Corso Vittorio Emanuele II


I lavori per l'apertura di Corso Vittorio Emanuele all'altezza di Palazzo Massimo
Corso Vittorio Emanuele II, a Roma conosciuto spesso semplicemente come Corso Vittorio, è una strada compresa tra Piazza del Gesù e Piazza Pasquale Paoli, compresa nei Rioni PonteParioneSant'Eustachio e Pigna.
L'origine di questa strada risale a dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia, nel 1870. Il primo passo verso la realizzazione di questa importante arteria, in realtà, risale allo Stato Pontificio, quando il Papa Beato Pio IX Mastai Ferretti iniziò la realizzazione negli anni '60 del XIX Secolo della Strada Pia Nuova, divenuta nel 1871 Via Nazionale, che arrivò a collegare l'esedra delle Terme di Diocleziano, dove oggi si trova Piazza della Repubblica, a Piazza Venezia.

Il tracciato di Corso Vittorio Emanuele II è tra sventramenti previsti nel piano regolatore di Roma del 1883

Nel 1873 venne stilato il primo piano regolatore di Roma capitale d'Italia, approvato ma mai reso operativo in base ai termini della legge, nel quale era previsto un prolungamento di Via Nazionale che da Piazza Venezia, sfruttando la già esistente Via del Plebiscito, raggiungesse il Tevere e da lì, mediante un nuovo ponte, Piazza San Pietro. Si trattva di effettuare un imponente intervento in una zona di pregio quale quella dell'ansa barocca della città, ricca di chiese e palazzi storici, proprio per questo motivo la strada fu modellata seguendo il profilo dei monumenti più significativi e cercando di ricostruire le facciate dei palazzi storici interessati dalle demolizioni nelle stesse sembianze di com'erano prima. L'attenzione e la cura con cui fu progettato l'intervento rende Corso Vittorio Emanuele il migliore sventramento effettuato in Roma capitale, può essere considerato anche il capolavoro dell'architettura umbertina romana.


Corso Vittorio Emanuele II da piazza del Gesù alla Cancelleria, con il profilo degli edifici demoliti. 1) Palazzo Venezia, 2) Palazzo Doria, 3) Palazzo Grazioli, 4) Palazzo Altieri, 5) Palazzo Cenci Bolognetti, 6) Palazzo Strozzi, 7) PalazzoVidoni, 8) Palazzo Della Valle, 9) Palazzo Massimo, 10) Palazzo Braschi, 11) Farnesina ai Baullari, 12)  Palazzo della Cancelleria. (da M. PIACENTINI) 

Corso Vittorio Emanuele II dalla Cancelleria al Tevere, con il profilo degli edifici demoliti. 13) Palazzo Sora, 14) Convento dei Filippini, 15) Palazzo Sforza Cesarini,16) Banco di S.Spirito, 17) Palazzo Niccolini. (da M. PIACENTINI) 

Nel 1880 il Consiglio Comunale approvò così la realizzazione del primo tratto, che proseguiva oltre piazza del Gesù sul vecchio tracciato di Via dei Cesarini, si allargava in prossimità dell incrocio con Via di Torre Argentina (portando alla formazione di Largo di Torre Argentina) e da lì, lungo Via della Valle, raggiungeva Piazza Sant'Andrea della Valle e quindi raggiungeva Piazza San Pantaleo sostituendosi a Via delle Colonne di Massimo, seguendo la curva del Palazzo Massimo alle Colonne, l'appalto risale al 1883.
Nell'ambito di questo primo tratto di strada, il Comune ritenne urgenti le realizzazioni anche dell'allargamento di Via della Cuccagna per poter raggiungere dalla nuova arteria Piazza Navona e di una diramazione verso Ponte Sisto, nessuna delle due realizzate, fortunatamente.
Successivamente, a partire dal1884, si portò avanti il tragitto, passando di fianco al Palazzo della Cancelleria, quindi alla Chiesa Nuova e da lì raccordarsi presso l'incrocio tra Via dei Banchi Vecchi e Via del Banco di Santo Spirito alle strade già esistenti. In un primo momento si pensò di far fermare là la strada e raccordarla al Tevere mediante un ampliamento di Via del Banco di Santo Spirito.
Nel 1887, invece, si decise di non procedere con questo ampliamento, ma di proseguire oltre Via dei Cimatori e realizzare un nuovo ponte per l'attraversamento del Tevere.
Nell'idea di chi progettò il prolungamento della Via Nazionale, il grande sventramento avrebbe dato maggiore rilievo a numerosi monumenti che si trovano lungo l'arteria, come il Palazzo della Cancelleria e la Chiesa Nuova, e portò al restauro di numerosi palazzi ivi presenti, smussati per la realizzazione della strada, come il Palazzo della Farnesina ai Baullari ed il Palazzo Caffarelli Vidoni.
Nel 1883 intanto vennero iniziati i lavori per la realizzazione dei nuovi palazzi sulla nuova arteria: il nuovo Palazzo Vidoni fu progettato da Salvatore Bianchi, mentre Francesco Azzurri progetto il Palazzo Lavaggi (poi Pacelli). Tuttavia i due progetti vennero respinti ed affidati a Francesco Settimj, dal momento che le due soluzioni del Bianchi e dell'Azzurri non si uniformavano al tessuto preesistente. Il Palazzo Lavaggi fu invece poi costruito da Gaetano Koch in uno stile che richiama quello del Cinquecento.
Passò così la linea che i nuovi edifici sulla prosecuzione di Via Nazionale dovevano essere conformi a quelli preesistenti, senza soluzioni che andassero a rompere troppo con lo stile già edificato.
Nel caso di Palazzo Strozzi (poi Besso), si decise semplicemente di allineare la nuova facciata al nuovo assetto della strada, mentre diversi palazzi nell'isolato tra Piazza del Gesù, Via dei Cesarini e Via Botteghe Oscure videro un rifacimento in stile molto fedele al loro aspetto originario.
Il tratto di strada successivo vide invece interventi maggiormente invasivi e radicali.
Oltre al restauro in stile del Palazzo della Farnesina ai Baullari, isolato dai palazzi che lo circondavano, si provvide anche con il rifacimento di Palazzo Sora, la cui facciata, tuttavia, venne ruotata dalla Piazza Sora (in demolizione) alla nuova strada, cui intanto venne attribuito il nome di Corso Vittorio Emanuele, in onore del primo Re d'Italia.
Vengono poi costruiti ex novo numerosi palazzi, come Palazzo Bassi di Giulio Podesti o Palazzo Villa e Boggio di Pompeo Passerini. Il Palazzo Sforza Cesarini, invece, cui venne demolito il giardino, vide una facciata costruita ex novo da Pio Piacentini sulla nuova strada.
Il corso arriva dunque ad uno slargo dove oggi si trova Largo Ottavio Tassoni: questo slargo è la sostanziale dimostrazione di come su questi ultimi metri di strada il progetto fosse rimasto fino all'ultimo ricco di incertezze.
Questo tratto, alla fine, fu realizzato da Gaetano Koch, portò alla demolizione di Via di Sant'Orsola, Via del Granchio e Via dell'Albergo di Civitavecchia ed al ridimensionamento di Via dell'Arco della Fontanella. Il progetto per i nuovi prospetti, che andavano a sostituire alcune casette molto umili, fu unitario e portò alla realizzazione anche del nuovo Museo Barracco in forme neoclassiche (successivamente demolito e trasferito presso la Farnesina ai Baullari).
La saldatura con il Lungotevere fu portata avanti tra il 1902 e i 1906, mentre nel 1911 fu inaugurato il ponte Vittorio Emanuele II, solamente negli anni Venti furono completati i due edifici simmetrici che delimitano Piazza Pasquale Paoli.
Nel 1940, la realizzazione del Ponte Duca d'Aosta e l'inizio dei lavori della galleria che collegava il nuovo ponte al Quartiere Aurelio, portò alla necessità di raccordare la nuova asse stradale a Corso Vittorio. Fu realizzato quindi lo sventramento di Via Acciaioli, allargata rispetto al suo aspetto precedente, che portò alla demolizione del Museo Barracco di Gaetano Koch e portò alla costituzione di un vasto slargo, oggi sede di un capolinea degli autobus.
Nel 1943, con l'occupazione tedesca, Roma divenne parte della Repubblica Sociale Italiana. Per questa ragione la toponomastica subì numerosi mutamenti provvisori volti a cancellare la dinastia dei Savoia dai nomi delle strade. Corso Vittorio Emanuele divenne così Corso della Costituente. Tuttavia, nel 1944 una delibera prese atto probabilmente che il nome della strada era ormai di uso comune tra i Romani, e fu così mutata in Corso Vittorio Emanuele II, aggiungendo la numerazione in modo da chiarire che non si trattava di Vittorio Emanuele III, Re d'Italia dell'epoca. Viale della Costituente fu invece il nome assegnato a Viale Principe di Piemonte, oggi Via Giovanni Giolitti.
Negli anni Novanta si iniziò a progettare il passaggio di un tram lungo Corso Vittorio, ma allo stato attuale non è mai stato realizzato. Per il futuro si prevede il passaggio sotto la strada della linea C della Metropolitana, ma il progetto sembra ancora lontano dalla realizzazione e non è ancora chiaro se dovrà essere realizzata una stazione presso Piazza della Chiesa Nuova o meno.

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