Via di Bravetta


Via di Bravetta è una strada del Suburbio Gianicolense, compresa tra Largo Don Luigi Guanella e Via della Casetta Mattei. Si tratta di una strada di origini molto antiche, esistente già quando questa zona era campagna. Essa - come la vicina Via di Brava e come Via Bravaria - deve il proprio nome all'antica famiglia Brava (o dei Bravi), che qui aveva il proprio fundus, che arrivava fino alla vicina zona di Via di Brava. Una tenuta molto vasta ed anche importante, dal momento che qui vi fu rinvenuto un impianto di drenaggio romano con un'iscrizione in onore della Dea Diana.
Lungo questa strada nel XVII secolo Zenobio Baldinotti costruì la propria villa, passata nel XIX Secolo al Duca di York e per questo nota oggi come Villa York, il cui ingresso è attualmente però sul Vicolo di Forte Bravetta.
Tra il 1877 ed il 1883 in questa strada venne realizzato lungo questa strada il Forte Bravetta, uno dei forti realizzato dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia per la difesa della città. La storia di questo forte è tuttavia legata soprattutto al periodo tra il 1943 ed il 1944 in cui Roma fu occupata dai tedeschi. In tale periodo, il Forte Bravetta fu la sede delle esecuzioni capitali degli antifascisti, e in  tutto il periodo dell'occupazione vi vennero fucilati 68 membri di diverse organizzazioni appartenenti alla Resistenza.
Nel XX Secolo alcuni edifici sorsero in questa strada, che iniziò ad essere abitata nei primi decenni anche senza essere inserita nel tessuto urbano dell'epoca. Qui nel 1930 l'architetto Armando Brasini costruì il grande complesso di Gesù Buon Pastore, nato per essere una Chiesa-Ospedale e realizzato con una maestosa e scenografica architettura neobarocca. L'opera risulta imponente, nel perfetto stile brasininano, tanto più se pensiamo che all'epoca questa zona era campagna. Tuttavia, il complesso del Buon Pastore non fu più utilizzato come Chiesa-ospedale, ed oggi è sede di diversi istituti scolastici.
Successiva, risalente al 1936, è invece la Chiesa del Santissimo Crocifisso, opera di Tullio Rossi, adiacente alla quale è anche presente il Convento dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.
Nella strada abitò Alberto Fantacone, avvocato e tenente dei Bersaglieri che aderì alla Resistenza e fu per questo ucciso nella strage delle Fosse Ardeatine. Fantacone è per questa ragione ricordato da una targa sulla strada. Sulla strada sono inoltre presenti un'Edicola Sacra della Madonna del Divino Amore ed un monumento che ricorda i caduti della zona.

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