Garbatella Lotti I II III IV



I Lotti I-IV della Garbatella costituiscono i primi edifici costruiti della Borgata Giardino Concordia, conosciuta oggi come Garbatella, essi sono situati tra via Alessandro Cialdi, Via della Garbatella e Via delle Sette Chiese, nel Quartiere Ostiense.
L'insediamento sorse come borgo operaio e marinaro, sui Colli di San Paolo, per volere dell'Assessore all'Agro Romano e Presidente dello SMIR Paolo Orlando, per dare una casa agli operai della zona industriale dell'Ostiense, da egli fortemente voluta.
La pianificazione del quartiere fu affidata all'Istituto Case Popolari, su progetto di Gustavo Giovannoni, Massimo Piacentini e Innocenzo Costantini, gli ultimi due architetti dell'ICP. 
La città giardino sarebbe stata costituita da piccoli villini economici, con giardino annesso, e fabbricati di dimensioni maggiori, che servivano a rompere la monotonia degli edifici di piccole dimensioni. Le strade sarebbero state in parte rettilinee in parte curvilinee, seguendo le linee altimeriche del terreno. I nomi delle strade furono intitolati ad armatori, ammiragli e storici marinari.

Pianta del nuovo quartiere con il numero dei lotti e il tipo di fabbricati

Il centro del quartiere era la Piazza Benedetto Brin su cui si affacciava l'edificio di maggiori dimensioni, il lotto V, da qui partiva una scalinata che raggiungeva scenograficamente Via Cialdi e Via Giulio Rocco, con il cavalcavia della ferrovia Roma-Lido.
Lo stile degli edifici sarebbe stato principalmente quello pittoresco dell'architettura tradizionale regionale, teorizzato da Gustavo Giovannoni, che serviva ad integrare la nuova borgata nella campagna circostante.
Furono costruiti 44 edifici, che contenevano 190 alloggi, le planimetrie e le disposizioni vennero curate da Innocenzo Costantini, i fabbricati a più piani (M, N, O) furono progettati da Innocenzo Sabbatini, l'edificio P venne disegnato da Camillo Palmerini, i villini furono realizzati dagli architetti Felice Nori, Camillo Palmerini e Plinio Marconi (A-L), la scalinata fu disegnata da Plinio Marconi.


I lavori iniziarono il 18 febbraio 1920 alla presenza del re Vittorio Emanuele III, di Paolo Orlando e del commendator Magaldi, presidente dell'ICP, una targa ricorda l'evento.
Le prime case vennero abitate nel 1921, mentre gli ultimi edifici furono completati nel 1923.
Punto focale dell'intero quartiere è l'edificio di maggiori dimensioni del fabbricato N (lotto V) di Sabbatini, che si affaccia scenograficamente  su Piazza Benedetto Brin e sulla scalinata d'accesso.

Vista dalla corte del lotto V: villino tipo H a sinistra, tipo B F e C a destra

Dall'arco centrale, rivestito a bugnato in peperino e in mattoni, si entra in una corte da cui origina una strada curvilinea, che conduce ai villini e a Via della Garbatella.

Fabbricato di tipo M

Molto interessanti architettonicamente sono anche i fabbricati M, in Via della Garbatella, che riprende lo stile del fabbricato V, con bugnato angolare e prospetti movimentati, e O, in Via delle Sette Chiese, con un aspetto più rustico, ispirato ad edifici agricoli, sempre di Innocenzo Sabbatini.

Fabbricato di tipo O


Villino di tipo A

Il fabbricato di tipo A, di piccole dimensioni, è dotato di un bel ballatoio su colonnine, al primo piano.


Il fabbricato di tipo C è in parte rivestito in cortina laterizia ed è dotato di un arco di ingresso.


Il fabbricato di tipo D è decorato una grande porta finestra al primo piano, con cornice in stile Secessione Viennese.


Il fabbricato di tipo H è dotato di finestrelle strette sulla facciata breve, ha dei semplici decori in stucco di stile Secessione.
I fabbricati tipo I ed L si sviluppano, invece in lunghezza, con portici, scalinate porticate e archi.

I lotti I e IV demoliti

Purtroppo questo primo nucleo della Garbatella, è stato sconvolto, negli anni Cinquanta dalla inspiegabile e radicale demolizione dei lotti I e IV, e dei 4 fabbricati del lotto I, posti a sinistra del fabbricato N.

Fabbricato di tipo C, a sinistra, e D a destra, che inquadravano la scalinata e la piazza

Questo tragico evento ha alterato completamente la piazza, la scalinata e l'equilibrio che era stato creato tra i piccoli villini che vi si affacciavano e il grande edificio del lotto V.  

Il fabbricato E in Piazza Benedetto Brin, demolito

È stato distrutto anche il fabbricato P di Palmerini, che era un un interessante stile Secessione.
Sarebbe auspicabile che venissero ricostruiti fedelmente i villini dei due lotti demoliti, per ridare al quartiere l'aspetto originario, vista l'importanza fondamentale che ha la Garbatella nella storia dell'urbanistica e dell'architettura Italiana.

Via Guglielmotti, tutti gli edifici di sinistra sono stati abbattuti








Nessun commento:

Posta un commento

Info sulla Privacy