portare a Roma come trofeo la statua del Leone di Giuda, uno dei simboli della monarchia etiope che il Negus Hailé Selassiè aveva fatto erigere ad Addis Abeba nel 1930. 

Il Leone di Giuda sotto l'obelisco di Dogali
Si decise di metterlo sotto all'obelisco che ricordava gli Italiani caduti proprio per mano abissina quasi a voler sottolineare che erano stati vendicati. Nel 1960, il Leone venne restituito all'Etiopia in seguito ad un negoziato.
Oggi l'obelisco risulta leggermente nascosto, viste anche le sue ridotte dimensioni, ma, come abbiamo visto, ciò non significa assolutamente che questo piccolo obelisco non sia ricco di storia.


Nessun commento:

Posta un commento