Fontana di Pisoniano


La fontana di Pisoniano, situata nella rotatoria situata all'ingresso del Paese, raffigura una fanciulla in abiti caratteristici della campagna Laziale con in testa una conca d'acqua, ovvero un recipiente generalmente in rame che le donne usavano per portare l'acqua dalla fonte a casa. 
La fontana, realizzata nel 2009, simboleggia come l'acquedotto abbia reso Pisoniano più autosufficiente ed affrancato molte donne dalla fatica. E la fatica di tante donne è stata raffigurata nei panni di questa giovane donna che trasporta l'acqua attraverso la conca, da cui sgorga l'acqua della fontana.


La fontana ha la particolarità di essere una delle poche fontane contemporanee a soggetto non solo figurativo, ma anche particolarmente realistico. Si nota, nelle fattezze della fanciulla, e nel panneggio del vestito, un certo, al giorno d'oggi piuttosto insolito, richiamo al Barocco, richiamo che possiamo vedere anche nel fatto che la statua è fatta in modo per essere vista nel modo più completo possibile a 360 gradi, da qualsiasi punto della rotatoria al centro della quale è posta.




Targa in memoria di Gaetano Donizetti


La targa in questione, situata in Via delle Muratte, nel Rione Trevi, ricorda il compositore Gaetano Donizetti (Bergamo 1797-1848) ed è stata qui collocata dal Comune di Roma nel 1876 presso l'edificio nel quale Donizetti abitò e compose le sue opere "Il Furioso" e "Torquato Tasso", come scritto sulla stessa targa.
In seguito ai lavori effettuati nel palazzo ove si trova, la targa risulta (Maggio 2017) rimossa, ci auguriamo provvisoriamente. A questo riguardo, qualsiasi informazione è ben accetta.


Vicolo del Babuccio


Tra i tanti singolari toponimi di Roma, va citato sicuramente "Vicolo del Babuccio", strada che si trova nel Rione Trevi, tra Vicolo Scanderbeg a Via di San Vincenzo. E' difficile dire con certezza quale sia l'origine di questo nome, ma le ipotesi non sono mancate. Il Rufini, ad esempio, sostiene che qui abitasse un certo Ubaldo, il quale, forse per una fattezza ridicola e/o per il carattere da buffone, era oggetto di scherno dai ragazzi della zona, che lo ribattezzarono Balduccio, da cui per corruzione Babuccio. Va anche detto che nel dialetto Romanesco, babbusso significa imbecille, e qualora il toponimo derivasse da un dileggio nei confronti di una persona, anche questa potrebbe essere una chiave di lettura.
Un'altra ipotesi sull'origine di questo insolito nome la si può vedere in un atto di vendita di una casa in altra zona, ovvero a Piazza Capo di Ferro, nel Rione Regola, da parte della famiglia Scapucci ai Barberini, nel 1581, il cui notaio si chiamava Stefano Babuccio. Questo fatto potrebbe non centrare nulla con l'origine del nome del vicolo, ma qualcuno non esclude la possibilità che il notaio avesse il proprio studio nel vicolo e che, da lui o dalla sua famiglia, avesse preso il nome.
Il vicolo, in precedenza, fu detto anche Vicolo del Sole, poichè probabilmente vi affioravano dei resti del Tempio di Serapide, ritenuto erroneamente Tempio del Sole, ma qualcuno fa derivare il toponimo a un'insegna di osteria. Tuttavia, le due ipotesi non si escludono a vicenda.

La strada ricade nella Zona Urbanistica Centro Storico. Il CAP di Vicolo del Babuccio è 00187.

Altri siti che ne parlano:

Targa in memoria di Ingeborg Bachmann


La targa, situata in Via Bocca di Leone, Rione Campo Marzio, ricorda la poetessa e scrittrice Austriaca Ingeborg Bachmann (Klagenfurt 1926-Roma 1973) ed è situata presso la casa in cui visse tra il 1966 e il 1971. E' incisa sulla lapide una frase della scrittrice: "Ho visto che dicendo Roma si evoca ancora il Mondo e che la chiave della forza sono quattro lettere S.P.Q.R.".
La targa è stata qui posta dal Comune di Roma nel 2000.

Targa in memoria di Alberto Sordi


La targa, situata in Via di San Cosimato, nel Rione Trastevere, ricorda il celebre attore, nonchè tra i principali simboli ed interpreti cinematografici della Romanità, Alberto Sordi (Roma 1920-2003). Come scritto nella targa, la casa in cui nacque Alberto Sordi era situata in un edificio dall'altro lato della strada,  non esiste più, in quanto abbattuta negli anni '30 per lasciare spazio al Palazzo delle Congregazioni.
La targa è stata posta, come apprendiamo, dal I Municipio nel 2012. E' inoltre scritto "a ricordo Trastevere pose".

Targa del mondezzaro di Via del Leone


La targa del mondezzaro di Via del Leone, nel Rione Campo Marzio è stata affissa nel 1736 e fa riferimento all'editto del 7 Febbraio dello stesso anno.
La targa non mostra particolarità rispetto alle altre targhe in cui si proibisce di fare il mondezzaro. Il suo testo recita così:

Si proibisce a qualunque persona di buttare immondeze in questo sito sotto la pena di scudi dieci inconformità del bando di Monsigr. Presidente delle Strade publicato sotto lì sette Febraro MDCCXXXVI

Via del Leone


Via del Leone, Via del Leoncino, Via del Leonetto, Via dei Due Leoni...senza contare quelle legate al nome proprio Leone, nome che oltre che di molte persone comuni è stato di ben tredici Pontefici, sono tante e sono state tante le vie dedicate ai Leoni a Roma, intanto perchè il Leone è un animale di cui, nell'Antica Roma, devono essere esistite davvero numerose raffigurazioni, e perciò statue, bassorilievi, mosaici raffiguranti il felino, rimasti e riadattati col passare del tempo, poi il Leone ha sempre avuto una forte componente simbolica, poichè è considerato un simbolo di Cristo. Ma poco spesso si parla del fatto che il Leone è stato considerato, nel Medioevo, il simbolo di Roma, poichè si riteneva che la Città avesse la forma di un Leone. Da molte cronache sappiamo anche che, probabilmente per questa ragione, all'inizio del XV Secolo un Leone era tenuto in gabbia al Campidoglio, proprio come in tempi più recenti vi erano tenute un'Aquila e una Lupa.


Ma veniamo ora alla nostra Via del Leone, situata nel Rione Campo Marzio, tra Piazza San Lorenzo in Lucina e Largo della Fontanella di Borghese. Il nome di questa via è dovuto, secondo alcuni, ad un'osteria con questo nome qui presente, ma non si esclude sia dovuto ad una famiglia Leoni, che aveva casa in Campo Marzio. Sappiamo inoltre che in questa via c'è stata, tra XV e XVI Secolo, con tutta probabilità, una locanda di proprietà di Vannozza Cattanei, la famosa amante di Papa Alessandro VI, madre, tra gli altri, di Cesare Borgia e di Lucrezia Borgia. La via, all'inizio del XVII Secolo, viene lievemente modificata per volontà di Papa Paolo V, in modo da rendere più semplice l'accesso al proprio palazzo. Nel XVIII Secolo viene qui costruito, all'angolo con Piazza San Lorenzo in Lucina, il Palazzo della famiglia Perugina degli Ansidei.



Nella via è presente una targa in cui si proibisce di fare il Mondezzaro, mentre all'angolo con il Vicolo della Torretta è presente una piccola testa marmorea, probabilmente presa da qualche antico monumento.


Oggi la via è inserita in quella che è una delle principali aree dello shopping di Roma. Va sicuramente segnalato poi che nella via, dal 1957, è presente lo storico ristorante Romano "Matricianella".
Alla fine del XIX Secolo qui ebbe sede la profumeria di Giocondo Leonetti, al civico 16.

La strada fa parte della Zona Urbanistica Centro Storico. Il CAP di Via del Leone è 00186.

Altri siti che ne parlano: