Centrale di sollevamento dell'Acquedotto Vergine di Salone


Foto aerea delle sorgenti di Salone, in primo piano la torre piezometrica e, a sinistra la Centrale di sollevamento.

Negli anni Trenta sotto l'impulso del Governatore Francesco Boncompagni Ludovisi l’ufficio tecnico del Governatorato elaborò il progetto del Nuovo Acquedotto Vergine.
Nei nuovi condotti sarebbero state immesse le acque potabili, da destinare al Rione Trastevere, al Rione Prati e al Quartiere Flaminio. Il vecchio acquedotto sarebbe invece stato destinato esclusivamente ad usi ornamentali. 
Il nuovo acquedotto fu realizzato tra il 1932 e il 1936 ed è composto da una Centrale di sollevamento presso le sorgenti di Salone, una torre piezometrica (situate entrambe in Via Collatina, nella Zona Acqua Vergine), una condotta in ghisa di 12,7 km di lunghezza, un serbatoio interrato a Villa Borgese e una mostra realizzata dall’architetto De Vico nella terrazza del Pincio del Valadier. 


La Centrale di sollevamento nel 1936.

La Centrale di sollevamento, costruita sopra le sorgenti di Salone, fu progettata dall'ingegner Paolo Sabatino, era dotata di sei elettropompe, di cui due di riserva, alimentate dalla linea elettrica.
L'acqua, attraverso canalette derivate dai bottini di presa sopra le polle principali, veniva raccolta in una vasca posizionata sotto la Centrale, da cui le pompe la aspiravano, la portavano ad una pressione di 55 m e la inviavano alla torre piezometrica, attraverso due condotte di mandata del diametro di 600 mm. Dalla torre partiva la condotta di adduzione che andava a Roma.


Interno della Centrale con le sei elettropompe.

I lavori iniziarono nel 1932 e terminarono nel 1935.
L'edificio della Centrale è costituito da un corpo di forma rettangolare, con tetto in coppi alla romana, con due facciate maggiori. 
Quella anteriore, di aspetto monumentale, è caratterizzata da un corpo aggettante tripartito da paraste in laterizio in cui si aprono tre porte d'ingresso al pian terreno. Dei bassorilievi di travertino sono presenti sopra le porte, quello centrale contiene l'iscrizione SPQR CENTRALE DI SOLLEVAMENTO ACQUA VERGINE A.XIII, affiancata da due fasci littori in rilievo, quello posto a sinistra ritrae le arcate dell'acquedotto Vergine di epoca romana, affiancato da una strada lastricata in basolato, mentre a destra è presente un rilievo delle tubature del nuovo Acquedotto Vergine, affiancate da una strada di sampietrini. Al primo piano si aprono tre finestre di forma quadrangolare sormontate da tre forature in cui passano i cavi elettrici che alimentano la centrale; una semplice cornice in travertino contorna l'attico.
La facciata posteriore è più semplice occupata da sette grandi finestre incorniciate da una fascia di travertino.

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