Fontana delle Naiadi


La fontana delle naiadi si trova il Piazza della Repubblica, nel Rione Castro Pretorio, ed è la mostra dell'Acqua Pia Antica Marcia.
Il progetto di realizzare una mostra monumentale al nuovo acquedotto Marcio, ripristinato dal Pontefice Pio IX, risale al 1862 e fu realizzato dall'architetto Nicola Moranti. Tuttavia i lavori di realizzazione del nuovo acquedotto iniziarono nel 1868 da parte della società Anglo Romana Water Company.


L'inaugurazione dell'acquedotto avvenne il 10 settembre 1870, poco prima della presa di Porta Pia, senza la costruzione della mostra monumentale per mancanza di fondi, fu dunque realizzata una fontana provvisoria.
Si trattava di una grande vasca posta tra le Terme e i granai di Clemente XI, con un grande getto centrale e una corona di zampilli laterali, circondata da una scogliera di tufo.

La mostra dell'Acqua Pia nei giardini della Piazza di Termini, in azzurro, nel 1876

Dopo la presa di Roma e la trasformazione della città in capitale d'Italia si decise di rendere definitiva sistemazione della mostra dell'Acqua Marcia, fu pensato nel 1874, di spostarla davanti alla vecchia Stazione Termini. Il progetto fu redatto dal Comune solamente nel 1879, la fontana doveva avere una grande vasca di venti metri di diametro, inoltre sarebbe stata decorata da statue che rappresentavano le sorgenti dell'Acqua Marcia e le Quattro Stagioni.
Sorsero però dei contrasti tra il Comune e i rappresentanti della società Acqua Pia Antica Marcia che ne bloccarono la realizzazione.
Nel 1885 fu finalmente scelta dal Comune come sede per la fontana la piazza di Termini nell'emiciclo della vecchia esedra delle Terme, in asse con Via Nazionale, la decorazione sarebbe stata più semplice con la realizzazione solamente di quattro leoni al posto delle statue.


La vasca fu costruita in breve tempo per essere pronta durante la visita di Guglielmo II del 1888 e venne progettata da Alessandro Guerrieri, il basamento fu eseguito in granito di Baveno, i leoni in stucco.
Nel 1890 la società Acqua Pia Antica Marcia propose la fusione dei leoni in bronzo, ma il Comune si rifiutò continuando ad opporsi alle decisioni della società.



Si arrivò così alla definizione di nuovi soggetti da porre al posto dei leoni, la scelta cadde su quattro ninfe coriche, affidate allo scultore palermitano Mario Rutelli dalla commissione composta da Koch, Ferrari, Monteverde e altri.
Dopo aver apportato alcune modifiche, su suggerimento della commissione, come il raddoppio delle dimensioni delle statue a 2.5 m, la fusione delle sculture avvenne a Palermo, furono poi trasportate a Roma alla fine del 1900 e iniziò l'installazione sulla fontana.


Al momento della sistemazione iniziarono le polemiche, di parte cattolica, sulla eccessiva sensualità delle figure femminili, viste come un affronto liberal-massonico alla sacralità della Basilica di Santa Maria degli Angeli.
Fu immediatamente fatta un'interrogazione da parte di tre consiglieri comunali al Sindaco Colonna, l'8 settembre 1901, e sembrava che dovesse scoppiare uno scandalo, con la possibile commissione di nuove statue e la rimozione di quelle appena installate.


La gente era così curiosa di vedere le statue che nella notte del 10 febbraio del 1901 furono rotte le staccionate che avvolgevano la fontana per poter mostrare le opere. I giorni successivi i giovani studenti Romani chiamarono a furor di popolo Rutelli, che alloggiava all'Hotel Quirinale lì vicino, e obbligarono gli addetti dell'Acqua Pia Marcia ad accendere la fontana, fu così del tutto improvvisata l'inaugurazione del monumento.
L'Osservatore Romano il giorno successivo scrisse"La fontana, tanto artisticamente, quanto moralmente è stata condannata".
I giovani di tutta la città si raccolsero per anni a guardare le pose sensuali delle naiadi, finchè le incrostazioni non iniziarono a nasconderne le forme lucenti.


Le critiche di stampo artistico parlavano invece di un'allontanamento dai modelli classici per un'adesione completa al moderno stile liberty, in ambiente accademico comunque gli apprezzamenti all'opera di Rutelli furono molti.


Nel 1909 in previsione del cinquantenario dell'Unità d'Italia fu deciso di realizzare il gruppo centrale a coronamento della fontana, sempre affidato allo scultore palermitano.


Rutelli modellò nel 1911 un gruppo provvisorio in malta cementizia patinata a finto bronzo raffigurante un tritone, un polipo e un mostro marino aggrovigliati; contemporaneamente vennero realizzati anche i mostri marini, in malta cementizia, che bagnano le naiadi.

Glauco e il delfino

Il gruppo non piacque molto e fu subito ribattezzato 'il fritto misto', venne presto sostituito, su suggerimento dello scultore Monteverde, da Glauco che doma un delfino da cui parte un grande getto d'acqua verticale, realizzato nel 1913. Il gruppo provvisorio, una volta rimosso, venne posto nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II. La fontana finalmente completata fu inaugurata solennemente nel 1914.

La sensuale ninfa dei laghi, Najade

Le quattro gioiose naiadi sono raffigurate mentre giocano con gli animali acquatici che le caratterizzano: un cavallo marino per la Ninfa degli Oceani, un drago per la Ninfa delle Acque Sotterranee, una murena per la Ninfa dei Fiumi e un cigno di lago per la Ninfa dei Laghi.

Ninfa dei fiumi, Ondina

Negli anni venti le statue furono restaurate dalle concrezioni che le rovinavano, lo stesso successe nel 1938, per la visita di Hitler, nel 1952 e nel 1967. Durante i lavori per la realizzazione della stazione della metropolitana della Metro A, 1973-1980, le fontana rimase spenta e la vasca fu smontata.
Un importante restauro conservativo è stato effettuato nel 1997-1998 dalla Sovraintendenza Comunale.

La scatenata ninfa dell'Oceano, Oceanina

La ninfa delle acque sotterranee, adagiata su un drago, Nereide

Nell'agosto del 2018 la fontana è stata chiusa per un problema di infiltrazioni d'acqua nella sottostante stazione della metro A. Nei mesi successivi è stata eseguita la nuova adduzione con tubazione di mandata e ritorno, la revisione completa degli ugelli e della corona superiore e l'impermeabilizzazione della vasca per eliminare le infiltrazioni.
L'11 agosto 2019 la mostra è stata finalmente riattivata.

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