Via dei Vascellari

Via dei Vascellari

Via dei Vascellari è una strada del Rione Trastevere compresa tra Lungotevere Ripa e Via dei Genovesi. Il nome deriva dai vasai e fabbricanti di boccali, i "vasellari", termine divenuto poi "vascellari" ma noti anche come "boccalari" che qui avevano i loro laboratori e che dal XVIII Secolo officiarono la Chiesa di Sant'Andrea dei Vascellari, già nota come Sant'Andrea de Scaphis, presente sulla via e oggi sconsacrata.
La strada aveva uno stretto legame con il Tevere, molto più diretto prima della costruzione dei muraglioni lungo il Fiume e dei lungotevere, e qui avevano la propria sede molti fabbricanti di imbarcazioni e scafi che furono attivi nella zona tra il IX e il XVI Secolo. Non è un caso che la Chiesa presente sulla strada originariamente si chiamasse Sant'Andrea de Scaphis e la strada fosse nota all'epoca come Contrada di Sant'Andrea degli Scafi.
Sulla strada è presente ciò che resta del Palazzo dei Ponziani, risalente al XIV Secolo, che fu la dimora di Santa Francesca Romana, oggi Pia Casa degli Esercizi.
La strada originariamente arrivava al Ponte Rotto, ma la realizzazione dei muraglioni del Tevere cambiò notevolmente quel suo tratto. Nel 1884, infatti, venne demolita la Chiesa di San Salvatore de Pede Pontis, risalente al X o XI Secolo, mentre nel 1940 venne creata Piazza dei Ponziani, che per quanto dal nome e dalla conformazione potrebbe sembrare più antica è in realtà frutto dell'urbanistica recente realizzata contestualmente al vicino Palazzo dell'ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), opera di Cesare Valle realizzato tra il 1937 e il 1939 e oggi sede del Ministero della Salute.
Lungo la strada una targa ricorda il partigiano Omero Ciai.
Sulla strada sono presenti numerosi ristoranti, come Enzo al 29, particolarmente rinomato come si può vedere dalla fila di avventori che viene regolarmente a crearsi, e il pub irlandese The Hole.
 
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Piscina delle Rose

Piscina delle Rose cartello

La Piscina delle Rose è un impianto sportivo situato in Viale America, all'EUR (formalmente, nel Quartiere Europa). Si tratta di una piscina di misura regolamentare (50 metri di lunghezza, 25 di larghezza) realizzata tra il 1958 e il 1960 in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960.
La scelta di realizzare tale piscina ricade nella volontà di creare un polo sportivo nella zona dell'EUR alternativo a quello della zona nord compreso tra il Foro Italico e lo Stadio Flaminio con l'obiettivo di rinforzare e delocalizzare le strutture sportive di Roma. In vista delle Olimpiadi, infatti, si sviluppò in questo senso il quartiere dell'EUR, pensato a fine anni '30 in vista dell'Esposizione Universale E42 che come noto non ebbe mai luogo a causa della Seconda Guerra Mondiale: il quartiere, rimasto incompiuto, vide il progetto rivisto proprio per fare spazio al progetto olimpico.
 
Piscina delle Rose Dawn Fraser
La nuotatrice australiana Dawn Fraser durante un allenamento alla Piscina delle Rose

La Piscina delle Rose fu dunque pensata in una posizione estremamente vicina al Laghetto dell'EUR e per le Olimpiadi fu destinata a ospitare gli allenamenti degli atleti degli sport acquatici e alcune gare della fase a gironi del torneo di pallanuoto. L'obiettivo, in ogni caso, fu anche quello di fornire alla cittadinanza e al quadrante di Roma Sud una nuova struttura natatoria per dopo le Olimpiadi.
La piscina venne progettata dall'architetto Sergio Buonamico e dagli ingegneri Guido Gigli e Giorgio Biuso che realizzarono un impianto in cemento armato centrato su una vasca regolamentare lunga 50 metri e larga 25 con una tribuna fissa da 2mila posti. In occasione dei Giochi, fu aggiunta una seconda tribuna provvisoria da 1.850 posti.
Adiacente alla piscina venne realizzata una struttura con un solarium caratterizzato da decorazioni composte da rose e fiori, che dettero il nome all'impianto. Il prezzo per la realizzazione dell'impianto fu di 90 milioni di Lire.
Nel 2007, l'Ente EUR (proprietario della struttura) fece dei lavori di ammodernamento che consistettero nella realizzazione di una piscina coperta e di un ristorante. Alla piscina delle rose ha sede un club di canottaggio e canoa attivo sia nella piscina che nel vicino laghetto.

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Coppa Olimpica

 
Gelato Olimpiadi Roma 1960

La Coppa Olimpica è una coppa gelato realizzata dal bar gelateria Giolitti, storica gelateria romana che attualmente ha due punti vendita, uno in Via degli Uffici del Vicario, nel Rione Colonna, e l'altro in Viale Oceania, noto anche come Casina dei Tre Laghi, nel Quartiere Europa noto ai più come EUR. La Coppa Olimpica venne realizzata in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960, e pensata in una forma che vuole richiamare quella della fiamma olimpica. La coppa è composta da una cialda, semifreddo allo zabaione, torroncino e cioccolato su una base di pan di Spagna al sapore di alchermes il tutto ricoperto di panna.

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Piazza Cesare De Cupis

Piazza De Cupis Tor Sapienza
 
Piazza Cesare De Cupis è una strada della Zona Tor Sapienza posta all'incrocio tra Via Collatina, Via di Tor Sapienza e Via Tor Cervara. Le origini di tale piazza sono collegate alle origini della borgata di Tor Sapienza, nata quando nel 1936 il Governatorato di Roma comprò alcuni terreni lungo la Collatina dalla Duchessa Rufina Lancellotti Grazioli, con l'obiettivo in primis di realizzare una nuova scuola, i cui lavori si conclusero nel 1938, quando l'edificio venne inaugurata e dedicata ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito Mussolini morto nel 1931. La scuola cambiò nome dopo la seconda guerra mondiale e divenne la Scuola Gioacchino Gesmundo, dedicata all'antifascista Gioacchino Gesmundo.
A due anni dalla costruzione della scuola, nel 1940, si decise di attribuire un nome anche alla piazza antistante a essa, formatasi su un crocevia tra la Collatina e le vie Tor Sapienza e Tor Cervara. Si decise di dedicarla a Cesare De Cupis (Faleria 1845 - Roma 1928), importante storico dell'Agro Romano. 
La strada fa parte della Zona Urbanistica Tor Sapienza. Il CAP di Piazza Cesare De Cupis è 00155.

Vicolo di San Trifone

San Trifone Chiesa Vicolo
 
Vicolo di San Trifone è una strada del Rione Ponte, compresa tra Via dei Coronari e Via della Maschera d'Oro. La strada deve il proprio nome alla Chiesa, oggi non più esistente (ma ancora facilmente individuabile) di San Trifone, che qui sorgeva. Tale Chiesa venne costruita nel 1113 e consacrata dal Vescovo Leone di Ostia con il nome di San Salvatore in Primicerio, e solo nel 1604 prese il nome di Santi Trifone e Camillo, divenuta poi nel linguaggio comune San Trifone, quando divenne la sede della Compagnia del Santissimo Sacramento, conosciuta anche come "dei Santi Trifone e Camillo", che fino a quel momento aveva sede nella Chiesa oggi scomparsa di San Trifone in Posterula. E' dunque in questo periodo che anche la strada prende il nome di Vicolo di San Trifone. In precedenza la strada era conosciuta, almeno nel suo tratto tra Vicolo dei Tre Archi e Via dei Coronari, come Vicolo Stretto: tale tratto, coperto da un arco, è infatti la strada più stretta di Roma, larga appena 120 centimetri.
Per quanto la strada sia molto piccola, non mancano le curiosità, come quella relativa appunto alla ridotta larghezza, e le vicissitudini che la hanno vista protagonista.
La Chiesa di San Trifone, infatti, fu demolita nel 1940 per lasciare spazio, sulla stessa area, a un edificio per abitazioni. Il portone della Chiesa è ancora facilmente riconoscibile, ma l'edificio è ormai un edificio civile. A memoria della Chiesa, oltre al portale, era un'Edicola Sacra raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Trifone, Ninfa e Respicio: tale Edicola, tuttavia, è andata distrutta nel 2007 in seguito a un incendio doloso. Rimasta per anni deturpata, l'Edicola è stata in anni recenti riempita da una moderna immagine.

Via Nedo Nadi

Villaggio Olimpico Via Nedo Nadi

Via Nedo Nadi è una strada del Villaggio Olimpico, parte del Quartiere Parioli, e venne formalmente istituita nel 1960, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma di quell'anno. In vista dei Giochi della XVII Olimpiade Roma aveva infatti costruito nel 1958 il suo nuovo villaggio olimpico nell'area precedentemente occupata dal Campo Parioli, e nel mese di Luglio, quando mancava circa un mese all'inizio della competizione, decise di assegnare i nomi alle strade del nuovo quartiere destinato a ospitare gli atleti, scegliendo per esse nomi di Paesi presenti ai Giochi e di grandi atleti della storia sportiva italiana. Nel caso di questa strada, si scelse di darle il nome di Nedo Nadi (Livorno 1894 - Portofino 1940), tra i più grandi schermidori italiani di sempre e vincitore nella sua carriera di ben sei ori olimpici, uno nel fioretto alle Olimpiadi di Stoccolma 1912 e ben cinque ad Anversa 1920, nel fioretto e nella sciabola individuali e in tutte e tre le armi a squadre.
Via Nedo Nadi rappresenta grossomodo il confine tra la zona residenziale del Villaggio Olimpico e l'area del Palazzetto dello Sport.
Conclusisi i Giochi Olimpici del 1960, il Villaggio Olimpico fu gestito dall'INCIS (Istituto Nazionale per le Case agli Impiegati dello Stato), che aveva realizzato il quartiere e da quel momento iniziò a occuparsi della gestione di tali alloggi.
La strada ricade nella Zona Urbanistica Villaggio Olimpico. Il CAP di Via Nedo Nadi è 00196.