Arco di Paolo V


L'Arco di Paolo V si trova lungo la Via Aurelia Antica, al confine tra il Quartiere Gianicolense e il Quartiere Aurelio.
L'opera fu costruita per volontà di Papa Paolo V, il quale, nel 1612, decise di ripristinare l'antico acquedotto Traiano, che riforniva d'acqua Roma dai monti Sabatini, dandogli il nuovo nome di Acqua Paola.
Per realizzare quest'opera, fu incaricato Giovanni Fontana, fratello maggiore di Domenico, e per ottenere i fondi necessari furono introdotte delle tasse sulla carne e sul vino. Come mostra monumentale del nuovo acquedotto fu costruito il cosiddetto "Fontanone del Gianicolo", ai cui lavori partecipò anche Flaminio Ponzio.
Nell'ambito del ripristino dell'antico acquedotto, tutt'oggi ben visibile lungo via Aurelia Antica, Papa Paolo V decise, nel tratto in cui il nuovo acquedotto attraversa questa strada, di costruire un arco monumentale.

I condotti dell'Acqua Paola/Acqua Traiana e l'Arco di Paolo V
L'arco monumentale è sormontato, da entrambi i lati, dallo stemma di Papa Paolo V, e l'iscrizione che commemora il ripristino dell'antico acquedotto contiene un errore. E' infatti scritto "AB AVG CAES EXTRUCTUS", che significa "Costruito dall'Imperatore Augusto". Questo errore ci fa pensare che, al tempo del ripristino, si pensava di aver restaurato l'Acqua Alsietina, costruita da Augusto per alimentare la Naumachia di Trastevere, e non l'acqua Traiana.


L'arco è anche noto con il nome di Arco di Tiradiavoli. Riguardo l'origine di questo nome, con cui fino al 1914 era chiamato questo tratto di Via Aurelia Antica, esistono due ipotesi. La prima è quella per cui le numerose memorie di Martiri Cristiani presenti sulla via avrebbero "tirato via i diavoli", mentre la seconda è legata a Donna Olimpia Maidalchini, cognata di Papa Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), che, stando ad una leggenda, compariva presso Ponte Sisto su un carro trainato da cavalli dagli occhi di fuoco e, passando da questa strada, la conduceva a Villa Pamphilj.

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