Nikiforos Lytras


Autoritratto di Nikiforos Lytras

Nikiforos Lytras, o Nikiphoros Lytras (Pirgos, isola di Tinos 1832 - Atene 1904) è stato un pittore greco dai toni romantici e realisti, tra coloro che più di altri hanno raccontato la ritrovata indipendenza della Grecia nel XIX Secolo e molto vicine alle radici ed alla cultura del suo paese, come tipico della cultura romantica. I suoi dipinti, di orientamento principalmente storico, ripercorrono soprattutto alcuni passaggi della storia greca moderna. Si tratta dunque di un pittore molto influenzato dalla cultura del Grand Tour, anche se meno di altri suoi contemporanei ha avuto a che fare con Roma e con l'Italia, che lo hanno comunque influenzato pur se meno direttamente.

L'esecuzione del Patriarca Gregorio V di Costantinopoli
Figlio di uno scultore, Lytras si dedica però alla pittura, iscrivendosi alla Scuola d'Arte di Atene, dove ebbe come compagni Ludwig Thiersch e Raffaello Ceccoli. In questi anni, grazie ad una borsa di studio dovuta al fatto che il re di Grecia era Ottone di Baviera, molti studenti d'arte greci venivano inviati per alcuni anni all'Accademia di Belle Arti di Monaco: nel 1856 toccò a Lytras, che si trasferì così in Baviera dove poté assistere alle lezioni di Karl von Piloty ed entrare in contatto con il fiorente movimento artistico tedesco.
Il Re Ottone di Grecia con il decreto fondato della Banca di Grecia

Fu proprio per questa ragione che tra i pittori greci del XIX Secolo se ne distinguono alcuni che vengono detti "Scuola greca di Monaco", e non a caso fu proprio in Baviera che Lytras entrò in contatto con uno dei massimi pittori greci dell'epoca, Nikolaus Gyzis. Quando nel 1862 il Re Ottone venne esiliato dalla Grecia, però, la borsa di studio venne meno e Lytras fu quindi mantenuto dall'ambasciatore greco a Vienna Simon Sinas.

La regina Amalia di Grecia in abiti tradizionali
A Monaco Lytras rimase fino al 1865, anno in cui fece ritorno in Grecia, dove iniziò a dedicarsi a immagini di vita quotidiana, mettendo in disparte le opere dai temi storici cui si era principalmente dedicato.
Qui divenne inoltre professore presso la Scuola di Belle Arti di Atene, incarico mantenuto per 38 anni e che gli permise di avere tra gli allievi Spyridon Vikatos. Nel 1873 Lytras ebbe occasione di svolgere un lungo viaggio che lo portò a Smirne, Monaco e in Egitto insieme al pittore Gyzis.
Nel 1879 sposò invece Irene Kyriakidi, da cui ebbe sei figli, tra cui Nikolaos Lytras, che come il padre scelse di fare il pittore.
Lytras morì ad Atene nel 1904 all'età di 72 anni.

Antigone di fronte al corpo senza vita di Polinice
In generale, Lytras fu uno dei più importanti pittori greci del XIX Secolo, in particolare tra i più noti della città di Atene. La sua arte venne infatti esposta presso la capitale greca allo Zappeion, ben cinque volte a Parigi ed una volta anche a Vienna.

Le sue opere furono sempre influenzate dal realismo ed anche dai toni romantici e storici, ma mai vennero in alcun modo toccate dalla nascente pittura impressionista. Come detto, le opere di Lytras possono dividersi in due categorie: le opere storiche e quelle di vita quotidiana. Proprio in questo senso possiamo prendere ad esempio due opere particolarmente significative dell'artista.

La bandiera di Nasuh Ali Pascià strappata da Kanaris
 La bandiera di Nasuh Ali Pascià strappata da Kanaris è un'opera che fa riferimento a un fatto realmente accaduto nel 1822, quando Konstantinos Kanaris (che più tardi diverrà primo ministro greco), per vendicare la Grecia per i massacri di Chio compiuti quell'anno dai turchi (e peraltro magistralmente raffigurati in un dipinto di Eugene Delacroix) riuscì a strappare la bandiera ottomana dalla nave ammiraglia di Nasuh Ali Pascià. Si tratta di un'opera dal tema strettamente vicino alla pittura romantica, e che nella composizione richiama in parte La Zattera della Medusa di Theodore Gericault. Nella barca, infatti, le persone sono disposte in maniera ascendente, con un brandello del vessillo ottomano a fare da apice a tale composizione dando drammaticità ai toni. L'opera è attualmente conservata presso la Galleria Averoff di Metsevo, nell'Epiro.

L'attesa
L'attesa è invece un'opera ben diversa da quella appena citata. Essa raffigura un immagine di vita quotidiana, una ragazza in attesa di qualcosa. La resa di questo sentimento è data dalla naturale posa della ragazza che in punta di piedi guarda fuori dalla finestra porta così ad un aumento della tensione dell'attesa attraverso la tensione del corpo stesso della fanciulla. L'ambiente spoglio, il vestito bianco, con panni legati in vita, la piccola finestra, i piedi scalzi e gli oggetti posti in maniera disordinata  danno un'idea di semplicità e naturalezza ed aumentano il realismo della vita quotidiana che si evince da questo dipinto.

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