Rione Trevi





Il Rione Trevi prende probabilmente nome dal trivio (in Latino chiamato trivium) di Piazza dei Crociferi, la piazza immediatamente a Nord Ovest della Fontana di Trevi.

In età antica la zona era suddivisa tra una parte più alta (che faceva parte della Regione dell'Alta Semita), principèalmente residenziale, mentre la zona piì pianeggiante, situata verso la Via Lata, caratterizzata dalla presenza di attività cittadine.
Nel Medioevo il Rione vede sostanzialmente uno sviluppo nella parte più bassa, mentre la parte alta, difficile da servire dagli acquedotti ormai danneggiati, viene quasi del tutto abbandonata. L'unico acquedotto a non cessare mai completamente la sua attività è stato l'acquedotto Vergine, come dimostrano i resti di quell'area archologica definita "Città dell'Acqua", situata in Vicolo del Puttarello sotto ad edifici successivi.
Nel Rinascimento la parte alta torna ad essere al centro dell'attenzione, ed è qui che a partire dal 1583 i Papi iniziano a costruire e, man mano, a sviluppare, il Palazzo del Quirinale, trasformando radicalmente il Rione.
Sarà in seguito al 1870, con l'annessione di Roma al Regno d'Italia, che il Rione subirà un'ulteriore cambiamento. I Piemontesi, basandosi su un abbandonato progetto Napoleonico di sviluppare intorno al Quirinale i vari edifici del potere, trasformano la zona collinare del Rione, caratterizzata da vigne e stradine, tracciando Via Venti Settembre lungo la quale vengono costruiti molti Ministeri. Viene inoltre tracciata Via del Tritone, attuale confine con il Rione Colonna, con conseguente sventramento di una piccola parte del Rione.

Via del Lavatore dipinta dal pittore Antonio Donghi (Roma 1897 - Roma 1963) nel 1922

Oggi il Rione Trevi dal punto di vista urbanistico non ha ricevuto ulteriori cambiamenti, ed è legato prevalentemente al suo principale monumento, la Fontana di Trevi. Dal punto di vista del tessuto sociale, invece, i cambiamenti non sono mancati: i negozi e gli esercizi più caratteristici hanno iniziato a venire sempre meno, soffocati da un commercio legato ai numerosissimi turisti presenti, che ha portato la sostituzione dei vecchi negozi con negozi di souvenir e bar-ristoranti dall'offerta indirizzata soprattutto ai turisti. Sono solo poche le strade che non sono state toccate da questi cambiamenti, e che riescono a conservare un fascino diverso dalle altre.

Chiese:

Sant'Andrea degli Scozzesi
Santi Apostoli
San Basilio agli Orti Sallustiani
Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni
Santa Croce e San Bonaventura dei Lucchesi
Oratorio del Crocifisso
San Giovanni della Ficozza
Madonna dell'Archetto
San Marcello al Corso
Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle 
Santa Maria dell'Umiltà
Santa Maria di Loreto
Santa Maria in Trivio 
Santa Maria in Via
San Nicola da Tolentino
Santissimo Nome di Maria
San Pietro Canisio agli Orti Sallustiani
Santa Rita da Cascia delle Vergini
Oratorio del Santissimo Sacramento 
San Silvestro al Quirinale
Santa Susanna
Santi Vincenzo e Anastasio 

Chiese non più esistenti:

Sant'Andrea de Biberatica
Santi Angeli Custodi al Tritone

Chiese di altre Confessioni:

Saint Andrew's Church of Scotland
Chiesa Evangelica Valdese in Trevi

Palazzi:

Palazzo Barberini
Palazzo Chigi-Odescalchi
Palazzo della Consulta
Palazzo Colonna
Palazzo Del Bufalo 
Palazzo Gentili Del Drago
Palazzo Guglielmi
Palazzo Mancini
Palazzo Mengarini
Palazzo Poli
Palazzo del Quirinale
Palazzo di Propaganda Fide
Palazzo Scanderberg
Palazzo Valentini

Fontane:

Fontana di Trevi
Fontana del Tritone
Quattro Fontane

Musei:

Museo Nazionale delle Paste Alimentari

Siti archeologici:

Città dell'Acqua
Complesso dei Maroniti

Fermate della Metropolitana:

Barberini (Metro A)

Altri edifici d'interesse:

Casa Medievale di Via San Vincenzo

Strade:

Vicolo del Babuccio

Nessun commento:

Posta un commento