Sawasdee era un ristorante oggi non più attivo situato in Viale XXI Aprile 13, nel Quartiere Nomentano. Offriva cucina thailandese e, complice la vicinanza con l'ambasciata di questo Paese, era molto frequentato dal personale che vi lavorava. Al suo posto oggi è attivo il ristorante cinese Xin Du.
Le Sans Souci
Le Sans Souci era un ristorante oggi non più attivo situato in Via Sicilia 20, nel Rione Ludovisi. Si trattava di un elegante e raffinato ristorante che offriva cucina ricercata e divenne, complice la collocazione vicino a Via Veneto, un importante punto di riferimento nel periodo della "Dolce Vita". Ad aprire e gestire il ristorante era stato Bruno Borghesi, che all'inizio degli anni '60 aveva già gestito il night "La Clef", punto di riferimento di quel periodo.
Altri siti che ne parlano:
Il Sanpietrino
Il Sanpietrino era un ristorante oggi non più attivo, situato in Piazza Costaguti 15, nel Rione Sant'Angelo, nello storico Palazzo Costaguti. Si trattava di un ristorante che offriva cucina italiana con grande varietà di piatti di pesce e varianti ricercate. All'ingresso si notava un pavimento fatto di sampietrini, in riferimento al nome del locale.
Via degli Acquaricciari
Via degli Acquaricciari era una strada del Rione Ponte oggi non più esistente, che fiancheggiava grossomodo l'attuale Chiesa di Santa Maria della Pace, arrivandovi forse da Via di Tor di Nona e attraversando Via dei Coronari. Tale strada esisteva in epoca medievale ed è scomparsa intorno al XV Secolo.
L'origine del nome è dovuta appunto agli acquaricciari o acquarenari, che qui avevano i loro depositi e laboratori. A partire dall'Alto Medioevo, infatti, la distruzione degli acquedotti aveva notevolmente limitato l'afflusso di acqua potabile a Roma, e per questo si attingeva anche all'acqua del Tevere, con le dovute attenzioni. A svolgere tale lavoro di bonifica e vendita erano appunto gli acquaricciari, che raccolta l'acqua del Tevere la lasciavano decantare in appositi recipienti che facevano depositare l'argilla sospesa nell'acqua al fondo. Il Rione Ponte rappresentava l'epicentro di questa attività e Via degli Acquaricciari era la principale strada dove si svolgeva questa attività, compresa la vendita e la distribuzione in altre aree di Roma.
A testimonianza dell'importanza che avevano gli acquaricciari in questa zona, si ha notizia che nella zona era presente già nel 1198 la Chiesa di Santa Maria de Aquaricaaris, che dal 1278 è ricordata come Sant'Andrea "de Aquarizariis". Tale Chiesa venne demolita per volontà di Papa Sisto IV Della Rovere (1471-1484) che qui fece costruire la Chiesa di Sant'Andrea della Pace.
Il periodo in cui la Chiesa è stata demolita per fare spazio alla nuova è indicativo del rapido ridimensionamento del lavoro degli acquaricciari, avvenuto nel XV Secolo e scomparso del tutto in tempi molto celeri. Nel 1453, infatti, Papa Nicolò V Parentucelli (1447-1455) dette inizio alla ricostruzione di gran parte degli impianti idrici andati distrutti nei secoli, rendendo obsoleto il lavoro degli acquaricciari.
Altri siti che ne parlano:
Pietre d'inciampo del Quartiere Gianicolense
A seguire, suddivise per strada (elencate in ordine alfabetico), trovate l'elenco delle pietre d'inciampo presenti nel Quartiere Gianicolense.
Piazza Ippolito Nievo:
Il Sangallo
Il Sangallo era un ristorante situato in Vicolo della Vaccarella 11a, nel Rione Sant'Eustachio. Offriva cucina di pesce.
Non va confuso con Sangallo ai Coronari, nel Rione Ponte, attualmente in attività.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

