Viale Parioli


Viale dei Parioli nella pianta del Genio Militare del 1900, a sinistra la strada si inserisce nella Passeggiata Flaminia, a destra si incrocia con la Salaria e prosegue in Viale della Regina.

Nel 1877 il sindaco Venturi propose per la prima volta l'idea della passeggiata Flaminia, una monumentale strada che portava da Porta del Popolo a Ponte Milvio, poi lambiva i Parioli e giungeva fino al Pincio. La mancanza di fondi non permise la realizzazione dell'ambizioso progetto, che si limitò all'allargamento di via Flaminia. La commissione si riunì nel 1881 ed approvò il piano del Viviani, ma raccomandò che il nuovo piano regolatore contenesse l'indicazione dei confini della futura passeggiata. Approvato il piano nel 1883, furono stanziate nel 1884 delle somme per l'esproprio dei terreni.

Pianta degli espropri effettuati per la costruzione di viale Parioli.

Nel giugno del 1885 Nicola Giorgi ed Angelo Filonardi proposero la costruzione di viale dei Parioli, in associazione alla Banca Tiberina e al principe Ladislao Odescalchi. La motivazione della costruzione del viale era quella di collegare la Passeggiata Flaminia, cui si poteva accedere solo da Porta del Popolo, ai quartieri alti allora in costruzione su Nomentana e Salaria, in cui la Banca Tiberina aveva molti terreni, e a quelli di recente costruzione dentro le mura, Esquilino e Macao.
Il Viale aveva origine dalla Via Salaria, proseguiva pressappoco dritto, tratto oggi denominato Viale Liegi, fino al Vicolo di S Filippo, odierna Piazza Ungheria, poi piegava lungo il crinale del Monticello, a metà circa di questo tratto si apriva in una piazza rotonda, odierna Piazza Santiago del Cile, poi terminava con una stretta curva fino al Vicolo dell'Acqua Acetosa.
Avrebbe avuto una larghezza di 40 metri e sarebbe stato fiancheggiato da quattro file di alberi. Secondo i costruttori avrebbe eguagliato per amenità il Viale dei Colli di Firenze.

Sezione di viale dei Parioli, 1885.

Sarebbe stato collegato a Porta Pia da Viale della Regina, che avrebbe subito un allargamento fino a 40 metri.
Giorgi e Filonardi si impegnavano all'acquisizione dei terreni su cui sarebbe sorto il viale, con i fondi della Banca Tiberina, per permettere al Comune di costruire la strada. Il Municipio non fu però in grado di iniziare i lavori che furono quindi avviati a spese della Banca Tiberina e terminarono nel 1888, poichè la prevista giunzione con la Passeggiata Flaminia all'Acqua Acetosa non era possibile per la mancata costruzione di quest'ultima, erano soltanto stati effettuati gli espropri dei terreni, il viale fu prolungato lungo Villa Glori fino alla Via Flaminia. Ci si trovò dunque nella situazione paradossale in cui il viale nato per collegare la Passeggiata Flaminia con i quartieri settentrionali della città, fu realizzato prima ancora che la citata passeggiata venisse effettivamente realizzata, segno questo delle croniche inefficienze del Comune. Soltanto nel 1890 infatti furono stipulati gli appalti per la costruzione del viale parallelo a Via Flaminia.
Nel nuovo Viale Parioli furono piantate quattro file di platani, la carreggiata fu sistemata nel tratto centrale mentre i tratti laterali fra gli alberi furno sistemati a passeggiata pedonale.
Il 9 Novembre 1888 il viale veniva ceduto al Comune di Roma dalla Banca Tiberina per 54.000 lire, 266.000 lire furono il pagate invece per l'impianto di distribuzione dell'Acqua Marcia, il pomerio di Porta Salaria, di Porta Pia e l'allargamento di Viale della Regina.

Viale Parioli all'altezza di Villa Glori ai primi del Novecento.

In cambio alla costruzione del viale il Comune permetteva alla Banca Tiberina il diritto a costruire nei terreni che possedeva tra Salaria a Nomentana, il cosiddetto quartiere della Società Tiberina. Le lottizzazioni iniziarono nel 1887 e si concentrarono attorno alle due nuove grandi piazze quadrangolari che si trovavano lungo il Viale della Regina: Piazza della Regina, odierna Piazza Regina Margherita e Piazza Principe di Napoli, oggi Piazza Alessandria, la crisi edilizia del 1887 rallentò però la costruzione degli edifici.
Il viale rimase per molti anni privo di abitazioni, vista la lontananza dal centro abitato, il primo edificio ad essere costruito fu Villa Villegas nel 1888 di Ernesto Basile.

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