Acquedotto Vergine


L’acquedotto dell'Acqua Vergine, è un acquedotto di età romana che origina dalle sorgenti di Salone sulla Via Collatina nella Zona IX.
L'Aqua Virgo fu voluta da Augusto e realizzata da Agrippa nel 19 A.C. 
Era deputata a servire il Campo Marzio e terminava con una mostra monumentale nelle Terme di Agrippa, costruite contemporaneamente all'acquedotto.
Il condotto è lungo circa 19 km, quasi completamente sotterraneo, segue l’antica via Collatina poi devia verso Nord superando Tiburtina, Nomentana e Salaria, quindi, percorse Villa Ada, i Parioli e la Valle Giulia, attraverso il Muro Torto giunge al Pincio, da qui termina il suo percorso nel Campo Marzio, sopraelevato, sostenuto da arcate in travertino lungo Via Condotti, Via del Nazareno, la zona di Fontana de Trevi, in età romana attraversava poi Via del Corso con un'arco, seguiva Piazza Sant'Ignazio, Via del Seminario e terminava nei pressi del Pantheon.
Importanti interventi di restauro furono effettuati sotto Tiberio e Claudio, successivamente furono condotti per volontà di Costantino e Teodorico.
Nel Medioevo furono effettuati lavori da papa Adriano I e Niccolò V, Sisto IV, Pio IV e, in età moderna da Benedetto XIV e Pio VI.
Oggi le sue condotte alimentano le fontane di Trevi, piazza di Spagna e piazza Navona.

Con la proclamazione di Roma a capitale d’Italia cominciarono ad essere messi a punto piani di ammodernamento dovuti alle maggiori utenze da soddisfare, i nuovi quartieri Prati, Sebastiani e Salario, e da garanzie igieniche più elevate. Nel 1901 fu quindi costruito un primo impianto di sollevamento in via Luisa di Savoia, destinato alla città bassa mentre nel 1915 fu realizzato un impianto di sollevamento per la città alta al Portonaccio.
Nel 1936 fu costruito il Nuovo Acquedotto Vergine, con la mostra terminale al Pincio.


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