Motovelodromo Appio

Velodromo 1934 mappa

Il Motovelodromo Appio, conosciuto anche come Velodromo o Motovelodromo dei Cessati Spiriti, era un impianto sportivo oggi non più esistente che sorgeva nel Quartiere Tuscolano, lungo Via Appia Nuova all'altezza di Largo dei Colli Albani.
L'origine di questa struttura risale al 1910, all'epoca molto distante dai limiti dell'abitato consolidato di Roma che usciva ancora timidamente oltre Porta San Giovanni.
Il motovelodromo era caratterizzato da un campo da gioco circondato da una pista sopraelevata di 400 metri che poteva ospitare gare tra biciclette e motociclette. Sotto la tribuna erano presenti anche una serie di ambienti adibiti principalmente a spogliatoi e uffici.
Già nel 1912, a due anni dalla realizzazione dell'impianto, qui trovò casa l'Audace Roma, una delle numerose squadre di calcio romane attive in quegli anni, che però si trasferì presto presso lo scomparso Velodromo di Via Salaria e al Campo della Rondinella per poi fare ritorno qui nel 1923.

Inter-Roma Motovelodromo Appio
L'Inter e la Roma in campo al Motovelodromo Appio
Nel 1926 furono effettuati dei restauri che trasformarono l'impianto e permisero alla struttura di ospitare nei suoi spalti circa 10mila spettatori.
Quando nel 1927 venne fondata l'A.S. Roma dalla fusione di una serie di squadre di calcio romane, il primo stadio dove la compagine giallorossa disputò le sue prime partite di calcio fu proprio il Motovelodromo Appio, che qui disputò le gare casalinghe della stagione 1927-1928 e che sempre qui il 17 Luglio 1927 disputò la sua prima gara in assoluto contro la squadra ungherese dell'Ujpest.

Il motovelodromo negli anni cinquanta 

Il motovelodromo divenne negli anni successivi importante punto di riferimento delle gare ciclistiche e motociclistiche, oltre che di partite di calcio, divenendo a tutti gli effetti una delle strutture sportive più attive di Roma. Ospitò inoltre le gare della MATER, la squadra di calcio dell'omonimo gruppo industriale di motori e alimentatori elettrici esistita tra il 1933 e il 1945 che raggiunse anche la Serie B.
Dopo il secondo conflitto mondiale ospitò invece le partite della Chinotto Neri e della FEDIT, la squadra nata dalle sue ceneri.

Targa stradale Via del Velodromo

Nel 1939 il Governatorato di Roma istituì vicino al Velodromo una strada chiamata Via del Velodromo, proprio per la presenza (e l'importanza) della struttura, in un periodo in cui la città si stava gradualmente espandendo in questa direzione.

Velodromo Borghetti
I numerosi borghetti che sorgevano intorno al Velodromo

Dopo la Seconda Guerra Mondiale questa zona, dove le abitazioni si fermavano per lasciare spazio alla campagna, vide la nascita di un ampio numero di borghetti e insediamenti spontanei che ben presto furono abitati da migliaia di persone, alcuni dei quali in terreni pubblici adiacenti al Velodromo, tanto che presero il nome di Borghetto del Velodromo. Tali borghetti con il passare degli anni vennero smantellati.
In vista delle Olimpiadi di Roma del 1960 venne realizzato all'EUR un nuovo velodromo, che prese il nome di Velodromo Olimpico, facendo cadere in disuso il Motovelodromo Appio che di lì a poco venne demolito, lasciando spazio all'espansione del quartiere in quest'area.
A ricordare la storica struttura rimane solamente il nome di Via del Velodromo.

Una delle ultime foto del motovelodromo, poco prima della sua demolizione 

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