Targa della Colonna dei Santi Pietro e Paolo
La targa in questione si trova all'interno del Carcere Mamertino, in Via del Tulliano, nel Rione Campitelli, a ridosso della Colonna cui furono tenuti incatenati i Santi Pietro e Paolo e dalla quale convertirono i Santi Processo e Martiniano, custodi del carcere, ed altre 46 persone, battezzandoli con dell'acqua sgorgata miracolosamente.
Targa in memoria dei detenuti giustiziati del Carcere Mamertino
La targa in questione si trova all'interno del Carcere Mamertino, in Via del Tulliano, nel Rione Campitelli, e ricorda una serie di personaggi che sono stati detenuti e giustiziati in questo carcere ai tempi dell'Antica Roma. Queste persone sono indicate come "vittime dei Trionfi di Roma". Nello specifico, vi compaiono:
- Ponzio Re dei Sanniti, in precedenza vincitore della Battaglia delle Forche Caudine e decapitato nel 290 avanti Cristo.
- Quinto Pleminio, governatore di Locri al tempo di Publio Cornelio Scipione, rimosso dal Senato e suppliziato nel 180 avanti Cristo.
- I seguaci dei Gracchi, qui strangolati nel 123 avanti Cristo.
- Giugurta Re di Numidia, qui lasciato morire per fame nel 104 avanti Cristo.
- Aristobulo II Re dei Giudei, qui decapitato nel 61 avanti Cristo.
- I senatori Romani Lentulo e Cetego insieme ad altri complici di Catilina, qui strangolati nel 60 avanti Cristo.
- Vercingetorige Re della Gallia, qui decapitato nel 49 avanti Cristo.
- Seiano Ministro di Tiberio, qui decapitato nel 31 dopo Cristo.
- Simone di Giora, difensore di Gerusalemme contro Vespasiano e Tito, decapitato nel 70 dopo Cristo.
Targa dell'Ara di Cesare
La targa in questione si trova nel Foro Romano, nel Rione Campitelli, ed indica come lì si trovi l'Ara di Cesare.
Zona Acqua Vergine
La Zona Acqua Vergine è una zona di Roma situata lungo la Via Collatina ed estesa fuori dal Grande Raccordo Anulare, limitata dalla Via Prenestina a sud e dal Fiume Aniene a Nord. Questa zona ancora oggi conserva intere aree di campagna prive di costruzioni, mantenendo inalterato il suo aspetto originario.
Il nome della zona è dovuto alla sorgente dell'acquedotto dell'Acqua Vergine, che si trova in questa zona, nell'area nota come Salone. A questo proposito, dalla Collatina, in questa zona, è ben visibile la torre Piezometrica di Salone, realizzata negli anni '30 del XX Secolo come parte del progetto di rinnovamento dell'acquedotto Vergine.
Negli anni '60-'70 sono nati diversi insediamenti spontanei, come il Colle della Mentuccia, poi divenuto più noto come Colle Prenestino, e il Colle della Valentina.
Chiese:
San Patrizio
Siti archeologici:
Acquedotto dell'Aqua Vergine
Casali:
Casale di Salone
Torri Piezometriche:
Torre Piezometrica di Salone
Il nome della zona è dovuto alla sorgente dell'acquedotto dell'Acqua Vergine, che si trova in questa zona, nell'area nota come Salone. A questo proposito, dalla Collatina, in questa zona, è ben visibile la torre Piezometrica di Salone, realizzata negli anni '30 del XX Secolo come parte del progetto di rinnovamento dell'acquedotto Vergine.
Negli anni '60-'70 sono nati diversi insediamenti spontanei, come il Colle della Mentuccia, poi divenuto più noto come Colle Prenestino, e il Colle della Valentina.
Chiese:
San Patrizio
Siti archeologici:
Acquedotto dell'Aqua Vergine
Casali:
Casale di Salone
Torri Piezometriche:
Torre Piezometrica di Salone
Il tram proposto tra Piazza Vittorio Emanuele II e Largo Corrado Ricci
Il 19 Aprile 2017 la Commissione Mobilità del Comune di Roma, presieduta dal Consigliere Enrico Stefano (Movimento Cinque Stelle) ha svolto una riunione insieme ai tecnici dell'Agenzia per la Mobilità per valutare le linee tramviarie da realizzare a Roma nei prossimi anni. Di queste, solamente una ha visto la commissione parlare di fattibilità e tempi: quella tra Piazza Vittorio Emanuele II e Largo Corrado Ricci, da poi prolungare fino a Piazza Venezia portando di atto a collegare a livello tramviario l'8 con la Stazione Termini, un progetto di cui si parla, con tutte le varianti del caso, dagli anni '90.
La novità è la scelta del percorso. Più volte si era parlato di Via Nazionale, poi di Via Cavour. Questa volta si è presa in considerazione invece Via Giovanni Lanza e solamente il tratto finale di Via Cavour, portando di fatto la linea a connettersi presso Piazza Vittorio Emanuele II con le già esistenti 5 e 14 (usando magari gli stessi binari per arrivare a Termini).
Questa linea sarebbe realizzata secondo Stefano orientativamente entro il 2019. Successivamente, un prolungamento attraverso Via dei Fori Imperiali la connetterebbe all'8 in Piazza San Marco entro il 2021.
Secondo Stefano, inoltre, questo progetto non escluderebbe quello che prevede il passaggio di un tram in Via Nazionale.
Le altre tramvie prese in esame, ma su cui la commissione non ha parlato di tempi ed è ancora a uno stato progettuale meno avanzato, sono state quella tra Piazzale del Verano e la Stazione Tiburtina, quella lungo il Viale Palmiro Togliatti e quella tra il Parco della Musica e Piazza Risorgimento lungo Viale Angelico.
Zona Tor Sapienza
La Zona Tor Sapienza si trova tra la Via Prenestina e la Via Collatina, a ridosso del Grande Raccordo anulare. Come molte zone situate lungo le consolari, per molti secoli anche Tor Sapienza fu una zona di campagna.
Qui, nel XIII Secolo, sorse un'importante torre con annessa fortificazione che, acquistata dal Cardinale Domenico Capranica nel 1457 il quale la affidò agli studenti del Collegio di San Girolamo di Perugia che la rinominarono "Sapienza Nuova". La torre, da quel momento, divenne per tutti Tor Sapienza e dette il nome alla zona.
Sempre nel XIII Secolo, nella zona era stata costruita una torre che da un bassorilievo lì presente prese il nome di Tor Tre Teste, costruita presso la piccola Chiesa di Sant'Anna lungo la Prenestina.
Nella stessa area, nel XIV Secolo i Boccamazzi avevano costruito il proprio casale, noto come Casale Bucchamatiis.
Nel XX Secolo, nella zona iniziò a nascere una borgata rurale. L'origine dell'insediamento risale al 1923, quando il capostazione del vicino casello di Tor Cervara, il molisano Michele Testa, dette vita alla Cooperativa Tor Sapienza per l'Edilizia Popolare Rurale e che quell'anno realizzò 25 abitazioni. Nel 1929, Testa venne mandato al confino in quanto antifascista.
Il Fascismo, nonostante la differenza di vedute politiche con Testa, promosse però uno sviluppo della borgata, acquistando alcuni terreni dalla duchessa Rufina Lancillotto Grazioli su cui costruì nuovi edifici, tra cui la scuola Arnaldo Mussolini, dopo il Fascismo ribattezzata Gioacchino Gesmundo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la torre che da il nome alla zona venne usata come deposito di munizioni e durante la ritirata tedesca venne fatta saltare in aria, danneggiandola gravemente. Il suo restauro avvenne solamente negli anni Novanta.
Negli anni '70 nella zona venne costruito dall'IACP un grande complesso popolare lungo Via Morandi che portò un gran numero di nuovi abitanti all'area, fino a quel momento caratterizzata ancora da uno sviluppo non intensivo e da caratteristiche agresti.
Nel 2014 numerosi abitanti hanno dato vita a una protesta contro la presenza nella zona di un centro per ospitare minori stranieri non accompagnati.
La zona attualmente è caratterizzata anche da una forte presenza di organizzazioni sportive. Per il calcio ci sono infatti l'ASD Tor Sapienza e la Pro Calcio Tor Sapienza, entrambi militanti in Eccellenza, e lo Sporting Tor Sapienza, che milita invece nel campionato Juniores Primavera. Per la pallavolo, c'è invece l'SSD Pallavolo Tor Sapienza, militante nella B maschile e nella B2 femminile, insieme anche al Volley Friends, militante invece in B2.
Chiese:
Sant'Anna a Tor Tre Teste
San Cirillo Alessandrino
Nostra Signora di Czestochowa
San Vincenzo De' Paoli
Torri:
Tor Sapienza
Tor Tre Teste
Scuole:
Scuola Giacchino Gesmundo
Architetture Civili:
Complesso IACP di Tor Sapienza
Via Crucis di San Pietro in Montorio
Lungo l'intera Via di San Pietro in Montorio, nel Rione Trastevere, è presente una Via Crucis composta di 14 pannelli di terracotta raffiguranti ognuno una stazione. L'origine di questa Via Crucis risale al 1731, quando la tortuosa salita al Gianicolo venne arricchita di una serie di pannelli raffiguranti appunto la Via Crucis su iniziativa di Giovanni Angelo Gregori e Francesco Antonio Costa. In questo modo, la Passione di Cristo - raffigurata appunto nelle 14 stazioni - ed il martirio di San Pietro - ricordato dalla vicina Chiesa di San Pietro in Montorio - venivano messe in stretta correlazione.
La prima Via Crucis che fu realizzata in questa strada era con tutta probabilità un'opera molto semplice, nel tipico stile della devozione popolare.
Nel 1873, quando lo stato Italiano che aveva da tre anni preso possesso di Roma espropriò numerose proprietà della Chiesa, il limitrofo ospedale di San Pietro in Montorio e la Chiesa in quegli anni sconsacrata di Sant'Antonio da Padova al Gianicolo non furono da meno, e vennero venduti allo stato spagnolo che vi insediò la propria accademia nazionale.
Fu qui che la Spagna mandava alcuni artisti meritevoli a studiare e lavorare contemplando le bellezze di Roma, proprio come facevano molti altri Paesi, compresa la Francia che ospitava i propri talenti presso Villa Medici.
Nel 1909, due pittori e uno scultore che si trovavano a Roma come pensioneros presso l'Accademia di Spagna, Ortiz Echague, Zaragoza Fernandez e Martin Laurel, vennero incaricati di rinnovare la Via Crucis di San Pietro in Montorio.
Oggi di questo intervento del 1909 non rimane praticamente nulla, solo il rilievo della Vergine Addolorata realizzato dal Laurel e visibile nella curva a gomito della salita. I dipinti, invece, sono andati completamente perduti.
L'aspetto attuale della Via Crucis, infatti, si deve a un intervento avvenuto successivamente. Nel 1957, infatti, l'ambasciatore della Spagna presso la Santa Sede, Fernando Maria Castiella y Maiz, si fece promotore di un restauro dell'opera.
A realizzare tale opera fu lo scultore Carmelo Pastor Pla, che decise di scolpire le stazioni della Via Crucis in terracotta.
Oggi, all'inizio della salita di Via San Pietro in Montorio, è presente una targa commemorativa che ricorda i lavori promossi da Fernando Maria Castiella y Maiz.
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| La Via Crucis di San Pietro in Montorio vista dal basso in un'incisione Ottocentesca |
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