Borghetto Prenestino



Il Borghetto Prenestino si trovava nell'area compresa tra la Via Prenestina - da cui prendeva il nome - e la Stazione Prenestina, nel Quartiere Collatino.
Le origini del borghetto risalgono al 1928, quando alcune persone rimaste senza casa durante i primi sventramenti del centro si trasferì nella zona in alloggi di fortuna. Tuttavia, il periodo di maggior crescita del borghetto risale agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando numerose persone rimaste senza casa e altre provenienti da altre regioni d'Italia si radunarono in questa zona e vi costruirono alcune baracche.
L'area in questione aveva ricevuto, nel 1939, una parziale organizzazione stradale nell'ambito dell'organizzazione di quella che era definita all'epoca "Borgata Prenestina", l'area al confine tra il Quartiere Prenestino-Labicano ed il Quartiere Collatino.
In quell'anno, lo stesso in cui fu inaugurata la nuova Stazione Prenestina, nell'area tra questa e la Via Prenestina l'allora Governatorato di Roma tracciò alcune strade dedicate a illustri personaggi dell'antica Preneste, odierna Palestrina: Via Verrio Flacco, dedicata al celebre grammatico prenestino, Via Secondino, dedicata al primo Vescovo di Preneste, Via Manicio, dedicata all'eroe Prenestino. Di fianco a queste, altre strade furono tracciate e dedicate a diversi comuni dell'area prenestina.
Proprio tra le Via Verrio Flacco, Secondino e Manicio, a ridosso dei nuovi palazzi, sorse il Borghetto.

L'area corrispondente al Borghetto Prenestino
Nel 1952, il Comune di Roma istituì ufficialmente, "presso il Piazzale della Stazione Prenestina", il "Borghetto della Stazione Prenestina", indicazione toponomastica ufficiale per il Borghetto Prenestino.
In breve tempo, il Borghetto Prenestino divenne uno dei borghetti più popolosi di Roma: secondo un censimento risalente al 1968 eseguito dal Centro Cittadino delle Consulte Popolari, erano circa 400 le famiglie che vivevano qui.



Lo svilupparsi dei movimenti per la lotta alla casa e le politiche del Comune per gli alloggi e per il risanamento dei Borghetti portarono a partire dalla fine degli anni Settanta al parziale risanamento del Borghetto Prenestino fino ad arrivare nel 1981, alla sua definitiva demolizione.
Come conseguenza della demolizione, nel 1985 il toponimo Borghetto della Stazione Prenestina venne definitivamente soppresso dal Comune di Roma. Insieme ad essa, cessarono di esistere anche Via Secondino e Via Manicio, di fatto non più esistenti in seguito all'abbattimento del Borghetto Prenestino.

Un'immagine dell'area dove sorgeva il Borghetto Prenestino
Oggi nell'area è presente un vasto prato - dall'erba molto alta - e vi sono diversi campi sportivi, tra cui gli impianti di calcio e tennis dell'A.S.D. Pro Roma.

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1 commento:

  1. "Una strada non asfaltata circonda il Borghetto dall'esterno, dando modo alle automobili e ai camion della nettezza urbana, che di tanto in tanto si reca a raccogliere le masse di rifiuti accumulati durante i giorni, di passare. Per il resto il Borghetto è un intrico di vicoli fittamente popolati; le casette sorgono l'una accanto all'altra, vicinissime, accuratamente recintate e abbastanza nascoste alla vista dall'esterno. L'aria della zona è putrida e malsana in qualsiasi stagione. Durante l'inverno, nelle giornate di pioggia, le strade si trasformano in un pantano, e d'estate le pozze dell'acqua di rifiuto non assorbita dal terreno e i mucchi d'immondizia emanano un terribile fetore. Eppure, in qualsiasi stagione i bambini del Borghetto giocano e vivono all'aperto. E' una Roma isolata dal centro della città sotto tutti i punti di vista. Contribuiscono a dare un aspetto più desolante alla zona le macerie rimaste dopo l'abbattimento di una porzione delle casette, che nessuno si è curato di rimuovere, aumentando così lo squallore, la polvere, la sporcizia. Le macerie sono preda degli abitanti che rimangono: le travi di legno servono per il fuoco, i mattoni per fare qualche lavoretto in casa. Le abitazioni si assomigliano e sono quasi tutte della medesima grandezza; le famiglie per la maggior parte le tengono pulite e in ordine, malgrado la ristrettezza degli ambienti". La descrizione del Borghetto Prenestino è consultabile del testo: Roma da Capitale a Periferia, Franco Ferrarotti, Ed. Laterza 1969

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