Vicolo Doria


Vicolo Doria è una strada del Rione Pigna compresa tra Piazza Venezia e Via del Corso. Essa si presenta come una stradina ad angolo retto che divide il Palazzo Doria Pamphilj, da cui deriva il nome, ed il Palazzo Bonaparte. In precedenza la strada era detta Vicolo della Stufa, nome che era comune a molti vicoli di Roma e derivava dalle Stube, termine tedesco che a Roma divenne ben presto Stufa. 


Le stufe erano dei bagni terapeutici introdotti dai tedeschi a Roma a partire dal XVI Secolo. Questi luoghi si trasformarono ben presto in luoghi malfamati, dove era ben diffusa a prostituzione sia eterosessuale che omosessuale. Con il passare del tempo questi stabilimenti caddero in disuso, ma il nome rimase in alcune strade. Tuttavia, i Piemontesi, giunti a Roma, fecero diverse modifiche alla toponomastica cittadina togliendo i nomi da loro giudicati poco decenti, tra cui le stufe. Per questa ragione, nel 1871 venne cambiato il nome di questa strada in Vicolo Doria, dal vicino Palazzo Doria Pamphilj.
Tuttavia, accanto all'attuale targa stradale è presente ancora il vecchio nome dipinto sul muro.
Nella strada esisteva la libreria Borzi.

Targa in memoria del rastrellamento del Quadraro


La targa in questione si trova in Largo dei Quintili, nella parte del Quartiere Tuscolano nota come Quadraro, e ricorda il rastrellamento avvenuto appunto nel Quadraro il 17 Aprile 1944 per mano dei militari tedeschi, che fecero prigionieri circa 2.000 abitanti della zona per deportarli in Germania.
La targa in questione è stata qui posta il 17 Aprile 2001 dai Municipi VI e X.

Bandiera della Città del Vaticano



La bandiera della Città del Vaticano è un vessillo di forma quadrata, composto di due strisce verticali, di colore giallo la prima e bianco la seconda. In quest'ultima sono presenti le Chiavi di San Pietro incrociate, una in oro e l'altra in argento, sormontate dalla Tiara Papale. 
La bandiera si presenta in questo aspetto dal 1929, anno in cui, con i Patti Lateranensi, nacque il piccolo Stato della Città del Vaticano, erede dello Stato Pontificio, che nel 1870 aveva cessato di esistere dopo essere stato occupato dalle truppe Italiane del neonato Regno d'Italia.

Bandiera dello Stato Pontificio 754-1803

La bandiera dello Stato Pontificio era in origine, di colore oro e amaranto, gli stessi colori della Città di Roma.
I Pontefici usavano anche un vessillo in campo amaranto occupato dallo stemma pontificale sovrastato dalle Chiavi di San Pietro e dalla Tiara Pontificia.
Il Papa Pio VII nel 1803 decise di adottare una nuova bandiera per la marina mercantile dello Stato Pontificio di colore bianco con al centro la Tiara Papale e le Chiavi di San Pietro.
Nel febbraio del 1808 le milizie Napoleoniche occuparono Roma, il generale Miollis dichiarò che tutte le truppe pontificie fossero incorporate in quelle imperiali, permise all'ex esercito pontificio di continuare a portare la coccarda rosso gialla, fissata sui copricapi.
Fu allora che Papa Pio VII Chiaramonti, ordinò alle truppe che gli erano rimaste fedeli di sostituire il colore rosso nelle coccarde con il bianco, per evitare che si confondessero con quelle filo Napoleoniche.
Il 16 marzo 1808 il Papa comunicò l'uso delle nuove coccarde al corpo diplomatico, tale data è da considerare come l'atto di nascita dei colori dell'attuale bandiera.
Nel 1825, sotto il Pontificato di Leone XII della Genga la bandiera mercantile dello Stato Pontificio divenne di colore bianco e giallo, con Chiavi e il Triregno sul campo bianco, simile all'attuale bandiera dello Stato della Città del Vaticano. Anche se ufficialmente era nata per uso navale, la bandiera fu utilizzata anche come vessillo di Stato, spesso senza Chiavi e Tiara.

Bandiera della Guardia Civica di Gregorio XVI 

Nel 1831 gli stessi colori furono adottati per la bandiera della Guardia Civica da Papa Gregorio XVI, ma con bande poste in diagonale. 

Bandiera mercantile dell'epoca di Pio IX

Su questo stesso stile venne codificata sotto Pio IX, nel 1850, la bandiera della fanteria Pontificia, di colore bianco e giallo, con lo stemma Papale nel centro.

Bandiera di fanteria di Pio IX, di metà Ottocento 

Dal 1862 la bandiera di fanteria perse lo stemma e rimase solamente con le due bande colorate.
Nel 1870 anche la bandiera degli zuavi Pontifici era bianca e gialla, erano presenti però alcune varianti, con la Tiara e le Chiavi di San Pietro poste nel mezzo, come nel caso del vessillo issato sopra all'asta di Porta Pia il 20 settembre 1870.

Bandiera degli Zuavi Pontifici

Il giallo ed il bianco della bandiera Vaticana rappresentano l'oro e l'argento, due metalli che, generalmente, non vengono messi insieme in vessillologia. Tuttavia, si tratta dei due metalli con cui sono realizzate le Chiavi di San Pietro, fatto che spiega la scelta insolita.


La bandiera della Città del Vaticano, oltre ad essere tra le poche bandiere nazionali di forma non rettangolare, nella carta fondamentale dello stato è allegata in un'immagine compresa di asta, in cui questa viene montata cimata di una lancia ornata di un drappo bianco e giallo frangiato in oro.

Via della Frezza


Via della Frezza è una strada situata nel Rione Campo Marzio, compresa tra Via del Corso e Via di Ripetta. La strada sorge in un'area che vide l'attuale assetto urbanistico nascere nel XVI Secolo, e le prime menzioni di essa risalgono proprio a quei tempi, quando è ricordata da Pompeo Ugonio come Via Frezzae seu Sagythae. Il nome deriverebbe dalla famiglia Frezza, cognome poi mutato in Freccia, che qui ebbe un palazzo oggi non più esistente, passato poi di proprietà agli Orsini.
Al centro della strada, all'angolo con il Vicolo delle Colonnette, la via si presenta come uno slargo che, per questo, era in passato detto "Lo spiazzetto". A quel tempo, attraverso una trave posta tra le finestre dei palazzi, qui si eseguiva il supplizio della corda per chi vi veniva condannato. Una delle finestre su cui si poggiava questa trave apparteneva all'abitazione della signora Pulieri, una pia donna che volle murarla per porvi una croce ove pregava per i condannati. La finestra è stata lasciata così anche dai successivi proprietari del palazzo.
Negli anni '30 del XX Secolo, gli sventramenti che portarono all'isolamento del Mausoleo di Augusto ed alla nascita dell'attuale Piazza Augusto Imperatore alterarono notevolmente l'aspetto di questa strada, eliminando di fatto il sopracitato spiazzetto e portando di fatto alla sostituzione di tutti gli edifici del lato sud.


La via risente solo parzialmente l'ampio traffico pedonale della zona del Tridente, ed ospita alcuni negozi, come una delle entrate del ristorante Gusto ed il bar Maneschi. Dal 2017 la strada è stata dotata di marciapiedi più ampi che permettono una migliore fruibilità da parte dei pedoni.
Dal 2022 sulla strada è attivo il ristorante "Frezza - Cucina de coccio", aperto dal noto attore Claudio Amendola.

Targa in memoria di Karoly Torma


La targa in questione si trova in Via Padre Lombardi, ad Anzio, e ricorda Karoly Torma (Kudu 1829 - Anzio 1897), archeologo ungherese che qui visse. La targa è stata qui posta dal Ministero per il Patrimonio Culturale dell'Ungheria nel 2002.

Targa in memoria di Giuseppe Garibaldi


La targa in quesitone si trova in Via del Porto Innocenziano, ad Anzio, e ricorda il patriota Giuseppe Garibaldi (Nizza 1807 - Caprera 1882), che in questa casa di proprietà di Zeffirino Cesarini dimorò.

Targa in memoria della visita del Beato Pio IX ad Anzio


La targa in questione si trova in Via del Porto Innocenziano, ad Anzio, e ricorda la visita del 1858 del Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878) presso la cittadina, durante la quale visitò questo edificio. La targa è stata qui posta dall'agente camerale Cesare Manetti, proprietario della casa visitata dal Pontefice.