Case ATER di Ponte di Nona



Le case ATER di Ponte di Nona si trovano in Via Caterina Usai, nella parte Zona Lunghezza conosciuta, appunto, come Ponte di Nona. L'origine di queste case popolari risale al 1988, quando venne stipulato un accordo tra Regione Lazio ed Istituto Autonomo Case Popolari per la loro realizzazione.
La loro costruzione, tuttavia, ebbe inizio solo nel 2005, con un progetto affidato all'architetto Paolo Portoghesi.
Le case accolgono in tutto 112 appartamenti, di dimensioni comprese tra i 45 ed i 95 metri quadrati.
L'architetto, noto per il suo studio del barocco e per introdurre alcuni elementi di questa arte nell'architettura contemporanea, si è voluto ispirare agli edifici della Garbatella e di Testaccio, realizzati in parte non a caso quando era in voga il cosiddetto "barocchetto Romano", una rielaborazione del barocco tipica dell'architettura della Capitale.


Le case di Via Usai, infatti,
proprio come alla Garbatella dispongono di uno spazio di fronte adibito a giardino, sono dotate di arcate, abbaini e cornici marcapiano tradizionali.

Targa in memoria di Giuseppe Valadier


La targa in questione si trova in Via del Babuino, nel Rione Campo Marzio, e ricorda l'architetto Giuseppe Valadier (Roma 1762 - Roma 1839), che presso questa casa visse fino alla morte.
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 1873.

Targa in memoria della proprietà degli Aldobrandini


La targa in questione si trova nel cortile di un Palazzo di Via dei Banchi Nuovi, nel Rione Ponte, e ricorda come il Palazzo fino al 1811 sia stato di proprietà della famiglia Aldobrandini.

Santa Maria del Buon Consiglio (già San Pantaleo ai Monti)


La Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio (già San Pantaleo ai Monti) si trova in Via del Buon Consiglio, nel Rione Monti. Le sua origini risalgono al Pontificato di Papa Pasquale II (1099-1118), quando la chiesa venne realizzata - con il nome di San Pantaleo ai Monti) nell'area della Suburra, dove secondo la tradizione vennero traslate le reliquie di San Pantaleo, provenienti da Nicomedia.
Nel XVIII Secolo Papa Clemente XII Corsini (1730-1740) affidò il luogo di culto all'Arciconfraternita della Dottrina Cristiana. Nel 1748, invece, Papa Benedetto XIV Lambertini (1740-1758) la affidò all'Arciconfraternita della Beata Vergine del Buon Consiglio. E' proprio sotto questa nuova Arciconfraternita che la Chiesa assume il nome di Santa Maria del Buon Consiglio e viene radicalmente restaurata.
Il nuovo aspetto, ovvero quello attuale, consiste da una facciata a capanna con un piccolo portale sovrastato da una scritta dedicata alla Madonna del Buon Consiglio e i Santi Martiri Pantaleo e Biagio. All'interno, a pianta rettangolare, si trovavano due cappelle, una delle quali ospitava la copia della Sacra Immagine di Maria che si venerava nella Chiesa di Genazzano, ove è stata trasferita.
La Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio, infatti, risulta ad oggi sconsacrata. Dal 1988 ospita la sede dell'ACSE (Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi), nata con l'intento di aiutare gli stranieri ad integrarsi in Italia.

Targa del monnezzaro di Via dei Reti


La targa del mondezzaro di Via dei Reti, nella zona del Quartiere Tiburtino nota come San Lorenzo, fa parte delle imitazioni recenti delle storiche targhe di questo tipo. Per quanto la data riportata sia quella del 12 Novembre 1735, design, materiale e collocazione fanno capire chiaramente che si tratti di una copia successiva.

Zone Urbanistiche di Roma

Le zone urbanistiche di Roma:

Municipio I
1A Centro Storico
1B Trastevere
1C Aventino
1D Testaccio
1E Esquilino
1F XX Settembre
1G Celio
1X Zona Archeologica
17A Prati
17B Della Vittoria
17C Eroi

Municipio II
2A Villaggio Olimpico
2B Parioli
2C Flaminio
2D Salario
2E Trieste
2X Villa Borghese
2Y Villa Ada
3A Nomentano
3B San Lorenzo
3X Università
3Y Verano

Municipio III
4A Monte Sacro
4B Val Melaina
4C Monte Sacro Alto
4D Fidene
4E Serpentara
4F Casal Boccone
4G Conca d'Oro
4H Sacco Pastore
4I Tufello
4L Aeroporto dell'Urbe
4M Settebagni
4N Bufalotta
4O Tor San Giovanni

Municipio IV
5A Casal Bertone
5B Casal Bruciato
5C Tiburtino Nord
5D Tiburtino Sud
5E San Basilio
5F Tor Cervata
5G Pietralata
5H Casal de' Pazzi
5I Sant'Alessandro
5L Settecamini

Municipio V
6A Tor Pignattara
6B Casilino
6C Quadraro
6D Gordiani
7A Centocelle
7B Alessandrina
7C Tor Sapienza
7D La Rustica
7E Tor Tre Teste
7F Casetta Mistica
7G Centro Direzionale Centocelle
7H Omo

Municipio VI
8A Torre Spaccata
8B Torre Maura
8C Giardinetti - Tor Vergata
8D Acqua Vergine
8E Lunghezza
8F Torre Angela
8G Borghesiana
8H San Vittorino

Municipio VII
9A Tuscolano Nord
9B Tuscolano Sud
9C Tor Fiscale
9D Appio
9E Latino
10A Don Bosco
10B Appio-Claudio
10C Quarto Miglio
10D Pignatelli
10E Lucrezia Romana
10F Osteria del Curato
10G Romanina
10H Gregna
10I Barcaccia
10L Morena
10X Ciampino

Municipio VIII
11A Ostiense
11B Valco San Paolo
11C Garbatella
11D Navigatori
11E Tor Marancia
11F Tre Fontane
11G Grottaperfetta
11X Appia Antica Nord
11Y Appia Antica Sud

Municipio IX
12A Eur
12B Villaggio Giuliano
12C Torrino
12D Laurentino
12E Cecchignola
12F Mezzocamino
12G Spinaceto
12H Vallerano Castel di Leva
12I Decima
12L Porta Medaglia
12M Castel Romano
12N Santa Palomba
12X Tor di Valle

Municipio X
13A Malafede
13B Acilia Nord
13C Acilia Sud
13D Palocco
13E Ostia Antica
13F Ostia Nord
13G Ostia Sud
13H Castel Fusano
13I Infernetto
13X Castel Porziano

Municipio XI
15A Marconi
15B Portuense
15C Pian Due Torri
15D Trullo
15E Magliana
15F Corviale
15G Ponte Galeria

Municipio XII
16A Colli Portuensi
16B Buon Pastore
16C Pisana
16D Gianicolense
16E Massimina
16F Pantano di Grano
16X Villa Pamphilj

Municipio XIII
18A Aurelio Sud
18B Valcannuta
18C Fogaccia
18D Aurelio Nord
18E Casalotti di Boccea
18F Boccea

Municipio XIV
19A Medaglie d'Oro
19B Primavalle
19C Ottavia
19D Santa Maria della Pietà
19E Trionfale
19F Pineto
19G Castelluccia
19H Santa Maria di Galeria

Municipio XV
20A Tor di Quinto
20B Acquatraversa
20C Tomba di Nerone
20D Farnesina
20E Grotta Rossa Ovest
20F Grotta Rossa Est
20G Giustiniana
20H La Storta
20I Santa Cornelia
20L Prima Porta
20M Labaro
20N Cesano
20O Martignano
20X Foro Italico

Jean-Leon Gerome

Autoritratto di Jean-Leon Gerome, 1886

Jean Leon Gerome (Vesoul 1824 - Parigi 1904) è stato un pittore francese. Anche se a Roma non vi sono sue opere, come uomo e come artista è stato molto legato alla Città Eterna, che ha visitato e che ha ispirato notevolmente il suo lavoro, come è facilmente intuibile guardando diverse opere.
Il suo viaggio avvenne a partire dal 1843, quando non aveva neanche 20 anni e da circa tre anni aveva lasciato Vesoul, la sua città natale situata nel dipartimento dell'Haute-Saone, in Borgogna, e si era trasferito a Parigi, per studiare la pittura presso l'artista Paul Delaroche.
In quell'occasione, viaggiò in Italia, visitando Roma, Pompei, Firenze, come era abbastanza frequente all'epoca per i giovani artisti e letterati. La ricerca, come prima di lui avevano fatto molti artisti romantici, era quella di conoscere quei luoghi che avevano scritto la storia dell'Europa e ritrovarne alcuni aspetti incontaminati. L'Italia, ancora non industrializzata come altri paesi europei, manteneva in parte questo aspetto, ma Gerome trovò fonte d'ispirazione nella penisola. Al ritorno da questo viaggio, continuò a studiare presso l'atelier del pittore Charles Gleyre.
Di ritorno, come quasi tutti gli artisti francesi, cercò di concorrere per il Prix de Rome, il celebre premio che permetteva ai giovani artisti di soggiornare a spese della Francia a Roma per specializzarsi nelle loro arti. Gerome, tuttavia, non riuscì a vincerlo, dal momento che il suo modo di rappresentare la figura umana non fu considerato all'altezza.
Proprio per questa ragione, l'artista decise di dipingere l'opera Il combattimento tra galli, ambientata nel golfo di Napoli, ai tempi della Magna Grecia. L'opera, in stile "Belle Arti", come era molto diffuso nella pittura "da Salon" dell'epoca, richiama molto la pittura Neogreca di Henri Pierre Picou e Jean-Louis Amon, formatisi anche loro presso Gleyre.

Il combattimento tra galli (1846), Musee d'Orsay, Parigi
Questa opera fu presentata al Salon del 1847 e ricevette una calorosa accoglienza, tanto da ottenere una medaglia di terza classe. Questo successo portò piano piano Gerome ad abbandonare l'idea di concorrere per il Prix de Rome e concentrarsi sulla sua crescente fama in Francia. L'anno successivo, infatti, ottenne una medaglia di seconda classe al Salon, grazie alle opere La Vergine con Gesù Bambino e San Giovanni ed Anacreonte, Bacco e Cupido.
L'importante influenza dell'Italia su Gerome si può vedere notevolmente nel soggetto dell'opera Michelangelo nel suo studio, realizzata nel 1849, quando l'artista produce anche il Ritratto di donna conservato presso il Museè Ingres.

Interno greco o Il Gineceo (1850), Collezione privata New York

Nel 1852 la fama di Gerome crebbe ulteriormente, quando decorò un vaso che Napoleone III donò successivamente al Principe Alberto d'Inghilterra e che oggi è conservato presso la Royal Collection del Saint James's Palace di Londra.
Nel 1852 l'influenza che aveva subito nel conoscere una città come Roma fu messa in atto per un'importante commissione, giuntagli dal nobile Alfred Emilien Comte de Nieuwerkerke, Sovrintendente delle Belle Arti della corte di Napoleone III. Si trattava di una tela di notevoli dimensioni ambientata nell'Antica Roma, L'Età di Augusto. La Nascita di Cristo.
In questa opera, Gerome unisce scene dell'epoca augustea e la nascita di Cristo, avvenuta proprio sotto Augusto.
In questo periodo, l'artista realizza anche altre opere legate all'Italia, come Paestum e Souvenir d'Italie.
Nel 1853 Gerome iniziò a intraprendere alcuni viaggi verso oriente. Molti autori di quel tempo, soprattutto quelli che cercavano maggiormente temi simili a quelli dei romantici, intrapresero viaggi verso oriente e verso il Nordafrica per cercare realtà che fossero diverse e che in qualche modo preservassero uno stile di vita più "antico" di quello dell'Europa Occidentale.
Gerome si recò dunque a Costantinopoli, insieme all'attore Edmond Got. L'anno successivo intraprese un nuovo viaggio in Grecia e Turchia, passando anche per le sponde del Danubio.
Questi viaggi arricchirono il repertorio del pittore che iniziò a dipingere opere anche in stile orientalista.
Nel 1853, mentre era a Parigi, stabilì il proprio studio in Rue-Notre-Dame-des-Champs, nel cosiddetto Boite a The, una serie di studi che ospitava anche altri grandi nomi della scena creativa del tempo, dai compositori Brahms, Berliotz e Rossini, agli scrittori Theofile Gautier ed Ivan Turgenev, che ruotavano tutti intorno alla figura di Georges Sand.
Nel 1854, presso la Chiesa di Saint Severin, Gerome realizzò L'Ultima Comunione di San Girolamo.
Nel 1855, in occasione dell'esposizione universale, l'artista espose numerose sue opere.
Un nuovo viaggio compiuto nel 1857 portò Gerome in Egitto, aumentando il suo interesse per l'arte orientalista.
Le sue nuove opere riscontrarono un notevole successo al Salon del 1857, tenendo alta la reputazione del pittore francese al quale, nel 1858, il Principe Napoleon Joseph Charles Paul Bonaparte incaricò di decorare la propria villa in stile pompeiano.
In questi anni, nonostante i nuovi influssi orientalisti, Gerome non smise di dipingere soggetti fortemente ispirati al mondo romano, come Cesare, del 1859. Non è un caso che in questo periodo tornerà a moduli maggiormente rigidi e classicheggianti, come ad esempio in Frine di fronte all'Aeropago. Tuttavia, anche a fronte di una pittura francese che guardava in quegli anni a nuovi linguaggi, Gerome ricevette le sue prime anche se isolate critiche al Salon del 1861.

Frine di fronte all'Aeropago (1861), 
In quegli anni, Gerome sposò Marie Goupil, con cui si trasferì a vivere in Rue de Bruxelles, dove aprì un suo atelier in autonomia.

Cesare e Cleopatra (1866), collezione privata
Il mercato delle schiave, 1871
Dopo aver tentato di entrarvi per quattro volte, nel 1865 Gerome venne eletto membro dell'Institute de France. Nel 1867, inoltre, fu nominato Ufficiale della Legione d'Onore, nel 1869 membro della Royal Academy e membro dell'Ordine dell'Aquila Rossa e fu persino invitato all'inaugurazione del Canale di Suez.

Pollice Verso (1872), Phoenix Art Museum
Anche negli anni successivi a questo periodo continuò a dipingere alcune opere considerate di livello molto alto, come L'Eminenza grigia del 1873. Sempre in quegli anni, Gerome iniziò a cimentarsi anche nella scultura, riportando in forma scultorea numerosi dei suoi dipinti.
Con l'irruzione nella scena pittorica francese di Manet e, successivamente, degli Impressionisti, Gerome, diversamente da altri artisti di stampo classicista e realista, disse del primo che "non è poi così male".
Nel 1896 dipinse La Verità esce dal pozzo, uno dei suoi più celebri dipinti in cui vuole mettere in evidenza la contrapposizione tra realtà ed illusione. Nel 1902, riguardo questo dipinto - dalle fattezze molto realiste come tutta l'opera - disse che la fotografia aveva finalmente fatto uscire la verità dal pozzo.

La Verità esce dal pozzo (1896)
Gerome morì nel 1904 nel suo studio di Parigi. Chiese una cerimonia molto semplice per il suo funerale, e così fu, anche se numerose autorità vi presero parte. Fu sepolto al cimitero di Montmartre, a Parigi.