Via Giovanni Battista Martini

La palazzina di Marcello Piacentini
Via Giovanni Battista Martini è una strada del Quartiere Pinciano compresa tra Via Giovanni Paisiello e Piazza Giuseppe Verdi. La strada, una prosecuzione di Via Niccolò Porpora verso Piazza Giuseppe Verdi, fu formalmente istituita nel 1924 e, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate a importanti compositori, fu dedicata a Giovanni Battista Martini (Blogna 1706-Bologna 1784), frate francescano, compositore e teorico della musica.
All'angolo con Piazza Verdi, sorse la Casa dell'Automobile, demolita negli anni '60 per fare spazio a un edificio per uffici opera di Attilio La Padula.
Al civico 6 della strada è presente un'interessante palazzina realizzata nel 1923 da Marcello Piacentini.

Altri siti che ne parlano:
- Via Giovanni Battista Martini - in Roma2Pass

Case a torre di Viale Etiopia




Le Case a torre di Viale Etiopia si trovano lungo l'omonimo viale, situato nella parte del Quartiere Trieste nota come Quartiere Africano, e rappresentano un opera di architettura particolarmente significativa per l'Italia del dopoguerra.
Questo complesso abitativo affonda le radici nel Piano Casa di Amintore Fanfani, che dette importante impulso all'edilizia abitativa a partire dal 1949, e nel Neorealismo architettonico, che caratterizzò alcuni dei principali esempi di edilizia abitativa dell'epoca. Tale stile architettonico si basa sulla ricerca di un modo di abitare che guarda al passato e ritrova molti elementi nella vita di borgo, declinandosi partendo da questo in numerosi esempi anche apparentemente diversi tra di loro ma legati da numerosi tratti comuni.
A commissionare questo intervento fu l'INA Casa, il ramo dell'Istituto Nazionale Assicurazioni creato nel 1949 nell'ambito del Piano Fanfani e che fino al 1963 realizzò 350mila alloggi in tutta Italia. Per il luogo fu scelto Viale Etiopia, una strada all'estremo nord del Quartiere Africano, all'epoca in costruzione.

Viale Etiopia nella mappa dell'IGM del 1950

Nello specifico, l'area prevista era quella compresa tra il viale e Via Tripolitania, mentre la strada dall'altra parte si affacciava sulla ferrovia, e quel lato era all'epoca in parte occupato dalle baracche del Borghetto Nomentano. Tale area, secondo il piano regolatore, sarebbe dovuta essere occupata da edifici di carattere intensivo, e le torri vanno esattamente in questo senso.
A progettare il nuovo complesso fu in primis l'architetto Mario Ridolfi, coadiuvato dal tedesco Wolfgang Frankl e contando anche sul lavoro dell'ingegnere Arrigo Caré.
Ridolfi, sempre nell'ambito dell'INA-Casa, stava lavorando insieme a Quaroni e ad altri architetti al Tiburtino IV, opera radicalmente differente che richiama molto di più quella di un paesino. Nelle torri di Viale Etiopia, il lavoro è molto diverso.

La mappa del progetto

Il progetto di Ridolfi e Frankl è costituito da otto edifici di nove piani, caratterizzati da una struttura a vista di cemento armato dove le logge si alternano a pannelli montati a filo della struttura creando un'armoniosa alternanza di pieni e vuoti.



L'idea del progetto si pone in rottura con i progetti intensivi che si stavano sempre più diffondendo nelle città italiane in quel periodo, soprattutto negli interni, dove distribuisce gli alloggi in maniera più libera rispetto ai modelli schematici che stavano prendendo piede.



L'opera viene realizzata tra il 1951 e il 1954, ma nel 1953 ottiene già una notevole fortuna critica grazie a un articolo pubblicato sulla rivista Casabella da Giancarlo De Carlo, che definisce le torri un'opera "barbarica, robusta, abbandonata all'impeto dei sentimenti".

Le torri di Mario Fiorentino 


Nel 1960 l'architetto Mario Fiorentino, sull'altro lato di Viale Etiopia, realizzarà altri otto edifici a torre, differenti ma che rappresentano un dialogo, così come una continuazione urbana, delle torri di Ridolfi.


Altri siti che ne parlano:

Via di Sacco Pastore


Via di Sacco Pastore è una strada del Quartiere Monte Sacro compresa tra Via Nomentana e Largo Valsugana. Essa venne istituita nel 1937, prendendo il nome dall'omonima tenuta che sorgeva in quest'area posta lungo l'ansa dell'Aniene all'altezza della Via Nomentana.
L'origine del nome risale al Medioevo ed è un'evoluzione di forme precedenti, probabilmente non legate alla presenza di pastori che verosimilmente, come in tutta l'area di Roma prima della sua urbanizzazione, era frequentata da pastori.
Nella zona di Sacco Pastore, proprio limitrofa a questa strada, vennero rinvenuti nel 1929 e nel 1935 due crani risalenti al periodo neanderthaliano, divenuti noti come Uomo di Saccopastore.

Via Marziale


Via Marziale è una strada del Quartiere Trionfale, compresa tra Viale delle Medaglie d'Oro e Piazza Giovenale.
Tale strada venne istituita nel 1925, quando si iniziò a urbanizzare l'altura di Monte Mario. In quell'occasione si decise di dedicare le nuove strade a scrittori latini che non avevano trovato spazio tra i nomi delle strade del Rione Prati, molte delle quali dedicate a letterati dell'Antica Roma.
Questa, nello specifico, venne dedicata a Marco Valerio Marziale (Augusta Bilbilis 38 o 41 dopo Cristo-Augusta Bilbilis 104 dopo Cristo), ritenuto il principale epigrammista della letteratura latina. Tuttavia, tale strada, seppur istituita formalmente tra Viale Tito Livio e Viale del Monte Mario, non trovò effettiva realizzazione. A questa anomalia (più frequente di quanto possa pensarsi nella dinamica toponomastica romana) venne posto rimedio nel 1947, quando Marziale venne risarcito con una nuova strada ricavata dal primo tratto di Via Lattanzio.

Via Andrea Doria



Via Andrea Doria è una strada del Quartiere Trionfale compresa tra Largo Trionfale e Piazzale degli Eroi. 
Le origini di questa strada risalgono all'inizio del XX Secolo, quando nacque il primo nucleo del Quartiere Trionfale: Via Andrea Doria, in quell'occasione, venne pensata come uno degli assi portanti del nuovo quartiere, proseguimento di Viale delle Milizie, ideato per inserirsi nella futura circonvallazione e proseguire poi, arrampicandosi su Monte Mario, come avvenne con la realizzazione successiva del Viale delle Medaglie d'Oro.
In linea con la toponomastica del quartiere, le cui strade sono dedicate a importanti ammiragli e battaglie navali, questa strada prese,  nel 1901, il nome di Via Andrea Doria, in onore del grande ammiraglio genovese (Oneglia 1466-Genova 1560).


Questa zona fu caratterizzata dalla costruzione di alloggi popolari, fatti per ospitare un ceto principalmente operaio, costituito in gran parte dai fornaciari che lavoravano soprattutto nella zona di Valle Aurelia.

Via Andrea Doria nel 1925

In questa strada sorsero dunque diversi edifici popolari di interesse architettonico, cui si affiancò presto, negli anni Venti, il Cinema Doria, opera di Innocenzo Sabbatini, autore anche di diversi edifici del quartiere.
Nel 1927 venne realizzato sulla strada l'interessante edificio per abitazioni per gli impiegati del Governatorato, opera di Luigi Ciarrocchi e Mario De Renzi.
Nella strada è poi presente una targa che ricorda gli abitanti del Quartiere Trionfale caduti nella Prima Guerra Mondiale.
Via Andrea Doria è storicamente sede del Mercato Trionfale e dei festeggiamenti della festa di San Giuseppe il 19 Marzo: a pochi metri dalla strada è infatti presente la Basilica di San Giuseppe al Trionfale.
Tra il 2003 e il 2009 è stata realizzata, sull'arteria, la nuova moderna sede del Mercato Trionfale.



Targa del circolo Giustizia e Libertà di Via Andrea Doria


La targa in questione si trova in Via Andrea Doria, nel Quartiere Trionfale, in corrispondenza del Circolo Giustizia e Libertà, dedicato a Fernando Norma. Tale circolo è gestito dall'organizzazione erede del movimento liberal-socialista antifascista che contribuì alla Resistenza.

Via Ruggero di Lauria


Via Ruggero di Lauria è una strada del Quartiere Trionfale, compresa tra Via Andrea Doria e Via Sebastiano Veniero. Tale strada venne istituita nel 1914 e, in linea con la toponomastica locale che vede le strade dedicate a battaglie navali e grandi ammiragli, venne dedicata a Ruggiero di Lauria (Lauria o Scalea 1250-Concentaina 1305), ammiraglio al servizio dei sovrani aragonesi.