Gli Scavi Archeologici del Monte di Giustizia



Gli scavi archeologici del Monte di Giustizia furono i tre diversi scavi che comportarono, alla fine dell'Ottocento, lo sbancamento completo di questo monte che si era venuto a creare in età sistina con i detriti provenienti dal cantiere di scavo per la creazione della Piazza delle Terme di Diocleziano.

Il Monte di Giustizia in un acquerello del 1778

Il Monte di Giustizia era entrato a far parte della villa Peretti Montalto, e Sisto V vi aveva fatto sistemare una statua della dea Roma posta sul punto più alto del monte cui si accedeva da una gradinata in salita. Il luogo fu chiamato popolarmente Monte di Giustizia per la confusione della statua della dea Roma con quella della Giustizia.
La zona fu sconvolta nel 1860 con la costruzione della Stazione Centrale di Roma Termini, voluta dal pontefice Pio IX.

Pianta della Stazione Termini e del Monte di Giustizia del 1866

Nell'anno successivo infatti fu sbancata parte del monte per permettere il passaggio dei binari fino alle botteghe di Farfa dove era sistemata la nuova stazione.

Il Monte di Giustizia nel 1868

Negli scavi furono rinvenuti tratti di Mura Serviane che vennero sezionati dove passavano i binari e alcune rovine di età repubblicana che vennero demolite.

La primitiva Stazione Termini vista dal Monte di Giustizia nel 1868

La seconda campagna di scavi venne realizzata tra il 1868 e il 1870 per la costruzione del fabbricato viaggiatori della Stazione Termini su progetto di Salvatore Bianchi.


Gli scavi furono condotti da Rodolfo Lanciani che ha lasciato testimonianze fotografiche e disegni dei resti rinvenuti.

Edifici del II secolo scavati e demoliti

Purtroppo gli ambienti ritrovati, alcune insule imperiali appartenenti al II secolo DC, vennero tutti demoliti, i blocchi di tufo delle Mura Serviane furono numerati e smontati.



La terza campagna di scavi fu intrapresa a partire dal 1874, e comportò lo spianamento completo del Monte di Giustizia, realizzato per ampliare la stazione Termini, venne infatti costruito il grande edificio della Dogana posto sulla piazza di Termini e alcuni edifici minori.


Nel 1876 affiorò un grande tratto di Mura Serviane lungo 94 m, inoltre fu scavata anche la Porta Viminalis e venne alla luce il bottino delle acque Marcia Tepula e Julia, di forma circolare, in tufo e travertino.
Nel 1878 comparve a Nord un altro tratto di Mura prosecuzione di quello precedente.
La Compagnia Ferroviaria avrebbe voluto la demolizione dei resti di età romana per consentire l'ingrandimento dei servizi stazione, in questo senso fu chiesto all'Amministrazione Capitolina il permesso di demolire i ruderi.

La Mura Serviane nel complesso degli edifici della Stazione Termini 

Finalmente nel 1879 la Direzione Generale dei Musei e degli Scavi di Antichità proclamò la conservazione integrale dei ruderi considerati preziosissimi, secondo i voti espressi dai cultori delle antichità, per il decoro del governo della nazione.

Il Bottino di Termini e i resti delle Mura Serviane nella Stazione Termini

Da questo momento le mura furono circondate da dagli edifici della Stazione Termini.
Il primo tratto di Mura Serviane scoperto nel 1861 venne demolito per consentire l'ampliamento dei binari di stazione nel 1911.

Le Mura Serviane tagliate dai binari ferroviari

Soltanto a partire dalla fine degli anni trenta, con la costruzione della nuova Stazione Termini le mura entrarono a far parte della nuova Piazza dei Cinquecento e vennero finalmente valorizzate.
Oggi i resti delle Mura Serviane si trovano tra Piazza dei Cinquecento e il nuovo hotel NH Collection realizzato nell'edificio delle Poste della Stazione Termini.

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