Monumento in memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale del Rione San Saba
Il monumento in memoria dei caduti nella Prima Guerra Mondiale del Rione San Saba si trova al centro del giardino di Piazza Gian Lorenzo Bernini, nel Rione San Saba.
Nel monumento sono ricordati i nomi degli abitanti del Rione caduti nella guerra: Gino Bellatreccia, Mario De Luca, Ferruccio Guerciolini, Gregorino Gregorini, Gisleno Gregorini, Umberto Magnani, Adelmo Magnani, Americo Marucci, Antonio Michelazzi, Romeo Morroni, Guido Ravanelli, Renato Remus, Giovanni Tracchiggiani, Leopoldo Vivarelli, Innocenzo Zitelli.
Il monumento è stato qui posto il 20 Settembre 1920 ad opera dell'Associazione Pro Quartiere San Saba. È costituito da finte rocce in travertino, su cui sono scolpite due bracieri ardenti su cui sono poste le lapidi con i nomi dei caduti.
Fontana della Botticella
La Fontana della Botticella si trova in Largo San Rocco, nel Rione Campo Marzio.
Fu realizzata da un autore ignoto nel 1774, al tempo del Pontefice Clemente XIV Ganganelli (1769-1774), citato anche nell'epigrafe, in marmo bianco, in occasione del restauro dell'Ospedale di San Rocco, su commissione della Confraternita degli Osti e Barcaroli. Il Pontefice donò all'Ospedale due once dell'Acqua Vergine in cambio della costruzione della fontanella pubblica. La piccola fontana era inquadrata in un'edicola con architrave orizzontale, sostenuta da due lesene doriche.
La fontana è l'emblema dei facchini del vicino Porto di Ripetta, dove venivano scaricati soprattutto legna e vino provenienti dal Nord del Lazio.
L'Università dei Vinai, che comprendeva gli osti, aveva sede proprio dentro la Chiesa di San Rocco.
Al tempo in cui fu realizzata, la fontana si trovava addossata all'oggi demolito Palazzo Valdambrini: nel 1934, quando sotto il Fascismo fu risistemata Piaza Augusto Imperatore, la fontana fu smontata e poi ricostruita addossata a un pilastro posto tra i due archi realizzati tra le Chiese di San Rocco e San Girolamo degli Schiavoni.
Inferiormente si trova, in un cartiglio, la testa di un facchino, dalka cui bocca esce l'acqua. L vasca di raccolta inferiore poggia su una grande botte scolpita in marmo.
Targa in memoria di Mario Fioretti
La targa in questione si trova in Piazza di Spagna, nel Rione Campo Marzio, e ricorda Mario Fioretti (Roma 1912 - Roma 1943), magistrato antifascista aderente al Partito Socialista Italiano che qui fu ucciso il 4 Dicembre 1943 per mano di un membro dell Guardia Nazionale Repubblicana.
La targa è stata qui posta in una data non specificata dal Partito Socialista Italiano.
Targa in memoria di Juliusz Slowacki
La targa in questione si trova in Via del Babuino, nel Rione Campo Marzio, e ricorda il poeta romantico Polacco Juliusz Slowacki (Kremenec 1809 - Parigi 1849), che presso questa casa soggiornò nel 1836.
La targa è stata qui posta da "Polacchi e Italiani" in occasione del 150esimo anniversario della nascita del Poeta, quindi nel 1959.
Borghetto Prenestino
Il Borghetto Prenestino si trovava nell'area compresa tra la Via Prenestina, da cui prendeva il nome, e la Stazione Prenestina, nel Quartiere Collatino.
Le origini del borghetto risalgono al 1928, quando alcune persone rimaste senza casa durante i primi sventramenti del centro si trasferì nella zona in alloggi di fortuna. Tuttavia, il periodo di maggior crescita del borghetto risale agli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando numerose persone rimaste senza casa e altre provenienti da altre regioni d'Italia si radunarono in questa zona e vi costruirono alcune baracche.
L'area in questione aveva ricevuto, nel 1939, una parziale organizzazione stradale nell'ambito dell'organizzazione di quella che era definita all'epoca "Borgata Prenestina", l'area al confine tra il Quartiere Prenestino-Labicano ed il Quartiere Collatino.
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| Il Borghetto Prenestino in una mappa del 1950 |
In quell'anno, lo stesso in cui fu inaugurata la nuova Stazione Prenestina, nell'area tra questa e la Via Prenestina l'allora Governatorato di Roma tracciò alcune strade dedicate a illustri personaggi dell'antica Preneste, odierna Palestrina: Via Verrio Flacco, dedicata al celebre grammatico prenestino, Via Secondino, dedicata al primo Vescovo di Preneste, Via Manicio, dedicata all'eroe Prenestino. Di fianco a queste, altre strade furono tracciate e dedicate a diversi comuni dell'area prenestina.
Proprio tra le Via Verrio Flacco, Secondino e Manicio, a ridosso dei nuovi palazzi, sorse il Borghetto.
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| L'area corrispondente al Borghetto Prenestino |
Nel 1952, il Comune di Roma istituì ufficialmente, "presso il Piazzale della Stazione Prenestina", il "Borghetto della Stazione Prenestina", indicazione toponomastica ufficiale per il Borghetto Prenestino.
In breve tempo, il Borghetto Prenestino divenne uno dei borghetti più popolosi di Roma: secondo un censimento risalente al 1968 eseguito dal Centro Cittadino delle Consulte Popolari, erano circa 400 le famiglie che vivevano qui.
Lo svilupparsi dei movimenti per la lotta alla casa e le politiche del Comune per gli alloggi e per il risanamento dei Borghetti portarono a partire dalla fine degli anni Settanta al parziale risanamento del Borghetto Prenestino fino ad arrivare nel 1981, alla sua definitiva demolizione.
Come conseguenza della demolizione, nel 1985 il toponimo Borghetto della Stazione Prenestina venne definitivamente soppresso dal Comune di Roma. Insieme ad essa, cessarono di esistere anche Via Secondino e Via Manicio, di fatto non più esistenti in seguito all'abbattimento del Borghetto Prenestino.
Oggi nell'area è presente un vasto prato - dall'erba molto alta - e vi sono diversi campi sportivi, tra cui gli impianti di calcio e tennis dell'A.S.D. Pro Roma.
Leggi anche: Il Borghetto Malabarba
In breve tempo, il Borghetto Prenestino divenne uno dei borghetti più popolosi di Roma: secondo un censimento risalente al 1968 eseguito dal Centro Cittadino delle Consulte Popolari, erano circa 400 le famiglie che vivevano qui.
Lo svilupparsi dei movimenti per la lotta alla casa e le politiche del Comune per gli alloggi e per il risanamento dei Borghetti portarono a partire dalla fine degli anni Settanta al parziale risanamento del Borghetto Prenestino fino ad arrivare nel 1981, alla sua definitiva demolizione.
Come conseguenza della demolizione, nel 1985 il toponimo Borghetto della Stazione Prenestina venne definitivamente soppresso dal Comune di Roma. Insieme ad essa, cessarono di esistere anche Via Secondino e Via Manicio, di fatto non più esistenti in seguito all'abbattimento del Borghetto Prenestino.
| Un'immagine dell'area dove sorgeva il Borghetto Prenestino |
Leggi anche: Il Borghetto Malabarba
Targa in memoria di Girolamo Bonaparte
La targa in questione si trova in Via del Babuino, nel Rione Campo Marzio, e ricorda il Principe Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte, detto Girolamo (Trieste 1822 - Roma 1891), che presso questo edificio, l'Hotel De Russie, visse fino alla morte.
La targa è stata qui posta dal Governatorato di Roma in un anno non specificato.
Targa in memoria di Angelo Targhini e Leonida Montanari
La targa in questione si trova in Piazza del Popolo, nel Rione Campo Marzio, e ricorda i carbonari Angelo Targhini (Brescia 1799 - Roma 1825) e Leonida Montanari (Cesena 1800 - Roma 1825), condannati a morte per lesa maestà e decapitati dal celebre boia Mastro Titta proprio in Piazza del Popolo.
La targa è stata qui posta dall'Associazione Democratica "Giuditta Tavani Arquati" il 9 Giugno 1909.
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