L'Immagine di Ponte


Quella che comunemente è detta Immagine di Ponte è una grande edicola Sacra situata in Via dei Coronari all'angolo con Vicolo Domizio, nel Rione Ponte, tra le più importanti edicole Sacre presenti a Roma.
Quest'immagine, il cui aspetto attuale risale al XVI Secolo, ha origini sicuramente più antiche, in quanto in una vendita di una casa del 1431 si trova un riferimento all' "imagine di Ponte". Anche questo ci fa capire come questa edicola, situata in un luogo strategico per i Pellegrinaggi, lungo la Via dei Coronari, a pochi passi da Ponte Sant'Angelo, all'epoca principale ponte di riferimento per i Pellegrini che si recavano a San Pietro.
Con tutta probabilità, l'Immagine di Ponte fu collocata da Vinvio di Stefano, Fiorentino, proprietario nel '400 del Palazzo. L'aspetto attuale, però, come abbiamo detto risale al secolo successivo, quando il palazzo fu acquistato dal Cardinale Alberto Serra di Monferrato, e fece costruire la nuova edicola ad Antonio da Sangallo il Giovane, mentre il dipinto - oggi molto rovinato - raffigurante Cristo che incorona la Madonna con i Santi Antonio e Sebastiano è affidato a Perin del Vaga. Sopra il tabernacolo, compaiono gli stemmi dei due committenti, il Cardinale Alberto Serra di Monferrato e il Cardinale Francesco Armellini.


Come detto, l'Immagine di Ponte era considerata di importanza notevole: addirittura, la parte di Via dei Coronari più vicina a Ponte Sant'Angelo, era detta Via dell'Immagine o Via dell'Immagine di Ponte. Oggi l'edicola, seppur il suo dipinto è molto rovinato, è ancora molto importante ed è una delle più grandi della Città.

Busto e targa in memoria di Bartolomeo Pinelli



Questa lapide, sormontata dal busto del pittore Bartolomeo Pinelli (Roma 1781-1835), artista che ha saputo documentare egregiamente la Roma dell'inizio del XIX Secolo, alla cui memoria è dedicata la lapide, si trova in Viale Trastevere, ma ha una storia ben più complessa di quanto si possa immaginare.
Bartolomeo Pinelli, come ricordato nella targa, nacque nel 1781, "in una casa esistente in quest'area", ovvero in Via San Gallicano 22, casa che venne distrutta quando iniziarono le prime demolizioni per il Viale del Re, oggi Viale Trastevere. Sappiamo infatti, che a fine Ottocento, in un edificio di Viale del Re adibito a bagni popolari, campeggiava una lapide in memoria del Pinelli, cui, nel 1900, fu aggiunta un'ulteriore lapide che ricordava che la lapide in cui si ricordavano i natali del celebre incisore era la fedele riproduzione di un'altra lapide presente in Via San Gallicano, su un edificio demolito. 
La sorte però volle che anche quell'edificio per bagni popolari venne demolito, per sostituirlo con un nuovo edificio per uffici comunali. Fu allora, che dopo tante traversie, nel 1958 si decise di celebrare finalmente Bartolomeo Pinelli, uno dei custodi della Romanità e dell'identità Trasteverina, in un modo più degno e meno movimentato: fu quindi posta una nuova lapide, sormontata da un busto bronzeo dell'artista, opera dello scultore Trasteverino Gabriele Vangelli. Da notare, una lieve imprecisione nella lapide, in cui, citando il Belli, il Pinelli è detto "er pittore de Trastevere", quando, la citazione corretta, sarebbe "er pittore de Trestevere".

Targa in memoria di Antonio Cotogni


Questa targa, situata in Via dei Genovesi, nel Rione Trastevere, ricorda il baritono Antonio Cotogni (Roma 1831-1918) ed è situata presso la casa in cui nacque. La targa, decorata con un bassorilievo, è stata posta da "i concittadini, gli amici, gli ammiratori", come leggiamo dalla lapide, cui si legge anche "auspice l'Unione Costituzionale di Trastevere". Non è però scritto l'anno in cui la lapide è stata posta.
 
Targa Cotogni Il Federale
La targa a Cotogni, il cui stile è facilmente riconoscibile, nella sua vecchia collocazione in una scena del film Il Federale

La targa, tuttavia, si trovava in precedenza in un altro luogo, poco distante da dove adesso si trova, ovvero sulla facciata dell'ex Ospedale annesso alla Chiesa di San Giovanni Battista dei Genovesi, nello stesso isolato dell'edificio su cui la targa è oggi posta. Lo apprendiamo da una scena del film Il Federale, opera del 1961 di Luciano Salce con Ugo Tognazzi.

Sindaci di Roma


L'elenco cronologico dei Sindaci di Roma dal 1870 ai giorni nostri.
N.B.: In corsivo Assessori facenti funzioni e Commissari prefettizi, in grassetto i Sindaci.

Settembre 1870 - Michelangelo Caetani
Settembre-Novembre 1870 - Guido di Carpegna Falconieri
Novembre-Dicembre 1870 - Giuseppe Lunati
Dicembre 1870-Marzo 1871 - Filippo Andrea Doria Pamphilj
Marzo-Aprile 1871 - Giovanni Angelini
Aprile-Ottobre 1871 - Francesco Pallavicini
Ottobre 1871-Maggio 1872 - Francesco Grispigni
Maggio 1872 - Giuseppe Troiani
Maggio-Novembre 1872 - Pietro Venturi
Novembre 1872-Luglio 1873 - Luigi Pianciani
Luglio 1873-Agosto 1874 - Luigi Pianciani
Agosto 1874-Gennaio 1875 - Pietro Venturi
Gennaio 1875-Novembre 1877 - Pietro Venturi
Novembre 1877-Giugno 1878 - Emanuele Ruspoli
Giugno 1878 - Luglio 1880 - Emanuele Ruspoli
Luglio 1880 - Ottobre 1881 - Augusto Armellini
Ottobre 1881-Maggio 1882 - Luigi Pianciani
Maggio 1882-Maggio 1887 - Leopoldo Torlonia
Maggio-Dicembre 1887 - Leopoldo Torlonia
Gennaio-Ottobre 1888 - Alessandro Guiccioli
Ottobre 1888-Novembre 1889 - Alessandro Guiccioli
Novembre 1889-Giugno 1890 - Augusto Armellini
Giugno-Dicembre 1890 - Camillo Finocchiaro Aprile
Dicembre 1890-Novembre 1892 - Onorato Caetani
Novembre 1892-Novembre 1899 - Emanuele Ruspoli
Novembre 1899-Dicembre 1899 - Enrico Galluppi
Dicembre 1899-Ottobre 1904 - Prospero Colonna
Ottobre-Dicembre 1894 - Carlo Palomba
Dicembre 1904-Luglio 1905 - Enrico Cruciani Alibrandi
Luglio 1905-Luglio 1907 - Enrico Cruciani Alibrandi
Agosto-Novembre 1907 - Cesare Salvarezza
Novembre 1907-Dicembre 1913 - Ernesto Nathan
Dicembre 1913-Luglio 1914 - Fausto Aphel
Luglio 1914-Giugno 1919 - Prospero Colonna
Giugno 1919-Novembre 1920 - Adolfo Apolloni
Novembre 1920-Maggio 1921 - Luigi Rava
Maggio 1921 - Giugno 1922 - Giannetto Valli
Giugno 1922 - Maggio 1923 - Filippo Cremonesi
Marzo 1923-Ottobre 1925 - Filippo Cremonesi
La carica di Sindaco viene sostituita dal Governatore di Roma
Ottobre 1925-Dicembre 1926 - Filippo Cremonesi (Partito Nazionale Fascista)
Dicembre 1926-Settembre 1928 - Ludovico Spada Veralli Potenzani (Partito Nazionale Fascista)
Settembre 1928-Gennaio 1935 - Francesco Boncompagni Ludovisi (Partito Nazionale Fascista)
Gennaio 1935-Novembre 1936 - Giuseppe Bottai (Partito Nazionale Fascista)
Novembre 1936-Agosto 1939 - Piero Colonna (Partito Nazionale Fascista)
Agosto 1939-Luglio 1943 - Giangiacomo Borghese (Partito Nazionale Fascista)
Agosto 1943-Gennaio 1944 - Riccardo Motta
Gennaio 1944-Giugno 1944 - Giovanni Orgera (Partito Fascista Repubblicano)
Giugno 1944 - Roberto Bencivenga
La carica di Governatore di Roma è abolita, viene ripristinata la carica di Sindaco.
Giugno 1944-Dicembre 1946 - Filippo Doria Pamphilj
Dicembre 1946 - Salvatore Rebecchini (Democrazia Cristiana)
Dicembre 1946-Novembre 1947 - Mario De Cesare
Novembre 1947 - Maggio 1956 - Salvatore Rebecchini (Democrazia Cristiana)
Luglio 1956-Dicembre 1957 - Umberto Tupini (Democrazia Cristiana)
Dicembre 1957 - Gennaio 1958 - Corrado Colasanti (Democrazia Cristiana)
Gennaio 1958-Luglio 1961 - Urbano Cioccetti (Democrazia Cristiana)
Luglio 1961-Luglio 1962 - Francesco Diana
Luglio 1962 - Marzo 1964 - Glauco Della Porta (Democrazia Cristiana)
Marzo 1964 - Novembre 1967 - Amerigo Petrucci (Democrazia Cristiana)
Novembre 1967 - Attico Tabacchi (Democrazia Cristiana)
Dicembre 1967-Maggio 1969 - Rinaldo Santini (Democrazia Cristiana)
Luglio 1969-Febbraio 1972 - Clelio Darida (Democrazia Cristiana)
Marzo 1972 - Remo Fiorucci (Democrazia Cristiana)
Marzo 1972 - Maggio 1976 - Clelio Darida (Democrazia Cristiana)
Maggio - Agosto 1976 - Giovanni Starita (Democrazia Cristiana)
Agosto 1976 - Settembre 1979 - Giulio Carlo Argan (Partito Comunista Italiano)
Settembre 1979 - Ottobre 1981 - Luigi Petroselli (Partito Comunista Italiano)
Ottobre 1981 - Pierluigi Severi (Partito Comunista Italiano)
Ottobre 1981 - Maggio 1985 - Ugo Vetere (Partito Comunista Italiano)
Luglio 1985 - Maggio 1988 - Nicola Signorello (Democrazia Cristiana)
Agosto 1988-Luglio 1989 - Pietro Giubilo (Democrazia Cristiana)
Luglio-Dicembre 1989 - Angelo Barbato
Dicembre 1989-Aprile 1993 - Franco Carraro (Partito Socialista Italiano)
Aprile-Novembre 1993 - Alessandro Voci
Novembre-Dicembre 1993 - Aldo Camporota
Dicembre 1993-Gennaio 2001 - Francesco Rutelli (Verdi, poi Democratici)
Gennaio-Maggio 2001 - Enzo Mosino
Maggio 2001-Febbraio 2008 - Walter Veltroni (Democratici di Sinistra, poi Partito Democratico)
Febbraio-Aprile 2008 - Mario Morcone
Aprile 2008-Giugno 2013 - Gianni Alemanno (Popolo della Libertà)
Giugno 2013 - Ottobre 2015 - Ignazio Marino (Partito Democratico)
Ottobre 2015 - Giugno 2016 - Francesco Paolo Tronca
Giugno 2016 - Ottobre 2021 - Virginia Raggi (Movimento Cinque Stelle)
Ottobre 2021 - in carica - Roberto Gualtieri (Partito Democratico)

I Presidenti del Consiglio Italiani

Space Invaders a Roma



Nel Luglio 2010, l'artista Francese Invader, noto per installare mosaici raffiguranti gli "Invaders" del celebre videogioco Giapponese "Space Invaders" del 1978 per le strade delle città in cui lavora, è sbarcato a Roma, dove ha installato non pochi Invaders. Con il passare degli anni, molti di questi Invaders sono stati rimossi, al fianco delle opere dell'artista ne sono nate alcune "non ufficiali", talvolta anche a soggetto diverso, ma ancora oggi rimangono moltissimi Invaders in giro per Roma.
Ecco una lista delle opere di Space Invader presenti a Roma (compresi quelli ora rimossi), elencati in base al Rione, al Quartiere, al Suburbio e alla Zona in cui si trovano.

Rione Monti:
-Via Cavour
-Piazza Madonna dei Monti
-Via Urbana

Rione Trevi:
-Largo Magnanapoli (rimosso)
-Via della Pilotta
-Via della Pilotta (rimosso)
-Piazza di Trevi - Opera di Invader ma che non compare sulla mappa ufficiale dell'artista, in quanto eseguito successivamente

Rione Colonna:
-Piazza di Pietra
-Via Sant'Andrea delle Fratte

Rione Campo Marzio:
-Piazza del Popolo (rimosso)
-Via di Ripetta (rimosso)
-Via Tomacelli
-Piazza Trinità dei Monti

Rione Ponte:
-Piazza di Montevecchio (rimosso)
-Vicolo della Palomba (rimosso)

Rione Parione:
-Vicolo della Cancelleria (rimosso)
-Campo de' Fiori

Rione Regola:
-Lungotevere dei Tebaldi (rimosso)

Rione Sant'Eustachio:
-Largo di Torre Argentina

Rione Sant'Angelo:
-Piazza Costaguti (rimosso)
-Via dei Funari (rimosso)

Rione Ripa:
-Via del Circo Massimo (rimosso)

Rione Trastevere:
-Piazza San Calisto
-Passeggiata del Gianicolo (rimosso)
-Via della Lungaretta
-Via del Politeama (rimosso)
-Piazza di Porta Portese (rimosso)
-Piazza di Porta Portese (rimosso)
-Piazza Giuditta Tavani Arquati

Rione Esquilino:
-Via Mamiani (rimosso)
-Piazza Vittorio Emanuele II (rimosso)

Rione Castro Pretorio:
-Viale del Castro Pretorio (rimosso)
-Via Gioberti (rimosso)

Rione Celio:
-Via Annia
-Via San Giovanni in Laterano
-Via di Porta San Sebastiano (rimosso)

Rione Testaccio:
-Via Marmorata (rimosso)
-Via di Monte Testaccio

Quartiere Flaminio:
-Via Flaminia (rimosso)

Quartiere Parioli:
-Via di Ponte Salario (rimosso)

Quartiere Pinciano:
-Viale delle Belle Arti (rimosso)

Quartiere Salario:
-Piazza Fiume (rimosso)

Quartiere Tiburtino:
-Largo dei Falisci (rimosso)
-Piazza dell'Immacolata
-Via dei Sabelli
-Viale dello Scalo di San Lorenzo
-Via Tiburtina (rimosso)

Quartiere Prenestino-Labicano:
-Via L'Aquila
-Via del Pigneto
-Via del Pigneto
-Via del Pigneto (rimosso)
-Largo Preneste

Quartiere Tuscolano:
-Piazza Galeazzo Alessi (rimosso)
-Via Casilina Vecchia (rimosso)
-Viale Castrense (rimosso)
-Via di Tor Pignattara (rimosso)
-Via di Tor Pignattara (rimosso)

Quartiere Appio-Latino:
-Via Cesare Baronio
-Via Cilicia (rimosso)
-Via Sannio

Quartiere Ostiense:
-Piazza Bartolomeo Romano
-Piazza del Gazometro (rimosso)
-Via Libetta (rimosso)

Quartiere Trionfale:
-Viale Vaticano

Quartiere Tor di Quinto:
-Piazzale di Ponte Milvio (rimosso)

Quartiere Trieste:
-Piazza Mincio

Come detto, sono comparse anche molte opere, non di Invader, fatte in maniera simile, raffiguranti talvolta gli Space Invader, talvolta altri soggetti ma realizzati con una tecnica simile a quella di Invader. Ecco una lista a riguardo:

Via Giovanni De Calvi (Quartiere Gianicolense). Soggetto: Space Invader.
Piazza San Bartolomeo all'Isola (Rione Ripa). Soggetto: Punto interrogativo.
Vicolo del Pavone (Rione Ponte). Soggetto: puntatore freccetta del mouse.

Targa in memoria di Federigo Tozzi


La targa, situata in Via del Gesù, nel Rione Pigna, ricorda lo scrittore Federigo Tozzi (Siena 1883-Roma 1920) ed è posta sulla facciata della casa dove nel 1920, a soli trentasette anni, lo scrittore morì. La targa è stata qui posta nel 2003 ad opera dell'associazione Senesi e Grossetani residenti in Roma, e questo è dovuto al fatto che il Tozzi era di Siena, come scritto esplicitamente anche nella targa.

Istituto Nazareth



L'Istituto Nazareth è un convento situato in Via Cola di Rienzo n. 140 nel Rione Prati.

È il 1887, Roma è da pochi anni capitale del nuovo Regno d’Italia, e sul trono di S. Pietro siede Sua Santità Leone XIII, tutta la città è ancora un enorme cantiere aperto con ampi sventramenti finalizzati a ridisegnare il tessuto viario del centro storico della capitale, dapprima atti a collegare gli edifici storici, espropriati alla curia e nei quali sono state inserite provvisoriamente le funzioni ministeriali, poi estesi a ricollegare le sedi definitive del governo impiantate nei nuovi Ministeri e Palazzi Pubblici in costruzione, veri e propri monumenti urbani, espressione di un potere centrale laico. Nuovi quartieri sorgono sulle antiche Ville principesche, sugli orti, e anche sulla riva destra del Tevere, i campi e le vigne dei Prati di Castello, tra Castel Sant’Angelo e le mura Vaticane, stanno per trasformarsi in un nuovo rione squadrato, “alla piemontese”, edificato ad hoc per contenere l'incremento demografico "laico", conseguente l'impianto del governo, dove il gigantesco Palazzo di Giustizia di Guglielmo Calderini (1885) è in costruzione.

Alle nuove strade, appena tracciate, vengono assegnati nomi pagani, ostili ad una popolazione così cattolica e così vicina al Vaticano: Cola di Rienzo, Attilio Regolo, Germanico, Ezio, Pompeo Magno, gli Scipioni, Silla, Plinio, Tacito, mentre la piazza principale sarà dedicata a uno dei principali artefici del regno d’Italia: Camillo Cavour.

E’ questa la Roma, ed è questo il quartiere così apparentemente ostile, lo scenario che doveva presentarsi all’arrivo a Roma delle prime Dame di Nazareth, provenienti dalla Francia, nel 1887: “Cinque caseggiati si affacciano su Piazza Cavour, nessuna casa è costruita lungo via Crescenzio e solo una mezza dozzina lungo via Cola di Rienzo; tre case a via Cicerone, due a via Lucrezio Caro, due a via Tacito e alcune a via Plinio; per il resto orti e terreni in mezzo ai cantieri e molti edifici ancora disabitati perché il quartiere è ritenuto insalubre.”

Due anni prima, nel dicembre del 1885, la madre Luise Vignon, Superiora Generale della Congregazione delle Religiose di Nazareth, fondata nel 1822 dal gesuita padre Rojer, da Augustine de la Rouchefoucauld Duchesse de Doudeauville e dalla prima religiosa Elisabett Rollat, si reca a Roma dalla Francia, per sollecitare la nomina del nuovo Protettore della Congregazione. Con l’approvazione del Santo Padre Leone XIII, viene nominato Protettore il cardinale Parrocchi, che esprime subito il desiderio di vedere una nuova casa della Congregazione a Roma, vicino S. Pietro. Viene individuata una vasta area situata tra il Vaticano e Castel S. Angelo, dove il Comune di Roma aveva cominciato a costruire un nuovo quartiere.

Il Papa stesso fa sapere che avrebbe gradito veder sorgere, in quei luoghi, una chiesa o una cappella dedicata all’Immacolata Concezione, il cui dogma era stato proclamato pochi decenni prima dal Beato Pio IX Mastai Ferretti (1846-1878) nel 1854; così, verso la fine del 1886, viene registrato a Lione, davanti al Console d’Italia, l’atto d’acquisto di un terreno di 1400 mq nel nuovo Rione Prati.

Poco tempo dopo la madre generale scrive alle sue consorelle, : “Questa fondazione dal punto di vista umano è spaventosa. Il quartiere Prati si presenta come un quartiere imbevuto di idee nuove. Vi sono tracciate strade larghe, dove le case cominciano ad innalzarsi quasi per incanto, ma non c’è posto per il buon Dio. Nessuna richiesta di una Chiesa in questo luogo, dove si fanno rivivere i nomi di Regolo, Germanico e Cola di Rienzo. Non siamo lontane da una grande piazza intitolata a Cavour.  Vedrete cosa significa questo: noi avremo la nostra “Missione” in mezzo ad un ambiente ostile ed a una lingua sconosciuta. È questo che abbiamo deciso di accettare, ma il Sacro Cuore ci proteggerà e Maria Immacolata ci aiuterà a respingere il serpente moderno”.

Nuove difficoltà complicano la situazione: i primi lavori pubblici sono sospesi, e le stesse costruzioni iniziate nel Rione Prati nel 1886, sono in parte ferme per una sopraggiunta crisi finanziaria; il prezzo dei terreni subisce un crollo inesorabile e voci allarmanti sull’insalubrità del luogo arrivano alla madre Vignon che è tentata di vendere nuovamente il lotto acquistato e cercare un altro posto dove edificare l’opera; tuttavia grazie anche all’insistenza del cardinale Parrocchi nel 1887 comincia lo scavo delle fondazioni della nuova Casa nella via Cola di Rienzo.

Nel settembre dello stesso anno arrivano a Roma da Parigi le prime tre religiose di Nazareth, destinate alla nuova Fondazione di Roma, che andarono ad abitare in un appartamento preso per loro in affitto nel Palazzo Gabrielli, ora Taverna, non lontano da Ponte S. Angelo, dove rimarranno tre anni, tanto durerà il cantiere del Nazareth di via Cola di Rienzo. Con l’arrivo della prima educanda, la piccola Adelina, figlia della marchesa Bosco, s’inaugura il nuovo Collegio-Educandato di Roma, e i lavori, anche se lentamente, procedono in quel quartiere dalle prospettive sempre più incerte.

La Cappella dedicata all’Immacolata Concezione, prima chiesa ad avere questo titolo, viene terminata nell’inverno del 1889 ed è consacrata dal cardinal Parrocchi.
Per diversi anni la cappella del Nazareth svolgerà la funzione di parrocchia del Rione Prati, frequentata anche dalle maestranze occupate nei numerosi cantieri limitrofi; cronache del tempo riportano che oltre duecento persone assistono regolarmente alle messe delle prime domeniche dopo l’apertura.


Finalmente nell’ottobre del 1890 la piccola comunità formata da quattro religiose francesi e dodici educande romana del Nazareth può traslocare da palazzo Gabrielli al Collegio di via Cola di Rienzo, a così iniziò la storia e la tradizione dell’istituto Nazareth di Roma. Progettato dall’ingegnere Vincenzo De Rossi Re il nuovo nuovo edificio del Nazareth si elevava maestoso, con il suo portale e le sue finestre a tutto sesto ornate di colonne, e le sue severe forme gotico-lombarde; intorno case, ancora non molte allineate lungo via Cola di Rienzo abitate da famiglie piuttosto misere che i proprietari hanno accolto gratis per due o tre anni, con lo scopo di “asciugare muri”; mentre lungo via Plinio, dietro il collegio, alcune costruzioni interrotte, ormai in rovina erano diventate riparo notturno per vagabondi e malviventi.

Al primo piano erano allestite le elementari e le medie, al piano superiore il liceo classico, ed un intero piano era dedicato alle alunne interne, e ancora sopra il piano della clausura delle religiose. Ai lati del prospetto principale su via Cola di Rienzo, si sviluppano le due ali laterali dell’edificio, trattate alla stessa maniera, con trifore al piano terreno incorniciate da arcate a tutto sesto riccamente decorate, che diventano bifore ai piani successivi in forme via via semplificate. Come coronamento di tutto il cornicione, modestamente aggettante corre lungo tutto l’edificio sopra un sistema di arcatelle coerente con lo stile impiegato nella fabbrica, il quale viene ripreso all’esterno del catino absidale. 

Lungo il prospetto di via Orazio trova spazio la cappella dell’Istituto, di fatto priva di una vera e propria facciata rimane poco visibile dall’esterno, ad eccezion fatta per le alte vetrate policrome. L’ingresso è caratterizzato da un aggettante protiro con tanto di strombature sorretto da due colonne, mentre sul lato di via Boezio sono ben riconoscibili l’abside e il campanile, di dimensioni modeste, apparentemente “tronco” sulla cui sommità su tutti e quattro i lati si aprono tre arcate. All’interno si accede lateralmente a una grande navata suddivisa trasversalmente in tre zone dove in fondo una grande cancellata, in ferro battuto con motivi floreali, che segnava il limite del luogo riservato alle famiglie che durante la messa domenicale potevano venire in visita alle figlie in collegio. Davanti alla cancellata, protetta da una vetrina, vi è una piccola statua in cera della Madonna del 700, vestita con preziosi abiti: dono della famiglia di una delle prime religiose romane, addossata a un massiccio pilastro rivestito in marmo rosso che sorregge la tribuna rivolta verso l’altare dove trovano posto due grandi affreschi raffiguranti l’Annunciazione e la Sacra Famiglia di Nazareth di Giovanni Capranesi.

Oltre la cancellata si trova la navata vera e propria con le due file di banchi al centro e allineati lungo le pareti gli stalli massicci del coro riservati alle madri durante le funzioni. Prima della riforma liturgica una balaustra in marmo separava l’altare dalla navata, dominata dalla grande abside dorata a mosaico con la scritta “Tota pulchra est Maria et macula originalis non est in Te”, in grandi lettere d’oro in campo azzurro e al centro l’immagine dipinta ad affresco della Vergine tra angeli, commissionata dalla famiglia Albertazzi in occasione dell’entrata in convento della figlia. L’altare in marmo bianco, in stile neogotico, è sormontato da un austero ciborio decorato con un bassorilievo in stucco raffigurante Gesù tra fanciulli, e ai quattro lati angeli in preghiera, sorretto da massicce colonne in marmo rosso.

All’interno dell’edificio degni di nota sono il grande salone al piano terra: il “Parlatorio”, dove le famiglie potevano incontrare le alunne, riccamente decorato ad affreschi in finto marmo policromo, come anche lo scalone monumentale d’accesso ai piani delle aule. Dal tempo della sua fondazione sono passati ormai molti anni, nel 2012 si è festeggiato il 150 anno di Fondazione, e come i tempi e il modo di pensare si adeguano al presente, anche il Nazareth ha saputo adeguarsi ai cambiamenti e non soccombere, rimanendo un punto di riferimento per il rione Prati e Roma, dove le generazioni di giovani ragazzi e ragazze possono continuare a crescere in “Sapientia et Letitia”come Gesù a Nazareth.

Nel 2018 l'Istituto - la cui offerta formativa va dall'asilo nido fino alle superiori come liceo classico, scientifico e linguistico - ha cambiato gestione. La didattica è sempre gestita dalla Congregazione delle Religiose di Nazareth che, a ormai ben oltre un secolo dalla fondazione dell'istituto, cercano di mantenere il loro operato fedele alla missione educativa nella società di oggi.

Altri siti che ne parlano:
Istituto Nazareth Roma - sito ufficiale