Sbarco di Anzio


Lo sbarco di Anzio è stata un'importante azione militare avvenuta il 22 Gennaio 1944 nell'ambito della Seconda Guerra Mondiale sul fronte italiano, nello specifico nella città portuale di Anzio, ad appena 58 km di distanza da Roma e che aveva come obbiettivo proprio la conquista di Roma da parte degli Alleati aggirando, attraverso uno sbarco, la ben difesa linea Gustav intorno al fiume Garigliano.
Dall'Ottobre del 1943 gli Alleati, che nel Luglio precedente erano sbarcati in Sicilia, avevano colpito Roma con un bombardamento sul quartiere San Lorenzo e stavano risalendo la penisola, erano fermi all'altezza del fiume Garigliano, al confine tra Campania e Lazio, dove i tedeschi si erano attestati sulla ben fortificata linea Gustav.
L'idea di aprire un fronte in Italia era stata portata avanti principalmente dal premier britannico Winston Churchill, che sosteneva che attraverso l'Italia gli Alleati avrebbero potuto irrompere nel "ventre molle dell'Europa". Tuttavia, la linea Gustav non si mostrò così molle.
I militari statunitensi della V armata guidati da Mark Clark e quelli britannici dill'VIII guidati da Oliver Leese (che nel gennaio aveva sostituito Bernard Montgomery) non sembravano trovare il modo di sfondare le difese del Feldmaresciallo tedesco Albert Kesselring.
Tuttavia per gli Alleati questo logoramento non solo danneggiava il morale dei soldati, ma impediva la conquista di Roma, che avrebbe rappresentato un grande successo politico e psicologico dal momento che sarebbe stata la prima città dell'Asse a cadere. Tuttavia, alla buona organizzazione dei tedeschi lungo la linea Gustav, si aggiungeva l'arrivo dell'inverno e di condizioni meteorologiche sempre più proibitive per svolgere le azioni belliche.
Fu così che Churchill lanciò una nuova idea, la cosiddetta "zampata di gatto", ovvero l'invio di truppe di fanteria da far sbarcare in un'area compresa tra la linea Gustav e Roma in modo da vanificare la linea fortificata tedesca e conquistare la Capitale. Quest'idea, tuttavia, vide la perplessità di Eisenhower, il quale vedeva come prioritari gli sbarchi da effettuare in Francia anziché sul fronte Italiano, ma il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt dette il suo appoggio. Fu così messa a punto l'Operazione Shingle.
In fretta e furia - lo sbarco doveva avere luogo entro la fine di gennaio - furono chiamati 50mila uomini e messi al comando del generale statunitense John Lucas, cui una volta creata la testa di ponte se ne sarebbero potute aggiungere altre 60mila per rafforzarla.
Oltre a questo, gli Alleati puntavano al fatto che in seguito al loro sbarco e alle loro offensive sul nuovo fronte laziale, i Romani e la Resistenza attiva nella capitale insorgessero, più o meno come nel Settembre 1943 era accaduto a Napoli, permettendo così l'ingresso dei militari a Roma.
Proprio per mettere la Resistenza Romana sotto il controllo dell'OSS (il servizio segreto statunitense antenato della CIA), venne inviato a Roma l'agente Peter Tompkins. Il 21 Gennaio iniziarono dunque le operazioni di sbarco, compreso l'arrivo di Tompkins in città, e il 22 il grosso dei militari alleati sbarcò tra Anzio e Nettuno che, tra l'altro, erano da poco state unite giuridicamente sotto l'unico comune di Nettunia (poi sciolto dopo la fine della guerra).
Mentre le truppe continuavano a sbarcare e a creare una testa di ponte, Tompkins a Roma iniziava a prendere contatti con i capi della Resistenza. Dopo aver avuto a che fare con figure ambigue, trovò in Franco Malfatti e Maurizio Giglio due figure che lo avrebbero aiutato a prendere i contatti con il CLN in vista di una possibile insurrezione.
Intanto, il 22 Gennaio, mentre ad Anzio si andava a formare a testa di ponte, il generale statunitense John T. Cummings a bordo della sua jeep insieme al suo autista andò in perlustrazione verso Roma, imboccando la Via Appia. Si accorse con grande stupore, non trovarono alcuna sensazione di panico, e fino ai confini della città di Roma non si scorgeva alcun tedesco. Inoltre, l'agente Peter Tompkins, da Roma, dette notizia che secondo le sue informazioni a Roma erano presenti in tutto 1.500 soldati tedeschi compresi gli infermi, un numero a dir poco inferiore rispetto ai 50.000 militari Alleati appena sbarcati ad Anzio. Non è un caso che secondo il generale tedesco Siegfried Westphal, nessuno avrebbe potuto fermare gli Alleati se avessero lanciato la loro avanzata verso Roma.
Ma questo i generali del contingente appena sbarcato ad Anzio non lo colsero, e preferirono continuare a rafforzare la testa di ponte.
A Roma, intanto, negli ambienti antifascisti si stava spargendo la voce che gli Alleati erano alle porte e che sarebbero stati in città a breve. Tutti i gruppi della Resistenza, che avevano lavorato fino a quel momento nella più assoluta clandestinità, iniziarono a venire allo scoperto nel prepararsi all'insurrezione. Un atteggiamento tuttavia ricco di errori dettati dall'euforia, che costeranno molto caro ai partigiani. Secondo quanto riportato dall'esponente socialista Giuliano Vassalli, il Partito d'Azione ed il Fronte Militare Clandestino furono i più noncuranti delle regole della clandestinità, diversamente dai comunisti che rimasero cauti. Quei giorni in cui la disciplina dei partigiani nel tenere nascosta la propria attività favorirono una vera valanga di arresti nei ranghi della resistenza da parte degli uomini di Herbert Kappler, capo del servizio di sicurezza di Roma occupata.
Tra il 22 ed i 25 Gennaio, il Fronte Militare Clandestino venne letteralmente decimato, a causa dell'arresto di decine di esponenti tra cui il generale Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo e Simone Simoni. Vennero inoltre arrestati numerosi esponenti del Partito d'Azione, tra cui Armando Bussi, e comunisti del GAP, come Guido Rattoppatore, Umberto Scattoni, Maria Teresa Regard e Gioacchino Gesmundo, considerato l'ideologo e padre nobile del GAP di Roma, così come il Sacerdote Don Pietro Pappagallo. La maggior parte di loro rimarrà uccisa tra le Fosse Ardeatine e Forte Bravetta.
Lo stesso 22 Gennaio, bastò una giornata di titubanza da parte delle truppe alleate per far riorganizzare Kesselring ed i tedeschi, che rafforzarono le proprie linee al punto che la sera stessa del 22 erano in tutto 20.000 gli uomini tra Anzio e Roma, ed il giorno dopo sarebbero raddoppiati. Anche nei quartieri di Roma, persino in zone allora periferiche quali Centocelle, dove nei giorni immediatamente prima dello sbarco i partigiani erano maggioranza e i pochi militi della Repubblica Sociale presenti erano tolleranti verso l'attività della Resistenza, i tedeschi iniziarono a essere presenti nel quartiere.
La testa di ponte di Anzio non poté dunque lanciare la zampata di gatto che ci si aspettava, e rimase lì per mesi in un nuovo, logorante, fronte con i tedeschi.
"Pensavo di aver scaraventato un gatto selvaggio nei Colli, e invece abbiamo una balena arenata sulla spiaggia", commentò Churchill riguardo la situazione bellica ad Anzio. La testa di ponte rimase lì per cinque mesi, e solo nel Giugno del 1944 gli Alleati riuscirono ad entrare a Roma.

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