Villa Caracciolo di Brienza




Villa Caracciolo di Brienza era una villa che si trovava in Via Ulisse Aldrovandi ad angolo con Via Mangili, nel Quartiere Pinciano, oggi non più esistente.
Fu costruita da Giulio Gra per il Principe Caracciolo nel 1927.
Il lotto di terreno destinato alla villa era sul poggio collinare posto dietro la Galleria Nazionale di Arte Moderna, uno dei punti più panoramici della zona.
L'architetto progettò una villa di quattro piani: il seminterrato destinato alla servitù, il pianterreno, di rappresentanza, e i due piani successivi per la residenza padronale.
La pianta dell'edificio era rettangolare con il lato corto rivolto verso Via Aldrovandi.
Quì si apriva una splendida rampa circolare, decorata da una balaustra, che terminava in un ninfeo in pietra costituito di tre nicchie; la rampa portava agli ingressi: quello principale verso la Galleria d'Arte Moderna era preceduto da un portico contenente una serliana, quello laterale era a tre arcate e poggiava sulle colonne della fontana ninfeo.

La facciata principale si affacciava verso Villa Borghese con tre arcate doriche al primo piano, du cui due contenevano una finestra e una nicchia con un busto, l'altra la porta finestra che portava sulla terrazza del portico d'ingresso. Tre arcate corinzie occupavano il secondo piano, creando una vera e propria loggia su Roma.
Sulla terrazza dell'attico, occupata da una balaustra continua, si apriva una elegante edicola dorica verso Via Aldrovandi.
Gli interni erano decorati sfarzosamente nei vari ambienti di rappresentanza e nello scalone monumdntale.
Nel 1963 la villa fu scandalosamente demolita per costruirvi sopra una palazzina, il ninfeo del piano interrato fu usato come fondamenta dell'edificio, e oggi ne rappresenta l'ultima parte rimasta.

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