Nozze di Vittorio Emanuele di Savoia ed Elena di Montenegro


Le nozze di Vittorio Emanuele di Savoia, Principe di Napoli ed Elena di Montenegro si svolsero il 24 ottobre 1896 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma.
Era stato Vittorio Emanuele a scegliere la Principessa Elena del Montenegro, incontrata per la prima volta alla Biennale d'Arte di Venezia. Il 18 agosto 1896 il Principe Ereditario era andato a chiedere la mano al padre Nicola I di Montenegro.


Il 19 ottobre 1896 i due fidanzati partirono dal Montenegro, assieme al Duca di Genova e ai Principi Mirko, Nikita e alla Principessa Anna e sbarcarono a Bari. Essendo di religione ortodossa Elena fu costretta ad abiurare e a convertirsi alla fede Cattolica, nella Basilica di San Nicola di Bari, il 21 ottobre, ad opera di Monsignor Piscicelli.
Il matrimonio venne organizzato in un tono dimesso a causa della recente sconfitta militare di Adua, non vennero inventate le teste coronate d'Europa, l'unica Regina a venire a Roma fu Maria Pia di Savoia, Regina di Portogallo.


La chiesa prescelta per l'evento fu la Basilica di Santa Maria degli Angeli e venne incaricato l'architetto Giuseppe Sacconi di progettare gli addobbi. 
Sacconi fece scendere dal soffitto dei grandi teli damascati, a coprire l'abside, rimosse l'altare barocco della Cappella di San Bruno e lo collocò al centro, come pala d'altare sistemò una tela con l'Immacolata, ai lati vennero sistemati due arazzi, provenienti dal Palazzo del Quirinale, un baldacchino dorato sormontava l'altare, sei grandi candelabri in metallo dorato vennero fusi per l'occasione e poi lasciati in dotazione alla Basilica.


All'esterno venne posizionato un enorme baldacchino, rivestito di damasco, che sovrastava il padiglione Regio, bordato di quattro enormi panneggi di raso che inquadravano gli stemmi delle due Casate Reali. 
Ai lati dell'ingresso vennero costruite due grandi quinte architettoniche, contenenti delle cornici in cui erano poste due iscrizioni sormontate da un timpano ricurvo.
Nelle rientranze della facciata furono collocati  due enormi pennoni, decorati da erme e girali fogliati, con scudi Savoia sormontati da geni alati.


La piazza fu sistemata con pennoni sormontati da aquile e da drappi.

La carrozza con i Principi di Montenegro

Il 22 ottobre arrivarono alla Stazione Termini i Principi di Montenegro e di Savoia, che vennero accolti da Re Umberto e dalla Corte e scortati in carrozza al Quirinale, dove furono presentati ai Presidenti di Camera e Senato.


La mattina del 24 ottobre, nella Sala da Ballo del Quirinale fu firmato l'atto civile, presenziato dal Presidente del Senato Farini, la Famiglia Reale, gli ospiti, le altre personalità, uscirono in un corteo costituito da sei berline di gran gala, con staffieri in gran montura, precedute da Corazzieri a cavallo. 

Il corteo nuziale in Piazza dell'Esedra

Il corteo attraversò Via Nazionale e arrivò in Piazza delle Terme, alle undici e mezzo del mattino. Da qui gli invitati entrarono nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in cui si erano radunate circa cinquemila persone. 

Berlina davanti alla Basilica (foto Primoli)

Quando i Sovrani entrarono vennero ricevuti dal Rettore della chiesa, Gaspare delle Piane.


All'altare attendeva il Gran Priore Monsignor Piscicelli in abiti pontificali, circondato dal clero palatino, in paramenti solenni. 
Monsignor Anzini accompagnò la Principessa Elena e il Principe di Napoli all'inginocchiatoio. 
Alla sinistra degli sposi presero posto, nel primo banco il Re la Regina, alla destra il Principe Nicola, gli altri principi e principesse erano allineati in un secondo banco, i collari dell'Annunziata Crispi, Cosenz, Farini, Biancheri e Rudinì in un terzo, i ministri e i dignitari della Corte in un quarto.  
Dietro la predella, nella navata centrale si trovavano quattrocento posti per le autorità, sulle tribune laterali erano presenti poi le rappresentanze diplomatiche, delle dell'Esercito e i Sindaci d'Italia.
Testimoni di nozze erano il Duca d'Aosta, il Conte di Torino, il Principe Vittorio Napoleone e il Principe Mirko.


I testimoni sorreggevano sopra il capo degli sposi un ricco velo d'argento, con merletti d'oro, Monsignor Piscicelli dette la benedizione nuziale, benedisse gli anelli e li consegnò agli sposi, poi venne celebrata la messa solenne "pro sponsis" mentre il coro eseguiva brani del Palestrina.


Terminate le nozze il corteo riprese la strada del Quirinale dove venne festeggiato il lieto evento con un pranzo di gala.


Il 25 ottobre il Principe e la Principessa di Napoli si recarono in mattinata alla tomba del Re Vittorio Emanuele II, nel Pantheon, dove vennero ricevuti dal Ministro della Pubblica Istruzione e dal Prefetto, i Principi inginocchiati pregarono innanzi alla tomba, sulla quale fecero deporre una corona di fiori. Dopo aver posto la loro firma sul registro, lasciarono la chiesa accolti dall'acclamazione del popolo.
Il pomeriggio ricevettero al Quirinale i Sindaci dei Comuni del Regno, venuti a Roma e presentati dal Ministro dell'Interno e dal Sindaco di Roma.
La sera fu ricevuto, nella Sala del Trono, il corpo diplomatico, l'Ambasciatore della Repubblica Francese fece la presentazione degli ambasciatori e il signor Wessenberg plenipotenziario dei Paesi Bassi quella dei ministri.


Il 27 ottobre fu organizzata la grande rivista militare a Piazza dell'Indipendenza da parte di Umberto I in onore degli sposi, cui presero parte anche Vittorio Emanuele e il Principe Nicola di Montenegro, a cui assiste anche la Regina. I reparti di cavalleria erano agli ordini dei Generali Mainoni d'Intignano e Radicati di Marmorito.


I festeggiamenti terminarono il 28 ottobre con un grande concerto in onore degli sposi.


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