Storia di Villa Paolina di Mallinckrodt



Villa Paolina è una villa situata in Largo XXI Aprile n. 10, ad angolo con Viale XXI Aprile e Via Carlo Fea n. 19, nel Quartiere Nomentano.
La villa fu progettata nel 1920 dall'ingegnere Enrico Verdozzi per Gelsomina Cohen, sui terreni di Villa Mirafiori, venne ultimata nel 1922.

Villa Paolina appena costruita, nel 1922

Era posta sullo slargo che sarebbe diventato poi Largo XXI Aprile, in origine aveva due piani, con una balconata d'ingresso, posta sulla facciata concava, e una doppia balconata a loggia lungo Viale XXI Aprile. Sull'attico si innalzava una torrerra quadrangolare con loggia e tetto a spioventi.


Nello stesso anno di costruzione l'edificio fu acquistato dall'Arciconfraternita di Santa Maria della Pietà, che lo adibì a scuola femminile, affidata alla Congregazione delle Suore della Carità Cristiana. Il 1922 la scuola aprì le elementari, medie e il ginnasio, la prima direttrice fu la professoressa Fanny Dalmazza, il villino venne dedicato alla Beata Pauline von Mallinckrodt, fondatrice della Congregazione.

Progetto di soprelevazione di Renato Setacci

Nel 1926 visto il considerevole aumento degli studenti, il rettore Amerigo David fece realizzare un piano ulteriore progettato da Renato Setacci. In questa ristrutturazione furono modificate le balconate che vennero dotate di colonne doriche e balaustre, mentre quella al primo piano fu soppressa. 


Villa Paolina come appariva negli anni trenta

Le finestre del primo piano furono decorate con un architrave orizzontale, quelle del secondo piano erano, in parte, inquadrate da arcate. Al posto della torretta, che rimase inglobata nel nuovo piano, fu realizzata un'altana con due colonne per lato, con tetto a spioventi in coppi.


Il 10 marzo del 1944, durante un bombardamento alleato sullo scalo Tiburtino, alcune bombe colpirono terribilmente il Quartiere Italia, causando 300 morti,  la villa fu colpita da due bombe che causarono danni rilevanti.


Una bomba colpì la cancellata su Viale XXI Aprile, distruggendo l'angolo dell'edificio, un'altra sventrò la cancellata d'ingresso di Largo XXI Aprile.
Una terza bomba cadde nel giardino interno, sventrando parte della facciata.



Nel dicembre del 1946 vennero approvati i lavori di restauro che comportarono un'ulteriore soprelevazione, sempre ad opera dell'ingegner Renato Setacci, eliminando l'altana e trasformando Villa Paolina così come è oggi.



La scuola cessò ogni attività nel 1997, da quel momento venne utilizzata come Casa Generazilia delle religiose della Carità Cristiana.
Nel 2014 il villino è stato venduto dalle suore alla Società Cam, che ha presentato un progetto per demolirlo per realizzarvi al suo posto un'enorme palazzo, come negli anni del "sacco dei villini", che hanno portato alla demolizione di molti caratteristici edifici di questa zona.
Nel 2016 il sorprendente parere esposto del Comune fu che 'l'edificio non risultava avere particolare valore urbanistico, architettonico, monumentale e culturale da conservare e valorizzare'. Il 2017 il MIBAC rilasciò la certificazione che l'edificio 'non riveste l'imprtante interesse artistico e storico richiesto dalla norma di tutela' spianando le porte alla demolizione, da effettuare ai sensi della legge regionale di Rigenerazione Urbana (2017).
La Cam aveva presentato il progetto di un palazzone di otto piani, alto trenta metri, che avrebbe indiscutibilmente alterato completamente le caratteristiche urbanistiche di un luogo di grande pregio della città (qualcuno ricorda la storia di Villa Massimo e Villa Mirafiori e delle loro lottizzazioni a pregevoli villini ai primi del Novecento?).

Più che di rigenerazione urbana si sarebbe trattato di degenerazione urbana

Dopo l'orrore scatenato dalla demolizione del villino Naselli, si è subito creato un comitato per salvare la storica villa dalla demolizione (Comitato Salviamo Villa Paolina), guidato da Cristina Rinaldi e appoggiato dall'associazione Italia Nostra.



Le battaglie strenue portate avanti contro la demolizione della Cam hanno portato, provvidenzialmente, l'allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli e il suo Direttore Generale Gino Famiglietti il 7 giugno 2019 ad avviare la dichiarazioned'interesse culturale dell'immobile, che è stato dunque vincolato nel settembre 2019 da Federica Galloni.
La Cam ha redatto un nuovo progetto di ristrutturazione che prevede la demolizione degli interni con la realizzazione di 27 appartamenti di abitazione.
Questa è stata un'importante vittoria per la città di Roma e chi si batte per la tutela del suo enorme patrimonio storico di cui fanno parte anche i villini. La città ha visto, purtroppo, tantissimi villini, progettati anche da architetti importanti (de Angelis, Bernich, Passerelli, Piacentini, Bazzani, Brasini, Fasolo, Burba, Gra, Magni, del Debbio), barbaramente demoliti negli anni cinquanta e sessanta per lasciare spazio a palazzine spesso anonime, causando talvolta un vero sfregio per la città.

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