La targa in questione si trova a Parigi, nel V Arrondissement, in Rue Lhomond, e ricorda l'Abate Franz Stock (Neheim 1904-Parigi 1948), sacerdote tedesco venerato dalla Chiesa Cattolica come Servo di Dio, che tra il 1941 e il 1944 lavorò come cappellano del carcere della Santé, aiutando i prigionieri politici e di guerra arrestati dai Nazisti che occupavano Parigi, facendo da tramite tra loro e l'esterno per l'invio di messaggi attraverso i quali riuscì a evitare numerosi arresti.
Via Gregoriana
Via Gregoriana è una strada del Rione Campo Marzio, compresa tra Via Capo Le Case e Piazza della Trinità dei Monti. Fino al XVI Secolo questa parte di Roma era molto poco abitata, come dimostrano una serie di toponimi di strade limitrofe a Via Gregoriana: Sant'Andrea delle Fratte, Capo le Case, tutti riferimenti al fatto che ci si trovava ai confini dell'abitato.
L'urbanizzazione della zona nella prima metà del XVI Secolo, con la rettifica delle tre strade che compongono il Tridente, aveva portato alla questione urbanistica del raggiungimento del Pincio, dominato dalla Chiesa della Trinità dei Monti.
Fu così che Domenico Fontana realizzò, dove oggi sorge Via Gregoriana, una scalinata che, tuttavia, Papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585) preferì sostituire con una più comoda nuova strada in occasione dell'Anno Santo del 1575, in modo da rendere il percorso più agevole ai pellegrini.
In onore del Pontefice, la nuova strada prese il nome di Via Gregoriana.
Pochi anni dopo la funzione di questa strada venne ridimensionata dalla realizzazione della nuova Via Sistina, voluta da Papa Sisto V Peretti (1585-1590), che permise di collegare il modo diretto Santa Maria Maggiore al Pincio.
La realizzazione della nuova strada e il conseguente ridimensionamento del ruolo di Via Gregoriana trasformarono quest'ultima in una strada tranquilla posta in una suggestiva posizione, che di lì a poco avrebbe attirato numerosi artisti.
Il primo artista che volle costruire qui la sua dimora fu Federico Zuccari, che azzardò la costruzione di un suggestivo e bizzarro edificio, ispirato in parte ai giardini di Bomarzo, come si nota dall'ingresso che richiama il viso di un mostro. Tale edificio, il cui originario progetto venne ridimensionato, non era ancora stato completato alla morte dello Zuccari nel 1609, e venne lasciato agli artisti dell'Accademia di San Luca. Quello che sembrava il capriccio di un'artista aveva in realtà fatto, volutamente o no, da apripista per le dimore degli artisti in questa strada.
Via Gregoriana, caratterizzata, da una posizione panoramica e suggestiva e, all'epoca, particolarmente amena, sorgendo di fatto ai margini dell'abitato ma a un passo dalla sempre più importante area del Tridente, rappresentò ben presto un luogo ideale per la dimora e il soggiorno di numerosi artisti, letterati e uomini di cultura.
Oltre allo Zuccari (ricordato in una targa sul lato del palazzo affacciato su Via Sistina), nella sua Casa dei Mostri vissero, nel corso dei secoli, Angelica Kauffman, Josef Joachim Winckelmann, Jacques-Louis David, Joshua Reynolds, Pietro Bracci, Friedrich Overbeck e molti altri. In altri edifici della strada vissero invece Francesco da Volterra (al civico 5), Pasquale Stanislao Mancini (al 22), Nicolas Poussin, Ferdinand Gregorovius, Jean-Auguste Dominique Ingres (ricordato peraltro da una targa), Luigi Canina, Alberto Thorvaldsen, Giovanni Battista Piranesi (questi tre ricordati in una targa sul lato del palazzo affacciato su Via Sistina), Salvator Rosa e Gabriele d'Annunzio, che in questa strada scrisse il Giovanni Episcopo e che ambientò nel Palazzo Zuccari parte del suo Il Piacere. Sarebbe bello vedere ricordati nella strada con apposite targhe anche gli artisti e i personaggi illustri che attualmente non sono ricordati da un'apposita epigrafe.
La Casa dei Mostri dello Zuccari è attualmente sede della Biblioteca Hertziana, importante luogo di ricerca dedicato al mondo dell'arte. Sotto all'edificio sono presenti inoltre alcuni resti della Villa di Lucullo, che si estendeva in quest'area al tempo dell'Antica Roma.
Oltre ad alcuni interessanti palazzi secenteschi (posti ai civici 34 e 36), e il coevo Palazzo Tomati, sulla strada si possono vedere l'ottocentesca Casa Bystrom e il Palazzetto Lovatti, risalente al 1859, e il Palazzetto e Villino Stroganoff.
All'angolo con Via Capo Le Case è presente un'Edicola Mariana.
San Gregorio dei Muratori
La Chiesa di San Gregorio dei Muratori si trova in Via Leccosa, nel Rione Campo Marzio.
Originariamente in quest'area sorgeva l'antica Chiesa di Santa Martina, sicuramente già esistente nel 1236, che nel 1516, annessa al capitolo di San Lorenzo in Lucina, fu concessa alla Compagnia e Università dei Muratori, annessa al capitolo.
Proprio in quello stesso periodo, numerose aree della zona vennero acquistate da muratori e architetti lombardi, provenienti in primis da Como, Varese e Caravaggio: fu così che nel 1527 l'Università dei Muratori decise di realizzare qui una nuova Chiesa, dedicata a San Gregorio Magno, Santo Patrono dei Muratori.
Nel 1615 la giurisdizione sull'edificio passò alla Cappella Borghese di Santa Maria Maggiore, e sappiamo che il Cardinale Marcello Lante, molto attivo nel restauro e nel rinnovamento delle Chiese di Roma, era stato particolarmente vicino anche alla Confraternita che sosteneva questa Chiesa. Alla sua morte nel 1652 gli subentrò in questo ruolo il Cardinale Giacomo Rospigliosi.
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| Incisione raffigurante il Porto di Ripetta opera di Giovanni Battista Piranesi. Su un lato si vede la facciata di San Gregorio dei Muratori realizzata dallo Specchi |
Nel 1801 l'Università dei Muratori venne soppressa, ma la Chiesa continuò a essere il luogo di riferimento dell'Arciconfraternita dei Muratori, che continuò a occuparsene al punto da operare alcuni restauri nel 1862. Successivamente, tuttavia, tale Confraternita gradualmente diminuì la propria attività, al punto che nel 1912 la Chiesa fu chiusa.
Tra il 1928 e il 1929 la zona, già sconvolta per la realizzazione del lungotevere, vide la realizzazione del nuovo Palazzo Marescalchi, opera di Felice Nori, che minacciò pesantemente la sopravvivenza della Chiesa di San Gregorio dei Muratori. Alla fine il progetto incluse la Chiesa all'interno del nuovo palazzo, mantenendo così l'interno e una parte di facciata, su cui campeggia il dipinto raffigurante l'Apparizione di San Gregorio Magno ai membri della Confraternita, risalente al 1664. La facciata sul porto di Ripetta dello Specchi venne invece demolita.
L'interno della Chiesa, oggi alterato dalla presenza di due pilastri che servono a mantenere la struttura di Palazzo Marescalchi, ospita una serie di affreschi raffiguranti gli Episodi salienti della vita di San Gregorio.
Vicolo del Monticello
Vicolo del Monticello è una strada del Rione Trevi, compresa tra Largo Pietro di Brazzà e Piazza della Pilotta. Il nome della strada, come è evidente passandovi, è dovuta al dislivello del terreno, che come riportato dallo studioso di toponomastica romana Benedetto Blasi potrebbe coprire un antico monumento. Altri ritengono che il "monticello" possa essere un sussulto del colle Quirinale.
La strada si presenta come una delle poche strade silenziose del Rione Trevi.
Iscrizioni in memoria dell'incontro tra San Giovanni XXIII e l'Arcivescovo di Canterbury
Ai lati del portale d'ingresso della Chiesa Episcopale di San Paolo entro le Mura (o Saint Paul Within the Walls), in Via Nazionale, nel Rione Castro Pretorio, sono presenti due iscrizioni, una in lingua inglese e l'altra in lingua italiana, che ricordano come il portale in bronzo commemori l'incontro del 1960 tra Papa San Giovanni XXIII Roncalli (1958-1963) e l'Arcivescovo di Canterbury Geoffrey Fisher presso la Città del Vaticano.
Targa in memoria di Pio XII
La targa in questione si trova all'interno dell'edificio del Collegio Romano, oggi sede del Liceo Ennio Quirino Visconti, in Piazza del Collegio Romano, nel Rione Pigna, e ricorda Papa Pio XII Pacelli (1939-1958), che presso questo liceo studiò.
Busto di Anna Magnani
In una nicchia lungo Via della Pelliccia, nel Rione Trastevere, è presente un busto della celebre attrice Anna Magnani (Roma 1908-Roma 1973). Esso è stato realizzato nel 2019, ed è opera dello scultore Gianluca Bagliani. Sotto al busto è presente una targa con scritto "A Mamma Roma", e la data del 25 Ottobre 2019, data dell'inaugurazione della scultura.
Il riferimento a "Mamma Roma", film di Pier Paolo Pasolini che vede Anna Magnani come protagonista nel ruolo di Roma Garofolo, appunto chiamata "Mamma Roma", rende ancora più stretto il legame tra Nannarella - come veniva chiamata Anna Magnani - e Trastevere, in cui il film è in gran parte ambientato.
Nel Marzo del 2024, tuttavia, ignoti vandali hanno divelto il busto dell'attrice dalla nicchia, che è stata ritrovata nei dintorni da una pattuglia della polizia locale: al 2025 la nicchia si presenta ancora vuota dopo tale sfregio.
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