Edificio di Testata della Stazione Termini



L'edificio di testata della Stazione Termini si trova su Piazza dei Cinquecento e ne costituisce la facciata.
Questo manufatto è stato l'ultimo ad essere costruito in ordine di tempo e si può dire che con esso si sono conclusi i lavori di rifacimento della Stazione Termini, iniziati negli anni trenta e terminati nel 1950.
Nel progetto di Mazzoni del 1939 la nuova Stazione Termini doveva avere nelle due ali tutti i servizi e la facciata doveva essere occupata da un porticato monumentale.

Il progetto di Mazzoni per la Stazione Termini

Durante la guerra i lavori della nuova stazione erano stati praticamente conclusi negli edifici laterali, mentre il colonnato centrale non era stato ancora realizzato.
Nel 1946 il Ministero dei Trasporti varò una commissione d'inchiesta per valutare il completamento della stazione da un punto di vista economico, funzionale e architettonico, il cui risultato fu quello di sopprimere il portico monumentale e di spostare tutti i servizi, tra cui ristorante e biglietteria, nel nuovo edificio di testata previsto su Piazza dei Cinquecento, sconvolgendo completamente i piani di Mazzoni.
Il 1947 fu indetto un concorso per la progettazione del fabbricato di testa, a cui parteciparono 40 progetti, vinto ex aequo dai due gruppi di Eugenio Montuori e Calini, e Annibale Vitellozzi, Castellazzi, Pintonello e Fadigati.
Nel 1948 entrambi i vincitori elaborarono un nuovo progetto definitivo assieme.




Il progetto finale comprendeva quattro parti distinte: l'atrio biglietteria, su Piazza dei Cinquecento, il grande fabbricato frontale, di cinque piani, la galleria di testa, che connetteva le ali Mazzoniane con il nuovo edificio, e il ristorante, posto a sinistra dei resti delle Mura Serviane.

I cantieri della stazione della metropolitana e delle fondazioni dell'edificio di testata della stazione Termini nel 1948

I lavori iniziarono nel 1948 e furono svolti a ritmi forzati per terminare in concomitanza del Giubileo del 1950.
Terminarono contemporaneamente a quelli della stazione della metropolitana scavata a cielo aperto in Piazza dei Cinquecento.

Lavori dell'edificio di testata nel 1949

Il cantiere dell'atrio biglietteria

La costruzione della copertura della galleria di testa

La stazione fu inaugurata solennemente il 20 gennaio 1950 dal Presidente della Repubblica Einaudi, accompagnato dal Presidente del Consiglio De Gasperi, intervennero con due discorsi il sindaco Rebecchini e il ministro dei Trasporti D'Aragona, inoltre erano presenti membri del Governo e alte cariche dello Stato.

Pianta del piano terra dell'edificio di testata

Venendo da Piazza dei Cinquecento il primo elemento che si presenta è la grande pensilina dell'atrio in cemento armato.


Ha la funzione di ricoprire l'ingresso alla stazione e la corsia per i taxi, una volta percorribile a tutti i veicoli, è sviluppata a sbalzo per 19 m, sulla sommità è posto il fregio astratto, prima opera di Amerigo Tot, scultore tedesco fuggito a Roma con l'avvento del nazismo.


La pensilina poggia su 33 pilastri di cemento armato, rivestiti di marmo rosso, a distanza di 4 m. l'uno dall'altro, fra cui sono poste grandi vetrate attraverso le quali si entra nell'atrio, detto anche il dinosauro.


Il vasto ambiente è caratterizzato dall'andamento sinuoso del tetto in cemento armato, rivestito in tessere di mosaico bianco, segnato dalle incisure longitudinali binate in cui sono alloggiate le luci elettriche. La pensilina parte al livello del primo piano degli uffici, a un'altezza di 9.8 m. per poi raggiungere il livello massimo di 13.5 m. e appoggiarsi sui pilastri d'ingresso a 12 m.


Sul lato di fondo dell'atrio, verso Via Giolitti, sono poste le biglietterie, ristrutturate negli anni varie volte, l'ultima in occasione del Giubileo del 2000.


Il fabbricato frontale è lungo 232 m ed alto 30 m, si sviluppa lungo tutta la piazza per cinque piani. La facciata è rivestita in travertino per uniformarsi alle ali di Mazzoni, con l'uso di sottili finestre a nastro, due per piano, che tagliano orizzontalmente la massiccia mole di travertino.


Al piano terra sono ospitati negozi, al primo piano un ristorante, mentre i quattro piani superiori sono occupati dagli uffici compartimentali delle Ferrovie, da associazioni legate alle FS come il CIFI.


La galleria di testa, di grandiose dimensioni, è alta 14 m e larga 22 m, è conosciuta anche come 'galleria gommata' per il particolare pavimento originario in gomma, collega Via Marsala con Via Giolitti e conduce direttamente alle pensiline dei binari. Negli anni cinquanta, a partire da Via Marsala, si trovavano il Bar di III classe, quello di II e I, poi gli ingressi alla metro, la banca e i negozi.


É dotata di una grande vetrata sul versante dei treni, mentre il soffitto è piano rivestito di lamelle d'acciaio, e si salda con il fabbricato degli uffici all'altezza del terzo piano.


L'edificio del Ristorante è posto dietro le Mura Serviane, dal lato di Via Marsala.
Si sviluppa su un piano, è di forma leggermente ricurva ed è ricoperto da una vetrata fino al tetto. Al centro vi sono le cucine, mentre lungo la galleria erano posti i bar di prima, seconda e terza classe. Oggi tutti i locali sono occupati dal Ristorante Gusto.



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