Nuovo Acquedotto Vergine

Fontana dell'Acqua Vergine Nuovo al Pincio

Negli anni Trenta sotto l'impulso del Governatore Francesco Boncompagni Ludovisi l’ufficio tecnico del Governatorato elaborò il progetto del Nuovo Acquedotto Vergine.
Nei nuovi condotti sarebbero state immesse le acque potabili, da destinare al Rione Trastevere, al Rione Prati e al Quartiere Flaminio. Il vecchio acquedotto sarebbe invece stato destinato esclusivamente ad usi ornamentali. 
Il nuovo acquedotto fu realizzato tra il 1932 e il 1936 ed è composto da una Centrale di sollevamento presso le sorgenti di Salone, una torre piezometrica (situate entrambe in Via Collatina, nella Zona Acqua Vergine), una condotta in ghisa di 12,7 km di lunghezza, un serbatoio interrato a Villa Borgese e una mostra terminale realizzata dall’architetto De Vico nella terrazza del Pincio del Valadier. 
Dalle sorgenti l’acquedotto segue il percorso di quello antico lungo la via Collatina, nella Zona Acqua Vergine, poco prima della Stazione Prenestina devia verso la via Tiburtina, la segue ed attraversa l’omonima stazione in apposito cunicolo ricavato nel nuovo ponte stradale, prosegue fino a viale Regina Elena che percorre fino ad arrivare al serbatoio di Villa Borghese e raggiunge il Pincio, da quì si dirama ai quartieri Prati, Delle Vittorie, Flaminio e Trastevere.

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