Ex Stabilimento Birra Peroni



L'ex stabilimento Birra Peroni è un esempio di archeologia industriale che si trova nel Quartiere Salario, con un corpo principale situato tra Piazza Alessandria, Via Bergamo e Via Mantova, cui sono seguiti due allargamenti in altri lotti, il primo tra Via Mantova e Via Alessandria e il secondo tra Via Nizza, Via Cagliari e Via Reggio Emilia. Attualmente la fabbrica della birra si trova in tutt'altra zona e queste storiche strutture sono state adibite a edifici polifunzionali dopo un'attenta attività di recupero.
La Birra Peroni era nata nel 1846 nel Nord Italia, tra le città di Vigevano e Galliate, e nel 1864 decise di aprire un proprio stabilimento a Roma. Il primo di essi fu in Via Due Macelli (dove oggi sorge il Salone Margherita, grossomodo), quindi si spostò in Borgo Santo Spirito e poi in Via del Cardello.
Nel 1901 la Società Birra Peroni decise di fondersi con la Società Romana per la fabbricazione del ghiaccio e della neve artificiale, costituendo un unica società che nel 1907 prese il nome di Birra Peroni, Ghiaccio e Magazzini Frigoriferi.
I tre lotti dove sorgevano gli stabilimenti Peroni
Dopo numerosi giri, a fusione avvenuta si decise di realizzare una sede ex novo fuori da Porta Pia.  I lavori, che come abbiamo visto nell'arco del tempo coinvolsero tre isolati della zona, si estesero in un arco di tempo compreso tra il 1901 e il 1922.
Il progetto per il nuovo edificio venne affidato all'architetto Gustavo Giovannoni, che realizzò un edificio dalle forme abbastanza libere, privo di vincoli stilistici particolari, caratterizzato soprattutto dalla torretta con altana all'angolo tra Piazza Alessandria e Via Bergamo. Caratteristico e tipico per l'epoca l'uso di nuovi materiali, quali il cemento e l'acciaio.
Lo chalet in legno di Giovannoni
Nel 1902 Giovannoni aveva inoltre progettato uno chalet in legno - simile a quelli che si possono vedere in molti biergarten della Germania e in particolare di Monaco - per il consumo della birra, demolito nel 1912. A Giovannoni si deve anche il secondo lotto dello stabilimento, realizzato nel 1912, realizzato tra il 1920 e il 1922, è opera di Alfredo Panopoli.

Nel 1971 la Peroni decise di abbandonare questo stabilimento, trasferendosi in quello più moderno di Via Birolli. Negli anni '80 il Comune iniziò, in seguito a una convenzione, a riqualificare i vecchi stabili rimasti inutilizzati.
Tra il 1980 e il 1982 viene recuperato l'ex opificio di Via Mantova, realizzandovi nuovi uffici della Peroni, mentre il lotto tra Via Brescia, Via Bosi, Via Mantova e Piazza Alessandria è ristrutturato tra il 1988 e il 1992, con la realizzazione di numerosi uffici e negozi. All'interno di alcuni di questi, come ad esempio il ristorante Ham, sono visibili affreschi che decoravano gli ambienti dello stabilimento Peroni.
Il più noto intervento è invece quello concluso nel 2010 nel terzo lotto, quello tra Via Nizza e Via Reggio Emilia, che ha portato alla realizzazione del Museo MACRO ad opera di Odile Decq.


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