Porfirio fu una balena di grandi dimensioni vissuta nei mari presso Costantinopoli durante il VI secolo. Tale balena rappresentava un vero problema per l'Impero Romano d'Oriente, dal momento che disturbava le navi di stanza in città, danneggiandole e talvolta affondandole.
Le vicende di Porfirio le conosciamo in primis dalle opere di Procopio di Cesarea, vissuto in quell'epoca, a partire dalla Storia delle Guerre e dalla Storia Arcana, dove cita il cetaceo. Dobbiamo avere chiaro che all'epoca le balene non erano particolarmente conosciute o studiate e ci è per questo difficile capire che genere di animale fosse Porfirio con precisione, non a caso Procopio si riferisce a lui con il termine greco κῆτος, ovvero "mostro marino", da cui solo successivamente sarebbe nata la parola "cetaceo". Sempre stando alle descrizioni di Procopio, Porfirio sarebbe stato 13,7 metri e largo 4,6. Stando a queste indicazioni e a quelle relative al suo comportamento, l'animale marino è stato identificato dai moderni come un capodoglio o un'orca di dimensioni particolarmente grandi. Secondo le ricostruzioni moderne, Porfirio avrebbe raggiunto in giovane età il Mar di Marmara proveniente dall'Egeo, dove non avrebbe fatto ritorno per via delle forti correnti rimanendo a vivere quindi tra il Mar di Marmara e il Mar Nero. In questo periodo, durante il regno dell'Imperatore Giustiniano I (527-565), Porfirio rappresentò un grosso problema per le imbarcazioni di Costantinopoli, causando loro frequenti danni che crearono tra i marinai il terrore per il cetaceo. Furono probabilmente i marinai a dare a questa balena il nome di "Porfirio", e la ragione è dibattuta: alcuni ritengono che avesse un colore almeno in parte simile al vinaccia che ricordasse il porfido, materiale importante nella cultura di Costantinopoli (questa possibilità è stata portata avanti dallo studioso James Allan Stewart Evans), altri per via di Porfirio Calliopas, importante guidatore di carri nelle popolari corse che si svolgevano all'epoca all'Ippodromo di Costantinopoli, e altri per Porfirione, il gigante che nella mitologia greca mosse guerra contro gli Dei Greci.
Porfirio fu attivo per circa 15 anni, creando timori e preoccupazioni al punto che Giustiniano annunciò che avrebbe preso provvedimenti per fermarlo, ma in realtà non escogitò mai alcuna tattica. Dopo 15 anni in cui aveva creato tali preoccupazioni e diversi danni alle imbarcazioni, inseguendo alcuni delfini nel Mar Nero, Porfirio si spiaggiò sulle coste vicino alla foce del fiume Sakarya, nell'Anatolia nord-occidentale. Gli abitanti del luogo presero letteralmente d'assalto il cetaceo, con corde e asce, uccidendolo e tagliandolo a pezzi non senza difficoltà.
Per quanto non sia una vicenda tra le più note dell'epoca, la storia di Porfirio è stata ripresa in più occasioni dai posteri. Nel suo romanzo storico "Belisario", ad esempio, Robert Graves, cita Porfirio in maniera romanzata, raccontando che l'Imperatore Giustiniano, ricevute le lamentele di molti sudditi e della moglie, l'Imperatrice Teodora, affida al generale Belisario il compito di catturare Porfirio, raccontando di una vera e propria battaglia tra le imbarcazioni imperiali e il cetaceo. Tale racconto è stato talvolta citato erroneamente come se fosse un fatto reale.

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