A Room in Rome - I luoghi

Habitacion en Roma
 
Habitacion en Roma, noto anche con il suo titolo internazionale "A Room in Rome", è un film del 2010 del regista spagnolo Julio Medem. La trama parla una turista spagnola (Elena Anaya) e una russa (Natasha Yarovenko) che, conosciutesi una sera a Roma, passano una notte d'amore in una camera d'albergo.
L'Intero film si svolge, tranne qualche piccolissima scena, all'interno dell'albergo cosa che limita fortemente le location presenti. 

VICOLO DI MONTEVECCHIO
Il film inizia con le due ragazze che camminano di notte in questo vicolo, inquadrato da Piazzetta San Simeone.

VICOLO DELLA VOLPE
Il finale del film mostra che l'immaginario albergo in cui le due protagoniste alloggiano si trova proprio in questa strada di Roma.

Targa in memoria dell'inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini

Monumento Mazzini Targa
 
La targa in questione si trova sul retro del Monumento a Giuseppe Mazzini, in Piazzale Ugo La Malfa, nel Rione Ripa, e ricorda l'inaugurazione del monumento avvenuta il 2 Giugno 1949, in occasione del centenario della Repubblica Romana.
Il monumento ebbe una realizzazione molto lunga e travagliata, e venne assemblato ben 20 anni dopo la morte del suo autore, Ettore Ferrari, che aveva già realizzato tutte le sue diverse parti.

Mappa di Bendery (1713)

Bendery 1713 mappa
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La mappa in questione mostra la città di Bendery (nota anche con i nomi di Bender e Tighina), in Moldavia (ma di fatto nella Repubblica di Transnistria, non riconosciuta dalla comunità intenrazionale) come si presentava nel 1713.
La mappa riporta anche un'illustrazione raffigurante alcuni militari ottomani mentre puniscono un uomo con il bastinado.

Bastinado

The bastinado is a method of torture that over the centuries has spread to many areas of the world. It is often reported as a military punishment widespread in Ancient Rome, but this is due to an ambiguous translation that leads it to confuse it with the fustuarium, whose nature is very different.
The bastinado consists in beating the soles of the bare feet of the person subjected to the punishment with a whip, a rod or a stick. This form of foot whipping is known by various names, starting from the aforementioned bastinado (which derives from the Italian word "bastone", stick, as well as its German variant bastonade) to the Turkish falaka (which in other languages becomes falanga or falaqa), and the fact is none other than the application of a torture widespread throughout the world from very remote times with instruments of various kinds in a specific part of the body such as the soles of the feet.
 
bastinado feet caning
Bastinado on female feet (credit: Julian Von Bredow/Wikicommons)

The soles of the feet are a very sensitive part of the body, with a lot of nerve endings, and this corporal punishment mainly damages the skin and muscle tissue, making it often painful to walk and stand for those who are subjected to the punishment. Another characteristic of bastinado is that, if not applied in a particularly aggressive way, it rarely leaves visible marks. A particularly harsh application of torture, through particularly hard tools such as metal rods, is capable of leaving permanent damage to the musculoskeletal system, but generally it was used in milder forms, as we shall see. In addition to this, in many cases a mental factor was added to this corporal punishment, due to the fact that those who suffer it are forced to stand barefoot, a fact in many cases considered humiliating or degrading, as it was typical of slaves and inmates.
The origins of this corporal punishment are very ancient: some of its possible testimonies can be found in the Bible (specifically in the books of Proverbs, Leviticus and Deuteronomy), which suggest that this practice has very distant origins in time.
Some testimonies also speak of this punishment used in Ancient Egypt, while erroneous evidence of its use in Ancient Rome is found. As previously said, in fact, a translation from the Greek text of the Stories of Polybius indicates as "bastinado" the very different punishment of the fustuarium, referring to the use of "bastone" (Italian word for "stick") to practice torture. The fustuarium, in fact, consisted in the beating (often to death) of the condemned by several people on all parts of the body, and was applied in a particular way in the army. 
 
Bastinado in Ancient Egypt
 
In Ancient Rome, however, domestic corporal punishments on slaves were very common given with whips and sticks, often similar to rods, and especially considering the fact that slaves were often barefoot we must imagine how plausible that bastinado was imparted on them as punishment for various reasons, even in the absence of specific testimonies.
In the following centuries, the torture of the bastinado spread mainly in the Far East and in the Middle East, where it was particularly used, especially as a disciplinary punitive practice. Usually the victim was made to lie down on the ground and his feet were tied to a horizontal stick placed at a higher height.
 

The contacts (also of a war nature) that between the Middle Ages and the following centuries involved the Arab world and Europe led to a greater knowledge and diffusion of this corporal punishment, and also for this reason it is mentioned in the Ratto dal Serraglio and in the Magic Flute by Wolfgang Amadeus Mozart.
In more recent times, the bastinado has been used in some violent repression as a form of corporal punishment in many countries of the world, and even today, unfortunately, in countries where there is no respect for human rights it is a widespread corporal punishment.
Parallel to this, as for many other tortures of the past, it is used (obviously in a healthy, safe and consensual way) as an erotic BDSM practice.

Bastinado

Il bastinado è un metodo di tortura che nei secoli si è diffuso in numerose aree del mondo. Spesso è riportato come punizione di natura militare diffusa nell'Antica Roma, ma questo è dovuto a un'ambigua traduzione che la porta a confonderla con il fustuarium, la cui natura è molto diversa.
Il bastinado consiste nella battitura con una frusta, una verga o un bastone in genere di legno delle piante dei piedi nudi di chi è sottoposto alla punizione. Questa forma di fustigazione dei piedi è nota con vari nomi, a partire dal già citato bastinado (che deriva dalla parola italiana bastone, così come la sua variante tedesca bastonade) al turco falaka (che in altri idiomi diviene falanga o falaqa), e di fatto altro non è che l'applicazione di una tortura largamente diffusa in tutto il mondo da epoche remotissime con strumenti di varia natura in una parte del corpo specifica come le piante dei piedi.
 
bastinado piedi femminili
Piedi femminili sottoposti a bastinado (credit: Julian Von Bredow/Wikicommons)
 
Le piante dei piedi sono infatti una parte del corpo molto delicata, ricca di terminazioni nervose, e tale punizione corporale va a danneggiare soprattutto la pelle e il tessuto muscolare, rendendo spesso doloroso camminare e stare in piedi a chi viene sottoposto alla punizione. Un'altra caratteristica del bastinado è che, se non applicata in maniera particolarmente aggressiva, raramente lascia segni visibili. Un'applicazione particolarmente dura della tortura, attraverso strumenti parcicolarmente duri come aste metalliche, è in grado di lasciare danni permanenti all'apparato locomotore, ma generalmente essa era usata in forme più lievi, come vedremo. Oltre a questo, in molti casi si aggiungeva a questa punizione corporale un fattore mentale, dovuto al fatto che chi la subisce è costretto a stare a piedi nudi, un fatto in molti casi ritenuto umiliante o degradante, in quanto era tipico degli schiavi e dei detenuti.
Le origini di questa punizione corporale sono antichissime: alcune sue possibili testimonianze possono essere trovate nella Bibbia (nello specifico nei libri dei Proverbi, del Levitico e del Deuteronomio), che lasciano intendere come tale pratica abbia origini molto lontane nel tempo. 
 Alcune testimonianze parlano anche di questa punizione usata nell'Antico Egitto, mentre se ne trova testimonianza erronea del suo uso nell'Antica Roma. Come detto in precedenza, infatti, una traduzione dal testo greco delle Storie di Polibio indica come "bastinado" la ben differente punizione del fustuarium, facendo riferimento all'uso di "bastoni" per mettere in pratica la tortura. Il fustuarium, infatti, consisteva nella bastonatura (spesso a morte) del condannato da parte di più persone su tutte le parti del corpo, ed era applicata in modo particolare nell'esercito.
 
Egitto bastinado
Antichi egizi sottopongono un uomo alla punizione del bastinado
 
Nell'Antica Roma, tuttavia, erano molto comuni punizioni corporali domestiche sugli schiavi impartite con fruste e bastoni, spesso simili a verghe, e tantopiù pensando al fatto che gli schiavi erano spesso scalzi dobbiamo immaginare come plausibile che venisse impartito su di loro il bastinado come punizione per varie ragioni, anche in assenza di testimonianze specifiche.
Nei secoli successivi, la tortura del bastinado si diffuse soprattutto nell'Estremo Oriente e nel Medio Oriente, dove venne particolarmente utilizzata, in modo particolare come pratica punitiva di natura disciplinare. Di solito chi la subiva era fatto sdraiare a terra e i suoi piedi venivano legati a un bastone orizzontale posto a un'altezza superiore.
 
Mappa Bendery 1713
Una mappa di Bendery del 1713 mostra alcune immagini di militari turchi intenti a punire un uomo con il bastinado
 
I contatti (anche di natura bellica) che tra il Medioevo e i secoli successivi coinvolsero il mondo arabo e l'Europa portarono a una maggiore conoscenza e diffusione di questa punizione corporale, e anche per questa ragione viene citata nel Ratto dal Serraglio e nel Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart.
In tempi più recenti, il bastinado è stato usato nell'ambito di alcune repressioni violente come forma di punizione corporale in molti Paesi del mondo, e ancora oggi, purtroppo, nei Paesi in cui non esiste rispetto dei diritti umani è una punizione corporale diffusa.
Parallelamente a questo, come per molte altre torture del passato, è usata (ovviamente in maniera assennata, sicura e consensuale) come pratica erotica BDSM.

Referendum Costituzionale 2020 a Roma

Referendum 2020 mappa Municipi Roma
Il 20 e 21 Settembre 2020 l'Italia è stata chiamata a votare per il Referendum Costituzionale per il taglio dei parlamentari, per far passare la Camera da 630 a 400 membri e il Senato da 315 a 200 (senza contare i Senatori a vita). Insieme si è votato per le elezioni regionali, amministrative e suppletive, ma queste non hanno interessato Roma.

Il referendum era inizialmente previsto per il 29 Marzo 2020, ma l'emergenza sanitaria per il COVID-19 ha portato allo spostamento del voto, che si è svolto in due giorni per limitare eventuali assembramenti ai seggi.

Nel voto a livello nazionale è stata registrata una netta affermazione del Sì con il 69,64% dei consensi, contro il 30,36% dei No, con un'affluenza del 53,84%. A Roma l'affermazione del Sì è stata meno netta rispetto al dato nazionale, "fermandosi" al 60,08% contro il 39,92% dei No. L'affluenza è stata del 44,23%, più bassa rispetto al dato nazionale probabilmente anche perché gli elettori di Roma non erano chiamati a esprimere altri voti oltre al referendum.

Andando a vedere il voto nei singoli Municipi, il Sì ha vinto in 13 delle 15 suddivisioni, mentre il No si è imposto in I e II Municipio. Si tratta degli stessi due Municipi in cui nel 2016 ha vinto il sì al Referendum Costituzionale e in cui Roberto Giachetti è stato il candidato più votato al primo turno delle elezioni Comunali, così come furono gli unici due Municipi in cui in quell'anno vinsero candidati presidenti del centrosinistra. Il VI Municipio è stato invece quello con la percentuale più alta di Sì, pari al 73,22.

Ecco i risultati:

COMUNE DI ROMA: Sì 60,08% No 39,92%
Municipi:
I Sì 43,97 No 56,03
II Sì 42,93 No 57,07
III Sì 58,79 No 41,21
IV Sì 66,59 No 33,41
V Sì 65,85 No 34,15
VI Sì 73,22 No 27,78
VII Sì 61,23 No 38,77
VIII Sì 55,80 No 44,20
IX Sì 60,57 No 39,43
X Sì 66,52 No 33,48
XI Sì 64,55 No 35,45
XII Sì 54,30 No 45,70
XIII Sì 60,96 No 39,04
XIV Sì 61,13 No 38,87
XV Sì 54,64 No 45,36


Stazione Ostiense (1940)




La Stazione Ostiense è una stazione ferroviaria che si trova in Piazzale dei Partigiani, nel Quartiere Ostiense
Il primo fabbricato viaggiatori venne provvisoriamente realizzato nel 1938 per la visita di Hitler a Roma, dall'architetto Roberto Narducci.


L'edificio attuale fu costruito in cemento armato, ricoperto di lastre di travertino, sempre su progetto di Roberto Narducci, elaborato nel 1939, in vista dell'Esposizione Universale del 1942.
I lavori si conclusero il 28 Ottobre 1940, con l'inaugurazione da parte di Benito Mussolini e dei gerarchi del regime. Era collegata al Piazzale Ostiense dal lungo Viale Hitler, oggi Viale delle Cave Ardeatine.

La Stazione Ostiense in una mappa del 1943

Il progetto del fabbricato viaggiatori è più complesso dell'edificio provvisorio del 1938, in cui era presente solamente un vasto atrio coperto. La nuova stazione è dotata di un ampio atrio centrale, che conduce a sinistra all'atrio arrivi, al centro alle partenze, a destra alla Sala Reale.

Le biglietterie 

Tra l'atrio e i binari erano presenti una serie di ambienti oggi scomparsi: il deposito bagagli, il telegrafo, la sala d'aspetto di terza classe e il grande ristorante, l'unica struttura rimasta è quella delle biglietterie.

La Stazione nel 1941

Verso il piazzale esterno è posto un grande portico monumentale di ingresso, dotato di pilastri in travertino, che conduce all'atrio, ed è affiancato lateralmente da due portici carrabili.


Il portico di sinistra è costituito da due pilastri con tre aperture, mentre quello di destra è in corrispondenza della Sala Presidenziale, è interamente rivestito di travertino e occupato da un grande bassorilievo di Francesco Nagni raffigurante Bellerofonte e Pegaso.


Il pavimento del portico è decorato da tessere di ceramica a mosaico bianche su cui sono presenti figure allegoriche in tessere nere, disegnate da Giulio Rosso e Maria Zaffuto, tra cui figurando temi mitologici legati alla fondazione di Roma, all'Impero Romano, alla Roma dei Papi e all'Impero Fascista.


Sul fondale destro del portico è posta, sopra una grande fascia di marmo verde, un'aquila imperiale in marmo di Carrara.


La sala di maggior pregio dell'intero edificio è la ex Sala Reale, oggi Sala Presidenziale, completamente rivestita di marmi policromi, è decorata da un grande arazzo e da una monumentale statua della Dea Roma.
In occasione dei Mondiali del 1990 è stato realizzato il vasto Air Terminal ad opera di Julio Lafuente che si affaccia sull'ampio Piazzale 12 ottobre 1492, e oggi ospita Eataly.
Per il Giubileo del 2000 invece la società Centostazioni ha frazionato terribilmente il grande atrio monumentale costruendo sulla destra un punto di ristoro e sulla sinistra un grande supermercato, gli altri locali della stazione sono stati riconvertiti ad un uso commerciale.

I mosaici dell'atrio frazionati fra gli scaffali del supermercato

Sarebbe di primaria importanza la distruzione delle murature costruite in quell'occasione che hanno ridotto le dimensioni dell'atrio di circa la metà, per puri scopi commerciali, per riportare il complesso alla bellezza originaria.